Giuliana Sgrena

Dio odia le donne a L’isola che c’è

celeste-giuliana-dioA L’isola che c’è un incontro su un tema tanto generale da essere decisivo per ogni persona. Si è parlato il 18 settembre con Giuliana Sgrena del rapporto tra religioni, monoteistiche e non solo, con i diritti delle donne, spesso in esse programmaticamente e concretamente, ostacolati, impediti, esclusi. La giornalista, autrice del libro Dio odia le donne, dialogando con Celeste Grossi e con il pubblico che affollato il tendone della Casa dei Popoli dell’Arci , ha citato numerosissimi casi nei quali non solo l’integralismo islamico ma anche quello cristiano determina esclude le donne dalla comunità, considerandole “impure”, secondarie, intrinsecamente colpevoli. Nella documentatissima analisi di Sgrena l’insieme delle vessazioni storiche imposte alle donne dal predominio delle religioni sui diritti si alimenta e ripropone oggi a causa della mancanza di laicità delle società anche di paesi democratici come l’Italia. Già on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video dell’iniziativa.

Giuliana Sgrena/ La libertà non è il burkini

sgrena-01Giuliana Sgrena, che sarà a L’isola che c’è a Villa Guardia il 18 settembre alle 18 nello spazio Arci per presentare il suo libro Dio odia le donne, interviene nel dibattito sul burkini affermando che: «Non si combatte l’islamofobia sottolineando le differenze che alimentano l’identitarismo, ma al contrario eliminando tutte le discriminazioni che la donna ancora subisce, soprattutto nel mondo musulmano». (altro…)

Video/ Sel-Si/ Sgrena: costruire la sinistra sulla laicità contro relativismo e fondamentalismi

SGRENA GROSSI LORENZINI

 

Con le introduzioni di Marco Lorenzini e Celeste Grossi è svolto, alla Circoscrizione 6 di Como con una trentina di presenti, l’incontro con Giuliana Sgrena organizzato da Sel-Si venerdì 19 maggio  con la presentazione di Dio odia le donne.  [Foto anteprima Fabio Cani; foto in alto Andrea Rosso]

Guarda  tutti gli altri video sul canale di  ecoinformazioni.

20 maggio/ Giuliana Sgrena contro i fondamentalismi

Grossi-Sgrena-01I fondamentalismi, nemici della libertà, della democrazia e delle donne, venerdì 20 maggio alle 18 al Centro civico di via Grandi 21 a Como (ex Circoscrizione 6, davanti alla Ticosa). Sinistra italiana invita all’incontro con Giuliana Sgrena. Introduce e modera Celeste Grossi, Sel-Si. Intervengono Giuliana Sgrena, presidenza Sel, autrice del libro Dio odia le donne [il Saggiatore, 2016]  e Marco Lorenzini, Sel-Si che presenta il percorso costituente del nuovo soggetto politico di Sinistra.

dioodialedonne

Sgrena/ Le vere vittime dei fanatici sono i musulmani moderati e laici

ilmanifesto«L’angoscia e lo smarrimento suscitati dalle immagini che arrivavano da Parigi, lasciano ora spazio a interrogativi e considerazioni. Innanzitutto la freddezza e la preparazione militare dei terroristi segna un salto di qualità nel terrorismo islamico globale. Persino l’urlo di “Allah u Akbar” così nitido è apparso privo di emozione e di fanatismo. L’obiettivo stesso appare simbolico più che frutto di una reazione a vignette anti-islamiche, che sarebbe stato più comprensibile in occasione della pubblicazione di quelle più dissacranti.

Le vignette contro Maometto pubblicate da un giornale danese nel 2005 avevano provocato mobilitazioni anti-occidentali in vari paesi musulmani, mentre l’attacco di Parigi è stato condannato con rare eccezioni di plauso. L’obiettivo scelto è infatti molto “sofisticato” per le masse arabe, si è voluto colpire la laicità nella sua espressione più radicale: Charlie Hebdo in nome della libertà dissacrava e sbeffeggiava la religione come la politica o il sesso.

L’obiettivo sembra quindi più una scelta dell’islamismo francese o europeizzato. Chi può odiare tanto un simbolo della laicità se non un islamista francese? Questo attentato è il frutto avvelenato dell’islam globalizzato, un’ideologia sostenuta anche da intellettuali occidentali che hanno convinto molti europei della loro intenzione di modernizzare l’islam mentre il vero obiettivo era ed è quello di islamizzare l’Europa. È la stessa ideologia che ha generato il califfato di al Baghdadi, che in nome dell’islam globale vuole abbattere le frontiere coloniali in Medioriente.

