Ca’ d’industria

Ca’ d’Industria/ Un corteo per la città

È sfilato per tutta la mattinata di sabato 25 settembre il corteo delle lavoratrici e dei lavoratori della Ca’ d’Industria, istituto (ora Fondazione) ben noto in città per il lavoro di cura e assistenza per le persone anziane e fragili.

Al centro della mobilitazione i problemi del contratto di lavoro, ben riassunti nel volantino di convocazione della manifestazione.

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Ottobre / appuntamenti a Villa del Grumello

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Decisamente ricche di eventi le domeniche di ottobre a Villa del Grumello (via Cernobbio 11).

Si comincia domenica 1 ottobre in occasione della festa dei nonni organizzata da Ca’ d’Industria in collaborazione con l’associazione Villa del Grumello. La giornata sarà comprensiva di un’esposizione celebrativa per i duecento anni della Fondazione, attività e laboratori. Orari: 10-13 e 14,30. aree interessate: villa, serra e serretta.

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Domenica 8 ottobre il team La senda de la emoción offrirà dalle 11 una “passeggiata sensoriale” alla scoperta del genius loci del Parco del Grumello e, dalle 15, un laboratorio creativo di poesia in lingua spagnola sulla natura per bambini; entrambe le attività saranno organizzate sia in italiano, sia in spagnolo.

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La mattina di domenica 22 ottobre è prevista un’esperienza di “coaching umanistico” a cura di Como Life Coach (prenotazioni: info@comolifecoach.it); il pomeriggio, nella serra, si terrà invece (S)punti di vista – piccoli giornalisti al Grumello, un laboratorio di giornalismo turistico-ambientale a cura di Associazione Villa del Grumello e Viviana Dalla Pria, giornalista, aperto ai bambini dagli 8 ai 12 anni.

Infine, domenica 29 ottobre, avranno luogo animazioni e Quante zampe nel verde del Grumello, quanti fiori in villa Bernasconi, un laboratorio creativo per bambini a cura de gruppo Fata Morgana; contestualmente, si terrà un’iniziativa di bookcrossing in collaborazione con Liberty tutti e Villa Bernasconi a Cernobbio; la mostra Europa in versi e i giovani, curata da La casa della poesia di Como  , realizzata da studenti delle scuole superiori Alessandro Volta, Teresa Ciceri e Enaip di Como e ospitata all’interno di Villa del Grumello in orari pomeridiani.

La prenotazione, effettuabile scrivendo a info@villadelgrumello.it, è consigliabile soprattutto per il laboratorio di poesia del 15 ottobre, per le attività programmate per il 22 ottobre (percorso di coaching umanistico e laboratorio di giornalismo per bambini) e per il laboratorio creativo in data 29 ottobre.

La villa e il parco del Grumello rimarranno chiusi al pubblico domenica 15 ottobre, mentre il parco sarà aperto dalle 10 alle 17 del giorno mercoledì 1 novembre.

10-19 è l’orario di apertura domenicale al pubblico dei parchi di Villa del Grumello e Villa Sucota, situati sul percorlo del Km della conoscenza. Il parco botanico di Villa del Grumello, in particolare, dispone di QR code in corrispondenza di ogni specie, permettendo una visita più consapevole e approfondita. Situato presso la serra, il Bistrot del Grumello propone un menù biologico a filiera corta ;la stessa serra dispne di un’area di lettura dove consultare quotidiani, riviste, e libri sul territorio e sulla natura.

Per ulteriori informazioni, si può scrivere allo stesso indirizzo o consultare il sito web o la pagina Facebook dell’Associazione Villa del Grumello.

Nuovi rappresentanti in Cà d’Industria

ca' dindustriaPalazzo Cernezzi ha nominato nel Cda: Clemente Auguadro, Angela Bertuzzi, Edoardo Riva, Angela Corengia, Marco Matteucci, Franco Denti (revisore dei conti).

