Gisella Introzzi

Nessuna sfiducia alla Introzzi

COMO COMUNE 3La maggioranza che sostiene la Giunta Lucini, con una seduta ad oltranza, ha rigettato la mozione contro l’assessora di Amo la mia città con però una astensione.

 

«Nulla di personale» ha esordito presentando la mozione di sfiducia all’assessora al Personale, attività produttive e commercio della Giunta Lucini al Consiglio comunale di Como di lunedì 31 marzo Marco Butti, Gruppo misto, che ha poi aggiunto alle accuse anche quelle delle risposte ritenute insoddisfacenti dalle interrogazioni delle minoranze. «Rispondo al comunicato stampa di Amo la mia città – ha aggiunto –, questa non è una affatto una mozione formulata in modo vago e non è affatto evanescente, tutt’altro è effervescente!» Il consigliere ha quindi ribadito la contrarietà alla gestione del concorso per la sostituzione del dirigente della polizia locale comasca: «Non è stato incaricato Aiello – il vice, ora trasferitosi a Cantù – per una maggiore trasparenza, ma per il Capo di gabinetto e il dirigente del settore strade, non c’è stato nessun concorso». Un affondo anche contro: «La insoddisfacente gestione del Mercato di Forte dei Marmi, con la concorrenza che crea al commercio locale, e il discorso si è allargato anche alla gestione di Ica, l’agenzia per la riscossione delle tasse sulle pubblicità, affissioni pubbliche e sull’occupazione di aree pubbliche, «pare stia ricominciando a mandare cartelle a pioggia», e anche a coloro i quali le multe erano state verificate e tolte ha denunciato Butti, che ha concluso con una domanda: «Ma con l’avvallo dell’ingresso della grande distribuzione alla ex Trevitex, quale futuro ci sarà per i negozi di vicinato?»

Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha incalzato l’assessora lamentandosi di un suo mancato intervento per far dialogare sindaco e commercianti contro la Ztl – già nelle preliminari aveva annunciato che il referendum auto organizzato ha raggiunto i 4mila votanti –: «Quando ha visto per due serate consecutive 280 commercianti in aula avrebbe dovuto andare dal sindaco e convincerlo quanto meno a parlare con loro». «Addio al maggiore Aiello e addio alle tante attività che stano abbassando la saracinesca» ha dichiarato Anna Veronelli, Fi.

Contro il progetto beCome si è lanciato Sergio Gaddi, Fi, «il budget è assolutamente generico, il dettaglio zero, due foglietti che non sarebbero dati neanche per un incarico di ragazzini delle scuole elementari». Il tutto per un progetto da 150mila euro che il consigliere ritiene più che sproporzionato, «non sono qui a farmi prendere per il culo ha aggiunto», raccogliendo il plauso di alcuni fra il pubblico composito, equamente distribuito fra sostenitori e critici della maggioranza, abbastanza numeroso, tanto da riempire tutti i posti a sedere e gli spazi in piedi adiacenti oltre che l’ingresso. «È vergognoso che le abbiano dato dei soldi con questo progetto – si è scagliato Rapinese contro Marco Servettini, consigliere di Amo la mia città e animatore de L’isola che c’è, una delle realtà coinvolte nel progetto – C’è gente che si fa un mazzo così e non becca soldi. Per lei invece aprono il portafoglio!» «Non siamo nel campo dell’illecito, però delle opportunità» è intervenuto Luca Ceruti, sempre su beCome, per il coinvolgimento del consigliere di Amo la mia città, e sulla nomina del manager del distretto urbano, ex candidato della lista dell’assessora Introzzi. E sempre di inopportunità ha parlato Diego Peverelli, Lega, «io al posto di Servettini non sarei neanche qui, io non ho voluto essere presente neanche quando sono stato sotto giudizio» ha ricordato quando era assessore nella Giunta Bruni, annunciando però l’uscita dall’aula: «La sfiducia non va fatta agli assessori, ma al sindaco». «Perché fare sinergie solo con L’isola che c’è – ha chiesto Francesco Scopelliti, Ncd, quando in città ci sono tante forze vive?»

