Mario Agostinelli

Video/ 30 marzo/ Cinegiornale contro i nemici del mare

30marzonotrivIl 30 marzo alle 21 al Gloria in via Varesina 72 a Como Serata no triv per il Sì al referendum del 17 aprile contro i nemici del mare. Interverranno Mario Agostinelli e Roberto Fumagalli. Seguirà la proiezione di Oro blu – Conversazioni sul mare di Andrea Ferrante e Marco Gernone. Anticipiamo dal cinegiornale di ecoinformazioni, in proiezione al Gloria, lo spot Lasciate stare il mare di Andrea Rosso.

Mario Agostinelli/ Le bugie dei trivellatori e le discriminazioni contro i lavoratori

30marzonotrivMentre vengono diffusi infondati equivoci sulla perdita di posti di lavoro nel caso si limitassero le licenze per le trivelle in mare, sembra passare sotto silenzio un caso, questo sì clamoroso, di durissima discriminazione verso i lavoratori del settore della distribuzione del gas. (altro…)

Video/ Acqua e energia pubbliche più efficienti e economiche

ritorno al futuro orizzontaleIn Sala Stemmi il 21 gennaio si è svolto con l’incontro Ritorno al futuro, un approfondimento scientifico e politico particolarmente utile a chi amministra che ha spaziato sui temi dei beni comuni, delle prospettive del rapporto pubblico privato e della storia delle municipalizzate senza trascurare né il piano locale, né quello globale con le importanti relazioni di Roberto Fumagalli e di Mario Agostinelli. Molti anche gli interventi dei numerosi partecipanti al seminario introdotto per gli organizzatori (Paco-Sel e Sel) da Marco Lorenzini. Nel dibattito sono intervenuti anche l’assessore all’ambiente del Comune di Como Bruno Magatti, il presidente di Acsm-Agam Mariuccio Orsenigo, l’assessore provinciale Ferruccio Cotta  (contrarissimo alla vendita della azioni di Acs-Agam) e una rappresentanza dei lavoratori che se il Comune di Como cederà le sue quote, avallando il processo di privatizzazione, perderebbero il posto e se riassunti da altre aziende sarebbero vittime della perdita di diritti dovuta al jobs act. Le conclusioni di Celeste Grossi e Luigi Nessi hanno evidenziato le ragioni dell’improponibilità della vendita di quote di patrimonio pubblico per chi vuole tutelare l’interesse dei cittadini. il patrimonio della città di Como e il lavoro.

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21 gennaio/ Ritorno al futuro per energia e acqua pubbliche

ritorno al futuro orizzontalePaco-Sel e Sinistra ecologia libertà propongono, giovedì  21 gennaio alle 18 nella Sala Stemmi di Palazzo Cernezzi a Como una riflessione sul percorso necessario di ripubblicizzazione dei beni comuni. Una scelta controcorrente ma necessaria per la sinistra che pensa al “Ritorno al futuro”per realizzare l’innovazione della riproposizione della maggiore qualità, economicità, controllo democratico che il settore pubblico può offrire. All’incontro intervengono Mario Agostinelli, portavoce del Contratto mondiale per l’energia e il clima e Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente Ilaria Alpi

Mario Agostinelli/ Voglia di guerra e Cop 21: Palle di fuoco e buchi nell’acqua

AgostinelliGiannangeli

Mario Agostinelli, sindacalista, ambientalista, esponente del Forum sociale mondiale,   ci ha consegnato, in partenza per Parigi per partecipare alla Conferenza Mondiale sul clima (Cop 21), un’ampia analisi che sarà pubblicata su Inchiesta di dicembre. L’anticipiamo per i nostri lettori. «non posso evitare la domanda se vi siano comuni interessi tra gli attacchi terroristici accaduti pochi giorni fa e un malaugurato (e prevedibile) fallimento della ventunesima conferenza delle parti, circoscritta a ben 14.000 delegati, isolati però dagli attivisti ed esponenti della società civile provenienti da tutto il mondo e ridotti nella presenza da un disincentivo all’accesso non dichiarato».

