Regione Lombardia

La Regione incontra Lucini

primo lotto tangenziale comoL’assessore Sorte a Como per parlare della Tangenziale.   «Settimana prossima incontrerò il sindaco di Como, Mario Lucini, per fare il punto della situazione» dichiara recisamente l’assessore regionale lombardo alle Infrastrutture e mobilità Alessandro Sorte per discutere del pedaggio della tangenziale di Como, per cui il primo cittadino comasco ha inviato una lettera la presidente regionale Roberto Maroni. [md, ecoinformazioni]

9 aprile/ Prospettive della sanità lombarda

prospettive sanitàIncontro con Carlo Borghetti, consigliere regionale Pd Lombardia, Luca Gaffuri, consigliere regionale Pd Lombardia, Paolo Furgoni, sindaco di Cernobbio, Gabriella Ceraulo, Forum sanità Pd Como, introduce Franco Canever, coordinatore Pd Senior Como, modera Stefano Fanetti, segretario cittadino Pd Como, giovedì 17.30 al Centro civico di Lora, in via di Lora 22 a Como, organizzato dal Gruppo Pd Senior della Città di Como.

Rinnovo della Bandiera arancione

bandiera arancioneMenaggio e Torno riconfermate nella lista delle località segnalate dal Touring Club.

 

«Un riconoscimento importate che conferma da un lato la grande varietà e qualità della nostra offerta turistica, dall’altro l’eccellenza che sono in grado di esprimere anche questi piccoli gioielli, grazie all’impegno degli operatori e delle comunità» dichiara Mauro Parolini, assessore al Turismo, commercio e terziario di Regione Lombardia a proposito del rinnovo della Bandiera arancione del Touring Club Italiano rivolto alle piccole località. In Lombardia: Bienno, Gardone Riviera e Tignale, in provincia di Brescia; Castellaro Lagusello (frazione del Comune di Monzambano) e Sabbioneta, in provincia di Mantova; Chiavenna, in provincia di Sondrio; Clusone e Gromo, in provincia di Bergamo; Menaggio e Torno, in provincia di Como».

«Per cogliere le opportunità che è in grado di offrire un comparto che continua a crescere nonostante la crisi, è necessario superare la frammentazione che contraddistingue il settore e mettere in rete risorse ed idee per diventare più visibili nella vastità del mercato globale – ha proposto per il futuro l’assessore, dichiarando che la Regione – è impegnata su questo fronte in modo concreto. Solo negli ultimi mesi abbiamo predisposto una riforma complessiva della legge sul turismo e attraverso l’esperienza dei Distretti dell’Attrattività abbiamo favorito l’aggregazione di quasi seicento comuni, finanziando i loro progetti e generando investimenti per oltre 55 milioni di euro». [md, ecoinformazioni]

Politiche sociali e sanità/ Magatti in regione

bruno magattiMentre le nubi sulla sanità lombarda si fanno sempre più nere e c’è il rischio con le tre proposte di riforma della maggioranza  destra riescano nella missione impossibile di peggiorare ancora il già disastroso lascito dell’era del Celeste, nell’Audizione della III commissione Sanità e Politiche sociali, in Regione a Milano il 25 marzo, sono stati toccati temi di grande importanza per il territorio comasco: dalla Cittadella della salute al riconoscimento del diritto alla Vita indipendente, ai servizi per le persone con disabilità. Abbiamo chiesto a Bruno Magatti, assessore comasco alle Politiche sociali, di schematizzare i temi trattati nel suo intervento. (altro…)

Tutti con i frontalieri

FRONTALIERI ALTRIRegione Lombardia e i deputati del Pd comaschi e varesini contro le aziende svizzere che si rivalgono sui lavoratori italiani per il franco forte.

«L’ultima vicenda che ha coinvolto i lavoratori della Exten Sa di Mendrisio è un ulteriore segnale preoccupante dell’atteggiamento di alcune aziende oltre confine che sempre più spesso adottano comportamenti discriminatori e ricattatori nei confronti dei lavoratori frontalieri» affermano i deputati Pd comaschi, Chiara Braga e Mauro Guerra, e varesini, Maria Chiara Gadda, Daniele Marantelli e Angelo Senaldi.