Dalla maggioranza  Gianni Imperiali, Como civica, ha difeso l’assessora rivolgendosi all’opposizione «penso che in realtà il problema sia la Ztl», Luigi Nessi, Paco-Sel, ha parlato della complessità degli incarichi affidate a Introzzi «sono deleghe pesanti, il personale, le attività produttive, parlo del lavoro». Italo Nessi ha invece spiegato cosa è e cosa fa l’Isola che c’è e gli ambiti in cui lavora da anni lodando il consigliere Servettini per «non essersi nascosto e essere stato se stesso» anche se con un consiglio, quello di valutare attentamente quello che farà in futuro.

«Sono sgomento per il clima da caccia alle streghe di queste ultime settimane» ha detto il consigliere di Amo la mia città, che ha parlato di una campagna di diffamazione nei suoi confronti (il commento de L’isola che c’è) e di: «Fatti alterati per creare sospetto». «Se lei ha subito una campagna di diffamazione – gli ha ribattuto nella replica conclusiva Butti – vada in Tribunale, se no faccia nomi e cognomi». Il consigliere di Amo la mia città ha poi ricordato l’attività de L’isola e le collaborazioni con diversi enti locali, «anche in passato il Comune di Como», negli ultimi anni e come il progetto beCome rientri in un bando finanziato da Fondazione Cariplo. «Mi sono sempre mosso alla luce del sole – ha aggiunto – gratuitamente, relazionandomi con l’Amministrazione nel suo completo e non solo con l’assessora Introzzi. Non ho chiesto nulla e questo è stato un tentativo di fare rete e portare valore al Comune». «Non avrei immaginato di dovermi giustificare – ha concluso emozionato e amareggiato – ora ci penserò in futuro a mettermi in gioco per non mettere in difficoltà realtà esterne».

Terminata la discussione a 5 minuti dalla mezzanotte il presidente del Consiglio Franco Fragolino ha chiesto la votazione del prosieguo ad oltranza approvato dalla sola maggioranza, contrarie le minoranze, e si è andati al voto, come da Regolamento, segreto. 31 sono stati i votanti, uscito Peverelli, assente giustificata Laura Bordoli, e solo i 10 della minoranza hanno votato a favore del provvedimento, bocciato da 20 esponenti della maggioranza, fra le cui fila però uno si è astenuto. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

ecoinformazioni on air/ Non passa la sfiducia, non parla il Pd

logo ecopopIl servizio del 1 aprile di Michele Donegana per Radio popolare. Ascolta il servizio audio.  Non passa la sfiducia. Come previsto l’opposizione alla Giunta Lucini a Como si è scagliata contro l’assessora Gisella Introzzi, soprattutto per le vicende riguardanti la sostituzione del capo della polizia locale. Ma nella discussione sulla mozione di sfiducia è stato coinvolto anche il consigliere Marco Servettini per la partecipazione dell’associazione L’isola che c’è al progetto beCome. Il consigliere si è difeso dicendosi «sgomento per il clima da caccia alle streghe» e rivendicando la capacità di fare rete fra mondo dell’associazionismo e istituzioni. In difesa dell’assessora sono intervenute alcune voci della maggioranza, ma nessuna dai banchi del Pd. Dopo la mezzanotte con voto segreto tutti i consiglieri di minoranza presenti hanno votato la sfiducia, così come quelli di maggioranza l’hanno bocciata, tranne uno, che si è astenuto. [Michele Donegana, ecoinformazioni].

ecoinformazioni on air/ Le minoranze contro Introzzi

logo ecopopIl servizio del 31 marzo di Andrea Quadroni per Radio popolare. Ascolta il servizio audio. Presto on line  il testo del servizio sulla mozione di sfiducia in votazione lunedì 31 marzo al Consiglio comunale di Como. 

