Nomi, cognomi e infami il 17 marzo all’Excelsior a Erba

GIULIO CAVALLI: NOMI,COGNOMI E INFAMI

Il primo spettacolo che verrà proposto al teatro Excelsior di Erba giovedì 17 marzo 2011, in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, sarà Nomi, cognomi e infami di e con Giulio Cavalli. Lo spettacolo, organizzato con il sostegno della bottega di commercio equo e solidale di Erba Shongoti e della Caritas di Erba, è racconto, cronaca e discussione alla scoperta di alcune storie di mafia e di camorra, di soprusi, di ingiustizia, di violenza ma anche di persone che hanno scelto di non piegarsi agli uomini d’onore perché l’onore, quello vero, è tutt’altra cosa e a non farcelo dimenticare qualcuno ci deve pur pensare. Lo spettacolo si ispira al presente, tenendo fede ad un’idea di teatro come mezzo per mantenere vive pagine importanti della nostra storia. Leggi la locandina. Assume quindi sempre maggiore importanza la fase di ricerca preliminare alla stesura dei testi: i dati raccolti entrano nel tessuto drammaturgico rimanendo impressi nella memoria dello spettatore. La recitazione, sempre serrata, spesso include brani in grammelot lasciando spazio all’improvvisazione e al sorriso anche durante il racconto di eventi drammatici. Giulio Cavalli è nato a Milano nel 1977 ed ha debuttato al Piccolo Teatro di Milano nel 2007, con lo spettacolo Linate, 8 ottobre 2001: la strage, al quale seguirà nel 2008 Do ut des, spettacolo teatrale su riti e conviti mafiosi. A causa di questo spettacolo inizia a ricevere le prime minacce. Nel 2009 porta in scena A cento passi dal Duomo, scritto con il giornalista Gianni Barbacetto, nel quale denuncia la sempre più pregnante presenza mafiosa in Lombardia. Nel dicembre dello stesso anno è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che gli ha portato la propria solidarietà per la vita sotto scorta a causa delle minacce ricevute da cosche mafiose. Sostiene Giulio Cavalli che «ridere di mafia è una ribellione incontrollabile», e lo spettacolo Nomi,cognomi e infami è «una rivoluzione morbida contro coloro che, abituati a comprarsi i giudici, onorevoli, senatori, funzionari, sindaci, imprenditori, giornalisti, sanno bene che nulla possono contro la parola, quel mitra senza proiettili che instilla germi; germi di consapevolezza, germi di coscienza, germi di libertà».

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