Regione Lombardia

Una petizione dei pendolari

#firmapendolareRaccolta firme indirizata a Maroni e all’assessore ai Trasporti Lombardo Sorte: «Per chiedere una vera svolta nella gestione della politica del Tpl in Regione e in particolare di quello ferroviario».

«La percezione costante è quella di un sistema che ha ancora e da molti anni falle che sembrano incolmabili ma che, soprattutto, negli ultimi mesi sembra stia pericolosamente virando verso una netta intenzione rivolta al taglio di servizio – scrivono Matteo Mambretti, Lucia Ruggiero e Simone Verni, rappresentanti regionali del Viaggiatori del trasporto pubblico locale –. Questa percezione si aggiunge alla tangibile situazione di disagio che ogni giorno i viaggiatori del trasporto regionale devono incontrare: guasti, treni in ritardo, treni soppressi, mancanza costante di informazione a bordo e in stazione, condizioni di viaggio a volte al limite della sopportazione».

«Su iniziativa del Comitato pendolari Bergamaschi – proseguono –subito raccolta dai Rappresentanti regionali dei viaggiatori del Tpl, alla quale si sono aggiunti via via diversi comitati lombardi, la raccolta firme – che durerà fino all’autunno – sarà un modo per raccogliere davvero la voce dei viaggiatori lombardi, che siano essi pendolari o viaggiatori occasionali, per chiedere che Regione Lombardia prenda con forza in mano la situazione e che intervenga per rispondere alle richieste di miglioramento che da anni le arrivano dai viaggiatori e quindi dai suoi contribuenti ed elettori».

Sostengono l’iniziativa: Comitato Pendolari Bergamaschi, Coordinamento dei viaggiatori linea Cremona-Brescia; Comitato spontaneo pendolari Alessandria-Mortara-Milano, Comitato viaggiatori e pendolari della Milano-Asso S2-S4, Comitato viaggiatori S9 e S11, Comitato pendolari Gallarate-Milano, Comitato pendolari del Meratese, Marco Longoni – Gmmb, Coordinamento provinciale pendolari Pavesi, Pendolari Como, Associazione pendolari “In Orario” Brescia, Cpc – Comitato pendolari Cremaschi, Comitato pendolari Linea S6 Milano-Novara, Comitato pendolari Como-Lecco.

L’hashtag per la condivisione social è #firmapendolare e la raccolta firme è su Change.org (la petizione). [md, ecoinformazioni]

Arcisate-Stabio ripartono i lavori

Manca però ancora la delibera del Cipe.

In un sopralluogo al cantiere arcisate-stabio, assessore alla Mobilità e alle infrastrutture di Regione Lombardia, assieme al presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, la consigliere Francesca Attilia Brianza e sindaci e rappresentanti del territorio, ha espresso: «Soddisfazione da parte della Regione per l’impegno assunto dal Governo riguardo alla ripresa dei lavori del collegamento ferroviario transfrontaliero Arcisate-Stabio».

Ha aggiunto però che: «Siamo in attesa della pubblicazione da parte del Cipe, della delibera assunta dal Governo, per dare il via ai lavori conclusivi dopo che il nuovo affidamento è stato reso operativo».

Con l’affidamento su potranno rimuovere i terreni con arsenico, che hanno portato al blocco dei lavori della tratta italiana, mentre quella svizzera è pienamente operativa per il piccolo tratto di ferrovia che permetterebbe di implementare i collegamenti fra Varese e Como su ferrovia e del Canton Ticino con l’aeroporto di Malpensa. Per quanto riguarda l’arsenico il terreno verrà stoccato alla cava Femar a Viggiù e in un sito a Arcisate.

