Marco Castiglioni

6 settembre/ Happy Tree Quartet per Como Jazz

Il 6 settembre, in piazza Martinelli, alle ore 21.15, chiude la bella rassegna di Como Jazz 2014. Sul palco la formazione dell’Happy Tree Quartet: nato da un’intuizione di Alfredo Ferrario, clarinettista comasco tra i più rappresentativi del nostro panorama jazzistico, questo quartetto affonda le radici nella tradizione della Swing Era e sviluppa le sue ramificazioni − proprio come un albero − nella modernità del jazz contemporaneo. Si avvale della varietà timbrica dell’organo Hammond di Alberto Gurrisi, giovane talento della scena milanese, delle suadenti ed efficaci ritmiche di Marco Castiglioni, che affianca da tempo i migliori rappresentanti del jazz italiano, e del raffinato gusto improvvisativo del giovane vibrafonista Marco Bianchi. In repertorio omaggi ad alcuni dei più grandi della Hall of fame del jazz (George Gershwin, Duke Ellington ecc.)».

La rassegna, organizzata dalla Casa della Musica nell’ambito di ComoLive dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Como, ha proposto, dall’inizio di luglio concerti dei migliori rappresentati della scena jazzistica lariana: un gruppo di musicisti di grande qualità interesse e – forse, fino ad ora – più conosciuti fuori del territorio che sulle patrie sponde. Il pubblico, sempre numeroso, ha mostrato di gradire la proposta della Casa della Musica, che intende dare continuità a questa sorta di “coordinamento” tra le tante realtà che agiscono nel campo musicale. [fc, ecoinformazioni]

Dal 19 luglio/ Como Jazz in piazza Martinelli

Presentato alla Casa della Musica il ciclo di concerti dedicato al jazz nel quadro della rassegna Como Live promossa e finanziata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Como.

Nella sua introduzione, Riccardo Pecci, a nome della Casa della Musica, ha tenuto a sottolineare la natura “partecipata” del ciclo, che non è stato deciso “dall’alto, ma è nato dal coinvolgimento del maggior numero possibile di musicisti attivi sul territorio, persone e realtà che hanno collaborato all’elaborazione della rassegna, anche e soprattutto nell’ottica di farne un progetto di lunga durata.

I sette appuntamenti di Como Jazz in Piazza Martinelli, distribuiti nel calendario di ComoLive tra il 19 luglio e il 6 settembre, sono figli della filosofia progettuale della Casa della Musica, e dunque cercano di sperimentare nuove modalità di promozione e di organizzazione delle attività artistiche e musicali. Questi, in particolare, sono i punti qualificanti dell’esperienza, che tenta di rompere con alcune delle più viete consuetudini della programmazione culturale (soprattutto estiva) di molte amministrazioni.

La centralità della musica e la sua capacità di entrare in relazione con altri linguaggi e con altre realtà sono stati i motividominanti dei vari interventi di presentazione, sia da parte di chi ha organizzato, sia da parte dic hi salirà sul palco. Da parte sua l’assessore alla Cultura, Luigi Cavadini, ha messo in evidenza il carattere di “esperimento di costruzione” del ciclo di quest’anno, in modo da elaborare “qualcosa di nuovo” per la città.

La centralità della musica significa anche – come ha ribadito Francesco Mantero – accreditare un ruolo essenziale per la Casa della Musica, cioè un luogo in grado, grazie all’azione di molte persone disponibili, di fare da motore per molte iniziative.

Nel concreto, il ciclo di concerti jazz che è stato presentato va dal 19 luglio al 6 settembre, ed è centrato sulla valorizzazione delle realtà musicali radicate nel territorio:

Questa la presentazione dei vari concerti:

«La rassegna di quest’anno testimonia tutta la vitalità e la varietà del jazz cresciuto (anche) sulle sponde del Lario. Ad aprire le danze, il 19 luglio, sarà il New Trio di Enzo Rocco (chitarra), Simone Mauri (clarinetto basso) e Cristiano Calcagnile (batteria): aggiungendo una pedina alle mosse effettuate finora da Rocco nella sperimentazione di organici spesso ‘irregolari’, il trio tenta di individuare nuove direzioni attraverso un repertorio che mette in contatto e fa esplodere materiali provenienti dai più svariati territori musicali, dal free-jazz al tango, dalla musica contemporanea alla tarantella, dalla musica da banda all’heavy metal, dalle canzonette al funky. Il tutto condito da quell’umorismo e quell’ironia imprescindibili caratteristiche dei progetti di Rocco, qui coadiuvato da  un riconosciuto specialista di clarinetto basso quale Mauri e uno fra i più noti e attivi batteristi italiani, Calcagnile.

A seguire, il 26 luglio, il Trio con pianoforte di Arrigo Cappelletti, accompagnato dal contrabbassista Alvise Seggi e del batterista Nicola Stranieri, suo storico collaboratore. Nella sua lunga e intensa carriera Cappelletti ha messo a confronto il suo jazz con musiche ‘altre’, dal tango argentino (è stato infatti tra i precursori del tango-jazz in Italia) al fado portoghese, dal Lied romantico e novecentesco all’avanguardia ‘colta’, ultimamente al fianco di due esponenti di spicco del nuovo jazz americano, John Hebert e Jeff Hirshfield. Governato dal principio dell’«abolizione del ridondante e del superfluo», il trio secondo Cappelletti è una ricerca implacabile di verità che punta a disvelare le relazioni, i «giochi di potere», «le alleanze che si stabiliscono nel suonare».

