Mensa Sant’Eusebio Como

Il questionario di Sant’Eusebio

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La mensa serale per migranti Sant’Eusebio propone un questionario a coloro che hanno vissuto forme di solidarietà con le persone in transito per l’emergenza umanitaria di Como San Giovanni. Leggi nel seguito il testo dell’invito alla compilazione.

«I migranti, Como, la società civile. L’estate 2016 è stata caratterizzata a Como da un arrivo ingente di migranti e profughi che, per quasi due mesi, hanno vissuto nei giardini della Stazione di San Giovanni. Molte persone della città e del contado si sono attivate in forma volontaria e solidale per rendere più dignitosa la vita di chi è giunto in transito con la speranza di proseguire il viaggio verso altri Paesi europei. Dal 19 settembre l’apertura di un campo governativo gestito dalla Croce Rossa Italiana, in cui sono stati raccolti quanti pernottavano davanti alla Stazione e nei giardini, ha aperto nuovi scenari, suscitando nuovi interrogativi e diverse possibili risposte.

Perché l’esperienza di questa estate non vada perduta, chiediamo a tutti coloro che hanno vissuto forme di solidarietà con le persone in transito di rispondere ad alcune domande.

Le testimonianze raccolte aiuteranno la città di Como e le persone che hanno vissuto in modo diretto questa esperienza a fare memoria di quanto è capitato, affinché un pezzetto importante della nostra storia non vada perduto.

Le riflessioni di ciascuno inoltre potranno fornire nuovi spunti di pensiero e di azione. Infatti una realtà complessa e difficile come quella dei flussi migratori, sperimentata direttamente nella presenza delle persone in transito, ciascuna portatrice dei propri bisogni e dei propri desideri, non può lasciare indifferenti.

Tutti quelli che vorranno potranno rispondere al questionario, sia firmandosi, sia in forma anonima. La restituzione del questionario è gradita anche qualora a qualche domanda non si dia risposta.

Il questionario compilato potrà essere spedito in allegato all’indirizzo mail eusebio.cultura@gmail.com» [Mensa serale per migranti Sant’Eusebio]

[Foto Claudio Fontana per ecoinformazioni]

 

Assemblea in mensa il 3 settembre/ la bella Como si interroga sul futuro

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L’assemblea che sabato 3 settembre ha riunito le persone che hanno prestato la propria opera volontaria presso la mensa di S. Eusebio e le altre strutture di servizio per i migranti bloccati alla stazione di Como San Giovanni ha rappresentato un momento importante nella riflessione su questa fase drammatica della situazione internazionale e nazionale che ha coinvolto anche Como.

Importante intanto per i numeri (non meno di duecento persone hanno partecipato all’incontro), ma soprattutto per il livello del confronto e della consapevolezza.

Primo scopo dell’incontro era quello di fare una fotografia della situazione. All’appello della mensa di S. Eusebio hanno risposto almeno 417 persone registrate e ancora un’altra ottantina che, pur avendo dato il proprio continuo contributo, non è entrata nel conteggio ufficiale; a queste vanno poi aggiunte le circa 30 persone che hanno lavorato alle docce del Gallio finché sono state attive. Ancora vanno aggiunti tutti coloro che sono stati presenti alla stazione fin dai primi momenti, attivandosi per soddisfare il più possibile le esigenze del gruppo di persone lì bloccate. Ma più ancora dei numeri, conta la varietà di questo pezzo di società che si è messa a disposizione (e che è stata più volte ricordata e valorizzata nel corso dell’incontro): persone giovani e giovanissime, mature, anziane, gente che offriva le proprie competenze professionali specifiche e la voglia di stare insieme, animata dalle più diverse ispirazioni ideologiche e culturali (fatto salvo ovviamente il comune, profondo sentimento solidale e antirazzista), religiose e laiche, parte della comunità locale e a volte di passaggio, e conta la qualità della relazione, volta non tanto a dare un semplice servizio, ma in primo luogo a restituire dignità alle persone.

La varietà è stata, in un certo senso, terreno di incontro con la comunità migrante, difficile da fotografare perché fluida e in continua evoluzione (anche se la valutazione, proprio a partire dal servizio svolto alla mensa, parla di un picco di presenze a metà agosto con 530 pasti serviti, e di una divisione tra maschi e femmine di circa due terzi e un terzo).

Al lavoro della mensa, altri servizi si sono affiancati: il presidio sanitario, pur attivato con un certo ritardo, ha operato grazie sia all’intervento istituzionale che al contributo volontario di personale medico e infermieristico. Le visite effettuate sono state oltre un migliaio, alla media di 70/75 al giorno in diverse ore di attività.

