Ritornano le grandi mostre a Como

Dal 25 marzo al 24 luglio a Villa Olmo una mostra dedicata a Giovanni Boldini e la Belle époque

Inaugurazione venerdì 25 marzo alle 18.30, per una esposizione che prevede 100 capolavori di Giovanni Boldini e di artisti legati alla Belle époque (ingresso 10 euro, studenti 5).

Una sfida per Palazzo Cernezzi che per un impegno di 1 milione e 100mila euro spera di incassarne 772mila con i biglietti, le visite guidate i laboratori ed i cataloghi (gli sponsor copriranno le spese per 271mila euro, l’Amministrazione metterà 57mila euro).

«È stato un via libera convinto da parte di tutta la giunta – il commento del sindaco di Como Stefano Bruni – L’assessore Gaddi ha fatto un buon lavoro e gli impegni formalizzati coprono la spesa. Sarebbe stato sciocco, del resto, non volere un evento che è una buona cosa per la città, soprattutto in un momento di crisi come questo». Una stoccata indiretta a quanti nella maggioranza si sono dimostrati critici sull’iniziativa e sulla necessità della stessa date le strette di bilancio che comporteranno importanti sacrifici.

«Non posso che esprimere soddisfazione. Le grandi mostre sono un progetto che portano grande ricchezza alla città: in termini culturali, in primo luogo, ma anche in termini economici per l’indotto che esse generano, indotto che è di gran lunga superiore agli investimenti – ha precisato l’assessore alla cultura, nonché curatore della mostra, Sergio Gaddi – Il principale ringraziamento va agli sponsor che, recuperati direttamente dall’assessorato, renderanno possibile festeggiare quest’anno l’ottavo traguardo delle grandi mostre a Como. Grazie quindi a UniCredit, sponsor principale, ad Acsm-Agam, alla Camera di Commercio, all’Unione Industriali, ad Ance, all’Unione Commercianti, agli Amici di Como e i loro associati, a Poliform, a Fox Town, a Bionike, a Nessi&Majocchi, alla tessitura Taborelli, a Villa d’Este, all’Hotel Terminus e al ristorante Joy».

 

3 thoughts on “Ritornano le grandi mostre a Como

  1. Le anteprime di questa mostra sono favolose, si capisce già dalle immagini tutto ciò che possiamo attenderci.
    Quest’anno l’assessore e curatore Sergio Gaddi che è il vero artefice e inventore delle grandi mostre di VIlla Olmo, è riuscito a assicurarsi la collaborazione, dell’altro curatore Tiziano Panconi, portandolo finalmente a Como. Impresa evidentemente non facile per Gaddi vista l’importanza del personaggio, considerato il più grande esperto della pittura italiana dell’800 e naturalmente di Boldini.
    L’esperienza di Villa Olmo cresce ogni anno nei contenuti e oggi è riconosciuta fra le primissime realtà espositive italiane e europee. Il livello delle proposte, dopo Picasso, Impressionisti, Klimt, Magritte e Rubens, è sempre altissimo, questa volta puntando su nomi italiani come GIovanni Boldini, De Nittis, Corcos e Zandomeneghi.
    Questa italianizzazione va vista come una ulteriore crescita, un atto di coraggio di un luogo e di una organizzazione cosciente dell’importanza che riveste nel panorama culturale italiano che si dimostra sempre pronta a raccogliere nuove sfide.
    Lapo

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