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Dario Fo e Florina Cazacu in fabbrica per la giustizia

IMGP1481dariofoirinacazacuUn libro in una fabbrica. Una ragazza rumena vittima del razzismo che le ha letteralmente bruciato il padre spiega, andando molto al di là del suo dolore, cosa deve fare l’Italia per essere civile. Un premio Nobel che denuncia, argomenta, urla, si infiamma, predica, racconta e spiega che in Italia ci sono gli schiavi e contro chi massacra i diritti e le persone «anche qui, proprio qui in Lombardia, proprio qui vicino» non si fa nulla e agli assassini si accodano nella colpa gli indifferenti.

AgostinelliGiannangeliUn ex segretario della Cgil della Lombardia che c’era alla prima manifestazione per denunciare l’orrore dell’uccisone di un lavoratore – Ion Cazacu bruciato vivo per aver tentato di reclamare diritti per sé e per i suoi compagni – nella quale i manifestanti furono attaccati dalla violenza leghista e c’era ancora oggi perché per i diritti del lavoro la situazione è ora peggiore di allora. E c’era l’avvocato impegnato dalla parte della famiglia per evitare che alla tragedia si aggiunga la beffa e la totale mortificazione della legge. A Veniano nella sala delle assemblee della Parker all’incontro organizzato dalla Rsu della fabbica, con il sostegno dell’azienda, dei dariofogiannageliflorinacazacucomuni della zona e di tanti e tante, alle 16 di sabato 31 ottobre si è parlato con gli autori Dario Fo e Florina Cazacu, del loro libro Un uomo bruciato vivo. All’incontro, coordinato da Armando Carusilio, ha partecipato un centinaio di persone e sono intervenuti anche l’ambientalista, già segretario della Cgil Lombardia Mario Agostinelli e Ugo Giannangeli, difensore della famiglia Cazacu nel processo contro Cosimo Iannece, autore dell’atto mostruoso  commesso 15 anni fa  quando cosparse di benzina il suo dipendente Ion Cazacu e gli diede fuoco. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni] Presto on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video dell’iniziativa e un breve commento di Fiorina Cazacu.

Guarda sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video dell’iniziativa.

31 ottobre/ Dario Fo e Florina Cazacu a Veniano

fovenianoLa Rsu Parker H. M. invita, sabato 31 ottobre alle 16,  nella Sala Rsu Ion Cazacu, alla presentazione, con gli autori Dario Fo e Florina Cazacu, del loro libro Un uomo bruciato vivo. All’incontro parteciperanno anche Mario Agostinelli e Ugo Giannangeli, difensore della famiglia Cazacu nel processo contro Cosimo Iannece, condannato per l’atto mostruoso  di avere 15 anni fa cosparso di benzina il suo dipendente Ion Cazacu che aveva reclamato per sé e i suoi compagni diritti e stipendio. Scarica e diffondi la locandina. Per artecipare è indispensabile la prenotazione entro il 27 ottobre. Presto on line su ecoinformazioni.

L’industria delle armi alimenta le guerre/ Gli interventi

armi venegonoL’incontro/ convegno al Castello dei Comboniani di Venegono Superiore (Va) il 29 novembre ha presentato  il tema L’industria delle armi alimenta le guerre con molte relazioni e interventi [guarda i video della sessione pomeridiana dei lavori]. Laura Tussi di Peacelink sintetizza per ecoinformazioni le riflessioni presentate ai circa cinquanta partecipanti da Domenico Moro, Manlio Dinucci, Alex Zanotelli, Fiorenzo Campagnolo, Giansandro Bertinotti, Rossana De Simone, Ugo Giannangeli, Gregorio Piccin, Mario Agostinelli.