Precisamente: «Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo raccordo ferroviario a doppio binario tra le linee ferroviarie Varese-Porto Ceresio (Italia) e Stabio-Mendrisio (Svizzera) e raddoppio, con abbassamento del piano del ferro a circa – 8 metri, della tratta ferroviaria Arcisate-Induno Olona. Nello specifico, nel territorio italiano si prevede la realizzazione di 8,42 km di nuova linea comprensivi di 3,5 in trincea profonda, 2 in galleria e 0,5 in viadotto. Prevista l’eliminazione di tutti i passaggi a livello, la realizzazione di una fermata di una nuova fermata al confine italo-svizzero, lato italiano (Gaggiolo) e la creazione di parcheggi di interscambio in prossimità delle stazioni e delle fermate».

«Va ricordato che Rfi, titolare dell’appalto, il 16 dicembre scorso, dopo l’annuncio della rescissione del contratto con la ditta appaltatrice ICS Salini, aveva presentato un cronoprogramma che prevedeva entro luglio 2015 la ripresa dei lavori – precisa una nota della Regione –. L’impegno è stato mantenuto e la ditta cui è stato affidato il nuovo appalto dei lavori, la Salcef, che ha lavorato anche per lo sviluppo della rete ferroviaria regionale con la Saronno-Seregno, dovrebbe avviare i lavori a breve».

«Siamo in attesa di questo ultimo passaggio da parte del Cipe, per avviare a compimento l’opera – termina Sorte –. Regione Lombardia ha fatto la sua parte, con una specifica attenzione verso i residenti. L’opera finalmente può essere completata e sarà pronta nel 2017». [md, ecoinformazioni]

Carichi pendenti frontalieri

frontalieriGaffuti: «Regione Lombardia intervenga con un atto ufficiale contro».

 

«Il presidente della Regione in persona lo ha dichiarato ufficialmente e a gran voce e lo ha ribadito il sottosegretario alla presidenza con delega alle Relazioni internazionali: il Canton Ticino ritiri il provvedimento sul casellario giudiziario e i carichi pendenti per i frontalieri – dichiara Luca Gaffuri, consigliere regionale del Partito democratico, al termine dell’incontro con l’incaricato del Ministero dell’economia alle trattative con Berna, Vieri Ceriani, in Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica di giovedì 2 luglio –. Bene: ma serve un atto ufficiale di Regione Lombardia verso il Governo confinante».

«Lo stesso delegato del Governo italiano ha fatto presente che Roma si è già mossa sia con Berna che con l’Unione europea, segnalando questa decisione unilaterale e non giustificata del Cantone – aggiunge il consigliere democratico –. E, d’altra parte, Berna si era pronunciata subito contro il provvedimento preso arbitrariamente da Gobbi, bocciandolo sonoramente. Ma i ‘cugini’ leghisti d’oltre confine, come li definisce Maroni, hanno annunciato ai quattro venti che andranno avanti finché un tribunale non si pronuncerà».

Per questo Gaffuri chiede di: «Far sentire anche la voce della Lombardia: si faccia un atto ufficiale che chieda il ritiro del provvedimento. Servirebbe a ridare dignità ai tanti nostri lavoratori che ogni giorno varcano il confine per costruire l’economia ticinese». [md, ecoinformazioni]

5 nuovi negozi storici

negozi storici regione lombardiaRegione Lombardia ha riconosciuto nuove attività pluridecennali nel Comasco.

Sul Burl del 25 giugno 2015 n. 5315 è stato pubblicato «il decreto relativo ai nuovi 48 esercizi commerciali presenti in Lombardia che hanno ottenuto il riconoscimento di negozio storico o storica attività – spiega una nota di Confcommercio –. Tra le imprese indicate dal decreto sopraindicato, ve ne sono 5 associate a Confcommercio Como, che hanno presentato la domanda attraverso gli uffici dell’associazione».

