M5S

13-14 dicembre/ Raccolta firme per il referendum di indirizzo sull’euro

#fuoridall€uroIl MoVimento 5 Stelle sarà in piazza a raccogliere firme per promuovere un referendum per l’uscita dalla moneta comune europea con due appuntamenti a Como sabato 13 dicembre a Porta Torre, dalle 9.30 alle 18, sabato 14 dicembre in via Bernardino Luini, dalle 9.30 alle 18.

 

«L’Italia è in una situazione drammatica, travolta da povertà, corruzione e malaffare. Gli italiani come #fuoridall€uro 2primo passo devono riprendersi il Paese e la sovranità su di esso, a partire da quella monetaria, necessaria per stampare una moneta associata al valore della nostra economia ed evitare di essere strozzati dagli interessi delle banche private – dichiarano i pentastellati –. Le imprese inoltre sono costrette a licenziare, oppresse da una tassazione abnorme imposta per rimanere nei parametri dall’euro. Fuori dall’euro per liberare le imprese e creare più lavoro! Uscire dall’euro significa anche conservare lo Stato sociale, perché all’Italia, per restare nella moneta unica, vengono imposti tagli lineari e selvaggi su sanità, welfare e scuola. Con l’euro l’Italia è in recessione da anni, il Pil è ai livelli del 2000. Uscire dall’euro consentirà alle imprese di essere più competitive nelle esportazioni e creare nuovo lavoro e ricchezza per il Paese (le domande più frequenti)».

Per informazioni Internet www.fuoridalleuro.com. [md, ecoinformazioni]

Variante della Tremezzina

tremezzinaRegione Lombardia stanzia 21 milioni di euro con il passaggio di un emendamento in Commissione bilancio. Per Gaffuri: «Un passo avanti».

 

«È stato approvato oggi in Commissione bilancio del Consiglio regionale della Lombardia un emendamento alla legge di stabilità regionale che prevede lo stanziamento di 21 milioni di euro per la realizzazione della variante della Tremezzina alla Statale Regina – spiega un comunicato del Partito democratico regionale lombardo –. Lo stanziamento, valido per i prossimi tre anni, copre in parte la quota che la Regione deve garantire per la realizzazione dell’opera, dopo che il Governo ha garantito il proprio impegno finanziario per 220 milioni sui 330 necessari con lo Sblocca Italia. L’impegno regionale si articola così: un milione nel 2015 e dieci per ognuno dei due anni successivi. L’emendamento è stato votato da tutte le forze politiche ad eccezione dei 5 Stelle che si sono divisi: Stefano Buffagni ha votato contro mentre Eugenio Casalino ha votato a favore».

«Ci attendevamo un segnale dalla Regione ed è arrivato – afferma il consigliere regionale del Partito democratico Luca Gaffuri, che attacca –. Le risorse non sono ancora sufficienti a coprire il terzo che spetta a Palazzo Lombardia ma sono un passo avanti verso la realizzazione di questa importante opera. Stupisce ancora una volta l’atteggiamento dei 5 Stelle, in particolare di Buffagni» che però è da sempre contro la Variante della Tremezzina. [md, ecoinformazioni]

Tangenziale: Via San Bernardino da Siena

muro via san bernardinoReazioni politiche del muraglione, barriere fonoassorbenti, della nuova arteria comasca a ridosso delle case.

 

Il Movimento 5 stelle comasco ha annunciato la presentazione di una interpellanza sul nuovo manufatto per chiedere «chi è il responsabile preposto dal Comune a vigilare sui lavori, chi è l’analogo interlocutore della Società autostrada pedemontana lombarda, chi ha autorizzato il progetto in questo modo e ove fosse stato autorizzato conoscerne le motivazioni, come il Comune di Como intende intervenire in questa situazione che crea, in modo evidente, ancora maggiori disagi a chi abita in via San Bernardino, come mai nonostante gli incontri che il sindaco ha avuto con chi abita in questa zona non si sia intervenuti prima, come e in quanto tempo si pensa di intervenire presso la Società autostrada pedemontana lombarda per riportare la situazione, di già evidente disagio, in una situazione accettabile in cui i cittadini possano rivedere la luce e soprattutto non essere più dei “cittadini invisibili”». L’interpellanza chiede anche che: «Venga scritta e resa pubblica tramite la stampa una lettera di biasimo nei confronti della società Autostrada Pedemontana Lombarda, per il comportamento assunto nel gestire i lavori».

