Minima Poetica a Il Salotto di Como

Dal 29 gennaio al 19 febbraio alla Galleria Il Salotto, di via Carloni 5/C a Como verranno esposti gli ultimi 11 titoli della «serie di micro-libri di arte e poesia creata da Michele Caldarelli Minima Poetica». Una collana che ha ormai raggiunto i 60 titoli, «in un formato minimo della dimensione di un piccolo libro da taschino del gilet, di cm 3 x 4,5 per un peso complessivo di 7 gr», rilegati a mano, con carta di pregio in edizione limitata, numerati e firmati (seguono i titoli)

L’infinita topologia del tempo, un racconto del matematico Michele Emmer tra ricordi del passato ed emozioni del presente, in un loop continuo di sensazioni, nello stupore di poter percepire il senso della continuità, dell’infinità della vita che l’artista francese Rosette Choné ha fissato in fluidi acquarelli, ispirati dalle sospese e irreali atmosfere della sua città d’adozione: Venezia.

Rinoceronti e altre bestioline di Alessandro Paronuzzi, scrittore e medico veterinario, che nel gioco poetico di brevi componimenti traccia perfetti profili psicologici di animali, grandi e piccoli, con una particolare attenzione per i rinoceronti che l’artista veneziana Gigi Bon ha da sempre incluso nel suo personale bestiario fantastico, usandolo nelle sue tecniche miste, tra ironia, invenzione e realtà, come protagonista di mirabili avventure tra piazze, monumenti e famosi dipinti che connotano la storia di Venezia.

Gioco dei giorni di Pina Spelta, una raccolta di cesellati frammenti poetici, accurati nelle sfumature, ma lineari e sinceri nell’espressione, che si configurano come un album di istantanee o scatole piene di piccoli ricordi, momenti preziosi che l’artista torinese Federica Bertino chiosa puntualmente con appunti “atmosferici”, stilati con la policromia morbida delle matite grasse in una serie di paesaggi dell’anima.

Scendendo nella vallata di Fabio Pusterla racconta del sospetto, della diffidenza mista a paura verso chi arriva indesiderato al paese, al fondo valle, a interrompere la quiete della comunità, raccolta e racchiusa tra mura e regole che sembrano minacciate da uno straniero tra gli stranieri. Un fondovalle che si presenta calmo, luminoso, dopo una curva, all’improvviso, ma che è altrettanto duro e pungente come la buia boscaglia fitta di rovi. Un fondovalle che è come la vita, accogliente ma senza scampo. Un’ambientazione che ha scatenato la fantasia dell’architetto e scenografo romano Franco Ziliotto in una story-board degna di un film.

Acquatiche stelle di Laura Moschino testimoniano momenti di vita quotidiana, concreti nel loro manifestarsi e concatenarsi ma nel contempo difficili da affrontare e afferrare; come le stelle, indispensabili punti di riferimento nel cielo per il viaggiatore, ma ingannevoli presenze quando riflesse sull’acqua. Un mondo dei sentimenti sempre in movimento, che Emilio Alberti, attento conoscitore di “mondi fluidi”, ha tradotto in un concatenarsi di vortici e mulinelli d’acqua, scandirsi di cascate di piccole gocce che silenziosamente muovono superfici liquide in un perpetuo moto dei sentimenti.

A suivre tre componimenti inediti degli anni Quaranta del poeta surrealista belga Jean Raine, in lingua originale con traduzione a fronte di Vincenzo Torcello, profondo conoscitore dell’opera di Raine e autore delle tecniche miste che accompagnano il volumetto. Queste sono focalizzate su tre elementi: acqua, grano e fuoco, ovvero il pane; nulla al mondo che sia più legato all’uomo e al mondo e che nelle mani dell’artista diventa nucleo attrattivo, fonte di energia, simbolo di continuità, come il battito del cuore, il giorno e la notte, come la vita che ad ogni nostro risveglio ricuce le fila del sogno.

In quell’angusto regno del silenzio di Franco Buffoni è ambientato nella Roma di Leopardi, di Galilei e di Keats…. Cimeli, memorie e reliquie, dettagli, citazioni: una somma il cui risultato è il nulla che si nasconde dietro le scenografie del potere cui sfugge la solitaria libertà del poeta, dell’intellettuale, del pensatore. Tempi difficili allora, come oggi, impegnativi, come la pittura di Bruno Bordoli, nei grandi, come nei piccoli, in questo caso, dipinti ad olio, intensi, feroci, duri ma affascinanti perché parlano al cuore e alla mente.

Na’ di Vito Trombetta riporta sensazioni provate durante i solitari pellegrinaggi lungo il Camino di Santiago e la via Francigena, scritti nella sua lingua madre poetica, il Tornasco, il dialetto di Torno, uno dei più incantevoli paesi del Lago di Como. Il testo, tradotto anche in italiano, ben si accompagna a piccole sculture in resina di Beatrice Cazzaniga che del “segno/ombra che ognuno di noi lascia sulla terra” ha fatto cifra identificatrice di tutta la sua opera.

Farfalle nude sono raffinati brevi testi poetici in cui Luigi Picchi da voce ai desideri, turbamenti, pensieri di questi affascinanti animali, simbolo di femminilità per eccellenza che da sempre incantano scrittori e artisti che della loro grazia e bellezza hanno dato immagini straordinarie. Ma qui si mettono a nudo e dichiarano il peso della condanna della loro fragilità. Fragilità e bellezza che la scultrice Maria Luisa Barbera ha concretizzato in tante piccole coloratissime fusioni in vetro ricche di iridescenze di bagliori metallici.

Ossidiana, la pietra tagliente che racchiude bellezza e valori magici, da il titolo alla raccolta di poesie di Lorenzo Morandotti che sono come un esercizio di alta giocoleria…delle parole, in un alternarsi di spinte e ricadute; se ne afferra il significato ma solo per il giusto tempo necessario per reinserirlo nella spirale del gioco di racconti disorientanti, distraenti, di paradossi linguistici. Un gioco da affrontare con altrettanti paradossi visivi dell’artista fiorentino Alessandro Facchini che con esuberante ironia di spericolato cavaliere errante affronta il mondo con un pizzico di fanciullesca sana irresponsabilità.

Omaggio a Mr. Berryman Bruno Perlasca “dialoga” col poeta americano John Berryman, utilizzando uno schema metrico simile al suo, sul tema del destino del poeta come outsider incompreso, e affronta sentimenti contrastanti, forti, espressi nei ritratti dipinti dall’artista Luca Conca.

Ti chiamerò vento di Davide Rondoni, abbinato a Giampiero Reverberi, arriverà con le prime brezze di primavera».

 

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