Il Consiglio comunale di Como di giovedì 31 marzo

Si cercherà di risolvere il problema della puzza della Comodepur, zuffa a fine serata

Nelle preliminari al Consiglio comunale di giovedì 31 marzo è scoppiata la polemica sulle affermazioni del nuovo parroco di Rebbio don Giusto Della Valle che ha detto di vergognarsi di essere italiano vedendo l’operato all’estero del nostro paese. Una prese di posizione sul giornalino parrocchiale che ha avuto risalto sulla stampa locale tanto da far intervenire il capogruppo del Pdl a Palazzo Cernezzi Claudio Corengia che ha pubblicamente criticato Della Valle. Un intervento fuori dal seminato per il consigliere della rondine Bruno Magatti che lo ha definito «intollerabile e inaccettabile» seguito dal democratico Vittorio Mottola. «Mi fa specie chi cambia idea, non tutti hanno la stessa sensibilità sui valori della patria e della bandiera» è stato l’attacco lanciato contro quest’ultimo da Corengia dopo la “difesa” della bandiera fatta da Mottola nella querelle con l’assessore leghista Peverelli nelle assemblee precedenti.

Massimo Serrentino, Pdl, ha chiesto di modificare le tariffe dell’autosilo in Valmulini per renderlo più appetibile, mentre Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha si è lamentato nuovamente col sindaco perché utilizza i posteggi riservati in Comune per auto e moto. Mario Molteni, Per Como, ha sottolineato la pericolosità degli attraversamenti pdonali in viale Giulio Cesare, leggendo la lettera si un residente, e Marcello Iantorno, Pd, ha parlato della vitalità della Facoltà di giurisprudenza a Como e stigmatizzato l’intervento del senatore Butti, che «ha presentato una interrogazione, contro una parte degli studenti, dal contenuto completamente errato».

Roberta Marzorati, Per Como, ha invece ricordato l’audizione dei residenti di Civiglio alla Commissione ambiente regionale sul Ciclope di Brunate in cui i cittadini hanno fatto vedere un video della piattaforma in costruzione per ospitare l’antenna.

 

Trasporti

Appena iniziata la seduta è stato rinviato il primo punto all’ordine del giorno, una mozione sul trasporto pubblico di Donato Supino, Prc, rimandata a lunedì 4 aprile.

 

Comodepur

Al secondo punto una mozione sulla puzza che proviene dal depuratore comasco e attanaglia una parte della città soprattutto in certi periodi dell’anno firmata da Molteni e dall’ex consigliere Gaffuri. «Bisogna tenere presente che la situazione è molto cambiata in questi ultimi anni – ha spiegato Molteni – ora il 90,3 per cento delle acque lavorate sono scarichi civili e il 9,7 per cento industriali. Negli anni ’80 gli scarichi industriali erano oltre il 60 per cento». «Il problema odori attanaglia la zona più che altro a luglio e agosto – ha precisato Molteni – per risolverlo si potrebbe fare come in altre città come Genova o Nizza». L’ipotesi quindi della copertura della struttura. Sulla proposta è nato un acceso dibattito con contributi sia di minoranza che di maggioranza in cui sono stati ricordate le ipotesi di spostamento della struttura al Bassone e l’interramento in caverna sotto la Spina Verde oltre alla difficoltà ad affrontare un argomento su cui la legislazione continua a modificarsi.

«La copertura – ha spiegato il sindaco – comporterebbe anche il cambiamento delle attuali tecnologie per il trattamento delle acque perché non ci sarebbe più lo stesso ricambio d’aria» con un costo quindi di 50 milioni di euro. «Trasferire in caverna costerebbe invece 120 milioni di euro, mentre l’ipotesi Bassone 21 milioni per lì intervento ma per riorganizzare la rete fognaria e pompare i liquami a monte servirebbero poi 10 milioni l’anno» ha spiegato Bruni giustificando l’abbandono dell’ipotesi di trasferire la struttura nella parte sud della città. Con un emendamento sostenuto da tutti la mozione è passata all’unanimità impegnando il sindaco a lavorare per risolvere il problema della puzza e trovare una prima soluzione che potrebbe essere la copertura dell’impianto per cui però devono ancora essere individuati fondi necessari.

 

Personale comunale

Ritirate due mozioni presentate sui concorsi e le assunzioni da parte di Palazzo Cernezzi di Rapinese e dell’autonomista Luigi Bottone è rimasta una proposta di delibera, presentata da Pasquale Buono, Autonomia liberale per Como, per fare il punto della situazione sull’organico comunale.

La richiesta è quella, all’approvazione dell’atto, di avere entro 60 giorni una relazione dal segretario generale Nunzio Fabiano sui dipendenti dell’Amministrazione e in questo lasso di tempo bloccare concorsi e collaborazioni esterne.

Una discussione che sembrava poter risolversi nel volgere dell’ultima ora della serata. Negli interventi il socialista Vincenzo Sapere ha ricordato le carenze di organi dei vigili, con 35 posti scoperti, Bruni ha palesato il piano assunzione di un dirigente e di un part-time ai servizi sociali iscritto nel prossimo Bilancio «andava messo per legge, così si avrà la possibilità di farlo», Mottola ha fatto un ben lungo discorso sul suo disagio ad affrontare l’argomento scagliandosi contro le esternalizzazioni, Supino ha sottolineato l’importanza della salvaguardia occupazionale. Arrivati a ridosso della mezzanotte è stata bocciata, con una votazione in ordine sparso in entrambi gli schieramenti, la proposta di andare ad oltranza e il Consiglio si è concluso con una bagarre fra Rapinese e Iantorno. A scatenare le ire dell’avvocato comasco l’affermazione di Rapinese di sentirsi «deluso dai compagni di viaggio». Iantorno sentitosi chiamato in causa, forse anche per l’utilizzo sottolineato di uno degli aggettivi che spesso lo contraddistingono, ha dato in escandescenze minacciando di schiaffeggiare l’esponente di Adesso Como, avvicinandosi a lui teso nell’atto di mettere in pratica le proprie affermazioni, dandogli letteralmente del cretino.

A cercare di portare ordine in aula con scarso successo Pastore «ma non ha detto nulla di offensivo» ha cercato di calmare l’inviperito consigliere democratico, nel mentre, sciolta la seduta tutti hanno abbandonato l’aula. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

 

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