Per questo il consigliere comunale a Palazzo Cernezzi Luca Ceruti, M5s, chiede: «La sostituzione dei pannelli con barriere “umane” o almeno la sistemazione dello spazio antistante, con l’inserimento di verde con piante o altro».

Per il Partito democratico invece il consigliere regionale Luca Gaffuri ha inviato una lettera, il 28 di novembre, al presidente di Autostrada pedemontana lombarda S.p.a. Salvatore Lombardo «per chiedere conto dell’installazione delle barriere antirumore in corrispondenza di via San Bernardino da Siena – precisa una nota –. Barriere che per tipologia e dimensione arrecano notevole fastidio agli abitanti degli edifici che affacciano sull’infrastruttura».

«I residenti lamentano che per altezza e materiale del manufatto le barriere hanno un impatto insostenibile, privandoli della luce solare e penalizzandoli oltremodo in quanto alla visuale verso l’esterno delle loro case – scrive il consigliere democratico –. In effetti i pannelli istallati appaiono costituire un imponente muro di cemento, cosa che contrasta con gli indirizzi dichiarati da Pedemontana a proposito di barriere fonoassorbenti: “ottimizzare l’inserimento paesaggistico e coniugare la riduzione del rumore ad un’estetica gradevole”, come si legge sul sito internet istituzionale della Società».

«Anche quanto scritto nella Relazione Generale Interventi di Inserimento paesistico-ambientale, Ripristino del Progetto Definitivo della tratta A di Pedemontana e del primo lotto della Tangenziale di Como lasciava intendere situazioni differenti da quella che si sta verificando in via San Bernardino – prosegue Gaffuri –, perché nel documento si affermava di privilegiare, nell’approntare le barriere antirumore, tipologie di cristallo “in prossimità di centri abitati con tracciato in rilevato, ai fini della riduzione del cono d’ombra prodotto” oppure pannelli in metallo “prescelti per le loro caratteristiche di neutralità rispetto alle diversità dei contesti urbanizzati” e si chiariva che pure “il colore è un completamento importante della barriera, giacché consente di evitare la monotonia e di attenuare l’aggressività di alcuni materiali”». Di qui la richiesta del conigliere regionale di: «Intervenire per verificare quanto occorso con la posa delle barriere adiacenti alle abitazioni di via San Bernardino e perché siano assunte le misure idonee a rispondere alle esigenze di vivibilità e di miglioramento degli impatti anche visivi espresse dai residenti». [md, ecoinformazioni]

2 mozioni a 5 stelle a Como

villaolmoCeruti ha presentato 2 proposte a Palazzo Cernezzi: Per tutelare i boschi dalle moto; Per maggiore trasparenza sulla gestione dei fondi per Villa Olmo.

 

Due le mozioni presentata dal consigliere comunale comasco pentastellato a Palazzo Cernezzi. Nella prima Luca Ceruti ricorda che: «Martedì 8 luglio 2014 il Consiglio Regionale delle Lombardia ha approvato il Progetto di Legge 124 che ripresenta la possibilità per i Comuni di autorizzare lo svolgimento di manifestazioni che prevedono l’uso di mezzi a motore su sentieri, mulattiere e boschi». Una possibilità di cui: «Sottolinea l’incompatibilità fra escursionismo e motociclismo su terreno comune, che appare un paradosso rispetto agli innumerevoli progetti ed attività, anche in capo a regione Lombardia, per la promozione e per lo sviluppo del turismo dolce, di iniziative che tendano a rilanciare il paesaggio che ci circonda, il che richiedono investimenti modesti ma sono realizzabili solo sulla base di scelte precise e coerenti». Di qui la richiesta al sindaco di «non rilasciare permessi per eventuali iniziative volte in questa direzione sul territorio comunale» (la mozione).

La seconda nasce dallo stanziamento di 5 milioni da parte di Fondazione Cariplo per un progetto di valorizzazione di Villa Olmo che «apre la possibilità di un nuovo futuro pieno d’iniziative in grado di rilanciare non solo la nostra città, ma tutto il territorio lariano, soprattutto con benefici che non si limitano al solo punto di vista turistico, economico e culturale, ma le cui positive ricadute riguarderanno tutta la nostra comunità».

