Nuovo accordo alla Nuova Defim

Fim soddisfatta «non solo per i suoi contenuti, ma perché testimonia un percorso di rilancio di un sito industriale che ha vissuto una profonda crisi»

«Nel 2009 lo stabilimento di Alzate Brianza ha riaperto grazie all’acquisizione da parte del gruppo Feralpi di Brescia – spiega la Fim comasca – L’anno precedente a causa della crisi della Defim Spa di proprietà della Famiglia Montanelli era stata avviata la procedura di messa in liquidazione della società e alla chiusura dello stabilimento erbese e di quello di Civate, nel lecchese. Si erano persi oltre 130 posti di lavoro in un momento molto complicato per l’economia comasca a causa della congiuntura internazionale. Feralpi è intervenuta con un investimento di oltre 15 milioni di euro in un momento di crisi impressionante. In questo modo si è potuto riassorbire una parte dei lavoratori della Defim (gli attuali occupati oggi sono circa 50) evitando come quasi sempre accade di disperdere un patrimonio mai recuperabile: la competenze e la professionalità che in ogni azienda si costruiscono nel tempo».

Per andare incontro alla nuova proprietà la Fim ha deciso di «legare gli aumenti ad obbiettivi di produttività, efficienza e qualità che, se raggiunti, permetteranno all’azienda di migliorare la propria redditività e quindi di avere una forte spinta di miglioramento e di crescita».

«Il raggiungimento degli obbiettivi individuati nell’accordo, permetterà ai lavoratori di beneficiare di un premio che di 850/ 1.450 euro all’anno, a seconda della professionalità, ma con la possibilità di incrementare proporzionalmente questi importi nel caso si superino le previsioni di inizio anno». (prospetto)

Con gli accordi viene introdotta la mensa e, sottolinea la Fim, «da quando la Nuova Defim ha riavviato gli impianti sono stati fatti investimenti e scelte importanti e condivise per raggiungere l’obbiettivo di ridurre al minimo i possibili pericoli. Lavoratori, sindacato e azienda con questo accordo affermano un’altra volta questa volontà, prevedendo un coinvolgimento maggiore di tutti gli addetti, tenendo conto delle dimensioni e dei rischi specifici di questa unità produttiva».

 

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