Amo la mia città/ Le ragioni di Introzzi

gisella introzziAmo la mia città risponde punto su punto alle critiche e si oppone con decisione alla mozione di sfiducia delle opposizioni che verrà discussa nel  consiglio comunale di Como di lunedì 31 marzo. Con una nota Amo la mia città esprime «pieno sostegno e fiducia all’assessora Gisella Introzzi». Leggi nel seguito il testo del comunicato

«La lista d’azione civica Amo la mia città (AMC) conferma sostegno e stima all’Assessora Gisella Introzzi che in queste settimane è oggetto di attacchi infondati e pretestuosi che non rendono giustizia al lavoro sinora svolto con onestà, competenza e generosità. La mozione di sfiducia nei suoi confronti, recentemente proposta dalla Minoranza, pur formulata in modo tanto vago da risultare quasi evanescente, offre l’occasione per alcuni chiarimenti.

La sostituzione del Comandante della Polizia Locale è avvenuta nel pieno rispetto delle normative vigenti, del principio di trasparenza dell’azione amministrativa e seguendo un iter che ne garantisse l’assoluta correttezza.

La nomina di un dirigente in un Ente pubblico, è bene ricordarlo, segue precise procedure normative e non è certo un atto discrezionale dell’Assessore al personale.

Non si può condividere quindi il richiamo della Minoranza a una supposta “inadeguata gestione” da parte dell’Assessora Introzzi.

Sul tema del rapporto tra Amministrazione comunale e Commercianti intendiamo rispondere alle insinuazioni della Minoranza ricordando alcuni esempi.

Il tavolo permanente di coSostegno e fiducia a Introzzinfronto all’interno del Distretto Urbano del Commercio (DUC) è stato rivitalizzato e garantisce l’incontro regolare tra l’Assessore, i Commercianti e le altre Categorie, aggiungendosi ai numerosi contatti personali che consentono di raccogliere osservazioni e proposte. Insinuare che ci sia stato un atteggiamento di scarsa apertura e negare che esista un ampio e circostanziato confronto tra i rappresentanti di categoria e l’Assessora Introzzi significa misconoscere la realtà dei fatti, tanto da apparire con ogni evidenza un tentativo di strumentalizzare le preoccupazioni di parte dei Commercianti riguardo al progetto di allargamento della ZTL.

Il “Programma di Intervento 2013”, realizzato in collaborazione con Camera di Commercio, Confcommercio e gli atri Partner del DUC (Confesercenti, Confartigianato, CNA, Unindustria, CDO), è stato cofinanziato dal V bando dei Distretti Urbani del Commercio di Regione Lombardia con un contributo di 75.000 euro che ha raddoppiato le risorse locali. Il Progetto è stato inoltre premiato durante lo SMAU 2013 nell’ambito del premio Innovazione ICT Retail. L’efficacia del lavoro svolto dall’Assessora Introzzi nel settore dei Mercati è chiaramente dimostrata: basti pensare alla ripresa dei lavori per la ristrutturazione dell’ex-Mercato dei grossisti che rischiava altrimenti di perdere contributi regionali già assegnati, all’inaugurazione del nuovo Mercato dei produttori locali, alla trasparente disciplina delle autorizzazioni dello svolgimento dei Mercati occasionali rilasciate, ora, sulla base di avvisi pubblici.

Sull’iniziativa “beCOMe”, che ha ottenuto il patrocinio di Padiglione Italia EXPO 2015 e della Fondazione Cariplo, ricordiamo che il progetto è stato illustrato in Giunta, in Maggioranza, in Commissione consiliare e con una Conferenza stampa.

Difendiamo il diritto di non condividere la filosofia alla base del progetto “beCOMe”, ma respingiamo con forza le insinuazioni, troppo vaghe per non apparire pretestuose, in merito ad una “poco trasparente” gestione dell’organizzazione della manifestazione.