Il consigliere del Movimento 5 stelle chiede «la presentazione del progetto “Villa Olmo” alla popolazione entro il 30 settembre in cui siano presentati i costi e i tempi per la realizzazione» oltre alla «presentazione su come verranno scelte le ditte che interverranno nel lavoro di ristrutturazione della villa, delle serre, dei giardini», con la «creazione di una commissione speciale che vigili e che relazioni trimestralmente al consiglio su: stato di avanzamento dei lavori; stato criticità riscontrate e come s’intende intervenire; dettaglio dei soldi spesi; alla messa online in apposito spazio dei tutto quanto sopra, anche in coerenza al programma elettorale di questa giunta» (la mozione). [md, ecoinformazioni]

Interpellanza del M5s sul direttore dell’Asl di Como

movimento 5 stelle lombardiaIl Movimento 5 stelle lombardo denuncia: «Direttore a processo ma non lascia».

 

In Regione Lombardia: «Alla luce delle indagini che coinvolgono il dottor Giancarlo Bortolotti, attuale direttore amministrativo dell’Asl di Como, rinviato a giudizio per le gare d’appalto riguardanti le auto a noleggio di diversi enti pubblici il Movimento 5 stelle Lombardia ha depositato una interpellanza».

«I fatti contestati al dottor Giancarlo Bortolotti risalgono al 2008 quando era direttore del Dipartimento tecnico amministrativo dell’Azienda ospedaliera Istituti clinici di perfezionamento di Milano – afferma Dario Violi, consigliere regionale M5s –. Non si comprende come il direttore generale dell’Asl di Como abbia potuto “assumere” nel proprio staff, in una struttura pubblica regionale qual è l’Asl di Como, una persona già coinvolta nelle inchieste giudiziarie delle varie gare di appalto».

«Con l’interpellanza chiediamo come mai non sono stati presi provvedimenti quando ancora, nel 2008, ricopriva l’incarico all’interno dell’Icp – termina Violi – e quali sono gli interventi che l’assessorato ha posto in essere per risolvere il problema riguardate la posizione lavorativa di un dirigente di una struttura sanitaria pubblica qual è appunto l’Asl di Como. Vogliamo che la Giunta intervenga immediatamente, situazioni simili non sono più accettabili». [md, ecoinformazioni]

Crollo al Tempio Voltiano

IMG_2242Dopo il cedimento del soffitto, sono partiti i lavori di ripristino, coinvolta anche l’Università dell’Insubria per capire l’estensione del fenomeno.

 

«Nei giorni scorsi nel museo dedicato ad Alessandro Volta, si è verificato, di notte, il distacco di un pezzo d’intonaco nella galleria al primo piano – ricorda il Comune di Como –. La caduta del materiale non ha provocato, fortunatamente, danni a persone o cose».

«Allo stato attuale escludiamo problemi strutturali. Il Tempio Voltiano venne costruito tra il 1927 e il 1928, fu una delle prime opere realizzate in cemento armato e la struttura è praticamente perfetta, mai una crepa – afferma l’ingegner Antonio Ferro, dirigente dell’area Opere pubbliche del Comune di Como –. Il distacco dell’intonaco potrebbe essersi verificato per una bolla d‘aria formatasi tra la soletta e l’intonaco. Tecnici e impresa sono già al lavoro per i necessari controlli su tutto il soffitto. Abbiamo coinvolto anche l’università dell’Insubria per effettuare delle analisi chimico-fisiche e capire così l’estensione del fenomeno».

IMG_2240.JPG«I calcinacci a terra non sono bagnati e non sembra esserci traccia d’acqua neppure sui laterizi del soffitto nel giro di una settimana, penso, potremo avere delle prime risposte e potremo fare il punto della situazione – aggiunge Ferro –. Quanto accaduto non era in alcun modo prevedibile, nessuna fessura sul soffitto, niente di niente».

«Aspettiamo il risultato delle indagini – termina il dirigente del comune di Como –. Non escludo che si possa anche riaprire la galleria e circoscrivere la chiusura al luogo dove si è verificato il cedimento».

«Per il momento il Tempio Voltiano è accessibile solo al piano terra – chiarisce Palazzo Cernezzi – e proprio a causa della parziale apertura è stato previsto per i visitatori che volessero comunque entrare, un biglietto ridotto a 2 euro».

