Giorno: 4 Settembre 2009

A Cernobbio per uscire dalla crisi

sbilanciamociSi apre al Cernobbio shed in via Manzoni 1  sabato 5 settembre alle 9,30 il VII forum di Sbilanciamoci!
Il tema della giornata, Uscire dalla crisi con un nuovo modello di sviluppo. Dalla parte del lavoro, dell’ambiente, dei diritti, della solidarietà, sarà sviluppato da una serie di interventi fino alle 18.

La crisi e l’Italia, 18 mesi di politiche sbagliate ed insufficienti, 15 mosse per uscire dalla crisi questo il sottotitolo del Forum Loro a Cernobbio, noi pure alla cui organizzazione hanno contribuito anche molti soggetti della società civile lariana: Arci provinciale, Arci ecoinformazioni, Arci Noerus – Altra Como, Arci Terra e Libertà, Associazione del volontariato comasco, Associazione per la sinistra, Assaggiasaggio, Circolo culturale Libero Fumagalli, Coordinamento comasco per la Pace, Fiom-Cgil, La città possibile, L’isola che c’è, Movimento per la decrescita felice, Rifondazione comunista.
Il programma della giornata si può scaricare dai siti http://www.sbilanciamoci.org, http://www.sbilanciamoci.info e dal blog di ecoinformazioni
I lavori saranno aperti da Giulio Marcon di Sbilanciamoci! e, dopo i saluti di Danilo Lillia, a nome del promotori locali del Forum, sono previsti interventi per la sessione Le politiche cui seguirà la testimonianza Il terremoto in Abruzzo e il bluff della ricostruzione e le tredici relazioni della sessione Punto di vista della società civile: le esperienze e le proposte.
Si procederà quindi all’approvazione dei documenti presentati al Forum.
Immagini e resoconti dell’iniziativa saranno messi a disposizione sul sito appena possibile dell’Altra Como http://www.altracomo.it/ e sul blog di ecoinformazioni http://ecoinformazioni.wordpress.com, media partner del Forum.
Sempre il 5 settembre, alle 20,30 si svolgerà a Como presso la parrocchia di San Bartolomeo in via Rezia una partita del quadrangolare di calcio Ubuntu cup project a cui parteciperanno giocatori di diversi paesi tra cui alcuni sudafricani.

Sbilanciamoci! dallo speciale di ecoinformazioni

ecoinformazi1Al Forum di Sbilanciamoci! del 5 settembre sarà in distribuzione un numero speciale del mensile ecoinformazioni. Anticipiamo l’articolo di Marco Lorenzini.

«Le esperienze di economia solidale fanno crescere un diverso paradigma globale di vita, una concezione che valorizza la ricerca della felicità collettiva e non il consumo individuale massificato e il mito del possesso
È possibile ridisegnare un futuro di rinnovata speranza sociale, un’idea di cambiamento della società, in piena crisi economica? In altri termini, come è possibile trasformare la prima crisi finanziaria del neocapitalismo, in questo millennio (crisi finanziaria che ha acuito la crisi ecologica e che è diventata crisi del lavoro, dei salari, dei consumi) in opportunità per far crescere un diverso paradigma globale di vita, quello che negli ultimi quindici anni è stato chiamato nuovo mondo possibile? La domanda può apparire retorica e si presta a facili risposte ideologiche, inoltre parlare delle buone pratiche presenti nella società e di economia solidale può sembrare ingenuo agli occhi di chi ritiene (a destra) che volontariato e terzo settore siano soltanto una ruota di scorta del welfare in crisi o di chi ritiene (a sinistra) che questo mondo non possa sostituire l’idea di un soggetto sociale capace di essere trainante e centro di trasformazione. Molte sono le novità che mi rendono fiducioso e mi fanno pensare che questa lunga crisi che stiamo attraversando sia la prima opportunità storica globale di cambiamento: la crisi ha reso palese anche a grandi masse nel mondo che vi è un rapporto stretto e indissolubile tra modello economico capitalistico e crisi ecologica, tra privilegi del mondo ricco e impoverimento dei tre quarti del mondo, tra consumo delle risorse e organizzazione della società, tra consumi collettivi e stili di vita, tra presente e futuro.
I due demoni che la letteratura di fine ottocento cominciava a intravedere, la velocità e il possesso, sono diventati oggi la forma di una vita globale che ha perso la sostanza del senso delle cose. Due miliardi e mezzo di persone si affacciano alla porta del neocapitalismo e chiedono di vivere come un europeo medio; tutti sappiamo che per garantire uno stile di vita simile a tutti servirebbero tre Terre, e noi umani ne abbiamo una, con risorse finite e poco tempo a disposizione per offrire un futuro possibile alle nuove generazioni. Ecco perché diviene centrale garantire la persistenza e la formazione di capitale sociale, brutta categoria che andrebbe rivista, ma che evidenzia la capacità di creare relazioni e reti sociali, amicali e associative tra individui e famiglie. In Italia, secondo uno studio dell’Università di Bologna un italiano, in media, può contare sul sostegno di 4,8 persone, ma ben il 28,3% degli intervistati non ha nessuno a cui rivolgersi. Il capitale sociale familiare è minore fra chi ha bassi livelli di istruzione e di status socioeconomico, è minore nel Mezzogiorno rispetto al Nord Italia. Secondo la ricerca, quindi, esiste un legame fra lo status sociale e la cultura civica degli italiani e la qualità delle loro relazioni sociali: più basso è lo status, minore è il capitale sociale. La Commissione Europea stima che in Europa vi siano impegnati nel volontariato oltre 100 milioni di cittadini, con un apporto al Pil che arriva al 5% a livello europeo (con picchi dell’8%, come nel Regno Unito). Ulteriori stime ritengono che un euro investito nel volontariato venga moltiplicato fino a trenta volte dal lavoro dei volontari.