Preoccupano, infine, le illazioni sulle collaborazioni attivate con il consigliere Marco Servettini e tese a creare il sospetto piuttosto che a chiarire i fatti: nemmeno un euro del Comune è arrivato a sostenere queste collaborazioni. Viceversa l’intento è quello di creare sinergie e portare valore al territorio; in particolare, nel caso del progetto “-Rifiuti+Valore”, finanziato tramite bando di Fondazione Cariplo, l’associazione L’isola che c’è ha portato una quota di 33.000 euro direttamente nelle casse del Comune per azioni al Mercato Coperto, oltre al valore complessivo del progetto destinato al territorio cittadino.

A questa logica del sospetto rilanciamo piuttosto con una logica della fiducia, alla base del ruolo di moltiplicatore di risorse che il Comune è chiamato a nostro avviso a esercitare, come espresso nel programma della Maggioranza: “Il Comune deve diventare facilitatore dello sviluppo, in una logica di rete: coinvolgere, collaborare, cooperare con tutte le forze vive della città”.

Sosteniamo con forza il vitale diritto/dovere della Minoranza di controllare e criticare l’operato della Maggioranza, ma auspichiamo che lo spirito critico sia sempre affiancato dall’onestà intellettuale. Torniamo a confrontarci apertamente e senza pregiudizi per lo sviluppo culturale e socio-economico della città: unico obiettivo – dovrebbe essere – della Maggioranza così come della Minoranza». [Lista d’azione civica Amo la mia città]

 

Lavoro Comune, la necessità di nuove idee in tempi di crisi

lavorocomunetavoloDalla tavola rotonda Lavoro Comune è emerso come i tre assessori Introzzi, Magatti e Tajani concordino nell’analisi e nei metodi sulle possibilità d’intervento degli enti comunali negli ambiti del disagio lavorativo e dei servizi sociali: in un contesto difficoltoso e complesso che comprende tagli costanti e sostanziosi ai bilanci comunali e tassi di disoccupazione a livelli drammatici, servono nuovi approcci virtuosi per provare ad arginare il possibile.

Venerdì 28 marzo nella sala stemmi del Comune di Como la domanda di partenza posta da Celeste Grossi, a fronte del dato delle oltre mille richieste d’intervento ricevute dagli sportelli dei servizi sociali di Como nel 2013, è stata: «Quali possibilità ha un comune di intrecciare politiche sociali e di lavoro? Quali sono le possibili strategie innovative?». Gisella Introzzi (incaricata alle Politiche economiche e del lavoro, Finanziamenti pubblici e comunitari, Risorse umane e organizzazione) ha delineato con dati e percentuali la situazione della provincia di Como: «Abbiamo una presenza significativa e in crescita della popolazione anziana over 60, il 27% del totale, che insieme alla fascia under 15 rappresentano le categorie da sostenere nella società. 46.500 sono invece gli stranieri residenti nel territorio, che rappresentano l’8% del totale e una ricchezza in termini lavorativi. In crescita è anche il dato dei frontalieri, stimato in circa 23.000 persone, che presenta però una forte disparità sul livello delle retribuzioni con i pari ruolo svizzeri, differenza che aumenta ulteriormente nel caso di lavoratrici donne». Gli strumenti e le risorse dei comuni attualmente sono limitatissime e non aiuta la presenza di una pluralità di soggetti che operano in maniera autonoma e divisa tra loro seppure nello stesso ambito.