«Nell’epoca della “guerra infinita”, una delle attività considerate strategiche dallo Stato è il mantenimento delle capacità industriali e tecnologiche giudicate essenziali per la sovranità operativa dell’esercito e delle forze armate. Finmeccanica intende ri-fondarsi come azienda-potenza orientata verso i settori dell’aereospazio e della difesa, in linea con strategie aggressive. Obiettivo del convegno è l’avvio di un dibattito per individuare le criticità di questo modello economico e difensivo e per rimodulare le scelte militariste verso una produzione finalizzata ad attività civili. E se invece Finmeccanica, come agglomerato di sapere collettivo, diventasse un centro tecnologico per la progettazione e lo sviluppo di strumenti per fronteggiare il collasso del sistema climatico e l’esaurirsi delle risorse idriche ed energetiche, per lo studio di nuovi materiali o innovazioni di processo atte a ridurre i pericoli dei danni all’ambiente e i rischi degli incidenti sul lavoro, per produrre aeromobili, veicoli e robot ad uso del nostro territorio e dei suoi cittadini, non sarebbe meglio?» [Dalla presentazione del convegno]

Il convegno si è svolto nel contesto ambientale del Castello dei Comboniani a Venegono Superiore. In queste territorio della provincia di Varese sorgono alcune fra le principali industrie di Finmeccanica: Augusta Westland e Alenia Aermacchi.

Questo è il territorio che vide importanti e grandi lotte dei lavoratori e degli operai per la riconversione dell’industria bellica. Cosa è Finmeccanica dal punto di vista delle relazioni internazionali? Qual è il ruolo di Finmeccanica nella profonda crisi che stiamo vivendo? Quale tecnologia per quali guerre? Questi i tanti interrogativi posti durante il Convegno. Nelle guerre attuali si utilizzano i droni, aerei a pilotaggio remoto e il governo italiano contribuirà all’acquisto degli F35 e all’ammodernamento delle bombe nucleari statunitensi, le B61, stoccate in Italia, nelle basi Nato di Ghedi e Aviano. Il ministro della difesa Roberta Pinotti, nelle interrogazioni parlamentari, sostiene che siamo legittimati all’ammodernamento delle B61 e all’acquisto degli F35 perché facciamo parte della Nato.

Perché la guerra? quale etica percorre il nostro presente dall’articolo 11 della Costituzione alla legge 185/90 per regolare l’export di armi? Quale ruolo dei sindacati confederali e di base rispetto al piano industriale di Finmeccanica? (argomento di cui trattano Fiorenzo Campagnolo e Giansandro Bertinotti). Il presidente di Finmeccanica Moretti vuole ri-fondare e smantellare l’azienda per seguire un filone produttivo già intrapreso dall’Europa e per seguire altri settori: secondo Moretti, Finmeccanica deve dedicarsi al settore militare e non civile.

Nell’intervento dell’economista Domenico Moro, Finmeccanica costituisce il tema principale perché è un’azienda strategica, in quanto opera nell’aereospazio e nel militare, settori ad alta tecnologia e sensibili dal punto di vista politico e strategico. Finmeccanica è la cartina di tornasole del sistema capitalistico contemporaneo.