Buone pratiche
È in questo contesto che si collocano tutte le esperienze di terzo settore e in particolare di volontariato: quello di lavorare per l’inclusione a partire dal sostegno e la promozione di relazioni e reti sociali. In Italia le organizzazioni di volontariato sono più di 35.000, con 1.123.000 volontari e oltre 3,2 milioni di ore settimanali di volontariato, equivalenti al lavoro di 80.600 operatori a tempo pieno. Sono oltre 10 mila le imprese sociali oggi in Italia, di cui più di 7300 le imprese sociali tradizionali, ovvero le cooperative sociali, e oltre 2600 tra fondazioni e altre organizzazioni non profit, di queste però soltanto 501 sono le imprese che a fine aprile 2009 risultavano iscritte ai registri camerali ai sensi della legge 118/05 sull’impresa sociale. Se leggiamo il dato complessivo del terzo settore, come risulta dall’ultima ricerca a disposizione dello scorso anno, emerge che cresce con una media del 15% all’anno, con un fatturato complessivo di circa 38 miliardi di euro. A Milano esiste una città nella città di 70 mila volontari e la Lombardia formigoniana rimane tra le regioni a più alto tasso di esperienze di economia solidale. A fianco di questa parte di società che non si arrende al pensiero unico e alla vita disciplinata dal consumo e dal possesso ci sono le esperienze di economia sociale, i distretti di economia solidale (o Des) che a Torino, Milano, Brianza, Como, nelle Marche, a Lucca, in Trentino, a Verona, a Venezia, a Pisa, ad Arezzo, Varese, Modena, Cremona, Bologna e a Sud in Abruzzo e a Napoli hanno attivato canali di scambio di informazioni, beni e servizi tra botteghe del commercio equo, gruppi di acquisto solidale, realtà di finanza etica e di turismo responsabile, produttori biologici, cooperative sociali e associazioni. Le organizzazioni equosolidali, che si occupano di mercato equo, garantiscono lavoro a circa 1000 persone in tutta Italia e sono in forte crescita (di vendite, di investimenti, di assunzioni). Ciò che avviene attraverso queste iniziative è un incontro tra valori d’uso (reali o simbolici) e dignità umana, è un investimento libero e volontario in compiti d’interesse comune che possono essere un modo per salvare le reti sociali dall’imbarbarimento dei rapporti umani ridotti a rapporti economici.
Le contraddizioni sono molte e sono oggetto di dibattito (tra l’altro il 4 e 5 dicembre di quest’anno ci sarà la prima autoconvocazione del Volontariato italiano per discutere proprio di questo), ma grande è lo sforzo anche culturale per affrontare in positivo la crisi e per dare una forma complessiva a quello che ormai è il settore di economia solidale, un settore non alternativo, ma complementare al sistema di mercato, eppure capace di creare una riserva enorme di anticorpi sociali e di suggerire percorsi di felicità lontani dall’idea predatoria del possesso individuale e dal consumo come metro di livello di vita».