Bruno Magatti (assessore Politiche sociali di sostegno alla famiglia, Solidarietà e inclusione sociale, Piani di zona, Sanità e igiene, Ecologia e ambiente del Comune di Como) ha sottolineato come il tema del lavoro sia davvero centrale nei servizi sociali: «La povertà genera esclusione, senso di fallimento e inadeguatezza. Occorre abbandonare tutte le forme precarie di accompagnamento verso il lavoro – la filosofia della borsa lavoro – oltre che affrontare il tema del mantenimento del lavoro per chi oggi ancora ce l’ha». Per Magatti occorre anche ripensare il sistema di welfare oggi utilizzato, perché il pacchetto che prevede l’affidamento di un servizio tramite bando ad una cooperativa non sta più in piedi e occorre prima coniugare tutto con la prevenzione e con la generazione di benessere sociale e ricchezza collettiva. «Il termine che deve contraddistinguere ogni scelta è “generosità”: non bisogna più ragionare in termini utilitaristici e nel breve periodo, soprattutto in un momento in cui aumentano il disagio sociale e la sofferenza ma diminuiscono drasticamente le risorse a disposizione». Un’ulteriore tematica delicata è quella legata alla compatibilità finanziaria dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni, che genera un circuito di ritardi dall’ente alle realtà affidatarie, da queste ai lavoratori e dagli stessi all’ente per i servizi utilizzati.

Il contesto milanese è sicuramente diverso per dimensioni da quello comasco, ma grandi similitudini sono riscontrabili nel metodo e nel quadro di contesto, con l’accordo di tenere legati le politiche del lavoro e i servizi sociali. Cristina Tajani (assessora Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca del Comune di Milano) ha spiegato come sia fondamentale passare dal cambiamento della logica che prevede che solo l’ente pubblico risolva i problemi: «Fare sistema, creare massa critica è oggi indispensabile per ottimizzare e migliorare gli interventi dei Comuni. Milano è una città altamente terziaria e gli interventi da noi sperimentati sono andati soprattutto in questo indirizzo: finanziamenti di microcredito attraverso la fondazione ambrosiana, un progetto che ha permesso di migliorare start-up e incubatori di impresa, interventi sul co-working che valorizzassero le esperienze dal basso e istituissero un albo qualificato, in collaborazione con la Camera di commercio». Le misure più innovative si sono accompagnate ai percorsi classici di formazione e collocazione, ma per Tajani occorre ripensare una nuova progettazione collettiva e partecipata, anche su progetti europei come Garanzia giovani, e capire al più presto quale sarà il futuro di strutture come i centri per l’impiego nel momento in cui le provincie dovessero scomparire. [Tommaso Marelli, ecoinformazioni]

 

Guarda i video dell’iniziativa.

Video on line/ Lavoro Comune

lavoro comune 28Nella Sala Stemmi del Comune di Como, Amo la mia città e Paco Sel hanno  organizzato, il 28 marzo, Lavoro Comune, una tavola rotonda sulle Politiche sociali e per il lavoro seguita da una trentina di persone tra le quali l’assessore Marcello Iantorno diversi consiglieri comunali ed esponenti politici della maggioranza. Già on line sul canale di ecoinformazioni tutti video di Valentina Rosso dell’iniziativa nella quale, coordinati da Celeste Grossi,  sono intervenuti  Gisella Introzzi (assessora Politiche economiche e del lavoro, Finanziamenti pubblici e comunitari, Risorse umane e organizzazione del Comune di Como), Bruno Magatti (assessore Politiche sociali di sostegno alla famiglia, Solidarietà e inclusione sociale, Piani di zona, Sanità e igiene, Ecologia e ambiente del Comune di Como), Cristina Tajani (assessora Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca del Comune di Milano).
Guarda gli altri video dell’incontro sul canale di ecoinformazioni.

– Rifiuti + Valore. Pratiche per una Como più sostenibile

- Rifiuti + ValoreParte il progetto finanziato dalla Fondazione Cariplo per 98mila euro che coinvolgerà il mercato di via Mentana, scuole e cittadini.