 

«Il sindaco Mario Lucini ha provveduto a nominare i nuovi rappresentanti del Comune di Como nel consiglio di amministrazione della Fondazione Cà d’Industria – spiega il Comune di Como –. Si tratta di Clemente Auguadro, Angela Bertuzzi, Edoardo Riva, Angela Corengia, Marco Matteucci; Franco Denti è stato nominato revisore dei conti». [md, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di Como di lunedì 15 marzo

I lavoratori della Cà d’industria vanno ancora in Consiglio. L’ostruzionismo delle minoranze blocca l’approvazione del Documento di inquadramento.

«Quale è il risultato del suo impegno per la Cà d’industria?» ha chiesto Donato Supino, Prc, nelle preliminari del Consiglio comunale di lunedì 15 marzo. «Ho già incontrato il presidente Pellegrino – ha risposto Bruni – e lo incontrerò ancora premo dell’incontro in Commissione mercoledì. Non escludo in maniera assoluta le esternalizzazioni – ha aggiunto il primo cittadino – o il suo contrario, ma punto alla qualità del servizio e alla garanzia dei posti di lavoro».
Nel frattempo una settantina di lavoratori si è presentata in Consiglio e si è trasferita in Sala stemmi a fare il punto sulla situazione con alcuni rappresentanti sindacali.
«Abbiamo raccolto 142 firme in 2 ore ad Albate per la provocatoria petizione separazione da Como – ha spiegato Alessandro Rapinese, Area 2010 – volevo ricordarlo per riportare il disagio e il malcontento dei cittadini comaschi»
«Le strade sono una vergogna!» si è accalorato Emanuele Lionetti, Liberi per Como «dovremmo vergognarci tutti, noi consiglieri, e se i cittadini avessero il coraggio di sputarci in faccio, io questo sputo non lo riceverò».
Il suo capogruppo Luigi Bottone ha invece attaccato sulla convenzione, stipulata con l’Enel nel ’95, per la gestione dei punti luce «su 11 mila 9 mila sono dell’Enel, siamo vincolati», ed ha aggiunto, leggendo il testo, «qui si parla di sostituzioni settimanali? Cosa è stato fatto? Il Comune ha segnalato i guasti?». Il consigliere ha quindi chiesto delucidazioni sui fondi Fas utilizzati per la Navigazione laghi.
L’assemblea di Palazzo Cernezzi ha quindi affrontato il Documento di inquadramento presentato dal sindaco.
«Un quadro prodromico al Pgt – ha affermato Bruni – si cominciano a capirei criteri e i contenuti del lavoro». Con un «metodo concertativo di sussidiarietà urbanistica e collaborazione fra pubblico e privato che si devono parlare».
«Ci sono tanti appartamenti invenduti – ha ammesso il sindaco – ma siamo comunque di fronte ad una emergenza abitativa e bisogna pensare all’housing sociale». Per questo è fondamentale per Bruni l’intervento in tre aree con dei Programmi integrati di intervento (Pii): l’area ex Trevitex, l’ex Tintoria Lombarda e l’ex Seminario.
