Il Comune di Como mantiene la raccolta dei rifiuti

Palazzo Cernezzi, nonostante la nuova normativa nazionale, rivendica la gestione diretta: «La libera iniziativa privata non garantirebbe un servizio rispondente ai bisogni della comunità»

«La recente normativa (decreto legge 138/2011 poi convertito nella legge 214/2011) ha introdotto, in un’ottica di liberalizzazione,l’obbligo per i Comuni di verificare la realizzabilità di una gestione concorrenziale dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, consentendo tuttavia di mantenere il diritto di esclusiva della gestione a seguito di un’istruttoria che evidenzi come la libera iniziativa privata non risulterebbe idonea a garantire un servizio rispondente ai bisogni della comunità – spiega una nota del Comune di Como –. In attesa dell’adozione di un’apposita delibera quadro (che come previsto dalla legge dovrà essere approvata entro il prossimo 13 agosto), il settore Ambiente, diretto dalla dottoressa Rossana Tosetti, vista l’imminenza della nuova gara d’appalto e quindi del conferimento del servizio, ha valutato che il servizio di nettezza urbana debba essere sottratto alla liberalizzazione, rimanendo esclusivamente in capo al Comune in regime di esclusiva».

«Pena l’impossibilità di attribuire i diritti in esclusiva, è stata quindi sottoposta alla giunta una proposta di delibera autonoma rispetto agli altri servizi pubblici comunali», che potranno essere quindi liberalizzati.

Non ci saranno cambiamenti per quanto riguarda le modalità di affidamento attraverso una gara d’appalto pubblica «secondo le disposizioni di legge e nel pieno rispetto dei principi europei».

L’Amministrazione si è decisa per questa scelta con «la volontà di ridurre il più possibile i rischi di impatto ambientale legati al servizio di nettezza urbana, per contenerne gli effetti e migliorarli quanto possibile», inoltre «la gestione in capo all’ente consentirà un maggior grado di coinvolgimento dei cittadini per raggiungere alcuni obiettivi di miglioramento dell’impatto ambientale come la minimizzazione dei rifiuti, il commercio dei beni a filiera corta, il compostaggio domestico diffuso e la separazione e la riduzione dei rifiuti in ambito domestico».

La scelta verrà ufficializzata con la trasmissione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato per il parere di competenza. [md – ecoinformazioni]

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