Saranno ancora le note di un trio con pianoforte a inaugurare il mese di agosto (il giorno 2), con l’Evergreen Jazz Trio di Carlo Uboldi (pianoforte), Marco Caputo (batteria) e Antonio Cervellino (contrabbasso). Classico trio formato dagli strumenti della ritmica che fanno dello swing la propria caratteristica principale, il gruppo proporrà al pubblico di Piazza Martinelli standards riarrangiati da Uboldi in un contesto più attuale, accostando ad essi brani originali di Uboldi e Cervellino che figurano nel CD The Key of Swing.

Il 9 agosto saluterà invece l’ingresso della voce: quella di Tiziana Ghiglioni, cantante tra le più acclamate della scena jazz italiana e animatrice di innumerevoli progetti musicali, tra i quali quelli dedicati alle canzoni di Luigi Tenco le hanno assicurato un vasto e duraturo successo; sarà accompagnata dal pianoforte sensibile e reattivo di Carlo Morena, titolare della cattedra di musica jazz presso il conservatorio di Como, che vanta a sua volta nella trentennale carriera spesa tra Siena, Barcellona, Madrid, Lisbona e Berlino un elenco nutrito di prestigiose collaborazioni.

I ranghi s’infoltiranno il 17 agosto con la formazione di Maurizio Aliffi (chitarra), Beppe Caruso (trombone), Francesco D’Auria (batteria) e Stefano Dall’Ora (basso). Come in un tessuto, i quattro musicisti sono legati tra loro da una fitta trama di collaborazioni in progetti che li vedono  protagonisti in varie formazioni: si muovono come su una tela insieme solida ed elastica, in cui ogni punto è sensibile a ciò che accade in un altro punto, pronti ad assecondarne le sollecitazioni. Una metafora di ciò che può essere il jazz oggi, tra composizione ed improvvisazione, individuo e collettivo, con al primo posto l’ascolto reciproco.

Il quartetto scenderà nuovamente a trio il 30 agosto con la presenza sul palco di Flavio Minardo, Achille Succi e Ferdinando Faraò: la chitarra e la sensibilità musicale di Minardo (che, attratto dalla sperimentazione di altri linguaggi musicali e altri approcci all’improvvisazione, ha studiato a fondo il Sitar e la tradizione musicale indiana tra Nepal e India) dialogheranno con il sax melodico e virtuosistico di Succi, a suo agio sia in contesti più marcatamente jazzistici che in territori più aperti, e con la batteria di Faraò, membro di una famiglia di noti jazzisti attivo sia come sideman che come leader in numerosi dischi segnalati dalla critica specializzata nazionale e internazionale.

Chiuderà la rassegna il 6 settembre la formazione dell’Happy Tree Quartet: nato da un’intuizione di Alfredo Ferrario, clarinettista comasco tra i più rappresentativi del nostro panorama jazzistico, questo quartetto affonda le radici nella tradizione della Swing Era e sviluppa le sue ramificazioni − proprio come un albero − nella modernità del jazz contemporaneo. Si avvale della varietà timbrica dell’organo Hammond di Alberto Gurrisi, giovane talento della scena milanese, delle suadenti ed efficaci ritmiche di Marco Castiglioni, che affianca da tempo i migliori rappresentanti del jazz italiano, e del raffinato gusto improvvisativo del giovane vibrafonista Marco Bianchi. In repertorio omaggi ad alcuni dei più grandi della Hall of fame del jazz (George Gershwin, Duke Ellington ecc.).»

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

22 giugno/ Promemoria musicale per la pace alla Villa Gallietta

L’Associazione Palma e il Premio Fogazzaro presentano il concerto “Promemoria” con l’ensemble Ars3, nella suggestiva cornice del giardino della Gallietta di Sant’Agostino, in piazza Amendola 33 a Como.

Il trio Ars3 è formato da Mauro Grossi, pianoforte, Attilio Zanchi, contrabbasso, e Marco Castiglioni, batteria.

Nel corso del concerto, insieme ad altri brani del repertorio dell’ensemble (che suona insieme da parecchi anni), verranno presentate famose canzoni pacifiste rielaborate in chiave jazz, con libertà stilistica e facilità comunicativa.

Alle ore 18.00. Ingresso libero

16 giugno/ Promemoria musicale sulla pace

ARS3-Copertina

Come anteprima del concerto che si terrà il 22 giugno a Villa Saibene in via Torno, la Casa della Musica di Como (in piazzetta Martinelli / via Collegio dei Dottori) presenta lunedì 16 giugno alle ore 21 il nuovo CD del gruppo Ars3, Promemoria, dedicato a una rilettura jazz di brani noti e meno noti sulla tematica pacifista.

All’incontro partecipano Marco Castiglioni, batterista del gruppo, Alberto Buscaglia, curatore del Premio Fogazzaro, e Camilla Palma.

Promemoria testimonia il felice incontro di tre musicisti curiosi e in perfetta
sintonia: Mauro Grossi, pianista, Attilio Zanchi, contrabbasso e Marco Castiglioni, batterista.
Uscito per l’etichetta milanese Abeat, “Promemoria” è composto da brani di varie
epoche provenienti dal rock, dal folk e dal jazz, scritti durante i momenti più
critici della storia moderna e accomunati dalla tematica pacifista e
antimilitarista. Il lavoro è infatti quasi un manifesto poetico-politico sulla pace,
con brani vari e intensi, quali “Peace” di Horace Silver, brani dell’irlandese
O’Riordan e persino “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling
Stones” di Mauro Lusini resa famosa dall’interpretazione di Gianni Morandi.

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