Una risposta a Bruni sulle paratie

Roberta Marzorati e Mario Molteni della lista civica Per Como contestano le dichiarazioni del primo cittadino comasco e ricordano che già per Felice Rusconi: «Il progetto paratie mobili è inutile, dannoso alla città di Como sul piano ambientale e gravoso sul piano economico»

 «Siamo perfettamente d’accordo che nessuno voglia perdere tempo e soldi pubblici – spiegano i consiglieri della lista civica Per Como – ma siamo ben lontani dalla convinzioni che si sia ormai giunti a tetto e che queste ultime varianti portino al rush finale. Solo ad agosto 2010, in risposta ad una nostra interrogazione, ci veniva detto che “i lavori non termineranno prima della fine del 2012”. Ora si parla, se va bene, della fine 2013.

È certo che il tetto non deve costare più dell’intera casa, e allora cosa vuol dire? Si sta ancora brancolando nel buio di fronte alle enormi incertezze di quest’opera fortemente voluta da questa amministrazione nonostante fin dal 1995 venisse indicato dall’ing. Felice Rusconi, con nota indirizzata anche al Sindaco Botta, al vicesindaco on. Butti, all’ing. Maione, al Presidente della Regione Lombardia, che la costruzione della “paratia mobile” per Piazza Cavour:

– comporta una notevole deturpazione ambientale in contrasto con l’art. 9 della Costituzione.

– costituisce una inaccettabile umiliazione per la nostra Città, come passivo strumento di indebiti interventi a vantaggio di interessi a noi estranei, e a nostro danno; ed induce penose considerazioni sulla nostra capacità per la difesa di preziosi valori ambientali Comensi.

Nella nota l’ing. Rusconi, rivolgendosi al Presidente del Consorzio dell’Adda attendeva una rassicurante dichiarazione circa:

a) che il Consorzio accetti la riduzione di cm 40 del livello superiore (del lago) attualmente concesso;

b) che siano impartite direttive per la preventiva apertura della diga di Olginate in concomitanza di preannunciate avverse condizioni meteo;

c) che accetti il controllo del CNR.

Con lungimiranza l’ing. Felice Rusconi, il 1.3.2001, scriveva ancora al Sindaco di Como, all’ing. Viola, ai Consiglieri Comunali, al Presidente della Provincia di Como e agli amministratori provinciali, manifestando il Suo dissenso circa la decisione di procedere con le paratie mobili facendo inoltre presente che l’indagine da Lui condotta con Il Centro Teoria dei Sistemi, l’Istituto di Ingegneria Informatica, l’Istituto di Idraulica Agraria, il Consiglio Nazionale delle Ricerche del Politecnico di Milano, portava a situazioni ben diverse ed infatti, l’ing. Rusconi affermava che:

1 – il progetto delle paratie mobili giova essenzialmente al Consorzio dell’Adda per:

– annullamento di responsabilità per esondazione;

– maggiori volumi di acqua da destinare alla irrigazione e produzione di energia elettrica;

– il tutto con esonero di spese per la costruzione delle paratie mobili.

2 – Il progetto nuoce al Comune di Como per:

– deturpazione ambientale che periodicamente preclude la vista del lago;

– costi di esecuzione, di esercizio e di ammortamento delle suddette paratie mobili;

L’ing. Rusconi indicava inoltre (anno 2001): Rispetto al preventivo indicato dal Comune di lire 26.000.000.000, vanno precedute le ulteriori spese a seguito dell’ispezione geotecnica dei fondali del lago. A seguito di tali ispezioni geotecniche dovranno essere indicate le ulteriori spese inerenti alla messa in stato di sicurezza statica dei fabbricati prospicienti il lago (cosicché il preventivo generale supererà i 40.000.000.000 lire). e ribadiva: il progetto paratie mobili è inutile, dannoso alla città di Como sul piano ambientale e gravoso sul piano economico.

Quanta preveggenza!!! Altro che avere pazienza, se si fosse dato ascolto alle considerazioni dell’ing. Rusconi di allora e alle nostre più recenti, oggi non saremmo in queste condizioni con una città privata per anni del proprio lungolago ed un’opera che somiglia sempre più ad un fortino che toglie l’abbraccio di Como al suo lago».

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