Le attività sono:

«E’ CASA – CASA DEL MOBILE DI LURASCHI MONICA di Appiano Gentile dal 1967 è un gruppo di professionisti con la passione per il mondo dell’architettura e del design e di tutto ciò che lo circonda sul mercato. Oggi è uno showroom situato nel centro storico dove vengono selezionati ed esposti prodotti delle firme più rappresentative dell’interior design italiano, per seguire le più attuali tendenze nel campo dell’arredamento;

La storia di CROCI S.A.S. DI TAGLIABUE MONICA & C. parte dal lontano 1926 come piccola bottega di articoli di merceria, profumeria e tessuti trasformandosi negli anni in una vera e propria boutique nel centro di Como con un marchio ben conosciuto (nel 1930 i locali vennero ristrutturati dall’architetto Terragni rendendo la facciata marmorea e le quattro grandi vetrine, un monumento nazionale);

FRAGRANS S.N.C. DI PIADENI MICHELE E PAOLO nasce a Como nel lontano 1903, quando il Dott. Michele Piadeni, farmacista, decide di continuare l’attività commerciale del padre Paolo aprendo una farmacia specializzandosi successivamente nella vendita di prodotti di profumeria, rendendola oggi una delle profumerie più suggestive e ricche di storia di tutta la provincia;

L’ALBERGO RISTORANTE TRE RE DI CORBELLA ANTONIO & C. S.A.S. è il più antico di Como, nato nel 1770 e dal 1920 gestito dalla Famiglia Corbella. La struttura, recentemente restaurata originariamente era un antico edificio che nel medioevo ospitava un convento, la cui architettura è ancora leggibile negli interni del palazzo;

CURIONI ANGELA infine è la titolare dell’Emporio di Magreglio che a partire dal 01 giugno 1962 ha portato avanti l’attività nella stessa via con la stessa insegna. Nell’anno 1977 è stato costruito il negozio nuovo retrocedendo dalla strada ampliando l’ingresso e creando il parcheggio per i clienti, mantenendo però lo stesso accesso e la medesima insegna dell’apertura del negozio;

Per queste imprese e per tutte le altre che hanno già ottenuto il riconoscimento da parte di Regione Lombardia, sarà possibile tra poche settimane accedere ad un finanziamento a fondo perso del 70% per l’innovazione delle attività. Per maggiori informazioni contattare Confcommercio Como (rif. Irene Colombo)». [md, ecoinformazioni]

Poste: 15 uffici lombardi non chiuderanno

posteIn provincia di Como rimane aperto quello di Tremezzo.

 

«Quindici dei 61 uffici lombardi, di cui era prevista la chiusura in base al piano di tagli e razionalizzazioni presentato da Poste Italiane lo scorso mese di febbraio, rimarranno aperti e attivi – informa un comunicato di Regione Lombardia –. Ne dà notizia il sottosegretario alle Riforme istituzionali, enti locali, sedi territoriali e orogrammazione negoziata della Regione Lombardia Daniele Nava che, insieme al presidente di Anci Lombardia Roberto Scanagatti e ai rappresentanti di Upl, ha condotto la trattativa con l’azienda, ottenendo una parziale revisione del Piano. Si tratta degli Uffici postali dei Comuni di: Sant’Omobono Terme (Bg), Ufficio postale Valsecca; Gardone Val Trompia (Bs), Ufficio postale Magno; Tremezzina (Co), Ufficio postale Tremezzo; Casalmaggiore (Cr), Ufficio postale Vicomoscano; Soncino (Cr), Ufficio postale Gallignano; Verderio (Lc), Ufficio postale Verderio Superiore; Missaglia (Lc), Ufficio postale Maresso; Casalpusterlengo (Lo), Ufficio postale Zorlesco; Marcaria (Mn), Ufficio postale Cesole; Pegognaga (Mn), Ufficio postale Polesine; San Benedetto Po (Mn), Ufficio postale Portiolo; Besana Brianza (Mb), Ufficio postale Zoccorino; Vimercate (Mb), Ufficio postale Vimercate 2 Frazione Ruginello; Zinasco (Pv), Ufficio postale Zinasco Nuovo; Gavirate (Va), Ufficio postale Oltrona al Lago».

Nel Comasco è prevista comunque la chiusura di tre uffici postali: 
Camnago Faloppio, Bulgorello, Como 3.

