Giorno: 9 Marzo 2010

Congresso regionale Arci a Como

Si svolgerà a Como sabato 13 marzo il Congresso Arci Lombardia. I lavori si svolgeranno allo spazio Gloria del circolo Arci Xanadù in via Varesina 72 dalle 9,30. Sarà presente e interverrà Paolo Beni, presidente nazionale dell’Arci.  Il programma della giornata.
 
Alle 9,30 Apertura dei lavori, nomina della presidenza del Congresso e delle Commissioni, comunicazioni della presidenza, saluto degli ospiti.
Alle 10 Tavola rotonda Il modello di welfare lombardo – il ruolo dei corpi intermedi – l’iniziativa antirazzista. Partecipano: Nino Baseotto (Cgil Lombardia), GianBattista Armelloni (Acli Lombardia), Fabrizio Tagliabue (Forum del Terzo settore Lombardia), Sergio Veneziani (Auser Lombardia), Sergio Silvotti e Emanuele Patti (ArciLombardia) e i candidati al Consiglio regionale Mario Agostinelli, Arianna Cavicchioli, Luciano Muhlbauer.
Alle 13 Pausa buffet
Alle 14 Presentazione e discussione del Documento organizzativo. A seguire relazioni delle Commissioni e adempimenti congressuali.
Alle 18 Insediamento del Consiglio direttivo, Relazione dei saggi, nomina del presidente, altri adempimenti.
Durante la giornata sarà presente ed interverrà Paolo Beni, presidente nazionale Arci.

Venerdì 12 marzo sciopero generale

«Lavoro, fisco, cittadinanza. Cambiare si può». Sciopero generale di 4 ore venerdì 12 marzo indetto dalla Cgil, alle 10 presidio davanti alla Prefettura di Como.

La Cgil nazionale ha indetto uno sciopero generale venerdì 12 marzo al grido di: «Lavoro, fisco, cittadinanza. Cambiare si può».
Diverse le rivendicazioni del sindacato di Epifani per affrontare la crisi: fermare i licenziamenti, affrontare le vertenze (per impedire le chiusure delle aziende), ridurre le tasse per lavoratori e pensionati.
La Cgil chiede di «garantire la prosecuzione della Cassa integrazione in deroga, raddoppiare la durata dell’indennità di disoccupazione e aumentare i massimali della Cassa integrazione, sostenere il reddito e prevedere gli ammortizzatori per i precari, prevedere periodi di formazione durante la Cassa integrazione, per affrontare la riorganizzazione e e incentivi per l’assunzione stabile di lavoratori disoccupati o in mobilità, estendere i contratti di solidarietà».
Viene chiesta anche la «restituzione di quanto lavoratori e pensionati hanno pagato in più» ovvero 500 euro per il 2010.
L’impegno è anche, per «un futuro per il paese», l’avvio di «politiche di accoglienza e lotta alle nuove schiavitù», regolarizzando i migranti che lavorano, sospendendo la Bossi-Fini per quelli che cercano un impiego, abolendo il reato di clandestinità, estendendo «l’art. 18 del Testo unico sull’immigrazione equiparando il reato di caporalato a quello di tratta sugli esseri umani».
A Como l’appuntamento è alle 10 con un presidio davanti alla Prefettura in via Volta. Al presidio ha aderito l’Arci di Como.

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 8 marzo 2010

I lavoratori della Cà d’industria tornano a Palazzo Cernezzi. Salta la seduta di lunedì 8 marzo per la mancanza dell’intero gruppo della Lega e di altri esponenti della maggioranza.

Cà d’industria al centro delle preliminari del Consiglio comunale di lunedì 8 marzo, dopo il presidio, davanti alla Prefettura, dei dipendenti e di alcuni parenti avvenuto nella stessa mattinata contro l’esternalizzazione delle mense, che potrebbe essere il preludio ad altri interventi simili e che ha messo in allarme i 32 dipendenti del settore.
«Abbiamo avuto la disponibilità ei vertici della Cà d’industria per un incontro» ha annunciato Emanuele Lionetti, Liberi per Como. Bruno Magatti, Paco, ha affermato «rispetto al Consiglio di amministrazione radicale e sostanziale difformità». «Perché per delle responsabilità di altri devono pagare i lavoratori?» ha chiesto Donato supino, Prc, domandando l’intervento del sindaco come mediatore.
Il sindaco si è quindi sentito in dovere di intervenire sottolineando la propria «attenzione assoluta e totale – anche se – non possiamo influenzare le decisioni della Fondazione». Comunque ha rassicurato «incontrerò il presidente Pellegrino nei prossimi giorni e parteciperò alla Commissione che discuterà della questione, dopo, se lo riterrò opportuno, prenderò delle iniziative».
«L’assessore Molinari può fare un’inchiesta sulla via Milano alta – ha chiesto Roberta Marzorati, Per Como – per verificare il numero di veicoli che si fermano per andare nei negozi?»; per la consigliera solo l’1 per cento si arresta per frequentare i negozi dirimpetto e per questo spera in una futura pedonalizzazione o inversione del senso di marcia.
«Le strade della città sono pinene di buche – è intervenuto Luigi Bottone, Liberi per Como – non si possono chiedere i danni alle ditte che hanno fatto male i lavori?».
Anche le elezioni regionali hanno fatto capolino «in via Castelnuovo ci sono cartelloni abusivi della Lega!» ha denunciato Silvia Magni, Pd, chiedendo l’intervento dei vigili, seguita da Magatti «ormai è una consuetudine, le regole valgono solo quando si appartiene ad un dio minore».
Molte le assenze fra i banchi della maggioranza, tra cui spiccava quella dell’intero gruppo della Lega. Per questo all’appello, uscite le minoranze, è mancato il numero legale (solo 20 i presenti compreso il sindaco).
La seduta è stata dichiarata deserta ed aggiornata a giovedì prossimo, quando dovrà riprendere la discussione sull’intervento nell’area ex Frey di Albate.
Nel frattempo i lavoratori e parenti della Cà d’industria presentatisi in Consiglio, una settantina, hanno preso posto in Sala stemmi dove hanno esposto le loro ragioni e relazionato sull’incontro avuto col prefetto in mattinata ai consiglieri comunali presenti «sono state dette delle falsità, le mense del S. Anna sono in gestite in forma diretta» ha chiarito Matteo Mandressi della Funzione pubblica Cgil. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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