Finito il discorso introduttivo del sindaco Mario Lucini, Pd, ha chiesto un voto pregiudiziale sul documento, perché non passata al vaglio delle Circoscrizioni; con i voti della maggioranza, astenuti Liberi per Como e Arturo Arcellaschi, Pdl, la proposta è stata respinta.
Il documento proposto andava approvato entro il 31 di marzo ed è stato interpretato da alcuni come un escamotage per poter far passare altri interventi edilizi prima del Pgt che potrebbe bloccare le possibilità di edificazione in città, uno dei motivi per la sequela di Piani attuativi presentati in Consiglio negli ultimi mesi, ancora possibili grazie al Piano regolatore in vigore. Un argomento piuttosto complicato che nell’ordine dei lavori doveva essere affrontato in una serata con un provvedimento d’urgenza.
Per questo le minoranze hanno fatto ostruzionismo prendendo la parola e utilizzando tutto il tempo a loro disposizione, anche perché non è un provvedimento da attuare obbligatoriamente ed il Comune di Como non è obbligato ad adottarlo.
Molte le critiche piovute sull’elaborato.
«Sono molto deluso dai contenuto di questo documento – ha dichiarato Lucini – che è raffazzonato e frutto di un taglia e incolla», un’affermazione suffragata dall’elencazione di alcuni refusi nel testo. Il presidente della Commissione urbanistica ha anche chiesto: «dove sono i dati aggiornati sulle proposte urbanistiche?». Un confronto è stato fatto con i documenti consimili di altri Comuni lombardi come Milano, Monza e Lissone che per il consigliere democratico sono molto più precisi nei termini della definizione delle linee guida con riferimenti precisi che mancano nell’elaborato proposto.
«S vuole smaltire una serie di progetti in sospeso – ha attaccato Silvia Magni, Pd – non si ha a cuore il bene della città». «Stiamo guardando da due anni tanti piccoli pezzi separati – ha aggiunto la consigliera, che ha nuovamente chiesto al sindaco di relazionare sullo stato di avanzamento del Pgt – senza uno sguardo d’insieme sulla città».
«Davvero deludente la proposta di campus al S. Martino», uno dei punti citati nel documento, per Bruno Magatti, Paco, «non sono neanche previste strutture sportive».
«Se si parla di housing sociale perché non vengono sistemati i 78 appartamenti vuoti del Comune – ha chiesto Mario Molteni, Per Como – prima di fare nuovi interventi?». «Il Pgt doveva già essere approvato – ha proseguito e concluso – va cercata la colpa della sua mancata approvazione una colpa politica. Prima venga fatto il Pgt e poi andremo avanti».
Data l’ora tarda la seduta è stata sospesa senza che sia stata finita la discussione sul documento. [Michele Donegana, ecoinformazioni

