La Flc di Como a fianco dei ricercatori dell’Isubria in lotta

Anche a Como dove  l’Università è colpita in modo particolare dai tagli della ministra si sviluppa la protesta. La Cgil sostiene la protesta dei ricercatori contro la riforma Gelmini. «La Camera del Lavoro di Como e la Ffc (Federazione Lavoratori della Conoscenza) Cgil sono a fianco dei ricercatori dell’Università dell’Insubria che in questi giorni stanno manifestando contro il disegno di legge Gelmini che smantella l’Università pubblica e affossa il diritto allo studio. Anche a Como studenti e ricercatori sono stati costretti a salire sul tetto della sede universitaria di via Valleggio, che poi è quella in cui lavorano la maggior parte dei ricercatori della facoltà di Scienze, per far sentire la propria voce, per chiedere di essere ascoltati ma soprattutto per fermare il Ddl. I ricercatori comaschi sono colpiti in modo particolare, come hanno testimoniato alcune recenti inchieste giornalistiche sulla fuga di due “nostri” ricercatori all’estero, proprio per le dimensioni dell’ateneo lariano. La Gelmini ha attaccato i manifestanti di tutta Italia accusandoli di difendere i baroni. Si tratta di un attacco falso e strumentale! La riforma Gelmini non tocca per nulla i privilegi dei cosiddetti baroni, ma colpisce esclusivamente i ricercatori, le fasce di lavoratori più deboli e gli studenti! Rende la figura dei ricercatori ancora più precaria, prevedendo un percorso a tempo determinato che può durare fino a 8 anni (3+2+3) e se alla fine di questi 8 anni il ricercatore non supera il concorso di docente ordinario perde il lavoro, dopo anni di studio e ricerca. Istituisce la figura del ricercatore a tempo determinato e non prevede un percorso di assunzione per i tanti borsisti! Si precarizzano strutturalmente i ricercatori. La scelta dei lavoratori delle università di salire sui tetti delle facoltà dimostra che anche il patetico bluff dei concorsi elemosina non è servito a spaccare il movimento. La verità è che si tagliano risorse agli atenei pubblici, portandoli al collasso finanziario, per dare 25 milioni di euro alle università private.  Ancora una volta Gelmini e il governo mostrano disprezzo, attaccano e destrutturano il sistema della Conoscenza, della Formazione e della Ricerca del nostro paese. La Cgil sarà sempre a fianco dei lavoratori della Conoscenza perchè siamo convinti che con l’istruzione e con la ricerca si costruisce il futuro di un paese. I tagli e la crisi sono scuse prive di credibilità se pensiamo che gli altri paesi Europei hanno tagliato la spesa pubblica senza però intaccare gli investimenti a Università e Ricerca. La Camera del Lavoro e la Flc di Como parteciperanno attivamente alla protesta, ribadiscono il proprio sostegno alle mobilitazioni e alle occupazioni degli atenei e il 27 novembre saranno in piazza insieme a studenti e ricercatori per la manifestazione nazionale indetta dalla Cgil con l’attualissimo slogan Il futuro è dei giovani e del lavoro». [Giacomo Licata, segretario Flc Cgil Como]

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