Una situazione che fa parlare di inadeguatezza dell’Amministrazione il Movimento 5 stelle: «La ristrutturazione del Tempio Voltiano è durata nove anni, terminata nel 2009 è costata più di 770 mila euro.
Chi l’ha eseguita? La stampa non ce lo dice. Chi l’ha coordinata? Perché è durata tanto? Chi ne ha la responsabilità? Non si sa!»

«Però ci fanno sapere che per il Sindaco Lucini: “Il crollo non era prevedibile” e che “È stato usato un intonaco troppo elastico…”
Per il dirigente dell’ufficio tecnico del Comune Ingegner Antonio Ferro: “Potrebbe essere stata una bolla d’aria”… – afferma l’esponente pentastellato Fulvio Valsecchi – Resta il crollo, un piano inaccessibile in piena stagione turistica, i computer fuori uso, il proiettore fuori uso, l’orologio di Volta che non c’è più e mai più tornerà… ma “forse non si poteva evitare”, forse “è per colpa di una bolla d’aria”. Forse…»

«Chi pagherà per “l’intonaco troppo elastico”? – conclude Valsecchi – Oppure per “la bolla d’aria”? A questa domanda vorremmo che la risposta fosse “I responsabili”».

«Il Tempio Voltiano, inaugurato il 15 luglio 1928, fu realizzato in occasione del primo centenario della morte di Alessandro Volta (1745-1827), finanziato dall’imprenditore cotoniero e deputato al Parlamento Francesco Somaini su progetto dell’architetto Federico Frigerio – ricorda il Comune di Como –. Gli ultimi lavori che hanno interessato la struttura risalgono al 2004 e riguardarono l’allestimento museale, gli impianti tecnologici, l’abbattimento delle barriere architettoniche». [md, ecoinformazioni]

Variante Tremezzina

tremezzinaPer De Rosa: «Un’opera dall’impatto ambientale devastante, dal costo spropositato ed inutile».

 

«Oggi [giovedì 26 giugno] abbiamo discusso il nostro Question Time in Commissione ambiente sul progetto preliminare: S.S. 340 Regina, Variante alla Tremezzina – dichiara Massimo De Rosa, M5s, vicepresidente Commissione ambiente – Camera dei deputati –;

l’opera, da realizzarsi sul lago di Como, è caratterizzata da uno sviluppo stradale di circa 11 chilometri, contenente 5 gallerie per una lunghezza complessiva di 7,5 chilometri, ponti, viadotti ed opere di accesso per una lunghezza di circa 150 metri;

il costo preventivato è di circa 240 milioni di euro (esclusi i costi di progettazione, controllo e gestione);

del progetto preliminare è stata incaricata la provincia di Como, presso la quale è attualmente in corso la progettazione definitiva, che si concluderà nell’autunno del 2014, per poi passare all’approvazione dell’Anas s.p.a. ed infine alla procedura di “appalto integrato”».

«L’opera si presenta dall’impatto ambientale devastante, dal costo spropositato ed inutile – dichiara De Rosa –, la sua ragione dovrebbe essere quella di risolvere una volta per tutte la questione del traffico difficoltoso dei mezzi pesanti lungo la strada statale Regina del Lago;

per lo scorrimento corretto dei mezzi pesanti sarebbe sufficiente, invece, attuare un adeguato piano di gestione del traffico, sfruttando la S.S. 36 del Lago di Como e dello Spluga».

«Tra le opere più invasive previste dal progetto – prosegue il deputato penta stellato –, spiccano i 3 viadotti, il più lungo dei quali verrà realizzato in Val Perlana a meno di 200 metri in linea d’aria dal Santuario della Beata Vergine del Soccorso di Ossuccio nelle vicinanze della chiesa conventuale di S. Benedetto in Val Perlana, luoghi dichiarati nel 2003 dall’Unesco patrimonio dell’umanità».

Nella risposta il ministero ha ricordato come la SS 36 sia posta sull’altra sponda del lago e sottolineato la: «Forte volontà del territorio verso la realizzazione dell’opera in questione». [md, ecoinformazioni]

Como Ogm Free

ogm freeIl Movimento 5 stelle comasco chiede di bandire gli organismi geneticamente modificati dal capoluogo lariano.