Anche l’assistenza giuridica ha svolto un ruolo importante perché la precisa informazione ha un’importanza fondamentale in condizioni di fragilità.

Un’attenzione particolare è dedicata al problema ai casi dei minori, che sono stati finora 457 (398 maschi e 59 femmine); transitati temporaneamente dalle strutture di assistenza, solo 16 hanno chiesto di restare e sono stati collocati in comunità.

È una situazione estremamente complessa, con molti elementi di contraddizione e, dunque, oltre alla fotografia, conta anche l’interpretazione. Vengono così in primo piano le sensibilità, e perché no, anche i progetti politici. Ma un elemento che alla riunione è risultato estremamente importante è proprio quello di mettere avanti la consapevolezza del proprio ruolo: nel “lavoro” con le persone migranti conta anche questo e conta anche il rapporto con la situazione generale, con le regole, con le scelte e anche con le imposizioni che vengono dall’alto.

Bisogna confrontarsi con l’Europa delle regole e delle frontiere (scomparse solo nei sogni disattenti dei politici e negli affari delle grandi multinazionali), bisogna fare i conti con un governo che stipula accordi con questi stati (come il Sudan) che sono tra le cause scatenanti del fenomeno e a cui invece si affida (dietro enorme compenso) il compito di fermare i movimenti migratori (e verso  cui, tragicamente, sono già state deportate alcune persone che erano riuscite ad arrivare fino in Europa), bisogna ricordare che oltre all’“emergenza” del momento c’è la realtà di lungo periodo dei richiedenti asilo, “parcheggiati” anche a Como (don Giusto Della Valle ricorda che sono circa 900 nel territorio e che, in alcuni casi, sono semplicemente “massa” per piccoli e grandi affari, per i quali non si vuole e non si sa mettere in campo alcuna formazione e alcuna opportunità reale, e – come viene più volte sottolineato – a cui spesso alla fine dell’iter burocratico si risponde semplicemente “no”, in quasi il 70% dei casi), bisogna chiedere alle istituzioni locali non solo di fare tutto quello che per legge devono fare (e che faticano a ottemperare), ma di fare di più e meglio (come riaprire il centro di accoglienza per minori di Tavernola, chiuso nei mesi scorsi, e il cui ruolo appare oggi importantissimo).

È una situazione in cui il mondo del volontariato e dell’attivismo non può sottrarsi alla discussione della prossima spada di Damocle che pende sulle teste di tutti (ovviamente, in primo luogo, delle persone migranti): l’apertura del campo dei container presso S. Rocco, prevista intorno alla metà del mese di settembre (Flavio Bogani riferisce nei dettagli gli incontri con il prefetto di Como e con il suo capo di gabinetto). Un’apertura che cambierà tutto perché a quel punto la realtà non potrà più essere fluida e variabile, ma sarà, in notevole misura, regolamentata e irrigidita. Una realtà da cui anche la “società civile” che ha risposto alla gravità della situazione con la propria azione volontaria sarà ufficialmente esclusa.

L’assemblea discute di questo con molta attenzione e con molta passione. Emergono le differenti valutazioni, i differenti progetti, ma il confronto è sereno e ha, in tutti gli interventi, al primo posto la preoccupazione per il futuro delle persone migranti. Si mettono a punto alcune idee, e si fa riferimento a un possibile ruolo di coordinamento organizzativo del Centro Servizi per il Volontariato (una prima riunione è già convocato per giovedì 7 settembre alle ore 14 nella sede di via Col di Lana 5a).

Ma se la discussione è difficile, non si sottrae all’entità del problema, è cosciente anche del mutamento nei confronti delle persone migranti, con cui forse si dovrà spendere la “fiducia” acquisita in un modo o nell’altro (magari per cercare di convincerli a passare per il campo).

Il confronto con le voci delle più alte cariche istituzionali è stridente. Dal basso ci si interroga, con sincerità, su cosa e come fare, e dall’alto si dichiara quasi negli stessi momenti, in modo sprezzante, che «spetta a noi decidere dove e come collocare» questa gente, oppure si invoca in luogo dei campi di accoglienza (che non sono propriamente paragonabili a grand hotel) i rimpatri immediati e senza discussione. Mettendo avanti, incredibilmente, ancora la distinzione tra profughi “politici” e migranti “economici”, come se i secondi fossero un’invenzione di alcune “belle menti” (e cos’erano mai i migranti italiani dei decenni passati?).