 

L’obiettivo del progetto è di «prevenire e ridurre la produzione di rifiuti coinvolgendo commercianti e cittadini». «Si tratta di un positivo esempio della validità e del significato profondo del modo di operare in rete» ha dichiarato Gisella Introzzi, assessora alle Attività produttive del Comune di Como, seguita dal collega all’Ambiente Bruno Magatti, «La partenza di questo progetto insieme al nuovo servizio di raccolta serve ad attivare la sensibilità necessaria», e da Fausto Cancelli, responsabile operativo di Aprica spa (la società che gestisce la raccolta rifiuti),  «La contemporaneità del progetto con l’avvio del nuovo servizio di raccolta rifiuti è un’occasione da cogliere». «Il progetto vuole potenziare e diffondere quelle azioni, individuali e comunitarie, che possono ricreare valore, portando vantaggi ambientali, economici e sociali al territorio, attraverso la riduzione dei rifiuti alla fonte, il riuso e il riciclo – ha affermato la coordinatrice del progetto per L’Isola che c’è Marzia Loria –. Obiettivo finale è arrivare al -15 per cento di rifiuti prodotti e al 75 per cento di raccolta differenziata (rispetto al campione coinvolto)».

Si tratta di un investimento di: «165mila euro, finanziati dalla Fondazione Cariplo con 98mila e 500 euro; la quota a carico del Comune di Como ammonta a 22mila euro (sotto forma di personale e attività); le quote restanti sono a carico di L’isola che c’è e Rete Clima».

Il progetto si svolgerà attraverso percorsi formativi in sei scuole cittadine, la scuola dell’Infanzia di via Salita dei Cappuccini e le scuole Primarie di via Fiume, via Perti, Civiglio, Breccia e Prestino, attività di animazione nei quartieri con eventi e laboratori a Como-Borghi e Sant’Agata e nei quartieri di Camerlata, Rebbio, Breccia e Prestino.

Per quanto riguarda il mercato coperto invece «Con i commercianti è in corso un’attività di analisi della attuale gestione e produzione di rifiuti, attraverso interviste e questionari; per la riduzione degli imballaggi e degli sprechi si stanno valutando sia la possibilità di usare imballaggi riutilizzabili e biodegradabili, sia la possibilità di recuperare gli alimenti invenduti per fini sociali».

Verranno poi organizzate campagne specifiche «per far conoscere e sostenere le forme di riuso già attive in città» e promosso in collaborazione con Acsm-Agam, il consumo dell’acqua del rubinetto, per ridurre la quantità di bottiglie di plastica.

Palazzo Cernezzi lancia anche un invito ai cittadini per: «Partecipare e collaborare al progetto, in particolare tramite dei questionari di monitoraggio per le famiglie attraverso i quali verificare le proprie abitudini nella gestione dei rifiuti e misurare i benefici apportati dalle proposte portate dal progetto».

Per informazioni L’Isola che c’è tel. 031.4451154, 331.6336995, info@lisolachece.org, Internet www.lisolachece.org (il depliant informativo). [md, ecoinformazioni]

beCOMe patrocinato da Padiglione Italia-Expo 2015

beComeIntrozzi: «Il messaggio di beCOMe è chiaro e forte nella direzione di un nuovo modello di produzione e di consumo e invita tutti a pensare allo sviluppo in modo nuovo: proprio come Il Vivaio di Padiglione Italia».

 

«Si concretizza la collaborazione tra Expo 2015 e beCOMe – annuncia Palazzo Cernezzi –. Padiglione Italia, ovvero lo spazio in cui il nostro paese si presenterà al mondo intero dal 1 maggio al 31 ottobre 2015, ha riconosciuto il valore dei contenuti proposti dal progetto comasco e ha voluto patrocinare l’appuntamento».

Il progetto beCOMe, che si svolgerà dal 30 maggio al 1 giugno, si propone di «promuovere un più equo ordine economico e sociale, puntare ad un nuovo modello di sviluppo legato alla dimensione etica e filosofica dell’uomo», con una «riflessione su nuovi stili di vita, da proporre ai giovani e a chi ha voglia di futuro». Sarà articolato «in tre momenti distinti ma complementari tra loro: il momento della riflessione, con i contributi di prestigiosi relatori che costituiranno la cornice teorica del percorso; il momento dell’esemplificazione, attraverso l’ascolto delle buone prassi; il momento dell’animazione e dell’esposizione, per coinvolgere più direttamente il pubblico».

