Cittadinanza onoraria per Liu Xiaobo

Il gruppo del Pd a Palazzo Cernezzi chiede il riconoscimento della cittadinanza onoraria al Nobel per la Pace, il dissidente cinese Liu Xiaobo

«Da oltre due decenni, Liu Xiaobo è uno dei portavoce più rappresentativi della battaglia per l’applicazione dei diritti umani fondamentali in Cina – spiegano i rappresentanti del Partito democratico –. Detenuto dalla fine del 2008, Liu Xiaobo è stato condannato il 25 dicembre 2009 a undici anni di prigione e a due anni di privazione di diritti politici per “aver incitato alla sovversione contro lo Stato”, nonostante il suo impegno sia sempre stato caratterizzato da un atteggiamento rigorosamente propositivo, non violento ed orientato al bene del suo paese, e si trova attualmente rinchiuso nella prigione di Jinzhou, provincia del Liaoning. La moglie del Nobel, invece, è detenuta agli arresti domiciliari, secondo una pratica comune in Cina. La stessa Repubblica Popolare sta boicottando la cerimonia, insieme ad altri 13 paesi vicini alle posizioni del colosso asiatico».

«Ci associamo ai numerosi appelli internazionali che chiedono la liberazione del Nobel cinese – ha affermato il consigliere democratico Andrea Luppi –. La nostra mozione non è un atto di aggressione nei confronti di un governo sovrano come quello cinese, ma alla nostra coscienza risultano poco accettabili forme di repressione di un dissenso come questo». «Un atto simbolico – per Bruno Saladino –, ma un coinvolgimento pieno da parte della città di Como nella promozione della cultura dei diritti. La Cina è un paese illiberale, perché anche se solo una persona dissidente è in carcere quello è un paese illiberale». Una iniziativa  tutt’altro che estemporanea dato che «Como fa parte dell’associazione Sindaci per la Pace ed è annoverata tra le città messaggere di pace» spiega Stefano Legnani, segretario cittadino Pd.

 

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