Dopo i tagli degli spazi bimbo la Giunta comunale comasca pensa di introdurre il quoziente familiare «per la determinazione delle quote di compartecipazione al costo dei servizi a carico dell’utenza»

 «Come previsto dalla normativa (D.Lgs. 109/1998 e successive modifiche) i soggetti erogatori di prestazioni sociali agevolate devono individuare, secondo le disposizioni dei rispettivi ordinamenti, le condizioni economiche richieste per l’accesso a tali prestazioni, con possibilità di prevedere criteri differenziati in base alle condizioni economiche e alla composizione della famiglia – spiegano da Palazzo Cernezzi –. L’Isee (Indicatore della situazione economica) è lo strumento attraverso il quale viene stimata la condizione economica dell’utenza per accedere alle prestazioni agevolate».

«Alla luce dei mutati bisogni, del quadro normativo di riferimento e dei contesti- prosegue la nota –, l’amministrazione comunale, che già nel 2010 aveva affidato un primo incarico per un approfondimento e una rivalutazione dell’Isee, ha deciso di prorogare di un anno la collaborazione con la società (Clesius srl di Trento), con un investimento di 7mila e 800 euro».

«L’obiettivo – conclude il Comune di Como – è dotarsi di uno strumento unico per i settori Servizi Sociali e Politiche Educative che costituisca un criterio fondamentale per la determinazione delle quote di compartecipazione al costo dei servizi a carico dell’utenza. Tra le richieste avanzate dalla giunta figura la necessità di valutare l’introduzione nell’Isee del criterio del quoziente familiare (criterio che consente di dividere il reddito per il numero dei componenti della famiglia)».

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