I lavoratori della Cà d’industria vanno ancora in Consiglio. L’ostruzionismo delle minoranze blocca l’approvazione del Documento di inquadramento.
«Quale è il risultato del suo impegno per la Cà d’industria?» ha chiesto Donato Supino, Prc, nelle preliminari del Consiglio comunale di lunedì 15 marzo. «Ho già incontrato il presidente Pellegrino – ha risposto Bruni – e lo incontrerò ancora premo dell’incontro in Commissione mercoledì. Non escludo in maniera assoluta le esternalizzazioni – ha aggiunto il primo cittadino – o il suo contrario, ma punto alla qualità del servizio e alla garanzia dei posti di lavoro».Nel frattempo una settantina di lavoratori si è presentata in Consiglio e si è trasferita in Sala stemmi a fare il punto sulla situazione con alcuni rappresentanti sindacali.«Abbiamo raccolto 142 firme in 2 ore ad Albate per la provocatoria petizione separazione da Como – ha spiegato Alessandro Rapinese, Area 2010 – volevo ricordarlo per riportare il disagio e il malcontento dei cittadini comaschi»«Le strade sono una vergogna!» si è accalorato Emanuele Lionetti, Liberi per Como «dovremmo vergognarci tutti, noi consiglieri, e se i cittadini avessero il coraggio di sputarci in faccio, io questo sputo non lo riceverò».Il suo capogruppo Luigi Bottone ha invece attaccato sulla convenzione, stipulata con l’Enel nel ’95, per la gestione dei punti luce «su 11 mila 9 mila sono dell’Enel, siamo vincolati», ed ha aggiunto, leggendo il testo, «qui si parla di sostituzioni settimanali? Cosa è stato fatto? Il Comune ha segnalato i guasti?». Il consigliere ha quindi chiesto delucidazioni sui fondi Fas utilizzati per la Navigazione laghi.L’assemblea di Palazzo Cernezzi ha quindi affrontato il Documento di inquadramento presentato dal sindaco.«Un quadro prodromico al Pgt – ha affermato Bruni – si cominciano a capirei criteri e i contenuti del lavoro». Con un «metodo concertativo di sussidiarietà urbanistica e collaborazione fra pubblico e privato che si devono parlare».«Ci sono tanti appartamenti invenduti – ha ammesso il sindaco – ma siamo comunque di fronte ad una emergenza abitativa e bisogna pensare all’housing sociale». Per questo è fondamentale per Bruni l’intervento in tre aree con dei Programmi integrati di intervento (Pii): l’area ex Trevitex, l’ex Tintoria Lombarda e l’ex Seminario.Finito il discorso introduttivo del sindaco Mario Lucini, Pd, ha chiesto un voto pregiudiziale sul documento, perché non passata al vaglio delle Circoscrizioni; con i voti della maggioranza, astenuti Liberi per Como e Arturo Arcellaschi, Pdl, la proposta è stata respinta.Il documento proposto andava approvato entro il 31 di marzo ed è stato interpretato da alcuni come un escamotage per poter far passare altri interventi edilizi prima del Pgt che potrebbe bloccare le possibilità di edificazione in città, uno dei motivi per la sequela di Piani attuativi presentati in Consiglio negli ultimi mesi, ancora possibili grazie al Piano regolatore in vigore. Un argomento piuttosto complicato che nell’ordine dei lavori doveva essere affrontato in una serata con un provvedimento d’urgenza.Per questo le minoranze hanno fatto ostruzionismo prendendo la parola e utilizzando tutto il tempo a loro disposizione, anche perché non è un provvedimento da attuare obbligatoriamente ed il Comune di Como non è obbligato ad adottarlo.Molte le critiche piovute sull’elaborato.«Sono molto deluso dai contenuto di questo documento – ha dichiarato Lucini – che è raffazzonato e frutto di un taglia e incolla», un’affermazione suffragata dall’elencazione di alcuni refusi nel testo. Il presidente della Commissione urbanistica ha anche chiesto: «dove sono i dati aggiornati sulle proposte urbanistiche?». Un confronto è stato fatto con i documenti consimili di altri Comuni lombardi come Milano, Monza e Lissone che per il consigliere democratico sono molto più precisi nei termini della definizione delle linee guida con riferimenti precisi che mancano nell’elaborato proposto.«S vuole smaltire una serie di progetti in sospeso – ha attaccato Silvia Magni, Pd – non si ha a cuore il bene della città». «Stiamo guardando da due anni tanti piccoli pezzi separati – ha aggiunto la consigliera, che ha nuovamente chiesto al sindaco di relazionare sullo stato di avanzamento del Pgt – senza uno sguardo d’insieme sulla città».«Davvero deludente la proposta di campus al S. Martino», uno dei punti citati nel documento, per Bruno Magatti, Paco, «non sono neanche previste strutture sportive».«Se si parla di housing sociale perché non vengono sistemati i 78 appartamenti vuoti del Comune – ha chiesto Mario Molteni, Per Como – prima di fare nuovi interventi?». «Il Pgt doveva già essere approvato – ha proseguito e concluso – va cercata la colpa della sua mancata approvazione una colpa politica. Prima venga fatto il Pgt e poi andremo avanti».Data l’ora tarda la seduta è stata sospesa senza che sia stata finita la discussione sul documento. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 11 marzo 2010