Il carattere internazionale di Finmeccanica si combina con la partecipazione dello Stato per il 30% e per il resto, con la presenza internazionale o di azionisti privati. Finmeccanica non è solo un’azienda italiana perché rappresenta il capitalismo contemporaneo, che si cala in un periodo storico di grandi trasformazioni economiche. Dal 1975 si sono presentate crisi di sovrapproduzione di capitale (cfr. Marx), in fasi di accumulazione capitalistica: troppo capitale che non produce profitto. Si è assistito allo sviluppo tecnologico e all’aumento della produzione che non è dedicata alla soddisfazione dei bisogni, ma al profitto. Dopo la distruzione della seconda guerra mondiale e l’ingente ricostruzione, nel 1975 si riproduce la crisi che si presenta ciclicamente nel 1980, 1990 e 2000, per un cortocircuito strutturale del sistema di produzione capitalistico. Così dal 2007 e 2008 si vive una crisi più forte di quella del 1929, con l’aumento del debito pubblico europeo e con l’effetto della distruzione della capacità produttiva nei paesi a capitalismo avanzato. Finmeccanica, interna al processo di finanziarizzazione globale in corso, sta procedendo ad una grossa fase di ristrutturazione, con l’eliminazione del settore dei trasporti. Moretti decide che se un’attività non genera profitto, secondo le regole dei mercati finanziari, la si elimina. Finmeccanica è collegata allo Stato italiano e lo Stato è collegato con le forze armate e i servizi segreti, in un contesto occidentale dominato e controllato da Inghilterra e Stati Uniti. La trilaterale Europa è un consesso del capitalismo internazionale in collegamento con Stati Uniti e Inghilterra. La trilaterale è un organismo del capitalismo transnazionale della classe capitalistica apolide con interessi intrecciati con Stati Uniti ed Europa occidentale. Negli anni ’70, la trilaterale sferra attacchi ai partiti comunisti perché essi possono nazionalizzare, mentre l’organismo capitalistico transnazionale vuole privatizzare. Attualmente si assiste ad un attacco contro i sindacati e i partiti di sinistra, con un processo di integrazione europea che ha costretto in un angolo il movimento dei lavoratori, imponendo linee di privatizzazione e internazionalizzazione dei capitali: il processo di integrazione europea è a guida del grande capitale. Quindi la ristrutturazione di Finmeccanica risulta all’interno di un processo di industrializzazione dove prevale l’accumulazione privata. Il Movimento per la Pace deve essere, invece, a favore dell’intervento dello Stato. Dobbiamo lavorare per una politica industriale che si ricolleghi ai problemi e che guardi alle vere cause della crisi mondiale e riveda il ruolo dell’Europa per il nostro Paese.

 

Come sostiene l’attivista Rossana De Simone, assistiamo a governi che finanziano le singole industrie per incentivare lo sviluppo industriale, ma non la ricerca, finalizzata a far crescere la conoscenza. Come Movimento per la Pace, contro la guerra, dobbiamo chiedere ai governi di incentivare la ricerca universitaria e che l’intero settore di Finmeccanica incentrato sull’energia, l’assistenza sanitaria, le risorse naturali, la mobilità sostenibile sia sostenuto per realizzare progetti in questa direzione. Finmeccanica non deve essere più finalizzata al settore militare, ma Moretti vuole eliminare il settore civile. Le altre nazioni al loro interno hanno laboratori tecnologici statali per le industrie innovative con idee, per fare ricerca e realizzare innovazione. Le grandi innovazioni sono sostenute da una ricerca minuziosa di prodotti competitivi, tramite finanziamenti pubblici, per il bene comune.

 

Il saggista Manlio Dinucci, nel suo intervento, spazia in molteplici spunti interessanti, tra cui le proposte di un nuovo modello di difesa, il problema delle forze armate, i corpi civili di pace, rispondendo alle domande dei partecipanti.

Il Comboniano Padre Alex Zanotelli svolge un intervento in sintonia con il suo operato personale, affrontando la questione della guerra da un punto di vista etico. Zanotelli, dalle pagine di Nigrizia, denuncia l’export, il traffico delle armi verso il terzo mondo, regolamentato dalla legge 185/90, la cui trattazione è poi ripresa dall’avvocato Ugo Giannangeli e da Gregorio Piccin.