«Il Piano di Poste italiane prevedeva, oltre alla chiusura di 61 sedi, anche l’apertura a giorni alterni di altri 121 uffici. Anche in questo caso, la delegazione regionale lombarda ha ottenuto la modifica del piano per 15 sedi prosegue la nota, 18 erano gli uffici coinvolti: Alserio, Anzano del Parco, Blevio, Brunate, Castelmarte, Cima, Colonno, Drezzo, Laino, Lanzo d’Intelvi, Nesso, Plesio, Pognana Lario, Rodero, Ronago, Sormano, Torno, Valsolda.

«Abbiamo limitato in maniera significativa i danni riuscendo almeno in parte a far valere la specificità della Lombardia – spiega Nava –. Va sottolineato che ci siamo dovuti confrontare con l’applicazione di un decreto Ministeriale del 2008, aggiornato da una recente delibera dell’Agcom (2014), per cui i margini di trattativa erano molto stretti. A questo proposito voglio ringraziare i dirigenti di Poste Italiane per la disponibilità che hanno dimostrato ad ascoltare e accettare le nostre proposte. Per il futuro chiediamo comunque a tutti i parlamentari, e a quelli lombardi in particolare, una maggiore attenzione e vigilanza su questo fronte». [md, ecoinformazioni]

Assegnazioni canoni da imbottigliamento

acquaI nuovi criteri deliberati dalla Giunta regionale sulle acque.

 

«A partire già da gennaio 2015 i canoni da imbottigliamento vengono introitati rispettivamente da Comuni, Provincia e Regione secondo le seguenti quote: il 60 per cento verrà dato direttamente ai Comuni sede di concessione, il 20 per cento alla Provincia competente per territorio e l’ulteriore quota parte, pari al 20 per cento, alla Regione, che la redistribuirà ai Comuni sede di stabilimento d’imbottigliamento – spiega l’assessore regionale lombardo all’Ambiente, energia e sviluppo sostenibile Claudia Maria Terzi –. In caso di più Comuni interessati dalla concessione per l’individuazione delle Amministrazioni locali beneficiarie della quota del 60 per cento dei canoni di concessione, si tiene conto dell’estensione dell’area di concessione compresa nei diversi territori comunali, tale quota verrà suddivisa in proporzione all’estensione dell’area stessa».

«Novità importanti, perché prima le quote venivano date alla Provincia, che poi doveva redistribuirle, con tempi anche più lunghi, ai Comuni – termina Terzi –. Ora gli Enti locali avranno certezze sui tempi di arrivo delle risorse, con tutti i benefici anche in sede di bilancio. Inoltre, bypassando le Province, si risolve il problema del Patto di stabilità e si danno risorse certe ai Comuni montani per la difesa dell’ambiente e il rilancio turistico». [md, ecoinformazioni]

Inerti svizzeri

InertiRegione Lombardia rassicura: «Arpa ci ha rassicurato, non sono nocivi».

 

«Ho espressamente chiesto e ricevuto da Arpa garanzie circa la non nocività dei materiali inerti per l’edilizia provenienti dal Canton Ticino, stoccati nel nostro territorio e che, a seguito dell’accordo sottoscritto tra Regione Lombardia e Confederazione elvetica, saranno sottoposti ad azioni di controllo mirate e non più estemporanee» dichiara Alessandro Fermi, sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia, all’audizione congiunta delle commissioni VI Ambiente e Protezione civile e Rapporti tra Lombardia, Confederazione elvetica e Province autonome, con Arpa Lombardia e Agenzia delle dogane giovedì 18 giugno.