«È inaccettabile che gli effetti del super franco svizzero vengano fatti ricadere sul trattamento dei lavoratori, con un particolare accanimento su quelli frontalieri, senza che ci sia nessun coinvolgimento delle organizzazioni sindacali in un’eventuale trattativa – proseguono i parlamentari democratici –. Proprio mentre si stanno definendo nuovi accordi di grande rilevanza tra Italia e Svizzera, chiediamo che ci sia la massima attenzione del nostro Governo anche su episodi di questo genere, a tutela della dignità dei nostri lavoratori e a garanzia di un rapporto fondato sul rispetto e la reciproca dignità dei due Paesi».

Per questo i cinque deputati hanno scritto anche una lettera ai ministri del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni e dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, per chiedere di: «Voler prestare, proprio mentre il Governo italiano si appresta oggi a definire i nuovi accordi bilaterali in materia fiscale tra Italia e Svizzera, la massima attenzione affinché la dignità dei lavoratori frontalieri venga tutelata e garantita, in un quadro di rispetto reciproco tra gli Stati nazionali».

«Riteniamo ingiustificabile che le conseguenze dell’apprezzamento del franco, deciso dalla Banca Nazionale Svizzera, vegano fatte ricadere dai datori di lavoro svizzeri sui lavoratori e, con particolare accanimento, sui lavoratori frontalieri che sono colpiti non solo dalle misure di contenimento dei costi operate da parte delle aziende svizzere – scrivono nella lettera –, ma sempre più spesso anche da veri e propri atti di prevaricazione che si traducono in tagli indiscriminati ai salari, applicati senza alcun criterio né negoziato a livello sindacale, spesso di importo molto superiori ai differenziali di cambio. Oltre al fenomeno del c.d dumping salariale si assiste al rischio, di far arretrare di decenni le condizioni di migliaia di lavoratori e lavoratrici, italiani e svizzeri» (la lettera).

Anche Regione Lombardia si attiva per i frontalieri e Francesca Attilia Brianza, presidente Commissione speciale per i rapporti tra Lombardia, Confederazione elvetica e Provincie autonome, intervenuta alla firma del Protocollo tra Italia e Svizzera in materia fiscale, siglato in Prefettura a Milano dal ministro Padoan e dal capo Dipartimento federale delle finanze della Confederazione Svizzera Eveline Widmer-Schlumpf, afferma: «Il nostro impegno è rivolto a tutelare gli oltre 60mila lavoratori frontalieri e le loro famiglie e salvaguardare i comuni di frontiera. Continueremo a vigilare sull’evoluzione di questi accordi e in particolare sulle azioni che saranno intraprese da parte di governo e parlamento italiani, ma è fondamentale che i nostri concittadini non siano penalizzati, soprattutto nella attuale situazione di particolare criticità legata alla liberalizzazione del cambio del franco svizzero».

«Ci siamo mossi in questi mesi con interrogazioni, mozioni e interpellanze per sollecitare il governo, abbiamo anche ascoltato in audizione in Consiglio regionale Vieri Ceriani, capo negoziatore da parte italiana, e ci sono state date rassicurazioni: ma noi anche oggi ribadiamo che lavoriamo per evitare i nostri frontalieri possano essere penalizzati da questo accordo – ha sottolineato Brianza –. Noi non abbiamo partecipato attivamente alla predisposizione di questi accordi, ma negli incontri avuti con il negoziatore Ceriani abbiamo chiesto e ottenuto assicurazioni relative al fatto che il trattamento fiscale nei confronti dei frontalieri non subirà variazioni nell’immediato e per questo vogliamo tenere la situazione costantemente monitorata».

Il protocollo, spiega la Regione: «Prevede lo scambio automatico di informazioni tra le autorità fiscali dei due Paesi (a regime dal 2017), un nuovo sistema di tassazione dei lavoratori transfrontalieri italiani, ma anche l’uscita della Confederazione elvetica dalla Black List dei Paesi che l’Italia considera non collaborativi in materia fiscale. Questo passaggio è fondamentale per la piena applicazione della Voluntary Disclosure, il provvedimento varato dal governo italiano che ha l’obiettivo di spingere i contribuenti ad autodenunciare i redditi detenuti illecitamente oltreconfine con il pagamento delle imposte dovute e di sanzioni penali e amministrative ridotte».

«Il testo del Protocollo siglato a Milano prevede l’assoggettamento dei lavoratori frontalieri ad una imposizione limitata nello Stato in cui esercitano la loro attività lavorativa e anche all’imposizione nello Stato di residenza, mediante suddivisione del gettito fiscale derivante in ragione di un massimo del 70 per cento del totale dell’imposta prelevabile alla fonte da parte dello Stato del luogo di lavoro. Per quanto concerne la tassazione – è stato sottolineato dai ministri italiano e svizzero – il carico fiscale totale sui frontalieri non sarà né inferiore né superiore a quello attuale. L’allineamento con la legislazione domestica dovrà essere molto graduale».

