Mario Agostinelli

31 ottobre/ Dario Fo e Florina Cazacu a Veniano

fovenianoLa Rsu Parker H. M. invita, sabato 31 ottobre alle 16,  nella Sala Rsu Ion Cazacu, alla presentazione, con gli autori Dario Fo e Florina Cazacu, del loro libro Un uomo bruciato vivo. All’incontro parteciperanno anche Mario Agostinelli e Ugo Giannangeli, difensore della famiglia Cazacu nel processo contro Cosimo Iannece, condannato per l’atto mostruoso  di avere 15 anni fa cosparso di benzina il suo dipendente Ion Cazacu che aveva reclamato per sé e i suoi compagni diritti e stipendio. Scarica e diffondi la locandina. Per artecipare è indispensabile la prenotazione entro il 27 ottobre. Presto on line su ecoinformazioni.

L’industria delle armi alimenta le guerre/ Gli interventi

armi venegonoL’incontro/ convegno al Castello dei Comboniani di Venegono Superiore (Va) il 29 novembre ha presentato  il tema L’industria delle armi alimenta le guerre con molte relazioni e interventi [guarda i video della sessione pomeridiana dei lavori]. Laura Tussi di Peacelink sintetizza per ecoinformazioni le riflessioni presentate ai circa cinquanta partecipanti da Domenico Moro, Manlio Dinucci, Alex Zanotelli, Fiorenzo Campagnolo, Giansandro Bertinotti, Rossana De Simone, Ugo Giannangeli, Gregorio Piccin, Mario Agostinelli.

«Nell’epoca della “guerra infinita”, una delle attività considerate strategiche dallo Stato è il mantenimento delle capacità industriali e tecnologiche giudicate essenziali per la sovranità operativa dell’esercito e delle forze armate. Finmeccanica intende ri-fondarsi come azienda-potenza orientata verso i settori dell’aereospazio e della difesa, in linea con strategie aggressive. Obiettivo del convegno è l’avvio di un dibattito per individuare le criticità di questo modello economico e difensivo e per rimodulare le scelte militariste verso una produzione finalizzata ad attività civili. E se invece Finmeccanica, come agglomerato di sapere collettivo, diventasse un centro tecnologico per la progettazione e lo sviluppo di strumenti per fronteggiare il collasso del sistema climatico e l’esaurirsi delle risorse idriche ed energetiche, per lo studio di nuovi materiali o innovazioni di processo atte a ridurre i pericoli dei danni all’ambiente e i rischi degli incidenti sul lavoro, per produrre aeromobili, veicoli e robot ad uso del nostro territorio e dei suoi cittadini, non sarebbe meglio?» [Dalla presentazione del convegno]

Il convegno si è svolto nel contesto ambientale del Castello dei Comboniani a Venegono Superiore. In queste territorio della provincia di Varese sorgono alcune fra le principali industrie di Finmeccanica: Augusta Westland e Alenia Aermacchi.

Questo è il territorio che vide importanti e grandi lotte dei lavoratori e degli operai per la riconversione dell’industria bellica. Cosa è Finmeccanica dal punto di vista delle relazioni internazionali? Qual è il ruolo di Finmeccanica nella profonda crisi che stiamo vivendo? Quale tecnologia per quali guerre? Questi i tanti interrogativi posti durante il Convegno. Nelle guerre attuali si utilizzano i droni, aerei a pilotaggio remoto e il governo italiano contribuirà all’acquisto degli F35 e all’ammodernamento delle bombe nucleari statunitensi, le B61, stoccate in Italia, nelle basi Nato di Ghedi e Aviano. Il ministro della difesa Roberta Pinotti, nelle interrogazioni parlamentari, sostiene che siamo legittimati all’ammodernamento delle B61 e all’acquisto degli F35 perché facciamo parte della Nato.

Perché la guerra? quale etica percorre il nostro presente dall’articolo 11 della Costituzione alla legge 185/90 per regolare l’export di armi? Quale ruolo dei sindacati confederali e di base rispetto al piano industriale di Finmeccanica? (argomento di cui trattano Fiorenzo Campagnolo e Giansandro Bertinotti). Il presidente di Finmeccanica Moretti vuole ri-fondare e smantellare l’azienda per seguire un filone produttivo già intrapreso dall’Europa e per seguire altri settori: secondo Moretti, Finmeccanica deve dedicarsi al settore militare e non civile.

