Pdci Como

8 maggio/ Bande Nere

locandina_8_maggioVenerdì 8 maggio alle 18.30 presso la sala civica di via Collegio dei Dottori 9 a Como, l’Anpi sezione di Como in collaborazione con Arci Como ed i circoli cittadini di Pd, Sel, Paco-Sel, Movimento 5 Stelle, Psi, PdCi e Amo la mia città, promuovono un serata di approfondimento sul mondo delle nuove destre. Paolo Berizzi, giornalista d’inchiesta di La Repubblica, presenterà il suo libro Bande Nere [2009, 224p., ed. Bompiani]; a seguire verrà proiettato il film-documentario Nazirock [2008, 75 min.] con la presenza del regista Claudio Lazzaro. La serata sarà moderata da Barbara Rizzi di ecoinformazioni. Nel corso dell’evento sarà offerto un aperitivo. L’iniziativa fa parte della campagna No Rogo di Arci book Lombardia.

Monumento alla Resistenza Europea/ L’Anpi e le forze politiche di Como chiedono la riqualificazione

2 Monumento_res europea copiaL’Anpi sezione di Como e i circoli della città di Como di Partito Democratico, Paco-Sel, Sinistra Ecologia e Libertà, Movimento Cinque Stelle, Partito Socialista Italiano e Partito dei Comunisti italiani, invitano, con un comunicato stampa, l’amministrazione comunale ad un concredo impegno per la riqualificazione del monumento alla Resistenza Europea.

«L’Anpi sezione di Como Perugino Perugini, unitamente ai circoli della città di Como di Partito Democratico, Paco-Sel, Sinistra Ecologia e Libertà, Movimento Cinque Stelle, Partito Socialista Italiano e Partito dei Comunisti italiani, dopo un ampio e costruttivo confronto:
preso atto dello stato di degrado in cui versa il Monumento alla Resistenza europea
ricordano che questo Monumento pubblico, inaugurato il 28 maggio 1983 dal Capo dello Stato S. Pertini, fu pensato e creato come luogo della Memoria per tutti i popoli europei che lottarono contro il nazifascismo e ricorda il sacrificio dei Resistenti, per buona parte giovani, di tutte le classi sociali, di diverse ideologie politiche e fedi religiose, che si sono immolati per il riscatto dell’Europa;
sottolineano che questo Monumento è patrimonio non solo della cittadinanza comasca, ma di tutti i popoli europei e che il Comune di Como ha il compito di tutelare e conservare l’opera;
invitano quindi l’Amministrazione comunale della città di Como ad un maggiore e concreto impegno affinché questo Monumento di alto valore etico e simbolico venga totalmente riqualificato dal punto di vista urbano, architettonico e storico-culturale, restituendolo alla sua piena funzionalità e ponendolo al centro di percorsi didattici e turistici che incoraggino la visita da parte di cittadini, scuole e turisti;
condividono e sostengono, in vista delle celebrazioni per il Settantesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo, tutte le iniziative, anche quelle già in essere, che hanno come obbiettivo il risanamento della situazione del Monumento alla Resistenza europea;
si impegnano nel futuro a collaborare in un quadro unitario per organizzare e promuovere iniziative da tenersi nella città di Como e nelle sue periferie, dirette a valorizzare la Memoria antifascista, attualizzandone anche il significato ai giorni nostri, rivolgendosi in particolar modo alle giovani generazioni.»

Le ragioni di Berlinguer

berlinguerNella serata di mercoledì 11 giugno il salone Bertolio ha ospitato Le ragioni di Berlinguer, l’incontro dedicato all’eredità politica e morale dello storico leader comunista nel trentennale della sua scomparsa.

Promosso da Rifondazione e dal Pdci comasco, l’evento ha visto la partecipazione di Giuseppe Calzati, presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea Peretta, e del direttore del centro studi Cespi Vittorio Gioiello, coordinati nei loro interventi dal segretario lariano di Rifondazione Pierluigi Tavecchio e dal suo omologo del Pdci, Andrea Cazzato.