 

Il consigliere comunale comasco del Movimento 5 stelle Luca Ceruti ha depositato lunedì 28 aprile una mozione per chiedere alla Giunta Lucini di: «Attivarsi utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione per contrastare la coltivazione di tutti gli organismi geneticamente modificati nell’ambito del comprensorio di riferimento, a salvaguardia della salute umana, dell’ambiente e della biodiversità agraria, cioè delle produzioni agricole peculiari del territorio comunale, verificando la disponibilità dei Comuni limitrofi ad attivarsi congiuntamente».

Arrivando così a dichiarare la città Comune Ogm Free, con anche cartelli segnaletici, con attenzione anche alle forniture delle mense comunali, fare una campagna di informazione, e anche mandare un messaggio al Governo (la mozione). [md, ecoinformazioni]

Parte il tour elettorale del M5s

europee vinciamonoi m5sPer le europee il #VinciamoNoiTour, con «27 portavoce, oltre 80 tappe, un mese e mezzo di incontri», sarà a Como il 18 maggio.

 

«Il tour, tutti i sabati e le domeniche, vedrà quattro squadre composte da consiglieri regionali, comunali e dai candidati alle elezioni europee presentarsi nelle piazze dei comuni lombardi per confrontarsi direttamente con i cittadini – precisa un comunicato stampa –. Il tour toccherà le città capoluogo» ma anche i centri minori, la provincia di Como sarà toccata il 27 aprile alle 17 a Cantù, il 3 maggio alle 17 a Erba e alle 21 a Lurate Caccivio, il 10 maggio alle 16 a Mariano Comense e alle 21 a Menaggio, il 18 maggio alle 11 ad Appiano Gentile, per finire, alle 17 a Como (tutte le tappe). [md, ecoinformazioni]

Contro la variante della Tremezzina

no variante tremezzinaIl Movimento 5 stelle prende ancora posizione contro l’opera viabilistica, «per una variante che attraversi la montagna non ci sono soldi e non si troveranno» dichiara il consigliere regionale Buffagni.

 

«La ventilata variante per risolvere i problemi di traffico sulla Statale Tremezzina è ormai assurta a obiettivo strategico per la campagna elettorale delle amministrative tra deputati che si candidano a sindaco per trovare i finanziamenti a Roma e promesse dell’assessore regionale all’Ambiente Terzi di non gettare i detriti derivanti dagli scavi nel lago ma di farli pervenire in Valtellina o, via chiatte, in un deposito – si legge in un comunicato del Movimento 5 stelle lombardo –. Qualcuno ha addirittura paventato l’ipotesi di usare i detriti degli scavi per fare un isola artificiale nei pressi di Argegno; qualcuno confonde il Lago di Como con città artificiali in medio oriente, ma più che Dubai noi vediamo solo “du baii”, intese come bugie, nel raccontare questo intervento».

«È un film dell’orrore infinito quello che coinvolge la soluzione dei problemi Tremezzina – afferma il consigliere regionale lombardo pentastellato Stefano Buffagni –. Dai politici e dai candidati arrivano le solite false promesse e inutile propaganda elettorale. Sono gli stessi strumenti di sempre che hanno devastato il Comune di Como come l’orrendo muro sul lungo lago e la Ticosa che non sono ancora finiti, se mai finiranno. La realtà è che per una variante che attraversi la montagna non ci sono soldi e non si troveranno; non sono in grado di garantirli nemmeno per il raccordo di tangenziale della Pedemontana che è stata stoppata a lavori già ampiamente avviati, figuriamoci per il resto».

«Avviare gli scavi senza i fondi darebbe il colpo di grazia al turismo nella zona con cantieri aperti per decenni. Sarebbe ben più utile e opportuno che i politici informassero concretamente la popolazione sulla possibilità di risolvere i problemi della Tremezzina fin da ora con interventi non impattanti per il suolo, il turismo e lontani dalle speculazioni – aggiunge il consigliere, che conclude –. Basterebbe davvero poco: una navigazione aggiornata puntuale efficiente, un trasporto merci sensato e mezzi pubblici puntuali. Non tolleriamo che i cittadini vengano illusi con promesse da marinai che disegnano opere finite tralasciando di elencare ed evidenziare tutti i problemi che questi lavori creerebbero per il tessuto sociale ed economico del lago per i prossimi decenni con questo cantiere infinito. Realmente i “laghé” vogliono far la fine del loro capoluogo a forza di promesse che i partiti non possono mantenere?». [md, ecoinformazioni]

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