Hasta la justicia siempre!

Un centinaio di persone hanno partecipato allo Spazio Gloria a Como allo spettacolo per sostenere la campagna di liberazione dei 5 cubani imprigionati negli Stati Uniti

La partecipata serata, promossa dalla Associazione Italia-Cuba di Como in collaborazione con Svizzera-Cuba del Ticino, è incominciata con un monologo recitato dall’attore Pino Ronco che ha ripercorso il processo, la condanna e la dura detenzione dei 5 rivoluzionari cubani reclusi nelle carceri statunitensi.

Renzo Pigni, già sindaco di Comoe  parlamentare, ha introdotto le due esponenti del Comitato italiano giustizia per i Cinque l’avvocata Tecla Faranda e Silvia Baraldini.

«Il processo è stato usato in modo strumentale per una vera e propria guerra che gli Stati Uniti credono di portare contro Cuba – ha precisato Faranda – mentre non c’è nessuna guerra di Cuba contro gli Stati Uniti».

Nonostante questo “clima” la speranza nella liberazione dei 5 è riposta in «un movimento di pressione sul presidente statunitense per avere un atto di grazia» ha chiarito Baraldini; un atto per nulla estemporaneo dato che già l’ex presidente Jimmy Carter ha fatto un atto di clemenza per gli indipendentisti portoricani durante il suo mandato.

La campagna denominata 5 per i 5 comporterebbe un atto in loro favore ogni 5 del mese, lettere, e-mail, presidi…, con un percorso conforme alla pragmatismo dei movimenti politici americani in cui la Baraldini si è formata.

Giovanna Tamburello ha quindi letto una lettera di uno dei carcerati, Gerardo, in risposta a un giovane comasco che gli aveva scritto in solidarietà ed è iniziato il dibattito, durante il quale sono state biasimate le affermazioni del presidente di Sel, Nichi Vendola, riportate da Donato Supino, consigliere comunale comasco di Rifondazione comunista, «prima Gheddafi, poi Cuba!». Un assunto inaccettabile per i presenti data l’inconsistenza del parallelismo fra i due paesi. [M. D.]

 

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