La Lombardia ai primi posti per l’istruzione. Rossoni chiede la gestione della rete scolastica

È stato presentato il Rapporto Ocse Pisa (Programme for International Student Assessment, ovvero programma per la valutazione internazionale degli studenti) che ha monitorato per la prima volta ben 74 Paesi (di cui 34 membri dell’Ocse). La ricerca vuole «valutare in che misura gli studenti che si approssimano alla fine dell’istruzione obbligatoria (i quindicenni) abbiano acquisito alcune competenze ritenute essenziali per una consapevole partecipazione nella società». Migliora la posizione dell’Italia e al suo interno della Lombardia

L’Italia recupera terreno nei confronti degli altri paesi industrializzati rimanendo però ancora sotto la media Ocse. «Quello che colpisce – ha dichiarato Gianni Rossoni, assessore all’istruzione di Regione Lombardia – è il dato della Lombardia, che diventa la Regione con i punteggi più alti, ai livelli dei primi Paesi al mondo».

«Ponendosi sempre al vertice della classifica gli studenti lombardi – spiega una nota della Regione – superano i colleghi delle altre regioni con 522 punti in lettura, posizionandosi al livello del Canada, terzo miglior paese. In matematica i lombardi raggiungono i 516 punti, con un punteggio non distante da quello del Giappone (519) e superiore all’Australia (514). Anche nelle scienze il copione si ripete: Lombardia nuovamente prima con 526 punti, davanti al resto delle regioni».

Per l’assessore una risultato ottenuto grazie alla collaborazione con Ministero e Ufficio scolastico provinciale grazie anche alla «differenziazione dei percorsi e la nascita dell’istruzione e formazione professionale che oggi viene scelta in Lombardia dal 17% degli studenti». Inoltre Rossoni ha ricordato l’introduzione dei dote scuola per reddito e merito «un contributo a 300 mila studenti lombardi, il 30% del totale».

Di qui la nasce la richiesta dell’assessore di «continuare sulla strada delle riforme, per lo sviluppo della formazione tecnica e professionale di livello universitario» e la ricerca di più efficienza che «si potrà raggiungere attraverso la piena autonomia delle scuole e la decentralizzazione alle Regioni e agli Enti Locali della responsabilità dell’organizzazione della rete scolastica».

 

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