Giulio Casati

Magatti/ Geotermico a Como una possibilità per l’area Ticosa

IMG_20140412_144927Geotermico è già parola poco diffusa e compresa, proporlo poi “profondo” è forse troppo azzardato per chi in  città preferisce attardarsi nello “storico” e “vitale”e assai superficiale conflitto tra spazi a  pagamento e gratuiti per la sosta. Per questo l’importante iniziativa di sabato 12 aprile in biblioteca a Como ha visto una serie di relatori di altissimo porfilo che hanno avviato la discussione sull’ipotesi di utilizzo dell’energia del calore terrestre a Como senza però riuscire a riempire la sala animata tuttavia da molti addetti ai lavori.  Presenti, oltre alla parlamentare del Pd e responsabile ambiente nella segreteria del partito Chiara Braga e l’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino – entrambi anche intervenuti nel dibattito – il sindaco Mario Lucini e alcuni consiglieri della maggioranza. I video dell’incontro saranno tutti presto on line su Altra Como e sul sito dell’Ordine degli ingegneri, promotori dell’iniziativa insieme all’assessorato all’ambiente del Comune di Como. Presto on line su canale di ecoinformazioni altre anteprime video con gli interventi iniziali di Giorgio Fontana e Chiara Braga.

E troppo presto per dire che si può fare e naturalmente nessuno può dire che si farà il campo geotermico profondo di Como. Ma l’ipotesi presentata nel dibattito in biblioteca sabato 12 aprile non è semplicemente un’idea. Si tratta di un’ipotesi scientifica alla quale credono ingegneri, geologi, docenti universitari del Politecnico e scienziati del Centro Volta. È l’ipotesi alla quale vuole seriamente lavorare l’assessore all’ambiente Bruno Magatti che ha rivendicato nel suo intervento il fatto che per una volta non è qualcuno che bussa alla porta del pubblico per proporre un’idea, ma essa nasce fin dall’inizio dalla sinergia tra competenze politiche e scientifiche a disposizione della cosa pubblica. L’idea è semplice e già realizzata in centinaia di altri luoghi anche in Italia: fare un buco (sarà  necessario farlo profondo forse qualche migliaia di metri)  estrarre da esso acqua calda, farle scambiare calore con un circuito secondario, utilizzare quest’ultimo prima per produrre con una turbina e un generatore energia elettrica per poi distribuire il calore residuo con un impianto di teleriscaldamento direttamente nelle abitazioni della città. Allo stato degli studi che da oggi partono con maggiore intensità i punti forti dell’iniziativa sono almeno due: c’è un’area quella della Ticosa che la città ha urgenza di riprogettare in modo innovativo ed economicamente produttivo e la presenza del Cosia che può offrire un’interessante “autostrada”dove fare correre i tubi del teleriscaldamento senza rompere tutte le strade e con costi ovviamente molti minori. E se il pozzo non offrisse temperature sufficienti a produrre corrente elettrica? Si aprirebbe comunque una possibilità davvero interessante con l’uso diretto delle acque relativamente fredde per riscaldarle ancora con impianti a energie alternative o – forse meglio ancora – per utilizzarla nel teleriscaldamento dove la temperatura richiesta è naturalmente più bassa di quella necessaria per la generazione di elettricità.

Quindi si può fare? Sì, si può studiare se e come farlo e soprattutto, e ciò segna davvero un cambio di passo per il centrosinistra comasco, si comincia a pensarci fin dall’inizio alla luce del sole (in biblioteca, pubblicamente e con i cittadini e le cittadine della città) il che per una fonte profondamente sotterranea è davvero una rivoluzione della politica con la scienza.  In chiusura l’intervento di Spallino che ha indicato la necessità di progettare complessivamente l’assetto urbanistico della città  chiarendo che spetta alla politica la decisione in un quadro che vede le diverse aree non come problemi ma come occasioni per  migliorare la città.  E alla domanda di Fontana che gli ha chiesto: “Vorremmo il tuo permesso per fare alcuni buchi nel suolo in Ticosa”  ha risposto sorridendo: “Ora sì”.

Nel dibattito sono emerse anche posizioni critiche con dubbi circa la scelta dell’area della Ticosa, a cui si preferirebbe una localizzazione periferica, la constatazione di battute d’arresto di progetti analoghi in Svizzera, i costi elevati anche della fase di trivellazione. La conclusione di Magatti ha sottolineato la positività di un dibattito vero anche con posizioni critiche, ha chiarito che naturalmente non si intende utilizzare l’intera superficie dell’area Ticosa e ribadendo che al variare delle disponibilità offerte alle diverse profondità dalla geotermia si potrà ragionare su come realizzare un eventuale impianto senza nessuna preconcetta adesione fideistica a un’dea, ma con la consapevolezza che per risolvere i problemi bisogna sperimentare soluzioni innovative. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

12 aprile/ Geotermico: da Como la proposta per avviare un progetto in Ticosa

geotermiaConvegno con docenti universitari e ricercatori sabato 12 aprile dalle 14 alla Biblioteca comunale di Como, in piazzetta Lucati, organizzato dall’assessorato all’Ambiente del Comune di Como e dall’Ordine degli ingegneri della provincia di Como.