La coincidenza con l’uscita del provocatorio romanzo di Houellebecq Sottomissione (traduzione letterale di Islam) sulle conseguenze della diffusione dell’islam in Europa – i musulmani sono già e saranno sempre più una presenza importante e financo preponderante – ha scatenato ipotesi drammatiche sul nostro futuro. Questo ci deve spaventare? No, ma non possiamo ignorare le contraddizioni vissute da chi, di origine musulmana, è cresciuto in un paese più o meno laico (l’Italia non lo è) e apprezza questa laicità ma non è disposto a mettere in discussione i principi dell’islam (secondo una versione integralista) soprattutto rispetto alle donne. Sono contraddizioni più laceranti nei giovani che negli adulti.

Lo scontro più duro tra un mondo sostanzialmente laico e la volontà di imporre una visione più ortodossa dell’islam si è verificato di recente proprio in un paese musulmano come la Tunisia. Non a caso i due fratelli franco-algerini ritenuti responsabili dell’attentato – Chérif e Said Kouachi – sono legati alla filiera jihadista Buttes-Chaumont di Boubaker al Hakim, franco-tunisino, che ha rivendicato nel dicembre scorso, l’assassinio dei due noti esponenti del Fronte popolare, Chokri Belaid e Mohamed Brahmi. La rivendicazione, a nome dello Stato islamico (Isil), è avvenuta alla vigilia del secondo turno delle presidenziali tunisine e faceva appello al boicottaggio.

Sebbene i due giovani siano stati indicati dai testimoni come appartenenti ad al Qaeda in Yemen, il loro passato è più legato ad al Qaeda in Iraq che sarebbe poi diventata Isil. E questo dimostra come il terrorismo globale non risponda più a una sigla ma molti gruppi possono agire in nome del Jihad. Kouachi era stato arruolato nel 2004 da Farid Benyettou, autoproclamatosi imam. I due erano stati arrestati nel 2005 mentre Kouachi era in partenza per Damasco. Boubaker al Hakim, arrestato in Siria dove ha passato un anno in carcere, è stato estradato in Francia nel 2005, dove nel 2008 è stato condannato a sette anni, ma nel 2011 è stato liberato.

Sono solo alcune storie di jihadisti che dimostrano come personaggi già noti alla giustizia possano continuare a organizzare attentati tra una missione e l’altra sui terreni di guerra. È questo il terrorismo globale, che non può essere combattuto solo con misure di sicurezza: ancora più importante è combattere l’ideologia portata alle estreme conseguenze dai terroristi. Il “successo” in Iraq e Siria di al Baghdadi ha fatto proliferare i suoi sostenitori nel nord Africa e anche in occidente.

Ora si chiede alla comunità musulmana di condannare il terrorismo, di farlo più esplicitamente. Questo indubbiamente serve a isolare i jihadisti, ma non basta farlo quando c’è l’emergenza, la paura, occorre prestare maggiore attenzione a quelle forze, a quei religiosi, che dentro il mondo islamico si battono, a loro rischio e pericolo, per una secolarizzazione dell’islam. Non serve condannare le atrocità commesse in nome dell’islam solo quando toccano l’occidente, perché le principali vittime del fanatismo non siamo noi ma i musulmani moderati e laici». [Giuliana Sgrena, Il manifesto]

29 novembre/ Giuliana Sgrena a Colico e a Lecco con l’Arci

sgrena-620x270Sabato 29 Novembre 2014 Giuliana Sgrena sarà in provincia di Lecco per presentare il suo ultimo libro Rivoluzioni violate, primavera laica, voto islamista edito da Il Saggiatore nel Marzo 2014.

Il primo appuntamento, previsto per le ore 17 presso l’Auditorium comunale di Colico,  è organizzato, con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune,  dal  Circolo Arci Mille Papaveri Rossi di Chiavenna e dal Circolo Arci  Kollage di Colico.

Il secondo, invece, avrà luogo alle ore 21 presso il Circolo Arci La Ferriera di Lecco (via Invernizzi n°20, quartiere San Giovanni).

Guliana è una giornalista che dal 1988 scrive per Il Manifesto e collabora con il settimanale tedesco Die Zeit.  Inviata in Medio Oriente e in numerosi teatri di guerra tra cui Somalia, Algeria, Afghanistan e Iraq, da molto tempo si occupa del rapporto fra diritti delle donne e Islam. Collabora, inoltre,  con il settimanale tedesco Die Zeit.