Gli ospiti hanno così affrontato la complessa figura del Segretario per antonomasia da un doppio punto di vista, storico ma anche più specificatamente politico: Calzati infatti ha ripercorso la traiettoria personale di Berlinguer, dai suoi esordi “romani” al fianco di Togliatti al compromesso storico, per arrivare alla questione morale e alle ultime battaglie prima della morte. Un contributo corposo, quello dello storico comasco, che è stato poi “completato” da Gioiello, incaricato di fare luce sulle ragioni ideali alla base del pensiero berlingueriano. L’eurocomunismo, lo spirito sinceramente democratico, la stessa questione morale per cui ultimamente è ricordato nel dibattito politico, contribuiscono per lo studioso milanese alla “specificità” del politico sardo, trovatosi ad operare in un periodo e in un luogo estremamente difficile come l’Italia degli anni ’70.

La particolarità di Berlinguer è stata confermata anche dalla seconda fase dell’incontro, dedicata agli interventi dal pubblico: se Marco Lorenzini ha portato i saluti di Sel, concentrandosi nel suo contributo sull’eredità tremendamente attuale del leader comunista nell’Italia di oggi, il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri ha invece ricordato la capacità di Berlinguer di attirare le simpatie e il rispetto di una platea molto più ampia di quella del Pci, conquistando consensi elettorali e non in segmenti sociali apparentemente lontani dal suo messaggio. Un “talento” che può essere visto come un invito all’unità delle forze progressiste e di Sinistra nell’Italia di oggi, come richiamato in altri interventi, come quello di Michele Marciano, presidente del circolo comasco di Legambiente.

Una serata intensa quindi, che ha visto anche l’esposizione nel salone di articoli di giornale, libri e cimeli dedicati all’esponente del Pci, messi a disposizione dai militanti del Prc e dei simpatizzanti del vecchio Partito Comunista. [Luca Frosini, ecoinformazioni]

11 giugno/ Le ragioni di Berlinguer

ragioni di berlinguerConferenza pubblica sul pensiero e la vita del dirigente comunista, intervengono Giuseppe Calzati, presidente Istituto di storia contemporanea “P.A. Perreta”, Vittorio Gioiello, direttore Associazione Cespi, coordinano Pierluigi Tavecchio, segretario provinciale Prc, e Andrea Cazzato, coordinatore provinciale Pdci, mercoledì 11 giugno alle 20.30 al salone A. Bertolio in via Lissi 6 a Como, organizzata per il trentesimo anniversario della morte di Enrico Berlinguer dalle Federazioni provinciali comasche di Prc e Pdci.

Pdci contro il corteo neofascista del 30 Aprile

logo-pdciIl Pdci comasco, con un comunicato stampa, si schiera a fianco dell’ Anpi cittadina e del Prc contro la manifestazione neofascista prevista per mercoledì 30 aprile a Como. «Per l’ennesimo anno, il 30 aprile Como diventa teatro di parate neofasciste. Pur mascherate da commemorazioni, queste manifestazioni non sono altro che provocazioni. Ancora più pesanti, se si pensa che a poche centinaia di metri ha sede il Monumento alla Resistenza Europea. Ancora una volta tocca a noi esprimere indignazione per questa situazione, in una città certo non nuova a farse in stile neofascista di questo genere. Condividendo apertamente quanto già affermato dalla sezione cittadina dell’Anpi, invitiamo, come già fatto da altre forze politiche, alla massima vigilanza in difesa dei valori democratici. Per quanto ormai le nostre parole sembrino ripetitive, non possiamo stancarci di sottolineare nuovamente quanto queste manifestazioni siano un’offesa alla città. Un sindaco come Mario Lucini, che si è dimostrato solerte nel negare uno spazio ad un convegno della Anpi, non conferma la medesima attenzione per le iniziative neofasciste, dando pieno senso politico alla nostra assenza polemica col suo operato durante le commemorazioni del 25 aprile al Lungo Lago. Abbiamo ritenuto ingiusto applaudire un sindaco che, in nome di una idea tutta sua di democrazia, concede spazi alle forze che si rifanno al nefasto ventennio mussoliniano e chiude le porte ad associazioni sempre impegnate nella difesa della Costituzione e dei valori fondanti della Repubblica Italiana. Chiediamo, concludendo, che tutte le forze antifasciste, al di là del loro credo politico, continuino a perpetrare gli ideali democratici e egalitari del nostro Stato, prendendo definitivamente le distanze da chi fa, della nostra Carta Costituzionale, carta straccia.»