Saltano quindi le erogazione dalla Svizzera ai Comuni di frontiera: «Prima avevano i ristorni da parte Svizzera ma il governo ha detto che ora ci saranno trasferimenti da parte italiana – ha terminato Brianza –. È indispensabile che gli impegni del governo siano garantiti anche in futuro». [md, ecoinformazioni]

Sulla Tremezzina per Maroni serve una deroga sui tempi

rendering variante tremezzina«Abbiamo chiesto che nel decreto Milleproroghe, dove sono previste deroghe per tante infrastrutture ma non per la Tremezzina, venga inserita anche quest’opera – dichiara il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni –. Ne ho parlato anche con il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi: non si capisce perché per alcune opere sia prevista la proroga e per altre no».

 

«Se non c’è la proroga è impossibile tecnicamente rispettare i tempi – ha affermato Maroni a Como mercoledì 11 febbraio per l’incontro Gli Angeli Anti Burocrazia tenutosi in Camera di commercio – e l’opera non potrà essere fatta; se, invece, nel Milleproroghe verrà accettata la nostra proposta, che consente i tempi tecnici, allora le risorse le troviamo, nonostante i tanti tagli subiti». [md, ecoinformazioni]

La Regione taglia, Palazzo Cernezzi interviene

Carta rete trasporti urbani ComoGarantito l’attuale servizio di trasporto pubblico per Gerosa: «Sacrificio necessario per sostenere un servizio indispensabile e in cui crediamo».

 

«Il Comune di Como garantirà i mancati trasferimenti sul trasporto pubblico da parte dello Stato e della Regione. Grazie alla restituzione di un credito che l’amministrazione ha ottenuto da Spt Holding, Palazzo Cernezzi eviterà tagli e aumenti – spiega l’amministrazione comunale comasca, che precisa –. I contributi erogati ai Comuni per i servizi di trasporto urbano sono stati ridotti del 3% dalla Regione, percentuale che per Como equivale a 176mila euro (Iva esclusa)».

«Stringiamo i denti e ripianiamo il buco dei mancati trasferimenti – dichiara l’assessora alla Mobilità Daniela Gerosa –. Si tratta di un sacrificio, certo, ma che facciamo con senso di responsabilità nei confronti degli utenti e di un servizio in cui crediamo. Diminuire i bus significa aumentare il traffico e il numero delle auto in circolazione con danni all’ambiente, alla qualità della nostra vita e alla vivibilità della nostra città. Noi crediamo nel trasporto pubblico e per questo faremo di tutto per sostenerlo. Cosa succederà nel 2016 è impossibile saperlo. Siamo legati alle decisioni di Governo e Regione e ai trasferimenti che delibereranno. Speriamo, inoltre, che per il 2016 si sia chiarita definitivamente la questione delle agenzie per il trasporto pubblico locale e che Como possa bandire la sua nuova gara». [md, ecoinformazioni]

Maroni si dice ottimista sulle paratie

lungolago paratie Piazza_Cavour_dallxalto«Abbiamo già risolto tutte le criticità riguardanti la copertura finanziaria, le procedure e i contenziosi – dichiara il presidente di Regione Lombardia –, adesso rimane l’ultimo miglio da coprire, ma siamo convinti di potercela fare e in tempi rapidi e siamo ottimisti».

 

Il presidente regionale lombardo Roberto Maroni ha incontrato il sindaco di Como Mario Lucini prima dell’incontro Gli angeli anti burocrazia – Un nuovo strumento a sostegno delle imprese tenutosi alla Camera di commercio di Como mercoledì 11 febbraio. «Stiamo seguendo la vicenda delle paratie del Lago di Como con grande attenzione e interesse, ci sono tutta una serie di passi da fare e li stiamo facendo per poter risolvere la questione nel più breve tempo possibile e far partire il cantiere» ha promesso Maroni. [md, ecoinformazioni]

Lombardia contro i diritti/ Intervista a Lorenzo Spallino

lorenzo spallino
Per  l’assessore all’Urbanistica del Comune di Como Lorenzo Spallino «La tecnica è evidente: non potendosi negare il principio costituzionale dell’eguaglianza delle religioni di fronte allo Stato, si cerca di limitarne l’esercizio attraverso l’assoggettamento a normative edilizie e urbanistiche. Credo si tratti di una tecnica di breve respiro: le città sono più avanti di chi ha pensato questa legge».