Rivoluzioni violate, primavera laica, voto islamista è un saggio che vuole rimettere in primo piano tutte quelle migliaia di donne – giovani e non, casalinghe e studentesse, unite dallo stesso desiderio di cambiamento- che durante la Primavera araba abbiamo visto sfilare in corteo: le protagoniste assolute di quel breve periodo,  velocemente eclissate da quei partiti islamisti che si sono trasformati nei portavoce degli antichi codici patriarcali e che,  per riprendere il controllo socio-politico del territorio, hanno fatto appello ad una interpretazione del Corano che afferma la superiorità dell’uomo sulla donna.

I due appuntamenti lecchesi si inseriscono in una programmazione culturale più ampia, che vedrà, nel mese di novembre, la giornalista impegnata nella presentazione del proprio libro anche in alcuni Circoli Arci di altre città lombarde.

Il programma fa parte di Arci Book, il circuito dei Circoli Arci che si occupano di promozione della lettura e di bookcrossing realizzando attività quali presentazioni di libri, aperitivi e mostre letterarie,  letture a voce alta e animate, e-bookdjset  e bookslideshows, workshops, laboratori, concorsi letterari, promozione dell’editoria indipendente, della creatività testuale, dei progetti di natura letteraria con ricaduta formativa.

Per maggiori infomazioni sui Circoli Arci Book della provincia di Lecco, clicca qui. Per maggiori informazioni sull’autrice, http://giulianasgrena.globalist.it/ [Dal sito di Arci Lecco]

 

Video/ L’altra Europa per la Pace in Palestina


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Con il dibattito Il ruolo dell’Europa negli scenari di guerra si è approfondito il ruolo de L’Altra Europa per fermare il massacro dei palestinesi a Gaza. La proposta di Giuliana Sgrena di una delegazione di parlamentari europei e nazionali per dare risalto alle voci contro la violenza e la guerra si è articolata con l’idea largamente condivisa che oltre che i parlamentari siano importanti le voci della società civile ed in particolare quelle degli ebrei e degli israeliani contro la guerra. L’incontro di Firenze nel circolo Arci dell’isolottoa Firenze ha visto la partecipazione di un centinaio di persone  e gli interventi di Riccardo Chiari, Curzio Maltese [parlaentre europeo de L’altra Europa con Tsipras], Raffaella Bolini, Tommaso Fattori, Argiris Panagopoulus.  Guarda i video di alcuni passi degli interventi.

 

 

Giuliana Sgrena: Le sinistre europee per la Pace in Palestina

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Giuliana Sgrena propone su Globalist alle sinistre europee e italiane la costituzione di una delegazione  per la Pace in Palestina: «Occorre un’azione esemplare per fermare i crimini di guerra commessi da Israele. Perché i parlamentari europei della sinistra non vanno a Gaza?

“Siamo tutti palestinesi”, l’abbiamo sentito ripetere nei giorni scorsi anche da politici, non dei maggiori partiti.

Lo sentiremo ancora ripetere, ma i palestinesi muoiono, a decine, a centinaia, e noi siamo qui, impotenti. Impotenti di fronte all’ipocrisia dei nostri governanti, alla miopia dell’occidente e al cinismo di Obama che si preoccupano solo di imporre sanzioni a Putin e ignorano i crimini di guerra commessi ogni giorno da Israele.

Netanyahu dice di aver avvisato con sms gli abitanti di Sajaya che avrebbe bombardato. […]

Abbiamo eletto, come liste Tsipras, 52 europarlamentari. Alexis Tsipras è uno dei politici che sostiene «Siamo tutti palestinesi»; allora perché non si forma una delegazione di europarlamentari che si rechi in Israele per fermare i crimini di guerra? Gli europarlamentari – più altri parlamentari italiani e di altri paesi europei – potranno ottenere l’attenzione del mondo che singoli individui non potrebbero avere, anche se Israele li rispedirebbe subito indietro.

Il senso di colpa che l’Europa ancora vive nei confronti degli ebrei non può essere fatto pagare ai palestinesi. Non possiamo accettare questa nuova barbarie senza reagire, altrimenti non potremo più dire «siamo tutti palesti-nesi», diventeremo tutti responsabili dello “sterminio” dei palestinesi». Leggi l’intero articolo su Globalist.