 

«La Terra costantemente emette energia sotto forma di calore, che dalle zone più profonde si propaga verso la superficie: si tratta del cosiddetto flusso di calore, o flusso geotermico – spiega un comunicato di Palazzo Cernezzi –. Tale flusso, costante e continuo, rappresenta un’importante fonte che da tempo viene utilizzata per il riscaldamento domestico. Recentemente lo sfruttamento si è esteso grazie all’avvento di speciali apparecchiature, le cosiddette pompe di calore, tali da rendere possibile in qualunque luogo della Terra ed in qualunque condizione geologica o climatica, ricavare energia sufficiente per coprire i normali consumi per riscaldamento e acqua calda di una famiglia. Il tutto al prezzo di una ragionevole quantità di energia elettrica per il funzionamento della macchina. Ma per riscaldare interi quartieri o una città la bolletta elettrica sarebbe insostenibile. È allora possibile ricorrere a sistemi tanto più profondi da permettere l’uso diretto del calore della terra e anzi riuscire a produrre energia elettrica senza alcun effetto di inquinamento ambientale».

«L’Italia è tra i paesi “geotermicamente” più caldi d’Europa e questa è una condizione che non possiamo non sfruttare – precisa l’assessore Bruno Magatti, presentando questa mattina alla stampa il dibattito –. L’esempio più importante a livello europeo dell’utilizzo di tale energia è il sistema di riscaldamento urbano della città di Ferrara. Si tratta di un impianto di teleriscaldamento che serve 14mila appartamenti con evidenti ricadute sulla qualità dell’aria che si respira e già in fase di raddoppio. Penso che a Como non manchino le capacità per poter avviare un progetto e mi auguro che l’appuntamento di sabato possa accelerare l’avvio degli studi necessari».

«Il riscaldamento degli edifici civili impiega almeno il 40% dell’energia primaria, il che corrisponde in sintesi ad un equivalente saldo negativo in termini di bilancia commerciale per l’import di combustibili fossili – prosegue l’ingegner Giorgio Fontana, ideatore del convegno insieme a Magatti –. Ciò spiega l’enorme potenziale a disposizione in termini di filiera industriale, vantaggi ambientali, Pil disponibile sul territorio anziché flusso di denaro esportato. In Germania tale approccio è già diventato sistemico e strutturale, laddove storicamente tali tecnologie (si pensi ad esempio alle caldaie a condensazione) sono sempre arrivate nel nostro paese a vari anni di distanza e con un enorme altrui vantaggio. Con la geotermia anche un territorio come il nostro può mettere a sistema competenze e tecnologie di assoluto prim’ordine, come dimostrerà il convegno» (un contributo sul teleriscaldamento).

«E proprio l’Istituto di geofisica e geoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche ha già consegnato all’assessore Magatti e all’ingegner Fontana un primo studio preliminare sulla geotermia profonda a Como Raccolta preliminare di informazioni geologico-geotermiche nell’area di Como – precisa un comunicato di Palazzo Cernezzi –, realizzato sulla base delle informazioni disponibili nei data base del Cnr».

DEEP GEO - Volantino DEF«All’introduzione di Franco Gerosa, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Como e della parlamentare Chiara Braga, responsabile ambiente nella direzione del Partito democratico – spiega gli interventi un comunicato –, seguirà l’intervento dell’assessore all’Ambiente Bruno Magatti, da tempo sostenitore della necessità di avviare un progetto per la realizzazione di una centrale geotermica in città, nell’area dell’ex Ticosa. Seguirà l’intervento del professor Giulio Casati del Centro di cultura scientifica Alessandro Volta che inquadrerà i bisogni e le necessità delle nostre città, oggi e soprattutto nel futuro. La parola passerà quindi ai tecnici con l’intervento di Adele Manzella, geofisica, responsabile della geotermia per l’Istituto di geofisica e geoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche e coordinatrice scientifica di Vigor, progetto finalizzato all’individuazione e realizzazione di interventi per ampliare il potenziale sfruttabile di energia geotermica in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, del professor Ennio Macchi, docente del Dipartimento energia del Politecnico di Milano, di Fausto Ferraresi, dirigente del Gruppo Hera e presidente dell’Associazione italiana teleriscaldamento urbano. In chiusura l’intervento dell’assessore all’Urbanistica del Comune di Como, Lorenzo Spallino che parlerà delle opportunità per un’area Ticosa di stampo europeo». [md, ecoinformazioni]

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