 

Tsipras senza Pdci

logo-pdciIl Pdci spiega le ragioni – estranee al territorio comasco tanto che si augura buon lavoro al Comitato locale per Tispras – che hanno portato  alla scelta di uscire dai Comitati della lista L’altra Europa con Tsipras. Leggi nel seguito  il comunicato della Federazione di Como del Partito dei comunisti italiani.

«Il partito ha intrapreso il cammino della creazione della Lista Tsipras perché, da mandato del congresso conclusosi quest’estate, si è usciti con l’idea di unitarietà dei comunisti, in primo luogo, e della sinistra.

Il nostro sostegno al progetto, seppur critico ed affatto entusiasta, è venuto definitivamente meno quando ci si è resi conto che la democrazia all’interno della lista non è stata affatto rispettata. A sguardi attenti e curiosi, non può sfuggire nemmeno che ci siano state trattative convinte per il reintegro nostro all’interno della Lista, ma i garanti hanno declinato qualsiasi accordo.

Detto questo, a noi del Pdci del candidato del partito interessa relativamente, quando pensiamo che la nostra esclusione (perché di quello si tratta) ha altre motivazioni, che non siano da ricercarsi nella mancanza del nostro punto di riferimento elettivo, bensì in altre cause che i Garanti non hanno mai voluto formalizzare.

Pensiamo che le dignità dei soggetti debbano e possano essere rispettate, e quando si colpisce la dignità di un partito (seppur piccolo e con diverse complessità), non ci si può aspettare che lo stesso stia in silenzio. E crediamo che questo sia chiaro a tutti.A chi ci dice di impegnarci ugualmente per appoggiare la Lista o alcuni candidati presenti in essa, possiamo solo dire che reputiamo degradante e ancora più suicidio politico per un partito prima essere effettivamente cacciati da una lista unitaria e poi “rientrarci” appoggiando un candidato di un altro. Già in passato siamo stati tacciati di ogni nefandezza; la condizione che ci siamo trovati a subire ci ha portati a questa scelta. Continuiamo a lavorare per l’unità dei comunisti e poi della sinistra, convintamente. Ma a queste condizioni è un po’ difficile.

Concluso questo doveroso chiarimento, auguriamo al Comitato comasco di continuare a svolgere l’ottimo lavoro intrapreso in questi mesi. A titolo personale, ci sembra superfluo dire che aderiamo pienamente alla linea del partito e ci dichiariamo indisponibili a proseguire il nostro impegno all’interno del Comitato.In attesa di definire compiutamente il nostro ruolo durante le prossime Elezioni europee, proseguiamo il nostro impegno per il rafforzamento del partito». [Andrea Cazzato, responsabile provinciale Pdci Como]

Congresso Arci/ Interventi degli ospiti

arcicomoUna panoramica del terzo settore e delle sue problematiche, inviti per una maggiore connessione tra le diverse realtà dell’associazionismo e della politica comasca, il riconoscimento del ruolo centrale dell’Arci: questi alcuni dei punti sollevati dagli ospiti al congresso provinciale dell’Arci di domenica 9 febbraio, ideale seguito alle relazioni del presidente Enzo D’Antuono e della consigliera regionale Celeste Grossi. Ecco alcuni estratti dei vari contributi. Già online sul canale di ecoinformazioni alcuni video (presto on line tutti gli altri) degli interventi:

Gianfranco Garganigo,  Auser  e Avc: «dalla relazione introduttiva si capisce che alcune problematiche sono comuni a tutto il mondo del volontariato. Lo stesso strumento della solidarietà organizzata è messo pesantemente in discussione, non avendo ricevuto tra l’altro molto aiuto dalle istituzioni. La Legge 266 per esempio è stata poco efficace, non ha contribuito a far riconoscere il ruolo decisivo che il Terzo Settore continua a mantenere. L’obiettivo è quello di costruire nuovi percorsi per un nuovo welfare, per sfruttare così le nostre grandi potenzialità»;

Giorgio Riccardi,  Acli: «con l’Arci condividiamo l’essere sopravissuti al cambio di secolo, oltre ad un rapporto di complementarietà più che di competizione. D’altronde quando si condividono determinati valori, determinati modi di fare, che differenze ci possono essere? Anche al nostro interno è tempo di riflessione. Certo, la situazione a Como è complessa, ma non possiamo sottovalutare alcuni passaggi positivi, come la nuova amministrazione comunale, le innovazioni della Chiesa e il contributo negli anni passati dell’ex prefetto Tortora. Da qui si può ripartire per affrontare i tanti temi sul tappeto, a cominciare dal lavoro»;

Roberto Borin,  Italia-Cuba: « oltre ai ringraziamenti per l’invito al vostro congresso, non possono non notare che Italia-Cuba e Arci appartengono allo stesso mondo, quello del volontariato. Ciò vale ancora di più nel momento attuale, dove la nostra realtà di riferimento, Cuba, subisce ancora una volta attacchi molto pesanti sia dal punto di vista economico che politico. Nonostante ciò la nostra associazione continua a muoversi molto bene all’interno dell’associazionismo locale, come dimostrato dalle continue iniziative, spesso in collaborazione con l’Arci. Ecco, continua su questa strada è fondamentale, per rafforzare ancora di più la nostra presenza»;

Nicola Tirapelle,  Anpi Perugino Perugini: «il congresso dell’Arci cade in un periodo particolare, dove nella nostra città si fa sempre più strada una vera e propria forma di squadrismo culturale. Episodi come l’incomprensibile revoca dell’utilizzo della Circoscrizione 1 per l’incontro con la storica Alessandra Kerseveran di sicuro non aiutano, rendendo anzi la situazione ancora più pesante. Diventa così importantissimo rilanciare l’azione coordinata di tutte le forze antifasciste, di cui l’Arci è parte fondamentale, per un azione più efficace in difesa degli ideali della Costituzione e della Resistenza, a cui tutti ci richiamiamo, al di là della semplice ritualità del 25 aprile e delle altre occasioni istituzionali»;

Giuseppe Caruana,  soci Coop: «ci sono legami forti tra la Coop e l’Arci, lo dimostra la stessa scelta del salone Bertolio per ospitare il vostro congresso, per non parlare delle tantissime iniziative comuni, come la Carovana Antimafia. L’Arci è una presenza preziosa, per cui mantenere e rafforzare questa collaborazione diventa un punto necessario e decisivo»;

Tommaso Marelli,  Libera Como: « la vicinanza tra una realtà giovane come Libera Como e l’Arci è fortissima. Tanti di noi sono impegnati in prima persona nei vari circoli, così come sono state importanti le diverse collaborazioni sul tema della lotta alla Mafia. Tutto ciò vale ancora di più di fronte alle grandi sfide che ci attendono, a cominciare dalla manifestazione, a cui invito tutti i presenti, del 21 marzo, giornata della memoria per tutte le vittime di Mafia»;