Nell’intervento dell’economista Domenico Moro, Finmeccanica costituisce il tema principale perché è un’azienda strategica, in quanto opera nell’aereospazio e nel militare, settori ad alta tecnologia e sensibili dal punto di vista politico e strategico. Finmeccanica è la cartina di tornasole del sistema capitalistico contemporaneo.

Il carattere internazionale di Finmeccanica si combina con la partecipazione dello Stato per il 30% e per il resto, con la presenza internazionale o di azionisti privati. Finmeccanica non è solo un’azienda italiana perché rappresenta il capitalismo contemporaneo, che si cala in un periodo storico di grandi trasformazioni economiche. Dal 1975 si sono presentate crisi di sovrapproduzione di capitale (cfr. Marx), in fasi di accumulazione capitalistica: troppo capitale che non produce profitto. Si è assistito allo sviluppo tecnologico e all’aumento della produzione che non è dedicata alla soddisfazione dei bisogni, ma al profitto. Dopo la distruzione della seconda guerra mondiale e l’ingente ricostruzione, nel 1975 si riproduce la crisi che si presenta ciclicamente nel 1980, 1990 e 2000, per un cortocircuito strutturale del sistema di produzione capitalistico. Così dal 2007 e 2008 si vive una crisi più forte di quella del 1929, con l’aumento del debito pubblico europeo e con l’effetto della distruzione della capacità produttiva nei paesi a capitalismo avanzato. Finmeccanica, interna al processo di finanziarizzazione globale in corso, sta procedendo ad una grossa fase di ristrutturazione, con l’eliminazione del settore dei trasporti. Moretti decide che se un’attività non genera profitto, secondo le regole dei mercati finanziari, la si elimina. Finmeccanica è collegata allo Stato italiano e lo Stato è collegato con le forze armate e i servizi segreti, in un contesto occidentale dominato e controllato da Inghilterra e Stati Uniti. La trilaterale Europa è un consesso del capitalismo internazionale in collegamento con Stati Uniti e Inghilterra. La trilaterale è un organismo del capitalismo transnazionale della classe capitalistica apolide con interessi intrecciati con Stati Uniti ed Europa occidentale. Negli anni ’70, la trilaterale sferra attacchi ai partiti comunisti perché essi possono nazionalizzare, mentre l’organismo capitalistico transnazionale vuole privatizzare. Attualmente si assiste ad un attacco contro i sindacati e i partiti di sinistra, con un processo di integrazione europea che ha costretto in un angolo il movimento dei lavoratori, imponendo linee di privatizzazione e internazionalizzazione dei capitali: il processo di integrazione europea è a guida del grande capitale. Quindi la ristrutturazione di Finmeccanica risulta all’interno di un processo di industrializzazione dove prevale l’accumulazione privata. Il Movimento per la Pace deve essere, invece, a favore dell’intervento dello Stato. Dobbiamo lavorare per una politica industriale che si ricolleghi ai problemi e che guardi alle vere cause della crisi mondiale e riveda il ruolo dell’Europa per il nostro Paese.

 

Come sostiene l’attivista Rossana De Simone, assistiamo a governi che finanziano le singole industrie per incentivare lo sviluppo industriale, ma non la ricerca, finalizzata a far crescere la conoscenza. Come Movimento per la Pace, contro la guerra, dobbiamo chiedere ai governi di incentivare la ricerca universitaria e che l’intero settore di Finmeccanica incentrato sull’energia, l’assistenza sanitaria, le risorse naturali, la mobilità sostenibile sia sostenuto per realizzare progetti in questa direzione. Finmeccanica non deve essere più finalizzata al settore militare, ma Moretti vuole eliminare il settore civile. Le altre nazioni al loro interno hanno laboratori tecnologici statali per le industrie innovative con idee, per fare ricerca e realizzare innovazione. Le grandi innovazioni sono sostenute da una ricerca minuziosa di prodotti competitivi, tramite finanziamenti pubblici, per il bene comune.

 

Il saggista Manlio Dinucci, nel suo intervento, spazia in molteplici spunti interessanti, tra cui le proposte di un nuovo modello di difesa, il problema delle forze armate, i corpi civili di pace, rispondendo alle domande dei partecipanti.