«Il territorio dell’Olgiatese, che, per prossimità territoriale, risulta essere quello maggiormente interessato dall’Intesa ha visto nel corso di questi mesi la costituzione di un gruppo di lavoro composto da amministratori locali, che ha formulato proposte integrative dell’accordo di cui mi sono fatto portavoce con Arpa e che saranno presto portate anche all’attenzione del Gruppo di Concertazione previsto dall’accordo stesso – prosegue Fermi –. Ho effettuato con il nuovo direttore dell’Agenzia delle Dogane una ricognizione sullo stato dell’arte, a seguito dell’incontro dello scorso 19 marzo con cui si sarebbe dovuto procedere all’acquisizione dei nulla osta necessari alla riapertura del Valico Crociale [dei Mulini] stesso secondo condizioni ben precise. Vale a dire solo dall’Italia verso il Canton Ticino, solo per i materiali inerti, solo in determinate fasce orarie delle giornate lavorative, ferma restando la necessità di porre in essere lungo i tratti stradali interessati adeguati interventi di messa in sicurezza e di riduzione della velocità».

«L’Agenzia delle dogane si è resa nuovamente disponibile a studiare la miglior soluzione possibile, che tenga conto delle esigenze di tutti i soggetti coinvolti» si legge in una nota di Regione Lombardia. Per questo il sottosegretario alla Presidenza ha dichiarato: «Mi farò promotore di un nuovo incontro tra le parti, che saranno convocate in un tavolo tecnico, che rappresenta la sede in cui affrontare tutte le problematiche che potranno emergere così da porre gli opportuni correttivi, laddove ciò si rendesse necessario». [md, ecoinformazioni]

Rinnovato l’accordo fra Canton Ticino e Lombardia

intesa ticino-lombardiaUna nuova Dichiarazione d’intesa per rafforzare e migliorare la collaborazione transfrontaliera in diversi settori.

 

Martedì 16 giugno il documento è stato firmato a Como dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e il presidente del Consiglio di stato del Canton Ticino Norman Gobbi.

«L’intesa aggiorna un precedente testo, la cui efficacia si era esaurita nel 2010 e ribadisce la volontà della Lombardia e del Canton Ticino di sviluppare la collaborazione in diversi settori tra cui commercio, turismo, energia, trasporti, salute e scienze mediche, sport e montagna» spiegano da Regione Lombardia. «In generale, la rinnovata dichiarazione d’intesa – precisano dalla Svizzera – prevede che Canton Ticino e Lombardia si impegnino a: agevolare la reciproca conoscenza e le relazioni bilaterali; facilitare i contatti istituzionali, per promuovere lo scambio di informazioni nei settori ritenuti di interesse comune; coordinare iniziative di interesse comune e progetti transfrontalieri, in particolare nell’ambito della programmazione comunitaria 2014/2020 (Interreg). L’intesa stabilisce inoltre che una volta l’anno i Presidenti del Consiglio di Stato e della Regione si incontrino per valutare insieme il bilancio delle misure previste dall’accordo».

«Tra la Lombardia e il Canton Ticino c’è una prossimità che stiamo sempre di più integrando, riconoscendo le reciproche affinità, i bisogni e le necessità, cercando di eliminare quel confine che ancora c’è e che di tanto in tanto si manifesta ancora» ha detto Maroni.

«Stiamo lavorando perché questi confini, non solo questo, cedano il posto alla libera circolazione delle persone, delle idee e degli affari, avendo come obiettivo la migliore integrazione nell’interesse dei cittadini, perché abbiamo una storia comune e non c’è molta differenza tra chi vive da una parte del confine e dall’altra – ha aggiunto Maroni –. Per questo l’accordo che firmiamo oggi va proprio in questa direzione e servirà per risolvere alcuni problemi ancora sul tavolo. Ma su tutti i nodi che abbiamo ancora da sciogliere siamo pronti e disponibili a discutere per trovare soluzioni che vadano bene ad entrambi».

«L’intesa di oggi un’importante pagina di cooperazione tra Lombardia e Canton Ticino in tanti settori come l’energia, il turismo, i trasporti e il sostegno alle imprese – prosegue Maroni –. Rimangono nodi da sciogliere, come quello legato ai frontalieri, un nodo che desta preoccupazioni e contrasti, anche perché non sempre è la Regione Lombardia a gestire questi dossier, ma il Governo italiano, ma per tutto il resto la collaborazione c’è e questa firma lo dimostra». [md, ecoinformazioni]

Cinema e paesaggio sul Lago di Como

Per il terzo anno torna il Lake Como Film Festival ovvero la rassegna di “cinema e paesaggio”, connubio che fin dall’inizio è parso particolarmente significativo per il contesto territoriale del “lago più bello del mondo”.