Davide Ronzoni, Arci Lecco e Arci regionale: «Il salto di qualità richiamato da Enzo è un qualcosa che tutti noi sentiamo, tanto che uno dei maggiori propositi usciti  dal congresso di Lecco è stato quello di rilanciare la formazione interna, insieme all’approfondimento dello stesso significato di fare associazionismo. Questo potrebbe essere un idea di concertazione tra circoli vicini. L’obiettivo è così quello di costruire una relazione più stretta, per rafforzarci a vicenda in un periodo così difficile. Raccolgo poi le esortazioni delle altre associazioni: questa crisi ha comportato maggiore difficoltà per le nostre realtà, sia dal punto di vista normativo che economico, con esborsi burocratici sempre più altri. Questa non è una fase normale, ma anzi si stanno mettendo in pericolo i nostri stessi valori, a cominciare dal diritto di fare associazionismo. Dobbiamo stare attenti»;

Marco Lorenzini, Sel Como: «sono iscritto all’Arci dal 1983,e qui mi sento a casa. Proprio da quella data per l’associazione è iniziato un percorso di autonomia e di radicamento al di là dell’esclusivo rapporto con le forze politiche di riferimento, che ha consentito all’Arci di costruire la propria forza partendo dal basso. Ciò è importante se guardiamo all’attuale situazione, dove i partiti, di cui comunque faccio parte, non riescono più a garantire la rappresentanza. Se vogliamo ricostruirla su basi finalmente solide dobbiamo ripartire da maggiore partecipazione, per condividere spazi, per un azione politica comune e per dare concretezza al fare rete. Questa sarà la nostra sfida più grande»;

Andrea Cazzato,  Pdci Como: «negli ultimi periodi sono state numerose le collaborazioni con l’Arci, come la raccolta firme dello scorso anno in difesa dell’articolo 18, testimonianza di un lavoro importante sul territorio. Raccolgo l’invito di altri interventi di rilanciare l’azione comune tra tutti noi che ci riconosciamo in determinati valori, associazioni e partiti». [Luca Frosini, ecoinformazioni]

Per il Prc è intervenuto Luca Frosini.

Kersevan/ Prc e Pdci solidali

prcPrc e Pdci offesi per la decisione di Lucini di non concedere la Circoscrizione 1 per l’incontro con la storica Alesandra Kersevan del primo febbraio. Leggi nel seguito del post il comunicato.

«Le Federazioni provinciali comasche del Prc e dei  Comunisti italiani criticano la mancata concessione da parte del sig. Sindaco di Como Mario Lucini della sala pubblica, presso la circoscrizione di Albate per lo svolgimento della conferenza della dottoressa Alessandra Kersevan sui lager italiani in territorio jugoslavo.

Il rifiuto della sala aveva lo scopo di impedire lo svolgimento di un importante momento pubblico di ricostruzione storica.

In questo modo il sindaco e la giunta hanno dimostrato di non avere alcun interesse per la formazione di una memoria collettiva su fatti che sono alla base della nostra storia repubblicana e su valori fondanti della nostra Costituzione.

Giudichiamo offensivo che si metta sullo stesso piano e si riservi lo stesso trattamento a celebrazioni di stampo neonazista (come quella negata a Militia Como nei giorni scorsi) e a seminari sui crimini del fascismo.

Dichiariamo la nostra piena solidarietà politica e culturale all’Anp sez. Como ed all’Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta, riconoscendo il loro fondamentale contributo alla diffusione dei valori dell’antifascismo ed alla difesa dei principi fondamentali della diffusione democratica.

Meraviglia negativamente che tale diniego provenga proprio dalla stessa giunta che il 25 aprile partecipa attivamente alle celebrazioni della éesta della Liberazione. [Fabrizio Baggi, Prc e Andrea Cazzato, Pdci]

Raduno di Cantù/ Rifondazione e Pdci alle manifestazioni antifasciste

nazicestinoAnche Rifondazione Comunista/ Sinistra per Como e la sezione comasca del Partito dei Comunisti Italiani parteciperanno alle manifestazioni antifasciste previste nei prossimi giorni, sia al presidio indetto dall’Anpi per giovedì 12 settembre al Monumento della Resistenza e sia al ritrovo serale in Piazza Garibaldi a Cantù di venerdì 13 settembre. (altro…)

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