Bruni incontra per la prima volta i lavoratori della Cà d’industria a cui non promette nulla salvo di «sentire anche l’altra campana». Nella notte il Pdl approva i nuovi condomini, alti quasi sino a 20 metri, all’ex Frey di Albate, la Lega e Liberi per Como si smarcano.

La Cà d’industria ha occupato le preliminari al Consiglio comunale di giovedì 11 marzo ha iniziato Donato Supino, Prc, chiedendo al sindaco di «far di tutto per far revocare lo sciopero, tenendo presente che 5 dei 7 membri del cda sono nominati dal Comune e che la legge dà diritto al prefetto ed al sindaco di intervenire per raffreddare le vertenze». Un affondo poi contro la consigliera Flavia Farina «se gestisce la Cà d’industria come ha gestito la Spt, svendendo il noleggio…». «Non può essere che una società pubblica abbia come contraente una società anonima, dovrà rivelare i nomi» ha incalzato Marcello Iantorno, Pd, riferendosi alla ditta contraente l’appalto per le mense, «per tutelare le persone anziane va garantito un rapporto costante, non cambiare quelle che sono diventati i loro punti di riferimento» ha aggiunto Roberta Marzorati, Per Como. «Bisogna andare oltre l’incontro di mercoledì prossimo, serve un’iniziativa politica» ha quindi dichiarato Bruno Magatti, Paco, raccogliendo il plauso dei lavoratori presenti.
La seduta è stata quindi sospesa, ancor prima di cominciare, per dar modo di fare un incontro fra amministratori e lavoratori della Cà d’industria in Sala stemmi.
Quasi 120 persone hanno occupato la sala attigua e il sindaco ha per la prima volta incontrato i dipendenti della struttura assistenziale comasca e i loro rappresentanti sindacali.
«L’esternalizzazione è stata attuata in una maniera molto criticabile – ha esordito il segretario generale della Cgil Alessandro Tarpini – non sono state rispettate le procedure, ci sarà sicuramente un peggioramento della qualità e non c’è chiarezza su quelle che sono le prospettive del medio periodo».
«La Fondazione ha totale autonomia» ha precisato il sindaco Bruni che ha ammesso «non c’è chiarezza neanche per me», che non si è impegnato a favore delle richieste dei lavoratori ma ha assicurato che incontrerà il presidente Pellegrino per «sentire entrambe le campane».
Ripresa la seduta consiliare è ripreso il dibattito sul progetto di riqualificazione dell’area ex industriale della Frey.
Contrarietà all’opera sono arrivate, come nelle sedute precedente, sia dai banchi della maggioranza, con Emanuele Lionetti, Liberi per Como, o Guido Martinelli, Lega, «se questi Piani attuativi sono permessi dal Paino regolatore, allora il problema è il Prg», sia dalle minoranze.
Una breve discussione è sorta sull’interpretazione dell’intervento, se considerarlo in deroga al Prg oppure no, così come interpretato dagli uffici competenti.
Una seduta sempre più stanca e sfilacciata sino alla replica del sindaco come assessore competente.
«Tutto ciò che può essere fatto in attuazione del Prg è legittimamente atteso dall’operatore – ha affermato il primo cittadino di Como – noi abbiamo indotto in lui delle aspettative, tutto ciò che è in più dobbiamo rinegoziarlo». Per la questione della deroga ha chiarito: «Non si tratta di questo ma ci si mette a un tavolo e si definisce una possibilità di pattuizione diversa».
Un intervento comunque positivo quello di Albate per Bruni anche perché «si è sostituito un edificato vecchio con uno di dimensioni minori, con una sostanziale diminuzione delle volumetrie, ancorché disposte in un’altra maniera».
È iniziata così la discussione di 6 emendamenti alla deliberazione e di 3 ordini del giorno. Una discussione che si è protratta nel cuore della notte, dopo l’approvazione della prosecuzione ad oltranza della seduta voluta dal Pdl, contrari gli altri gruppi di maggioranza, oltre alle opposizioni.
Tutti bocciati tranne quello proposto da Liberi per Como che chiede «qualora non si giungesse alla stipula della convenzione tra costruttori e Comune entro sei mesi dalla data di approvazione del piano di recupero, il Consiglio Comunale pretenderà l’integrale riesame della stessa allo scopo di adeguarla al quadro normativo vigente e adeguandone i valori a quelli correnti al momento della stipula».
Parere favorevole anche a 2 degli ordini del giorno. Sono stati approvati quello proposto dalla maggioranza che inviata il sindaco a spingere l’amministrazione provinciale a creare il nuovo collegamento Como – Cantù – Mariano Comense, per alleggerire il traffico ad Albate, e quello proposto dalla Lega perché i proventi degli oneri di urbanizzazione vengano investiti nel quartiere di Albate.
Vista la stanchezza e le defezioni raggiunte le 2 e 20 di notte, Supino ha chiesto una verifica del numero legale. Non avendolo raggiunto la seduta è stata aggiornata dopo un quarto d’ora quando è stato approvato l’intervento dal solo Pdl, mentre le opposizioni, la Lega e Liberi per Como hanno votato contro. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Giù le mani dalla Ca’ d’industria