Il Comboniano Padre Alex Zanotelli svolge un intervento in sintonia con il suo operato personale, affrontando la questione della guerra da un punto di vista etico. Zanotelli, dalle pagine di Nigrizia, denuncia l’export, il traffico delle armi verso il terzo mondo, regolamentato dalla legge 185/90, la cui trattazione è poi ripresa dall’avvocato Ugo Giannangeli e da Gregorio Piccin.

Zanotelli attribuisce un taglio etico al discorso, in quanto oggi ci troviamo davanti all’orrore delle guerre, dall’Ucraina alla Somalia, dalla Nigeria all’Iraq, dalla Siria al Sudan: il mondo è in conflitto. Zanotelli cita l’Apocalisse per spiegare il mondo attuale: le guerre generano morti e distruzione. Attualmente i rifugiati che fuggono dalle guerre sono 51 milioni. I profughi dal sud del mondo cercano di salvarsi con le conseguenze a cui assistiamo nel Mar Mediterraneo: un disastro. Dobbiamo assumere la sofferenza di questa gente, dei disastri umanitari, delle atrocità. Davanti allo spettro delle guerre dobbiamo riconoscere che siamo prigionieri del complesso militare industriale mondiale. Siamo prigionieri di questo complesso che serve a difendere un sistema economico e finanziario, che permette a pochi privilegiati di consumare a una velocità incredibile: il 10% della popolazione mondiale consuma il 90% dei beni prodotti nel pianeta, con conseguenze disastrose e devastanti, con miliardi di persone che soffrono la fame e con conseguenze irreversibili sull’ecosistema. Impieghiamo denaro e finanziamenti in un sistema di morte. Anche a livello italiano spendiamo soldi in armi pesanti, per difendere gli interessi del 10% della popolazione del mondo che non vuole mettere in discussione il proprio benessere: il sistema deve essere invece radicalmente messo in discussione. Un vero sistema camorristico. Il cuore del sistema sono le banche, per cui è importante intraprendere una vasta campagna contro le banche armate.

È essenziale seguire il monito del grande Partigiano e Padre Costituente dell’Onu, Stéphane Hessel, che lancia un appello mondiale nel suo libro postumo, in esclusiva per l’Italia, dal titolo emblematico «Esigete! un disarmo nucleare totale” [Ediesse 2014], sottolineando l’importanza di metterci insieme e di rispettarci attraverso reti di attivismo e di persone impegnate per la pace e il disarmo. Padre Alex Zanotelli conclude l’intervento, citando Martin Luther King: “Dobbiamo imparare a vivere tutti insieme come fratelli, altrimenti moriremo tutti come idioti».

Mario Agostinelli, tra i curatori dell’edizione italiana di Esigete!, insieme a Luigi Mosca ed Alfonso Navarra, ha trattato la geopolitica dell’energia, sottolineando come la questione energetica sia uno dei pilastri della sicurezza nazionale ed internazionale. Secondo Agostinelli la conversione al 100% rinnovabile dell’attuale sistema energetico e il suo decentramento sul territorio abbinato alla riduzione dei consumi – modello peraltro finalmente democratico che avanza e possiamo incrementare in Italia e in Europa – costituisce una alternativa praticabile già ora con successo.

Contro il nucleare civile (che è alla fin fine militare), contro i combustibili fossili e l’alterazione del clima, contro lo spreco sociale ed ambientale, per il risparmio, l’efficienza e la valorizzazione dei beni comuni e, infine, per una piena occupazione oggi bandita dal neoliberismo, la via delle fonti rinnovabili è un contributo, dal punto di vista di Energia Felice e degli obiettori alle spese militari e nucleari, indispensabile alla costruzione di una società più libera e giusta, pacifica nella sua più intima e fondamentale struttura. [Laura Tussi, Peacelink, per ecoinformazioni]

 

L’altra Lombardia con Di Stefano

agostinelliMario Agostinelli, tra le personalità politiche più acute e attive della sinistra in Lombardia, invita nelle primarie del centrosinistra di sabato 15 dicembre a scegliere Andrea Di Stefano perché la sua candidatura «offre un’occasione straordinaria per tutti coloro che nel centro sinistra contano su una reale rottura con il modello formigoniano, in quanto libera da qualsiasi condizionamento consociativo e sospinta da un tessuto di relazioni e di proposte incardinate nella partecipazione». Leggi nel seguito dell’articolo l’appello di Mario Agostinelli. (altro…)

