Il giardino delle ore

“Di Notte” – Il giardino delle ore all’Excelsior di Erba per la Giornata della Memoria

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In occasione della Giornata della Memoria – 27 gennaio –  la compagnia teatrale Il giardino delle ore ha portato sul palcoscenico del teatro Excelsior di Erba una tripla rappresentazione dello spettacolo Di notte (in mattinata e nel pomeriggio per le scuole medie ed elementari, in serata dalle 21 per il pubblico).

Basato su una storia vera, riadattata da Valentina Papis, che dello spettacolo è co-protagonista insieme a Benedetta Brambilla e Matteo Castagna (quest’ultimo, affiancato da Filippo Antonio Prina, si è occupato della regia), “Di Notte” racconta il doppio intreccio della vita delle sorelle Rachele (Brambilla) e Rebecca Stern (Papis) con quella del giovane Karl Meier (Castagna) sullo sfondo della Germania nazista.
Come spesso accade nella rappresentazione dello sterminio programmato nazista, assistiamo al progressivo, inarrestabile declino di un’idilliaca situazione iniziale, a cui le due sorelle reagiscono diversamente: la realista, ma sensibile Rachele non sa mentire a se stessa e difendersi dalla tragedia che coinvolge lei, la sorella e tutti gli ebrei in Germania. Al contrario, Rebecca, da subito definita “un po’ matta” dalla sorella, forse proprio a causa della propria eccentricità riesce a cogliere aspetti romantici e fiabeschi perfino nell’internamento nel ghetto (“è come stare in una fortezza in cui uscire è difficile ed entrare è impossibile!”).  

È questo sdoppiamento di prospettiva il fil rouge di uno spettacolo i cui primi destinatari sono bambini di otto-dieci anni, i più piccoli dei quali si sono appena affacciati alla tematica della Shoah.
Come “spiegare” loro la portata di tale tragedia in modo che possano comprendere una situazione che pare impossibile, ma che impossibile – purtroppo – non è, ora come allora? La risposta di Rebecca è l’ironia, un tipo di umorismo basato sul capovolgimento, sulla sottrazione, sul non-detto, che la ragazza insiste a distinguere dal più amaro e pesante “sarcasmo” di chi non ha praticamente più niente da perdere. Un’ironia controllata ma anche ardita, che arriva perfino a presentare le leggi razziali naziste a ritmo di charleston, un attimo prima che le sorelle si trovino una stella  – Stern, in tedesco –  cucita sul petto.

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Narrare la Shoah con ironia si può – entro certi limiti, ovviamente – ma non è certo facile, per ammissione degli stessi attori. Il protagonista maschile ha rivelato al giovanissimo pubblico quanto sia difficile recitare le battute razziste che facevano ridere il giovane ufficiale Karl e i suoi contemporanei come se fossero davvero divertenti, peraltro indossando la svastica al braccio. Eppure, soprattutto tra gli adulti, un umorismo razzista era ed è ancora diffuso e apprezzato, forse più di quanto non fosse dieci, venti anni fa. Certamente, il boicottaggio da parte di svariati personaggi politici di una comunicazione politically correct non ha molto aiutato in questo senso; bisogna aggiungere che un umorismo “nero” aiuta a ridimensionare una paura onnipresente, sia pure con effetti devastanti.

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Comunque, l’umorismo da solo non basta a capire cosa sia effettivamente successo. La narrazione di Rachele, e i dialoghi dei personaggi, fanno riferimento agli aspetti più oscuri delle persecuzioni antiebraiche: i divieti, la miseria, la deportazione, fino alla morte. Certo non si dice e non si mostra “tutto”: una scenografia semplice, ma versatile funziona a patto di usare un po’ di immaginazione, e si intuisce soltanto l’orrore svelato da innumerevoli fotografie, documenti e testimonianze, che coinvolge e “corrompe” il personaggio di Karl, giovane ufficiale, senza tuttavia privarlo di un piccolo, ma decisivo barlume di umanità.
Mentre la Storia con la S maiuscola si muove “di notte”, al riparo dagli occhi, ma inesorabile e spesso spietata, Rachele si rivolge al pubblico chiedendo che la storia sua, di Rebecca e di Karl possa essere ricordata e condivisa, così che quanto accaduto possa non ripetersi mai più. [articolo e foto di Alida Franchi,
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27 gennaio/ “Di Notte” – Il Giardino delle Ore all’Excelsior di Erba per la giornata della Memoria

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In occasione della giornata della Memoria – venerdì 27 gennaio – la compagnia teatrale Il Giardino delle Ore porta sul palcoscenico del teatro Excelsior di Erba (via Diaz 5) lo spettacolo “Di Notte”, basato su una sceneggiatura di Valentina Papis (co-interprete insieme a Benedetta Brambilla e Matteo Castagna) e diretto da Matteo Castagna e Filippo Antonio Prina.