Zanotelli attribuisce un taglio etico al discorso, in quanto oggi ci troviamo davanti all’orrore delle guerre, dall’Ucraina alla Somalia, dalla Nigeria all’Iraq, dalla Siria al Sudan: il mondo è in conflitto. Zanotelli cita l’Apocalisse per spiegare il mondo attuale: le guerre generano morti e distruzione. Attualmente i rifugiati che fuggono dalle guerre sono 51 milioni. I profughi dal sud del mondo cercano di salvarsi con le conseguenze a cui assistiamo nel Mar Mediterraneo: un disastro. Dobbiamo assumere la sofferenza di questa gente, dei disastri umanitari, delle atrocità. Davanti allo spettro delle guerre dobbiamo riconoscere che siamo prigionieri del complesso militare industriale mondiale. Siamo prigionieri di questo complesso che serve a difendere un sistema economico e finanziario, che permette a pochi privilegiati di consumare a una velocità incredibile: il 10% della popolazione mondiale consuma il 90% dei beni prodotti nel pianeta, con conseguenze disastrose e devastanti, con miliardi di persone che soffrono la fame e con conseguenze irreversibili sull’ecosistema. Impieghiamo denaro e finanziamenti in un sistema di morte. Anche a livello italiano spendiamo soldi in armi pesanti, per difendere gli interessi del 10% della popolazione del mondo che non vuole mettere in discussione il proprio benessere: il sistema deve essere invece radicalmente messo in discussione. Un vero sistema camorristico. Il cuore del sistema sono le banche, per cui è importante intraprendere una vasta campagna contro le banche armate.

È essenziale seguire il monito del grande Partigiano e Padre Costituente dell’Onu, Stéphane Hessel, che lancia un appello mondiale nel suo libro postumo, in esclusiva per l’Italia, dal titolo emblematico «Esigete! un disarmo nucleare totale” [Ediesse 2014], sottolineando l’importanza di metterci insieme e di rispettarci attraverso reti di attivismo e di persone impegnate per la pace e il disarmo. Padre Alex Zanotelli conclude l’intervento, citando Martin Luther King: “Dobbiamo imparare a vivere tutti insieme come fratelli, altrimenti moriremo tutti come idioti».

Mario Agostinelli, tra i curatori dell’edizione italiana di Esigete!, insieme a Luigi Mosca ed Alfonso Navarra, ha trattato la geopolitica dell’energia, sottolineando come la questione energetica sia uno dei pilastri della sicurezza nazionale ed internazionale. Secondo Agostinelli la conversione al 100% rinnovabile dell’attuale sistema energetico e il suo decentramento sul territorio abbinato alla riduzione dei consumi – modello peraltro finalmente democratico che avanza e possiamo incrementare in Italia e in Europa – costituisce una alternativa praticabile già ora con successo.

Contro il nucleare civile (che è alla fin fine militare), contro i combustibili fossili e l’alterazione del clima, contro lo spreco sociale ed ambientale, per il risparmio, l’efficienza e la valorizzazione dei beni comuni e, infine, per una piena occupazione oggi bandita dal neoliberismo, la via delle fonti rinnovabili è un contributo, dal punto di vista di Energia Felice e degli obiettori alle spese militari e nucleari, indispensabile alla costruzione di una società più libera e giusta, pacifica nella sua più intima e fondamentale struttura. [Laura Tussi, Peacelink, per ecoinformazioni]

 

L’altra Lombardia con Di Stefano

agostinelliMario Agostinelli, tra le personalità politiche più acute e attive della sinistra in Lombardia, invita nelle primarie del centrosinistra di sabato 15 dicembre a scegliere Andrea Di Stefano perché la sua candidatura «offre un’occasione straordinaria per tutti coloro che nel centro sinistra contano su una reale rottura con il modello formigoniano, in quanto libera da qualsiasi condizionamento consociativo e sospinta da un tessuto di relazioni e di proposte incardinate nella partecipazione». Leggi nel seguito dell’articolo l’appello di Mario Agostinelli. (altro…)

Referendum: priorità della vita sull’economia

Si è tentato in ogni modo di sequestrare l’informazione e di esorcizzare il  dibattito sui referendum nello scellerato tentativo di sottrarre ai cittadini la più cogente e costruttiva opzione sul futuro che l’agenda politico-sociale abbia riservato negli ultimi anni agli elettori. Evitare il quorum è stato e rimane l’ossessivo obiettivo di cinque mesi di trucchi governativi, ma purtroppo il tempo sottratto alla discussione ci ha impoverito di una riflessione e di una maturazione collettiva sullo spostamento dell’attenzione  dall’economia alla vita. (altro…)

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