Provincia e Comune di Como dovranno prendere posizione a favore o contro il nucleare

«Il nucleare sotto l’albero» così ha definito le proposte del Governo Berlusconi la presidente dei Verdi lombardi Elisabetta Patelli che ha presentato, assieme alla consigliera comunale di Per Como Roberta Marzorati, sabato 9 gennaio 2010  alle  12 presso la Sala Stemmi del Comune di Como, un documento al Consiglio e al presidente della Provincia Carioni, in cui viene chiesto di «dichiarare i nostro territorio indisponibile ad accogliere qualsivoglia attività legata alla produzione di energia da nucleare e deposito scorie, sia temporaneo che definitivo».


Dopo la definizione di parametri per la definizione dei futuri siti definiti adatti a ospitare le centrali nucleari «il Governo ha già determinato le compensazioni economiche – ha detto Patelli – incentivi molto sostanziosi, per le comunità interessate, non si capisce quasi il perché, dato che la propaganda governativa afferma che il nucleare sia sicuro, ecologico e economico».
«Si tratta di un bidone atomico – ha aggiunto l’esponente dei Verdi – gli aspetti economici sono più facilmente ponderabili. Guardando tutta la vita di una centrale, dalla costruzione alla dismissione, oltre alle scorie prodotte e da conservare, i costi sono eccessivi. In Francia l’energia costa poco perché c’è un pesante contributo statale».
La preoccupazione delle due proponenti nasce dalle voci circa la possibilità di edificazione di un impianto nucleare al Pian di Spagna e la disponibilità espressa da Guiliano Zuccoli, presidente A2A, socia Acsm-Agam, ad entrare nella partita atomica paventando una nuova cordata alternativa a Enel, ma soprattutto dalle gestione delle scorie ed il loro possibile stoccaggio nelle cave in disuso.
«Siamo contrarie all’utilizzo del lago come un grande serbatoio – ha precisato Marzorati – usato in funzione delle centrali nucleari, anche non poste sul nostro territorio, che hanno un consumo ingentissimo di acqua, in Francia per questo viene utilizzato il 40 per cento delle riserve idriche».
La contrarietà al nucleare è forte anche dal punto di vista sanitario «in Germania un rapporto, che ha preso in considerazione il periodo 1980-2003, commissionato dal Governo nel 2008 ha messo in evidenza come nel raggio di 5 chilometri dalle centrali siano aumentati, fra i bambini sotto i 5 anni, del 50 per cento i tumori solidi e del 75 le leucemie» ha precisato Marzorati.
Pr questo la consigliera comunale presenterà a Palazzo Cernezzi una mozione urgente per impegnare il sindaco Bruni a confermare Como «territorio comunale denuclearizzato», così come affermato già nel 1986, a spingere l’Amministrazione provinciale verso questa posizione e ad «impedire lo sfruttamento e la gestione delle acque del lago per esigenze legate al funzionamento di centrali nucleari dentro e fuori il nostro territorio».
«Le prese di posizione degli enti locali sono importantissime così come hanno già fatto alcune Regioni come la Puglia» ha concluso Patelli.

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