Alcune centinaia di persone hanno partecipato davanti alla Prefettura di Como venerdì 12 marzo dalle 10 al presidio organizzato dalla Cgil nell’ambito dello sciopero generale «Lavoro, fisco, cittadinanza. Cambiare si può».

Lavoratori, pensionati esponenti sindacali di tutte le categorie hanno animato venerdì 12 marzo dalle 10 avanti alla prefettura di Como  il presidio della Cgil. Del tutto assenti gli studenti che pure in analoghe manifestazioni in corso in tutti i capoluoghi italiani hanno dato pieno sostegno alla proposta del maggiore sindacato italiano.
Il segretario dell Cgil di Como in un breve discorso ha richiamato i temi al centro della mobilitazione ricordando in particolare l’attacco ai dirtti dei lavoratori ed il modo particolarmente subdolo e antidemocratico con il quale ancora si pongono ostacoli all’applicazione dell’articolo 18. Alessandro Tarpini ha inoltre citato due questioni relative alla realtà comasca sulle quali il sindacato  chiede l’intervnto del prefetto: la drammatica situazione delle scuole ormai prive delle risorse indispensabili ad assicurare il diritto allo studio dei giovani e l’attacco alla Ca’ d’industria, patrimonio pubblico frutto delle donazioni che da due secoli i cittadini hanno assicurato, oggi colpita da un processo pericolossisimo di esternalizzazione.
Gli hanno fatto eco i lavoratori che hanno scandito lo slogan «Giù le mani dalla Ca’ d’industria».

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 8 marzo 2010

I lavoratori della Cà d’industria tornano a Palazzo Cernezzi. Salta la seduta di lunedì 8 marzo per la mancanza dell’intero gruppo della Lega e di altri esponenti della maggioranza.

Cà d’industria al centro delle preliminari del Consiglio comunale di lunedì 8 marzo, dopo il presidio, davanti alla Prefettura, dei dipendenti e di alcuni parenti avvenuto nella stessa mattinata contro l’esternalizzazione delle mense, che potrebbe essere il preludio ad altri interventi simili e che ha messo in allarme i 32 dipendenti del settore.
«Abbiamo avuto la disponibilità ei vertici della Cà d’industria per un incontro» ha annunciato Emanuele Lionetti, Liberi per Como. Bruno Magatti, Paco, ha affermato «rispetto al Consiglio di amministrazione radicale e sostanziale difformità». «Perché per delle responsabilità di altri devono pagare i lavoratori?» ha chiesto Donato supino, Prc, domandando l’intervento del sindaco come mediatore.
Il sindaco si è quindi sentito in dovere di intervenire sottolineando la propria «attenzione assoluta e totale – anche se – non possiamo influenzare le decisioni della Fondazione». Comunque ha rassicurato «incontrerò il presidente Pellegrino nei prossimi giorni e parteciperò alla Commissione che discuterà della questione, dopo, se lo riterrò opportuno, prenderò delle iniziative».
«L’assessore Molinari può fare un’inchiesta sulla via Milano alta – ha chiesto Roberta Marzorati, Per Como – per verificare il numero di veicoli che si fermano per andare nei negozi?»; per la consigliera solo l’1 per cento si arresta per frequentare i negozi dirimpetto e per questo spera in una futura pedonalizzazione o inversione del senso di marcia.
«Le strade della città sono pinene di buche – è intervenuto Luigi Bottone, Liberi per Como – non si possono chiedere i danni alle ditte che hanno fatto male i lavori?».
Anche le elezioni regionali hanno fatto capolino «in via Castelnuovo ci sono cartelloni abusivi della Lega!» ha denunciato Silvia Magni, Pd, chiedendo l’intervento dei vigili, seguita da Magatti «ormai è una consuetudine, le regole valgono solo quando si appartiene ad un dio minore».
Molte le assenze fra i banchi della maggioranza, tra cui spiccava quella dell’intero gruppo della Lega. Per questo all’appello, uscite le minoranze, è mancato il numero legale (solo 20 i presenti compreso il sindaco).
La seduta è stata dichiarata deserta ed aggiornata a giovedì prossimo, quando dovrà riprendere la discussione sull’intervento nell’area ex Frey di Albate.
Nel frattempo i lavoratori e parenti della Cà d’industria presentatisi in Consiglio, una settantina, hanno preso posto in Sala stemmi dove hanno esposto le loro ragioni e relazionato sull’incontro avuto col prefetto in mattinata ai consiglieri comunali presenti «sono state dette delle falsità, le mense del S. Anna sono in gestite in forma diretta» ha chiarito Matteo Mandressi della Funzione pubblica Cgil. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di mercoledì 24 settembre 2008

