Consiglio comunale: Un hotel all’ex Danzas

Una nuova costruzione un albergo di 5 piani affianco ai giardini di Como S. Giovanni

 Palazzetto del ghiaccio

Più di 50 persone, tra cui alcuni bambini, hanno affollato la zona del pubblico durante le preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 23 gennaio, per sostenere l’apertura del Palazzetto del ghiaccio di Casate con anche alcuni cartelli con scritto I love skating lasciateci volare e Salvate il palazzetto. Infatti la paventata chiusura della struttura sportiva è stata al centro dei discorsi di molti degli intervenuti, applauditi calorosamente, per primo Gianni Imperiali, Pd, che ha letto una lettera del Comitato per la difesa del Palazzetto, seguito da Donato Supino, Pd, rivolto all’assessore Molinari «mi sembra che non abbia convinto nessuno», «la lettera chiede risposte precise e rapide – ha aggiunto il capogruppo del Pd Mario Lucini attaccando Csu che –dimostra tutti i giorni di non riuscire a gestire gli impianti che ha», mentre Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha annunciato un’interrogazione in proposito.

«Ho già sollecitato in questi giorni gli uffici per dipanare le incertezze generate da questioni tecnico-giuridiche – è quindi intervenuto il sindaco Stefano Bruni –. Non c’è la volontà di chiudere il Palazzo del ghiaccio».

Per il primo cittadino si tratta di una «aggrovigliata vicenda di confini e giudiziaria, dove la condanna del presidente di Csu ha complicato il tenore dei rapporti fra amministrazione e la società che gestisce con i soggetti coinvolti nella vicenda».

In sostanza gli ulteriori ritardi sarebbero dovuti a delle discrepanze fra le carte e quanto effettivamente costruito, positivo il sindaco per cui si dovrà procedere a «giorni a una soluzione definitiva, con un incontro con i residenti per una definizione amichevole del nuovo confine per posizionare la struttura per la limitazione del danno acustico».

Varie

Sempre a proposito di sport Vittorio Mottola, Gruppo misto, ha polemizzato con l’assessore Molinari, per la voltura delle utenze delle strutture comunali, mentre Marco Butti, Pdl, ha chiesto un intervento nell’area dell’ex Lombarda: «Ci sono accampamenti di persone con bambini che necessitano di essere curati e accuditi». L’autonomista Massimo Serentino ha invece attaccato frontalmente l’assessore Gaddi «mi ha dato dell’ignorante in Commissione bilancio» ha dichiarato, oggetto del contendere la possibilità, negata dal presidente di Csu, di appianare eventuali buchi di bilancio delle grandi mostre, «Gaddi è lui l’ignorante perché ignora e ha dichiarato il falso in Commissione». L’esponente di Per Como

Mario Molteni ha chiesto ancora di far qualcosa per diminuire la pericolosità di via S. Giacomo, «i soldi sono stati messi a Bilancio, ma non sappiamo che fine hanno fatto». Il consigliere ha poi chiesto ancora di avere copia delle convenzioni per le tariffe agevolate dei parcheggi comunali e annunciato una interrogazione in proposito.

Partecipate e Securitalia

Insediatasi l’assemblea è stata subito rinviata la discussione sulle aziende partecipate un argomento «in piena evoluzione normativa che non ha senso affrontare adesso, ma fra qualche settimana» ha dichiarato Bruni, mentre è stata ritirata la delibera Suap di Lomafin per Securitalia data la richiesta della stessa proponente.

Ex Danzas

Il sindaco ha perciò illustrato un altro piano presentato attraverso lo Sportello unico per le attività produttive nell’area ex Danzas fra viale Innocenzo XI, via Venini e Via Regina Teodolinda.

Al posto dell’attuale spiazzo vuoto verrà costruito un albergo tre stelle di 152 stanze, alto sei piani, con due piani sotterrerai adibiti a posteggio, nei paraggi, in un luogo non ancora definito, verrà edificato poi un autosilo da 200 posti auto per cui verranno indirizzati 800mila euro degli oneri di urbanizzazione.

Molte le richieste di chiarimento soprattutto sull’autosilo e sul’uscita delle auto dall’albergo su viale Innocenzo XI.

Durante il dibattito l’autonomista Emanuele Lionetti ha lanciato un duro attaco alla volta della Giunta Bruni «non è all’altezza, i partiti non sono in grado di mettere le persone competenti».

«Nulla in contrario alla realizzazione di un albergo tre stelle in quell’area – è intervenuto Lucini – condividiamo la realizzazione di alberghi di quella categoria, ma non siamo d’accordo sul come». «Perché da tre metri cubi per metro quadro ne concediamo quasi cinque? – ha aggiunto il capogruppo del Pd – Non condivido che un privato in un’area in cui, da Piano regolatore, si poteva fare una cosa ora ne fa altra più che raddoppiando la capacità edificatoria, è fuori scala rispetto al contesto circostante». «Risolvere la situazione è di gran lunga preferibile ai problemi da voi segnalati» la risposta di Bruni.

Approvati dalla maggioranza due emendamenti, quello di sostanza il secondo per vincolare gli 800mila euro per il futuro autosilo, la delibera è stata approvata dall’Amministrazione con i voti contrari delle minoranze, un solo astenuto Dario Valli, Area 2010. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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