 La maggioranza di centrodestra ha approvato nel Consiglio regionale della Lombardia nuove e più restrittive norme che tendono a limitare il diritto al libero esercizio di alcune religioni.  Come valuta questo provvedimento? «Le recenti modifiche alla legge regionale n. 12 del 2005 in punto attrezzature religiose sono solo le ultime di una serie di interventi volti a rendere più difficile l’insediamento di nuovi servizi religiosi. La tecnica è evidente: non potendosi negare il principio costituzionale dell’eguaglianza delle religioni di fronte allo Stato, si cerca di limitarne l’esercizio attraverso l’assoggettamento a normative edilizie e urbanistiche. Credo si tratti di una tecnica di breve respiro: le città sono più avanti di chi ha pensato questa legge». 

Il nuovo Piano per le Attrezzature Religiose come si inserisce nelle già complesse normative urbanistiche e quali conseguenze determinerà? «La norma impone di approvare il Piano per le Attrezzature Religiose, nuovo componente del Piano dei Servizi, entro diciotto mesi dalla data di entrata in  vigore della legge regionale. Decorso questo termine il piano è approvato unitamente al nuovo Piano di Governo del Territorio. Si tratta di un documento in più, di cui francamente non si sentiva la necessità. Per obiettivi propri di una minoranza politica si rende più complicata la vita delle amministrazioni locali. Quando sono proprio queste a chiedere a gran voce, indipendentemente dagli schieramenti politici, una semplificazione delle procedure».

Anche a Como si è più volte tentato di garantire possibilità anche a religioni diverse da quella cattolica per la avere almeno l’uso di locali per pregare. Cosa cambia nel nostro territorio con la nuova legge? «Conosciamo il problema e crediamo debba essere affrontato in un’ottica di sistema. Crediamo si debbano censire esistenze e necessità, assicurando a tutte le confessioni la possibilità di esercitare, nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, i diritti loro garantiti dalla Carta Costituzionale. La nostra proposta è di avviare un percorso parallelo a quello oggi condotto dalla variante al Pgt in essere, in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale che immagino il Governo investirà della questione».

Villa Saporiti incontra la Regione sulla viabilità

provincia_como_saporitiGiovedì 15 gennaio l’Amministrazione provinciale comasca ha incontrato Regione Lombardia: «Tre i temi principali affrontati al Pirellone: il secondo lotto della tangenziale, la variante della Tremezzina e l’apertura del tratto A della Pedemontana con le conseguenti ripercussioni sul traffico della Novedratese».

 

«Abbiamo portato sul tavolo dell’assessore [alle Infrastrutture e mobilità Alessandro Sorte] alcune sollecitazioni – dichiara la presidente della Provincia di Como Maria Rita Livio –. Innanzitutto abbiamo chiesto che venga portata avanti la progettazione del secondo lotto della tangenziale come da progetto elaborato dalla Provincia. Vogliamo rassicurazioni sul fatto che venga portata a termine l’intera arteria viaria e l’assessore Sorte, recentemente nominato, si è impegnato a verificare la questione con CAL e Pedemontana e darci risposte in tempi brevi».

«Abbiamo presentato quello che è lo stato dell’arte su questa importante opera – aggiunge il vicepresidente della Provincia di Como Fiorenzo Bongiasca –, ma soprattutto abbiamo chiesto alla Regione di monitorare che vengano rispettate tutte le tempistiche in modo da mantenere i finanziamenti previsti dallo Sblocca Italia, essenziali per la realizzazione della variante».

«Con l’apertura del Tratto A della Pedemontana, quello che va da Busto Arsizio a Lomazzo, e che avrà luogo il prossimo 24 gennaio la Novedratese, già di fatto la strada più trafficata della nostra provincia, rischia pesanti ripercussioni in termini di traffico nel tratto che va da Cermenate a Lurago Marinone – conclude Livio –. Il problema verrà risolto solo con l’apertura del tratto B1, slittato per altro a maggio o giugno 2015, apertura che però rischia di creare complicazioni al traffico ancora più pesanti nel tratto da Cermenate ad Arosio. Chiediamo quindi che venga preso in considerazione un adeguamento geometrico della SP32, così come già fatto dalla Provincia nei Comuni di Novedrate e di Figino Serenza, con un aumento del numero di corsie nel tratto di connessione tra la Pedemontana e Cermenate e tra la stessa e Arosio in modo da snellire il traffico». [md, ecoinformazioni]

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