L’altra Europa comasca analizza e procede il 5 giugno

tsiprasbandiereOltre al successo nazionale, Il 4,43 per cento conseguito in città, il meno lusinghiero, ma sempre superiore alle aspettative, 2,79 per cento in provincia e soprattutto il risultato politico di aver riunito le diverse anime della sinistra lariana che hanno lavorato fianco a fianco per L’altra Europa, superando antiche ruggini e divergenze,  sono le ragioni della soddisfazione delle attiviste e degli attivisti del Comitato Como per Tsipras  e della scelta di proseguire l’attività. Una soddisfazione che si accende anche con i dati delle preferenze che dimostrano lo straordinario apprezzamento elettorale della candidata “comasca” Giuliana Sgrena (proposta dal basso con una raccolta di firme anche nella nostra provincia) che ha totalizzato a Como 1199 consensi (31.032 nella Circoscrizione), superando, in terra lariana, persino il notissimo e amatissimo Moni Ovadia (eletto e disponibile alle dimissioni in favore di Curzio Maltese, terzo a Como, ma secondo nell’intera Circoscrizione Nord Ovest). Naturale quindi la scelta di andare avanti e di farlo convocando un incontro aperto, giovedì 5 giugno alle 20.45 alla Circoscrizione Como Centro  via Collegio dei Dottori 9. La nuova riunione che segue quella del 28 maggio, dedicata ai festeggiamenti,  sarà centrata sull’analisi del voto e sulle prospettive. Leggi nel seguito del post il comunicato del Comitato Como per Tsipras.

«Il Comitato Como per Tsipras ringrazia tutte le cittadine e tutti i cittadini della nostra provincia e della nostra città che hanno contribuito con il loro voto, ed ogni voto è stato prezioso, a superare lo sbarramento del 4%, di dubbia costituzionalità, ed esprime grandissima soddisfazione per l’obiettivo raggiunto in tutto il Paese e nel nostro territorio.

L’affermazione dell’Altra Europa con Tsipras è stata una vera impresa, realizzata in soli quattro mesi, nell’indifferenza e opacità della grande e piccola informazione, completamente concentrata sui virulenti duelli delle maggiori forze politiche italiane che hanno caratterizzato la campagna elettorale mediatica.

La partecipazione alle elezioni europee è stata possibile e vincente grazie all’impegno espresso dai comitati nati in tutta Italia, composti di cittadine e cittadini, esponenti di associazioni, movimenti e partiti che come Sel e Prc hanno appoggiato la lista.

Hanno lavorato in modo unitario e partecipato, cercando il contatto e il dialogo nelle comunità dei propri territori, raccogliendo le firme necessarie per la presentazione della lista, organizzando e realizzando tutti i passi di una campagna elettorale diretta e sul campo, con fondi limitatissimi provenienti in buona parte dall’autofinanziamento e dall’aiuto dei simpatizzanti.

Il Comitato ringrazia i promotori e garanti della lista, che hanno avviato e si sono spesi per questo progetto, proponendo alla riflessione di tutte e tutti noi un’analisi lucida dell’Europa, e alla nostra adesione e al voto dell’elettorato un programma di concreto cambiamento con Alexis Tsipras, candidato della Sinistra unita europea-Sinistra verde del Nord e leader in Grecia di una sinistra maggioritaria.

Quali siano e quanto urgenti gli obiettivi per cui abbiamo lavorato e continueremo a lavorare, quale il legame diretto tra le politiche dell’Unione e la nostra vita quotidiana, è illustrato nel programma di Tsipras e in quello della lista, che  declinano un percorso concreto e realistico  per superare la crisi di lavoro e diritti che ha investito buona parte della popolazione europea.

Dalla modifica delle politiche economiche (con la cessazione dell’austerità, la rinegoziazione del debito, gli investimenti per l’occupazione), al rinnovamento degli istituti di democrazia della UE, alla cura dell’ambiente e infine alla pace e solidarietà internazionale, l’analisi e l’elenco degli obiettivi disegna un’Europa possibile che abbia al centro le necessità, la vita e il futuro delle popolazioni che la abitano e per le quali è stata pensata dai suoi ispiratori.

Il Comitato comasco, si ritroverà giovedì 5 giugno alle 20.45 alla Circoscrizione Como Centro  via Collegio dei Dottori 9, per un confronto sull’esito del voto, sul futuro dell’esperienza dell’Altra Europa e sul percorso da avviare in questa nuova fase, anche in vista della riunione dei comitati territoriali, assieme ai garanti e al comitato operativo, che si terrà sabato 7 giugno a Roma. [Comitato Como per Tsipras]

 

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