Se, come è stato ripetuto più volte nel corso della discussione di sabato, questo incontro con la comunità migrante ha arricchito non poco una parte almeno della comunità del territorio, il confronto con il mondo istituzionale è stato in buona parte deludente.

[Fabio Cani – ecoinformazioni]

La galleria di foto di Claudio Fontana per ecoinformazioni

15 agosto/ Da tutto il pianeta a Ferragosto per le Note solidali a San Giovanni

ComoSenzaFrontiere-Musica02C’è chi dice che ci sono persone venute a piedi dal Corno d’Africa a Como per partecipare al “Non concerto” delle 21 del 15 agosto alla Stazione San Giovanni. C’è chi dice che la stazione di Firenze, consueto scenario del concerto di fine anno, tema già di essere surclassata. Inutile cercare di prenotare su Ticket one il biglietto: la suonata di Ferragosto è gratuita, anzi estranea al mercato, come la solidarietà e l’umanità operosa della mensa di Sant’Eusebio che la promuove, come l’attivismo solidale di tutte e tutti coloro che danno vita alla bella Como che accoglie e cerca di tamponare i disastri fatti dalla cattiva politica che libera le merci e opprime le persone. Con Filippo Andreani un'”orchestra” di musicisti: Musica spiccia, Potage, Fleurs des Maldives, Andrea Parodi, Lele complici,  3wheels,Walking peregins, D’altro canto e sicuramente tante e tanti altri per una serata straordinaria. [Foto Fabio Cani, ecoinformazioni]

Leggi l’invito di Filippo Andreani per la suonata del 15 agosto.

 

Guarda i video e le foto della prima serata di Musica solidale a Como San Giovanni del 27 luglio.

 

Emergenza umanitaria/ Lo stato non c’è, serve cibo per sfamare le persone

mensa sant'eusebiogenerale arPer quanto possa sembrare impossibile in una delle zone del pianeta più ricche e caratterizzata da sistemi istituzionali attivi da almeno 2000 anni c’è un nuovo pressante appello ai cittadini perché intervengano fornendo cibo e generi vari, visto che ancora i bisogni primari della popolazione transitante da Como in fuga da guerre, violenza e povertà sono assicurati dalla meravigliosa, generosa,  infaticabile solidarietà personale di tante e tanti che salvano la vita a centinaia di persone e la dignità dell’intero paese. Una vergogna nazionale il fatto che ancora oggi a sfamare centinaia di persone debbano pensarci i privati mentre le istituzioni non sembrano dimostrare di esistere e di comprendere che le persone devono mangiare tutti i giorni (meglio non una volta sola al giorno), vestirsi e che i diritti umani non sono uno slogan, ma doveri per le istituzioni che devono garantirli con adeguati mezzi e strutture. Leggere che c’è grande urgenza di acqua fa accapponare la pelle, ma questa è la situazione.

Pubblichiamo integralmente nel seguito il nuovo appello delle necessità essenziali aggiornato al 9 agosto. [Foto Andrea Rosso, ecoinformazioni]

IMPORTANTE – APPELLO PER LA RACCOLTA DI CIBO, PRODOTTI PER L’IGIENE E VESTITI AGGIORNATO AL 9 AGOSTO

CIBO
riso(anche in sacchi da 5 kg)
acqua minerale da mezzo litro (urgentissima!)
succhi di frutta da 200ml
legumi (anche in sacchetti grandi da cuocere e mettere in ammollo)
biscotti
biscotti per l’infanzia
omogeneizzati liofilizzati
omogeneizzati di frutta

OGGETTI IN GENERE
coperte in buono stato (urgenti!)
tovaglioli di carta
piatti, bicchieri, posate(forchette, coltelli, cucchiai, cucchiaini) di plastica
rotoloni di carta

PRODOTTI PER L’IGIENE
olio corpo
salviettine umidificate (anche quelle disinfettanti)
detergente liquido per le mani
pannolini
assorbenti femminili
Bagnoschiuma
tutto ciò che può servire per l’igiene

TUTTO QUESTO VIENE RITIRATO DALLA CROCE ROSSA DALLE 8 DEL MATTINO FINO ALLE 24 IN VIA ITALIA LIBERA, COMO; TUTTI I GIORNI DELLA SETTIMANA.

I vestiti (serve biancheria intima da ragazzo) vengono raccolti da Caritas al seguente indirizzo Caritas c/o Centro Cardinal Ferrari, entrata da via Sirtori.

 

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