Virale alla Bjcem di Skopje

virale-150x150La 14° edizione della Biennale dei giovani artisti d’Europa e del Mediterraneo è stata inaugurata il 3 settembre, a Skopje: 10 giorni, in cui si esibiranno 700 artisti da 46 paesi. Tra loro anche una nutrita delegazione del progetto di Arci Lombardia Virale con ben 15 partecipanti, cinque i comaschi.

Il team di Virale: la creatività è un virus che contamina reale e virtuale, progetto realizzato da Arci lombardia (con il contributo della Fondazione Cariplo), che ha coinvolto 60 giovani creativi lombardi impegnati in tre cantieri creativi territoriali ed un grande workshop regionale, è approdato a Skopije, per dar vita all’installazione multimediale “Cooking Skopije”, attivare il social network “virale.org”, realizzare un workshop sull’open hardware tenuto da Massimo Banzi, inventore di Arduino.
Cooking Skopije, l’installazione multimediale che oggi verrà inaugurata presso la Creativity House e che lunedì 7 settembre sarà ufficialmente presentata insieme al progetto Virale, è frutto del lavoro svolto da 13 artisti, selezionati tra tutti i partecipanti, che durante il workshop regionale hanno lavorato con tecnologie digitali per dar vita a una proiezione di immagini animate interattive, una riflessione sul tema della città e sulle dinamiche che stanno alla base della pianificazione urbana.
I visitatori della Bjcem possono partecipare attivamente alla realizzazione di una città immaginaria aggiungendo, mediante l’utilizzo di attrezzi da cucina collegati a Arduino, gli ingredienti che andranno a formare la propria città ideale, mediante l’inserimento di diversi elementi architettonici (aree verdi, edifici storici, complessi industriali e abitazioni): come in cucina ingredienti diversi si fondono creando un’armonia di sapori, nella nostra città immaginaria gli elementi architettonici e funzionali si combinano fra loro dando vita a scenari sempre nuovi.
Da oggi è inoltre attivo virale.org, un social network, uno spazio virtuale di incontro e contaminazione per la creatività europea e mediterranea, dove in questi giorni sarà possibile trovare racconti, foto e video dei protagonisti della Biennale.
Martedì 8 settembre sarà invece la volta di Massimo Banzi, che terrà un workshop sull’uso delle tecnologie open hardware, analizzando il “caso Arduino”, di cui è stato protagonista, conquistando notorietà mondiale (in Italia, come spesso capita, “solo” la copertina del primo numero di Wired).
[Laura Molinari per ecoinformazioni]

Mercoledì 9 settembre Libera stampa

Ai cittadini democratici di Como, ai mezzi di informazione comaschi. Sabato 19 settembre la società italiana è invitata dalla Federazione Nazionale della Stampa a mobilitarsi a difesa di principi e valori irrinunciabili, primo tra tutti la libertà di informazione. Anche Como deve manifestare!

A quanti hanno a cuore tale pilastro della democrazia, richiamato dalla Costituzione repubblicana (art. 21) e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, è data l’occasione di testimoniare il proprio sdegno di fronte agli ultimi avvenimenti.
Gli attacchi di questi giorni, infatti, alla stampa nazionale e internazionale e le azioni giudiziarie intraprese dal presidente del Consiglio costituiscono una concreta minaccia alla libera manifestazione delle opinioni e al diritto/dovere dei media di porre domande e di cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee.
La reazione della pubblica opinione, apparsa tiepida e inadeguata ormai da troppo tempo, deve sapersi organizzare in una grande mobilitazione civile.
La posta in gioco è molto alta.
La storia insegna quanto sia caro il prezzo pagato dalle comunità cui sono stati limitati la libera circolazione delle idee e il dissenso.
Per dar vita nella nostra città ad un momento di costruttivo confronto su questi temi e per fissare i termini della mobilitazione del 19, siete tutti invitati mercoledì 9 settembre, alle ore 20,30, nella sala Noseda della Camera del lavoro di Como in via Italia Libera 23.

È in corso la raccolta di adesioni alla manifestazione del 19 settembre. Chiunque, a titolo personale o in rappresentanza di un’associazione, di un gruppo o altro, intenda partecipare contatti Alessandro Tarpini, Bruno Saladino, Marcello Molteni o ecoinformazioni.

Info: Bruno Saladino 338.6004019.

Comitato promotore mobilitazione in difesa della libertà di stampa

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