«Il target sarà costituito dalle imprese – precisa una nota –, che vengono invitate a riflettere sul senso del cambiamento in atto; dai giovani, ai quali viene proposto un futuro possibile, sollecitandoli ad esserne protagonisti; dalle famiglie e dalla gente comune, che avranno un’occasione per ritrovarsi e riconoscersi attorno ad una nuova proposta di comunità».

«Tema di Padiglione Italia sarà il Vivaio, uno spazio di crescita, sviluppo, formazione – spiega Palazzo Cernezzi –. Gli elementi cardine del progetto sono la trasparenza, l’energia, l’acqua, la natura e la tecnologia e beCOMe, con la sua apertura verso una nuova prosperità, quindi verso il futuro e lo sviluppo sostenibile, ben si concilia con queste tematiche che sono rivolte soprattutto ai giovani».

«Siamo molto soddisfatti dell’ottenimento del patrocinio di Padiglione Italia – dichiara l’assessora alle Politiche economiche e del lavoro e alle Attività produttive e cooperazione del Comune di Como Gisella Introzzi –. Il messaggio di beCOMe è chiaro e forte nella direzione di un nuovo modello di produzione e di consumo e invita tutti a pensare allo sviluppo in modo nuovo: proprio come Il Vivaio di Padiglione Italia. Fin da subito la sintonia tra le due iniziative è stata palese ed oggi si è concretizzata con la comunicazione formale da parte del settore che cura i contenuti della vetrina italiana». [md, ecoinformazioni]

Sull’Isola non c’è conflitto d’interessi

lisolachece-como-2009Nuovo capitolo della campagna di stampa in corso contro l’assessora Gisella Introzzi. Per Become accuse anche al Des comasco, al consigliere di Amo la mia città  Marco Servettini e per  – Rifiuti + Valore all’assessore all’Ambiente e alle Politiche sociali Bruno Magatti.  Giacomo Maria Giovanelli, presidente dell’associazione L’isola che c’è,  con una articolato documento rigetta le accuse diffuse da una parte della stampa locale chiarendo che per il progetto della manifestazione Become non è previsto alcun compenso per l’associazione, che il progetto – Rifiuti + Valore è finanziato dalla Fondazione Cariplo, che l’impegno amministrativo di Marco Servettini rappresenta una scelta strettamente personale di un dipendente del sodalizio e che l’Associazione ha i suoi organi democratici d’amministrazione. Leggi il testo del comunicato.

«Con dispiacere e stupore, abbiamo letto l’articolo uscito oggi su “Il Corriere di Como”, nel quale si pongono seri dubbi di trasparenza sulla nostra collaborazione con il Comune di Como, privi di fondamento. L’Associazione “L’isola che c’è”, attiva dal 2004 sul territorio comasco, nel corso degli anni ha lavorato, con ottimi riscontri, insieme a numerosi comuni e altri enti locali, indipendentemente dal partito politico della maggioranza governante, compreso il Comune di Como prima dell’attuale Amministrazione. Punti cardine del nostro lavoro sono sempre stati la professionalità e la ricerca di partecipazione per promuovere alla cittadinanza, in una rete sinergica di attori e soggetti locali, i temi della sostenibilità ambientale e sociale nei loro vari ambiti. Collaborare con chi amministra la città di Como, pertanto, è in coerenza con la nostra mission e con il nostro modus operandi, indipendentemente dalle singole persone ieri o oggi in Consiglio Comunale. Rispetto ai casi concreti citati nell’articolo, abbiamo messo a disposizione le nostre competenza su due iniziative di crescita e sviluppo sostenibile per il territorio:

– L’evento beCOMe, una nuova manifestazione che rilancerà i temi di Expo 2015 (a noi cari da sempre) che sarà presentata ufficialmente il prossimo mese (per la costruzione di questo evento non è previsto a budget un solo centesimo per la nostra Associazione);

– Il Progetto “- Rifiuti + Valore”, un progetto volto a prevenire e ridurre la produzione di rifiuti, al momento in fase organizzativa (le attività saranno promosse da marzo e continueranno per tutto il 2014), co-finanziato da Fondazione Cariplo, che prevede un’azione a carico del Comune di Como (partner progettuale) per un valore di 55mila euro (di cui 33mila arriveranno dalla Fondazione al Comune stesso – beneficiario del progetto e non stanziatore di fondi a “L’isola che c’è”).

