Giovani perla Pace

Metodologie da rifare, percorsi da rivedere e anche un po’ di polemica alla Tavola della Pace. Il contesto, nello specifico, è il gruppo di lavoro dei giovani, nella seconda giornata del summit della Tavola della Pace, dedicata, nella mattinata di venerdì 15 aprile, a gruppi tematici di lavoro. I giovani (sempre che esista questa categoria…) si sono appunto confrontati sulla proposta di organizzare un meeting dei 1000 per la pace, in occasione della marcia del prossimo 25 settembre. Un momento e un luogo in cui convogliare esperienze per essere “parte della soluzione”. Ma il percorso parte accidentato, visti i dissidi interni…C’è chi pensava di essere già ad un punto diverso dell’organizzazione, elemento importante soprattutto per chi rappresenta organizzazioni medio-grandi, come Agesci, Terra del fuoco.  C’è chi si è lamentato, per tanto, di aver vista bypassata una riunione precedente del direttivo della Tavola della Pace: in quel contesto erano già state gettate le basi del summit dei giovani.  Al di là delle polemiche sul metodo di lavoro – che hanno comunque occupato la maggior parte della riunione, va detto -, Arci, Oxfam, Focsiv, Anpi, Libera, una scuola superiore di Reggio Emilia, sono state tra le tante e diverse voci del mondo dell’associazionismo che hanno partecipato al momento di dibattito dedicato ai giovani, in vista del meeting ad hoc che si realizzerà in occasione della marcia Perugia-Assisi. Una cinquantina le persone presenti da tutta Italia, tra studenti, attivisti, militanti, cooperanti.  Il meeting dei giovani, e su questo almeno non si discute, si terrà a Bastia Umbria dal 23 al 25 settembre; comprenderà incontri, plenarie, la cui tematica collante sarà ovviamente la pace. Flavio Lotti della Tavola per la Pace è intervenuto per chiarire i dubbi e tentare di sedare la polemica: “Non dobbiamo fare le cose centralizzate, ci interessa andare a vedere se, realtà per realtà, scuola per scuola, ci sono dei giovani interessati a parlare, riflettere e organizzare un percorso sulla pace. Mettiamo delle “bandierine” in ogni territorio dove ci sono persone, con nomi cognomi e recapiti, che si impegnano a costruire tale percorso verso il forum dei giovani”.  Alla fine la discussione viene rinviata al termine della sessione pomeridiana dei lavori. Con un certo disappunto tra i partecipanti, soprattutto tra i neofiti, per l’andamento “polemico” della mattinata. Morale della favola (almeno e solo per chi scrive, ca va sans dire): la galassia del mondo pacifista sarà ancora capace di andare oltre le proprie differenze? I personalismi e le dinamiche tutte interne – o la normale dialettica, dipende dal punto di vista -all’associazionismo e al movimento potranno essere superate, sia ad Assisi che in ogni altro luogo in cui si vorrà parlare di pace? [Barbara Battaglia, ecoinformazioni]

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