Asf e sicurezza dei trasporti, questioni di trasparenza e di democrazia, ma soprattutto ancora problemi per la scelta di Cattaneo nelle preliminari del Consiglio comunale del 24 settembre. La seduta vera e propria si è aperta con la discussione del tema Ca’ d’industra con l’approvazione unanime della proposta di Supino. Rimandato a nuova data il tema della speculazione edilizia nell’area del Sant’Anna.

Ancora Asf al centro delle preliminari del consiglio comunale di giovedì 25 settembre. Il consigliere Donato Supino, Prc, ha ricordato il principio d’incendio, minimizzato dall’azienda, su una corsa a Eupilio mercoledì 24 e ha attaccato i vertici Asf «qualcuno non si vuole assumere le proprie responsabilità».
Mario Lucini, Pd, ha informato il Consiglio della vicenda della deliberazione di Giunta del 26 giugno, che sarebbe dovuta essere l’elemento definitivo, sulla modifica del contratto preliminare di vendita dell’area ex Ticosa. Un atto effettuato «nel presupposto che il testo dell’appendice deliberato fosse stato condiviso dalla parte contraente», ma dato «che tale convincimento si è rivelato erroneo», così come esplicitato dagli uffici comunali, è stato derubricato, per cui, come da ulteriore comunicazionedi Palazzo Cernezzi, «si evince che la stessa è inesistente». Insomma la Giunta ha sbandierato un accordo con Multi Investiment che in realtà non c’è mai stato.
Alessandro Rapinose, Area 2010, ha invece chiesto nuovamente una maggiore trasparenza tramite la pubblicazione degli atti del consiglio comunale e della giunta sul sito Internet comunale e si è scagliato contro la nomina di Francesco Cattaneo alla carica di vicesindaco e assessore dichiarando di non essere contro la persona ma contro una «politica intesa come nomine» per un personaggio «silurato in provincia e professionista della politica».
Sempre sull’ex vicepresidente provinciale ha preso la parola Giampiero Ajani, Lega Nord, «le dimissioni da sindaco di Rovellasca saranno effettive dopo 20 giorni, la settimana prossima, quando il sindaco sarà a Cuba, la città rimarrà senza sindaco e vice, chi ne farà le veci?».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il consigliere del Pd Marcello Iantorno che ha ricordato anche che «le dimissioni sono revocabili, la qual cosa può differire ulteriormente la risoluzione della questione e il perdurare dell’incompatibilità» tanto da fargli chiedere la revoca degli incarichi a Cattaneo.
Molto probabilmente la settimana prossima le funzioni di sindaco verranno svolte dall’assessore anziano Peverelli.
Iniziata la seduta il dibattito è ritornato sulla mozione presentata da Supino sulla Ca’ d’industria, emendata dallo stesso firmatario e sub-emendata da maggioranza e opposizione. Una mozione che ha raccolto un consenso bipartisan venendo approvata all’unanimità e che impegna il sindaco a definire, pur nell’autonomia di scelta, un indirizzo politico per i consiglierei del Consiglio di amministrazione della fondazione Ca’ d’industria, che dovranno essere nominati «tenendo conto della rappresentanza complessiva della cittadinanza espressa in Consiglio» con un rappresentante delle minoranze. Un maggiore controllo e coinvolgimento di Palazzo Cernezzi nell’ente comasco sottolineato anche dalla possibilità dei consiglieri comunali di partecipare al Consiglio di amministrazione della fondazione.
