Il Consiglio comunale di Como di lunedì 24 gennaio

Approvato il regolamento per gli incarichi esterni, Palazzo Cernezzi s’incaglia sulle partecipate

Illuminazione

«Ho avuto finalmente una risposta ad alcune domande sull’illuminazione pubblica – ha esordito nelle preliminari al consiglio comunale di Como di lunedì 24 gennaio Mario Molteni, Per Como – sui pali rimossi perché ormai pericolanti e pericolosi». «Secondo Enel Sole, che ha l’appalto per la gestione dell’illuminazione – ha proseguito Molteni – il Comune di Como è restio a pagare le sostituzioni… Se va avanti così la città di Volta resterà al buio?».

 

Elementari di via Brambilla

Molteni ha chiesto quindi chiarimenti sullo svolgimento e i tempi dei lavori di messa in sicurezza del cortile delle scuole elementari di via Brambilla «ora i bambini sono praticamente costretti  a rimanere in classe dalle 8.25 alle 16 si spera che con l’arrivo della bella stagione si faccia qualcosa così da poterli fare uscire a prendere una boccata d’ari durante l’intervallo».

 

Ippocastano

Andrea Luppi, Pd, ha riproposto, l’idea già presentata con un emendamento al Bilancio dalla collega di partito Silvia Magni e dai Giovani democratici, di creare delle strutture sportive nell’area dell’Ippocastano.

 

A2A o Acsm-Agam

«È impossibile distinguere il nuovo logo di Acsm-Agam da quello di A2A – è sbottato Alessandro Rapinese, Adesso Como – i colori sono identici e solo una persona molto attenta può distinguerli, questa è forse l’esplicitazione di quella che è la vera proprietà dell’azienda?». «Abbiamo dato in gestione Acsm senza premio di maggioranza» ha proseguito il consigliere lamentando la svendita e perdita di controllo della ex municipalizzata comasca.

 

Paratie

Da più parti è stato riproposto il tema delle paratie, «ripreso recentemente dai telegiornali nazionali» ha ricordato Luppi, dopo il blocco del cantiere. «Chiedo ufficialmente che venga portato in aula l’argomento in un Consiglio già convocato o in uno speciale – ha affermato Pasquale Buono, Autonomia liberale per Como – maggioranza e opposizione unite avevano chiesto al sindaco di relazionare regolarmente sull’andamento del cantiere». Rapinese ha invece letto vecchie dichiarazioni alla stampa del sindaco che si assume ogni responsabilità sulle paratie.

 

Grandi Mostre

Buono ha quindi concluso con un affondo contro l’assessore alla cultura «non si dovrà impegnare nessuna cifra finché Gaddi non illustrerà chiaramente la prossima grande mostra» (uno sfogo dopo le voci che darebbero per certe alcune migliaia di euro destinate ai viaggi preparativi della stessa a disposizione dell’assessore).

 

Dirigenze

Mentre Rapinese ha letto un’interpellanza per avere dei chiarimenti sulla presenza del dirigente Tullio Saccenti in Tribunale, durante l’udienza che ha visto passare Donato Supino, Prc, da persona informata sui fatti ad indagato bell’affaire Ca’ d’industria, «era lì come fiduciario del sindaco?», Luigi Bottone, Autonomia liberale per Como, ha chiesto la nascita di una Commissione di controllo.

«Serve per la valutazione dell’operato dei dirigenti, per vedere se hanno raggiunto gli obiettivi proposti dagli assessori» ha precisato Bottone ricordando i vari errori fatti dai dirigenti nell’ultimo anno ad esempio sulle ordinanze sbagliate come quella sulla chiusura dei locali notturni.

 

Incarichi esterni

Iniziato il Consiglio la discussione è ripresa sul Regolamento per il conferimento di incarichi esterni alla struttura comunale, una proposta che dopo un passaggio in Corte dei conti, è stata da questa leggermente modificata. Due gli emendamenti alla proposta entrambi approvati. Il primo è stato elaborato direttamente dalla Commissione competente e approvato per punti (su richiesta di Vincenzo Sapere, Socialisti). Il secondo, presentato da Franco Fragolino, Pd, passato all’unanimità era volto ad aggiungere nel testo una «ipotesi di recesso» con il professionista esterno a cui affidare un incarico.

 

Partecipate

Il sindaco Stefano Bruni ha poi presentato la proposta di delibera sulle aziende partecipate del Comune di Como che, in accordo con la Finanziaria del 2008, individua le funzioni delle stesse. «L’obiettivo della Finanziaria era che i Comuni non si occupassero di tutto – ha precisato il primo cittadino – per questo i Comuni non devono più far parte di società di produzione di beni o servizi che non siano strettamente funzionali al loro operato».

Per il capoluogo lariano la Giunta ha valutato che «sussistono i presupposti e le opportunità di mantenerle».

Già dopo i primi chiarimenti richiesti, «il termine ultimo per approvare la delibera non era il 31 dicembre 2010?» ha chiesto tra gli altri Mario Lucini, capogruppo del Pd, si è vista la complessità della proposta e le sue eventuali implicazioni: la vendita delle quote di proprietà delle aziende.

Maretta nella maggiorana che nel corso della serata ha chiesto due volte di sospendere i lavori per chiarirsi prima con Piercarlo Frigerio, Autonomia liberale per Como, poi con Pierangelo Gervasoni, Pdl.

Eccezioni sulle attività svolte dalle partecipate sono state fatte da Supino e Rapinese: «il Politeama non ha fatto nulla di quanto qui dichiarato!».

Su precisa richiesta di Lucini al vicesegretario generale Emoroso sui tempi e sulle ricadute dell’approvazione, e riconoscimento implicito dell’attività svolta dalle varie aziende, o meno della delibera, la risposta del garante della correttezza degli atti è stata «non mi sento di rispondere».

Vista la situazione il presidente Pastore ha proposto di sospendere la seduta, cosa avvenuta dopo la richiesta di proseguirla fatta da Supino bocciata però dalla maggioranza dei consiglieri. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

 

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