Il Consiglio comunale di Como di giovedì 28 aprile

Prosegue la discussione sul Bilancio, polemiche sul 25 aprile e le aperture dei negozi per la Festa dei lavoratori

 25 aprile

Il sindaco ha voluto chiarire, nelle preliminari al Consiglio comunale di giovedì 28 aprile, la propria posizione dopo le contestazioni di cui è stato fatto oggetto alla tradizionale commemorazione per il 25 aprile al Monumento alla Resistenza europea che hanno segnato una rottura con l’Anpi cittadina: «Ho partecipato tutte le volte che ho potuto al 25 aprile quello che è successo non si era mai verificato». Sottolineando la sobrietà del proprio intervento il primo cittadino ha attaccato l’intervento di Luca Michelini «esageratamente lungo» il cui contenuto «per il 40 per cento non è stato sul 25 aprile ma un attacco frontale al Governo e al Parlamento». Un discorso definito senza mezzi termini come di parte da Bruni che ha parlato di «libertà di parola usata molto male», inviperito anche per «i fischi e le grida di gente con la bandiera rossa». «Non sarà più fatta una rappresentazione del 25 aprile in questi termini» è stata la conclusione di Bruni.

«Si è comportato non al di sopra delle parti – il commento del consigliere di Rifondazione Donato Supino un commento già espresso in comunicato – mi spiace abbia perso un’occasione di confronto».

I maggio

«L’ordinanza sul I maggio sembra poi una ripicca dopo quanto accaduto» ha concluso Supino. Il sindaco ha infatti concesso la possibilità di aprire gli esercizi commerciali anche nel giorno dedicato ai lavoratori incontrando la netta opposizione delle organizzazioni sindacali che hanno subito proclamato uno sciopero raccogliendo immediatamente solidarietà nel mondo dell’associazionismo comasco come le Acli e l’Anpi. «L’ordinanza del 26 aprile va contro i valori dell’articolo 1 della Costituzione» ha affermato il consigliere democratico Marcello Iantorno che ha presentato una interrogazione per la revoca dell’atto.

Di mobbing nei confronti della ex direttrice della Biblioteca comunale ha parlato Alessandro Rapinese, Adesso Como, «le è stata tolta la posizione organizzativa avocata da un soggetto che non ne ha la competenza». Carlo Ghirri del Gruppo misto ha chiesto «a quando la votazione del capogruppo?» dato l’ingresso del nuovo componente Luigi Bottone, mentre Roberta Marzorati, Per Como, ha chiesto la sistemazione della pavimentazione in porfido in via Milano. «Ho ricevuto al risposta alla mia interrogazione sulle asfaltature – ha affermato il capogruppo di Per Como Mario Molteni – i rattoppi alle buche ci sono costati 640mila euro, c’è qualcosa che non va se mettiamo a bilancio 800mila euro per asfaltare e paghiamo poi 640mila per rattoppare!». Un elenco di lampioni da ripristinare ha fatto l’autonomista Pasquale Buono che ha poi preso posizione sul lungolago: «bisogna effettuare una scelta radicale che porti a privilegiare la riqualificazione della passeggiata a lago abbandonando gli interventi di natura idraulica».

Bilancio di previsione

Subito all’inizio dei lavori il capogruppo del Pd Mario Lucini ha chiesto un chiarimento procedurale sullo svolgimento dei lavori «abbiamo avuto gli emendamenti solo questa sera, come possiamo discuterne se non abbiamo avuto il tempo di poterli leggere?». «C’è stato qualche problema» ha ammesso il segretario generale Fabiano, ma dopo una lunga discussione hanno deciso di affrontare i primi dieci.

Il primo è stato presentato dal consigliere Bottone e chiedeva lo storno di 100mila euro dalla costituenda Fondazione per la gestione di Villa Olmo per indirizzarla alla manutenzione straordinaria del parco e della Villa stessa. Una proposta poi corretta con un subemendamento dallo stesso proponente che ha indirizzato 50 dei 100mila euro alla copertura, contro i cattivi odori, del Depuratore di Como. Una proposta approvata dal Consiglio dopo una lunghissima discussione in cui è stata affrontata anche l’opportunità o meno di creare una Fondazione, contrari il socialista Vincenzo Sapere, «non c’è controllo poi»  e il democratico Vittorio Mottola, critico anche a causa della vicenda della Ca’ d’industria. Paradossale il blocco della discussione per una cinquantina di minuti per valutare i 7 subemendamenti proposti (quello di Bottone e sei di Rapinese, decaduti dopo l’approvazione del primo per incompatibilità).

Lucini ha quindi presentato la proposta di fare una piazzola per camper in città «una idea che ricorre ormai in ogni discussione sul Bilancio», ma poco dopo le 23.30 il consigliere del Pdl Pierangelo Gervasoni ha chiesto 5 minuti di sospensione per una riunione del proprio gruppo, che non è più rientrato in aula. Dopo una ventina di minuti il presidente dell’assemblea Pastore data l’ora e l’approssimarsi della mezzanotte ha deciso di sospendere la seduta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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