Il festival è frutto del lavoro di una nutrita squadra di persone e del sostegno di numerose istituzioni, tra cui Regione Lombardia, Camera di Commercio di Como, Sistema Como 2015, Comune di Como e Provincia di Como.

L’anteprima del 25 maggio nell’aulico scenario del Teatro Sociale di Como è servita a dare un assaggio (non proprio rapido, in dipendenza della complessità della rassegna) dei vari temi e argomenti, grazie alle parole di Alberto Cano, direttore artistico, e di Andrea Giordano, suo vice, nonché di una serie di trailers.

Il programma è articolato in quattro sezioni principali: “Verso il festival”. a partire dal 3 giugno. con varie manifestazioni in collaborazione con altre realtà culturali del territorio; “Odisee”, a partire dal 3 luglio, con proieizioni all’aperto nei paesio sulle sponde del Lario; “Cinema in Arena”, dal 20 al 30 luglio, con le proiezioni principali nell’arena all’aperto del Sociale; “Panoramiche Doc”, dal 21 al 29 luglio alla Biblioteca Comunale di Como. con le proposte di documentari.

Manifestazioni particolari, in parte a fianco e in parte dentro queste sezioni, sono poi la mostra collettiva di fotografia L’uomo nel paesaggio, curata da Carlo Pozzoni Foto Editorie (dal 16 luglio al 9 agosto al Broletto), l’omaggio Fellini / Rota e il grande cinema italiano (il 19 luglio all’Arena del Sociale) con immagini e musica dal vivo, la maratona Twin Peaks (24 luglio all’Arena del Sociale), i concorso Filmlakers (26 luglio pure all’Arena), il concorso internazionale Shortscapes (22 luglio sempre all’Arena) per cortometraggi di paesaggio.

LCFF-LoinDesHommes

Se l’anteprima è specchio del festival vero e proprio, va detto che il film proposto al pubblico Lontano dagli uomini (Loin des hommes) del francese David Oelhoffen è sicuramente di buon auspicio. Liberamente tratto da un racconto di Albert Camus pubblicato nel 1957, il film presenta una narrazione secca ed efficace in cui il paesaggio scabro dell’Algeria “profonda” (qui rievocata dal deserto di sassi marocchino nei pressi di Ouarzazate) è uno dei protagonisti, insieme con la tradizione dei villaggi e l’incombente lotta di liberazione contro i colonizzatori francesi. I complessi rapporti tra persone e luoghi (il protagonista – francese per gli arabi, arabo per i francesi – è in realtà di origine andalusa, evocando così la contaminazione storica intorno alle sponde del Mediterraneo) mettono in discussione i concetti di identità e di cultura, e indicano che il paesaggio – anche al cinema – può essere ben altro che un rassicurante sfondo “da cartolina”. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Regione e Unione province Lombarde: i contenuti dell’intesa

provincia_como_saporitiLa Regione Lombardia e l’Unione delle Province Lombarde hanno siglato un’intesa nell’ambito del percorso attuativo della legge n.56/2014, dal titolo ‘Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni’, finalizzata in particolare al finanziamento delle funzioni regionali