Referendum: priorità della vita sull’economia

Si è tentato in ogni modo di sequestrare l’informazione e di esorcizzare il  dibattito sui referendum nello scellerato tentativo di sottrarre ai cittadini la più cogente e costruttiva opzione sul futuro che l’agenda politico-sociale abbia riservato negli ultimi anni agli elettori. Evitare il quorum è stato e rimane l’ossessivo obiettivo di cinque mesi di trucchi governativi, ma purtroppo il tempo sottratto alla discussione ci ha impoverito di una riflessione e di una maturazione collettiva sullo spostamento dell’attenzione  dall’economia alla vita. (altro…)

Cercare il sole. Dopo Fukushima il 26 maggio alla Feltrinelli di Como

La libreria Feltrinelli  e Rete clima organizzano, in occasione dei referendum del 12 e 13 giugno, giovedì 26 maggio alle 18 in via Cesare Cantù 17 a Como la presentazione del libro Cercare il sole. Dopo Fukushima [edizioni Ediesse] L’autore Mario Agostinelli dialogherà con Paolo Viganò presidente di Rete Clima.

Cannavò e Agostinelli sabato 14 maggio alle 15 a Lariofiere

Covegno Nucleare si o nucleare no? Riflessioni serie per una scelta strategica il 14 maggio 2011 dalle 15 alle 17 nella Sala Porro di Lariofiere a Erba nell’ambito di Vivieco. Relatori: Simone Molteni,   già Enea ora Lifegate, Sergio Cannavò, vicepresidente Legambiente Lombardia, Osvaldo Aronica, Enea, Mario Agostinelli, portavoce del Contratto Mondiale per l’energia e il clima “Dopo Fukushima: Cercare il sole”. A Vivieco saranno visitabili il 14 ed il 15 maggio  stand informativi dei referndum per l’acqua bene comune e per fermare il nucleare.

Due appuntamenti per salvare la democrazia

Mario Agostinelli interviene sui pericoli per la democrazia determinati dal disprezzo delle istituzioni del governo Berlusconi e dall’attacco alla democrazia diretta con il tentativo di bloccare i referendum. Leggi l’articolo sul blog Como energia felice.

Nucleare l’idea cretina

Dal blog di Mario Agostinelli: “Sono degli irresponsabili. Parlassero di meno e studiassero di più”. Così Mario Tozzi, uno dei geologi più preparati e noti anche al pubblico televisivo, sui politici che, a dispetto degli ammonimenti della tremenda sciagura giapponese, si inventano di tutto pur di andare avanti con l’irresponsabile programma nucleare italiano. Mi disarma la mala fede che spinge persone che non distinguono un neutrone da un tulipano a perseguire a qualunque costo i loro fini, spesso in commistione con gli affari, le lobbies che li hanno eletti, la sudditanza ai monarchi che li mantengono alla loro corte. (altro…)

Cambiare produzioni e consumi

Il testo integrale del documento Cambiare produzioni e consumi di Mario Agostinelli citato dal portavoce del Contratto Mondiale per l’Energia e il Clima nella sua relazione svolta a Sbilanciamoci! il 4 settembre a Como nello Spazio Gloria del Circolo Arci Xanadù.

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Energia felice

Energia felice e solare e una nuova stagione di scienza e azione politica per contrastare la follia dell’avventura nucleare voluta dal centrodestra. Questa la proposta di Mario Agostinelli, invitato a Como martedì 15 dicembre dall’Associazione per la sinistra per presentare il libro scritto insieme a Pierattilio Tronconi che disegna la via di una ricomposizione del rapporto uomo natura.