Un clima di concordia sull’indirizzo da adottare nei confronti della Ca’ d’industria pur con alcune richieste di chiarimento sul alcuni punti dei vecchi bilanci esplicitati dai consiglieri Luca Gaffuri, Pd, e Bruno Ma gatti, Paco. Il primo ha ricordato i bilanci in rosso 212 mila euro nel 2005, 58 mila nel 2006 e 97 mila nel 2007. Quest’ultimo negativo anche a causa dell’apertura della nuova strutture de Le Camelie: «Coincisa, una settimana prima, con le elezioni». Magatti ha invece posto una lunga serie di domande tenendo presente anche il piaino di risanamento del vecchio Cda che è stato annullato dal nuovo, che prevedeva tra l’altro il mantenimento della struttura della Solitaria e spazi da quattro letti per avere prezzi più bassi per poter dare un’offerta anche alle fasce più deboli.
Dopo l’alienazione di un piccolo lotto di terra in via Per Brunate e il ritiro di una mozione della Lega sull’iscrizione anagrafica di cittadini stranieri, per Guido Martinelli «alcuni scenari sono oggettivamente cambiati» dato che «il nostro ministro degli interni ha preso provvedimenti per azioni più efficaci sulla sicurezza dando maggiori poteri ai sindaci», si è discusso della delibera di indirizzo sull’area del Sant’Anna.
Ho uno scopo – ha dichiarato Mario Lucini – far si che il Consiglio comunale e la città di Como possano riappropriarsi delle scelte sul destino della città».
La delibera di indirizzo servirebbe per i proponenti per dare un parere non vincolato sulla destinazione dell’area che si libererà a Camerata. L’iter prevede vari passaggi, tra uffici del Comune e della Provincia, tanto che alla fine del procedimento al rientro in aula i consiglieri, per il presidente della commissione urbanistica, sono quasi «sotto ricatto» non più liberi di esprimere un parere in coscienza.
«Su che mandato lavorano gli uffici comunali a me sembra su quello di Infrastrutture lombarde», l’impresa che sta costruendo il nuovo ospedale, tanto più aggiunge il consigliere democratico che si sta parlando di un intervento «due volte e mezzo la Ticosa che coinvolge di riflesso il San Martino».
Lucini ha inoltre denunciato l’ansia di far cassa con il nuovo Piano direttore in cui vengono ribaltate le percentuali delle destinazioni dell’area con un 40 per cento ai servizi aumentando l’area residenziale con un incremento degli abitanti previsti da 900 a 1300 ed una diminuzione degli attuali spazi verdi di 800 metri quadri.
Dello stesso parere l’architetto Dario Valli, Area 2010, che definito il Piano direttore un «documento di basso livello che non nasconde la sua natura di fare cassa» con «i soliti condomini», la cui vendita lascia perplesso il consigliere comunale vista la situazione del mercato immobiliare comasco.
Silvia Magni, Pd, ha posto ulteriori domande, chiedendosi anche quale sarà il futuro dell’autosilo, costruito con i soldi pubblici per una struttura pubblica, e quale sviluppo si sta dando alla zona sud della città che continua a vedere importanti interventi edilizi residenziali.
La speranza delle opposizioni di arrivare ad un voto in serata è stata delusa dal protrarsi della discussione e dall’ora tarda e del Sant’Anna se ne riparlerà giovedì prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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