Non è facile quando una storia d’amore  tra due adolescenti si intreccia con l’orrore delle persecuzioni razziali. Tantomeno quando, rivedendosi, “lui” è un ufficiale SS e “lei”, ebrea, una detenuta di un campo di concentramento. Se l’amore avrà la meglio sulla crudeltà “umana” – o viceversa – , sarà la Storia a determinarlo.

Lo spettacolo sarà messo in scena alle 21 per il pubblico, mentre le scuole potranno assistervi alle 14.30 dello stesso giorno (si consiglia la visione dagli 8 anni in su). Ulteriori informazioni sono reperibili sulla pagina Facebook dell’evento.

Il prezzo dei biglietti è di 16 € (tariffa intera), 12 € acquistando una prevendita, disponibile a Erba presso la libreria di via Volta, la libreria Colombre e la cartoleria Ratti per chi prenota entro giovedì 26 gennaio. 7 €, infine, la tariffa per spettatori e spettatrici minorenni.
Per le prenotazioni, si può contattare il numero 392 934 8302 o scrivere a info@ilgiardinodelleore.com.

Cogliamo l’occasione per segnalare che la scuola di teatro de Il Giardino delle Ore ha in programma per venerdì 20 e sabato 21 gennaio un seminario intensivo sul teatro contemporaneo, tenuto da Francesco Alberici, Claudia Marsicano e Daniele Turconi dell’etichetta di produzioni artistiche Frigoproduzioni. Chi fosse interessato può contattare il numero e la mail sopracitati per info costi e prenotazioni.

Doppio appuntamento teatrale in dicembre con Il giardino delle ore

 


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Questo dicembre,  Il giardino delle ore porta in scena due spettacoli teatrali, entrambi diretti da Simone Severgnini che ne ha anche firmato (o co-firmato) la sceneggiatura.

Presso l’ex tribunale di Erba (via Alserio 2), nuova sede della compagnia, da venerdì 16 a martedì 20 dicembre alle 21, Severgnini dirige e interpreta – solo –  Leonardo. Diverso da chi? , spettacolo che affronta la più che attuale questione  del bullismo nell’era dei social, con la conseguente difficoltà di un adolescente nel riconoscersi e apprezzarsi in quanto “diverso” dai coetanei, eppure simile, sotto molti aspetti, a qualche grande genio del passato.

Dalla recensione di Mario Bianchi, 25° Festival Una città per gioco, Vimercate 2016, pubblicata da Eolo-rivista online di teatro ragazzi:

“(…)Simone Severgnini, aiutato da un mobilissimo marchingegno scenico che gli consente come Leonardo di inventare ambienti e spazi nuovi, interpretando di volta in volta Leonardo e Franciulli (vittima e carnefice), propone nello spettacolo un viaggio commosso e commovente verso l’accettazione di sé e nello stesso tempo un omaggio alla diversità, come bene prezioso da conservare e proteggere.”

Il biglietto costa 7 euro,  per gli associati 5 euro. Si raccomanda di prenotare via mail, scrivendo a info@ilgiardinodelleore.com.

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Sabato 10 dicembre, ore 21, presso il teatro “San Giovanni Bosco” di Busto Arsizio (via Bergamo 12), Il giardino delle ore porta invece in scena La zona Cesarini (una povera commedia all’italiana), interpretato da Matteo Castagna, Paolo Grassi, Filippo Antonio Prina e Antonio Romelli, mentre la sceneggiatura è stata scritta a quattro mani da Simone Severgnini e da Filippo Pozzoli.

In un bar qualsiasi del Nord Italia quattro disperati del XXI secolo sognano il riscatto da una vita vissuta da eterni sconfitti. Il calcio offrirà loro l’occasione di svoltare, di diventare finalmente qualcuno.
Riusciranno all’ultimo minuto a ribaltare il risultato e a vincere la partita della loro vita?

Dal debutto sul palcoscenico lo scorso anno, La zona Cesarini è stato selezionato dal festival Il giardino delle esperidi 2015, dal Torino Fringe Festival 2016, dal festival I luoghi dell’Adda 2016, classificandosi semifinalista nel bando Inbox blu 2016.
A questo link si possono trovare ulteriori informazioni, mentre si può prenotare scrivendo a prenotazioni@viandantiteatranti.it.

 

6 dicembre/ Sentimè

sentimèSpettacolo, della compagnia comasca Anfiteatro, sulla relazione genitore-figlio di Pino Di Bello, con Stefano Bresciani, regia Davide Marranchelli, sabato 6 dicembre 
alle 21 nella Sala teatro di Noivoiloro Erba, in via Del Lavoro 7 a Erba, per la V stagione de Il giardino delle ore, con la Biblioteca del villaggio e la Scuola dei genitori. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Per informazioni e-mail info@ilgiardinodelleore.com.

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