Infine, precisiamo che l’impegno amministrativo di Marco Servettini rappresenta una scelta strettamente personale di un dipendente e che l’Associazione ha i suoi organi democratici d’amministrazione. All’interno della relazione di positiva collaborazione creata in questi anni con la stampa locale, ringraziamo dell’attenzione e restiamo a disposizione per fornire altri eventuali chiarimenti». [Giacomo Maria Giovanelli, presidente de L’isola che c’è]

Como verso Expo 2015

shop in comoIl Distretto urbano del commercio di Como si attiva con il Registro delle imprese e una App gratuita sviluppata insieme con il Politecnico.

«Sono ripresi i lavori del Distretto urbano del commercio (Duc) sul database delle attività commerciali della città: il punto di partenza è il Registro delle imprese fornito dalla Camera di commercio (partner istituzionale del Duc insieme al Comune e a Confcommercio Como) e l’obiettivo è di arricchirlo con i dati qualitativi utili alla promozione del Distretto urbano del commercio in previsione di Expo 2015 – annuncia Palazzo Cernezzi –. L’iniziativa, cofinanziata da Regione Lombardia, nasce dalla collaborazione tra gli enti pubblici e vede la collaborazione attiva delle principali associazioni di categoria dei commercianti e degli artigiani: gli incaricati del Settore Suap/Attività produttive del Comune – coordinati dal manager del Duc – avranno il compito di raccogliere le nuove informazioni direttamente dagli esercenti tramite contatto telefonico o personale. Le informazioni raccolte verranno prima di tutto confrontate con quelle fornite da Camera di Commercio: le eventuali discrepanze verranno immediatamente segnalate agli interessati invitandoli a regolarizzare la propria posizione per poter partecipare alla seconda fase del progetto».

«Il Registro delle imprese costituisce infatti la fonte primaria di certificazione dei dati costitutivi delle aziende e svolge in questo senso una funzione analoga a quella delle anagrafi comunali per i cittadini – prosegue la nota –: l’operazione del Duc aggiungerà quindi contenuti al documento senza in alcun modo sostituire o sovrapporsi al testo originale. Insegna, categoria merceologia dettagliata, profili social, brand e prodotti tipici proposti da ciascun punto vendita sono solo alcune delle informazioni che verranno messe a disposizione del pubblico attraverso il sito del Duc www.shopincomo.com e tramite una App gratuita (per Android, Windows Phone e IPhone) sviluppata in collaborazione con il Politecnico di Milano. Tra le altre funzioni, la App permetterà agli utenti (residenti, visitatori e turisti) di individuare in maniera istantanea il prodotto che stanno cercando e li guiderà verso i punti vendita di loro interesse geo-localizzando gli accessi. Non resteranno esclusi gli stranieri: fin da subito una parte dei contenuti sarà fornita in italiano e in inglese. La App rappresenta una vera e propria vetrina virtuale della città e la sua attivazione è prevista per l’inizio dell’estate così da avere quasi un anno per testare lo strumento prima del grande appuntamento di Expo 2015».

«Questa rappresenta solo la prima di una serie di iniziative di cui alcune vedranno la luce già prima della stagione turistica – dichiarata l’assessora alle Attività produttive e commercio del Comune di Como Gisella Introzzi –. Ci auguriamo di incontrare fin da subito l’entusiasmo e la collaborazione dei commercianti e degli esercenti che invito fin da ora a rivolgersi direttamente agli incaricati del Duc per ogni informazione o domanda in merito all’operazione». [md – ecoinformazioni]

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