«Al termine di un incontro – scrivono dalla Regione –  avvenuto a Palazzo Lombardia  tra il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, e il presidente dell’Unione Province Lombarde e della provincia di Pavia, Daniele Bosone – alla presenza dell’assessore regionale all’Economia, Crescita e Semplificazione, Massimo Garavaglia, del sottosegretario alle Riforme istituzionali, Enti locali, Sedi territoriali e Programmazione, Daniele Nava, e del presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli – è stata siglata un’intesa in vista dell’adozione dei provvedimenti attuativi di rispettiva spettanza previsti dalla legge di stabilità e dalla legge Delrio.
La Regione Lombardia si è impegnata a mantenere il trasferimento alle Province delle risorse ex-fiscalizzate, sulla base di determinati parametri. All’interno delle suddette risorse viene assicurato il finanziamento del Tpl (150 milioni), mentre la Formazione Professionale sarà garantita tramite il sistema dote a partire dal nuovo anno formativo 2015-2016. È stato quindi confermato che le Province possono continuare a fruire di proventi non compresi nelle risorse ex fiscalizzate (quali ad esempio, canoni del demanio idrico, introiti dal rilascio delle autorizzazioni ambientali, trasferimento per accisa relativa al Tpl). In materia di edilizia scolastica, con deliberazione X/3293 del 16 marzo 2015, è stato assicurato un contributo a fondo perduto senza prevedere quota di cofinanziamento (come invece previsto per i Comuni), garantendo, inoltre, una quota di riserva del 25% sulle risorse destinate a Regione Lombardia, e impegnandosi a trovare una soluzione anche per le eventuali anticipazioni.
La Regione Lombardia e l’Unione delle Province Lombarde, in base all’intesa siglata, hanno riconosciuto che, con i trasferimenti sopra richiamati, tutte le funzioni che restano in capo alla Province, in base al progetto di legge regionale n. 223, attualmente all’esame del Consiglio regionale, trovano copertura con 205 milioni di euro.
La Regione Lombardia e l’Unione delle Province Lombarde hanno stigmatizzato l’azzeramento, a seguito delle manovre finanziarie nazionali delle risorse Bassanini, azzeramento che ha lasciato tuttavia inalterate le competenze di Regioni, Province e Comuni. In particolar modo la Regione Lombardia e l’Unione delle Province Lombarde si sono impegnate, da subito, a richiedere al Governo il reintegro dei trasferimenti, a cominciare dalle risorse finalizzate all’inclusione scolastica, all’assistenza educativa e al trasporto delle persone disabili e rispetto alle quali, sino ad oggi, si è sopperito con risorse della Regione e degli enti locali, anche a fronte dei consistenti tagli operati dalle successive manovre di finanza pubblica.
La Regione Lombardia e l’Unione delle Province Lombarde, in collaborazione e in sinergia con l’ANCI e le organizzazioni sindacali, si sono poi impegnate a proseguire in modo coordinato anche il lavoro atto a gestire gli impatti occupazionali. A riguardo Regione e UPL hanno concordato di sottoporre all’esame dell’Osservatorio regionale i criteri per la determinazione del personale sovrannumerario\eccedentario, che dovrà essere oggetto delle procedure di cui ai commi 424 e 425, dell’articolo 1, della Legge n. 190/2014, come definiti dal documento ‘Posizione delle Regioni sullo stato di attuazione della legge n. 56/14’ approvato dalla Conferenza delle Regioni il 2 aprile 2015.
La Regione Lombardia e l’Unione delle Province Lombarde si sono quindi impegnate ad adottare i provvedimenti necessari all’attuazione della presente intesa, comprensivi dell’erogazione alle Province, entro un mese dall’approvazione da parte del Consiglio regionale dell’apposito provvedimento legislativo, delle risorse del primo quadrimestre 2015 e ad assicurare comunque le erogazioni mensili fino al 30 settembre 2015.
Infine la Regione Lombardia e l’Unione Province Lombarde si sono impegnate ad attivare (nell’ambito dell’Osservatorio regionale)un tavolo tecnico di monitoraggio per la valutazione del processo di efficientamento e dell’andamento dei costi delle funzioni regionali delegate, a partire da quelle a maggior impatto sui cittadini lombardi.
«Alla luce di questa intesa, domani – ha precisato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni – chiederò al Consiglio regionale di procedere ad una rapida approvazione della proposta di legge, sulla revisione delle competenze delle Province, approvata dalla giunta regionale a dicembre».

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