Una quarantina di persone, pochi i giovani, hanno partecipato all’incontro organizzato dall’Associazione per la sinistra di Como martedì 15 dicembre all’Unione dei circoli cooperativi a Como per la presentazione del libro L’energia felice. Dalla geopolitica alla biosfera di Pierattilio Tronconi e Mario Agostinelli. Dopo un’introduzione, per l’Associazione, di Ivan Lembo Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni, dopo una breve illustrazione del testo, ha chiesto ad Agostinelli: «Data la inevitabile diminuzione delle risorse fossili, c’è la possibilità che ciò obblighi alla costruzione di un mondo diverso? È possibile sperare?». Decisamente positiva la risposta dell’ex sindacalista varesino, reduce dalla Conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni unite, «Copenhagen è stata un stupenda e immensa manifestazione, anche se qui se ne è parlato solo per problemi di ordine pubblico, là c’erano mamme con bambini, gente alle finestre, partecipanti da tutto il mondo» ha precisato «in questo periodo entrano in gioco direttamente i popoli del mondo e non i loro governi». «I giovani capiscono e introiettano che non si può andare avanti così e nel 2050 o 2070 chissà cosa succederà. Si inizia a contare il tempo alla rovescia» per questo «l’idea che si viva solo nel presente, che ha distrutto la sinistra, ora è rimessa in discussione». Per Agostinelli stiamo finendo le fonti fossili su cui si è basata tutta la rivoluzione industriale, non si potrà andare più oltre, se non per 2-3 generazioni. Abbiamo bruciato nel giro di una dozzina di generazioni quello l’energia solare ha prodotto nel volgere di qualche milione di anni; un consumo enorme di energia che sta per di più “ingolfando” l’atmosfera. Si è spostato l’equilibrio della biosfera, che ha un comportamento non lineare e non può più ritornare esattamente al punto iniziale. La vita così come la conosciamo è nata e si è sviluppata in un preciso range ed entro certi limiti climatici e il surriscaldamento del globo ha effetti devastanti. L’innalzamento di un solo grado della temperatura degli oceani ha stravolgendo la catena alimentare. Ad esempio «in Cile i banchi di pesci si sono spostati di mille chilometri!». «L’ingiustizia sociale ed i cambiamenti climatici sono collegati», le peggiori alluvioni avvengono nei delta dei grandi fiumi del Terzo mondo, la desertificazione avanza sempre più nel Sahel subsahariano. Qui sta il nesso per l’autore fra ambientalismo e sinistra per cui bisogna «sconfiggere la catastrofe climatica e l’ingiustizia sociale». Il sistema delle grandi centrali generatrici di energia impone dei modelli e, nel caso del nucleare, «di un vero e proprio controllo militare del territorio, perché un piano di emergenza ha bisogno di un controllo ferreo per 17 chilometri attorno». E la contrarietà a opere simili per l’esponente ambientalista non è riducibile solo al Nimb (Not in my Backtard – non nel mio cortile), ma a fattori decisivi come il deprezzamento delle case o, per esempio, la possibilità o meno di continuare le produzioni agricole. «Nessuno decide il modello economico che viene imposto in maniera verticale» perciò una ridefinizione dei modelli energetici con l’introduzione di fonti di energia alternative porterà ad una struttura economica differente con l’obiettivo di «una produzione di energia che segua uno sviluppo cooperativo, non dell’offerta». Un traguardo da raggiungere con la consapevolezza che la trasformazione di energia, anche alternativa, produce scorie, le eliche degli impianti eolici, i pannelli di silicio, che vanno smaltite. A chi dice che le energie alternative non possono bastare il consigliere regionale risponde che sono in forte crescita, le uniche che aumentano così tanto, ma che serve anche un ridisegno energetico e la riduzione del consumo procapite. Per fare questo servirà la ricerca, un lavoro stabile, «tenete presente che per ogni chilowattora di energia solare ci sono 17 persone occupate contro 1 per chilowattora del petrolio», ritornare ad una dimensione umana, ridisegnare le città, e «pensare non ai singoli, ma alla specie umana». Un cambiamento che non deve essere autoritario e imposto ma «da vivere con passione allegria» per la cui realizzazione «dobbiamo impadronirci della narrazione» e per Agostinelli solo la sinistra può avere la capacità di fare una simile operazione. Da qui l’importanza di internet: interventi, slide, filmati, sono disponibili sul sito http://www.marioagostinelli.it. La speranza non è quindi morta «non è insanabile la frattura tra uomo e ambiente. Sono stati acquisiti dei concetti che fino a qualche tempo fa non erano neanche immaginati, quello di bene comune, di tempo che si conta all’indietro, di biosfera». Ora, dopo la nascita del grande movimento per l’acqua come bene comune, ha prospettato Agostinelli potrebbe nascerne uno anche per l’energia. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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