Variante del lungolago in Regione

Il cantiere è bloccato ma ora si discute in Regione di una pre-istruttoria per arrivare prima o poi all’approvazione di una variante defintiva

Martedì 30 marzo il Comune di Como ha presentato «ai tecnici di Regione Lombardia la proposta di variante relativa ai lavori del lungolago, proposta inviata nei giorni scorsi».

Una proposta non ancora completamente resa nota alla cittadinanza, «i cui contenuti saranno puntualmente resi noti a conclusione di questa fase pre-istruttoria», che ha la pretesa di dare «un assetto definitivo e conferma nuovamente l’utilizzo di barriere mobili (i cosiddetti panconi) che saranno integrate nel vecchio parapetto storico restaurato per proteggere il lungolago dalle esondazioni».

Le “barriere automatiche”, eliminate nelle ultime versione del progetto paratie, dovrebbero fare capolino nel nuovo progetto per la sola piazza Cavour.

Ma quanto costerà l’ennesima variante di un progetto i cui costi continuano a gonfiarsi? «La proposta di variante, predisposta dai tecnici di Palazzo Cernezzi insieme con i tecnici della Regione e i professionisti esterni incaricati dall’amministrazione comunale (i professori Lorenzo Jurina e Giovanni Pietro Beretta, entrambi docenti universitari) – spiega l’Amministrazione comunale – è interamente coperta dagli stanziamenti attuali».

Il cantiere è praticamente fermo e non si sa nulla della possibilità di riapertura temporanea del nuovo lungolago e l’iter processuale per questa variante prenderà ancora non si sa quanto tempo dato che dopo il passaggio in Regione «l’amministrazione comunale procederà con la convocazione della conferenza di servizi (composta da Regione, Provincia, Comune, Soprintendenza, progettisti, collaudatori). Con il parere favorevole della conferenza, il Comune procederà ad approvare, con una determina dirigenziale la variante e potrà dare l’ordine all’impresa di riprendere i lavori».

 

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