Braga presenta un’interrogazione contro le chiusure

 Martedì 25 settembre la deputata comasca del Pd Chiara Braga ha presentato un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico, il comasco Corrado Passera, per sapere: «Se le scelte di riorganizzazione degli uffici postali previste da Poste Italiane SpA, società per azioni interamente controllata dallo Stato, non rischiano di pregiudicare la qualità e l’universalità del servizio postale».

Il taglio degli uffici postali: «Andrebbe a colpire in modo significativo anche la nostra provincia comasca dove su 193 uffici postali sono previste sette chiusure definitive, mentre ulteriori tredici uffici andranno ad aggiungersi alle venti sedi già aperte a giorni alterni».

«Un riassetto che se attuato avrebbe pesanti ricadute sull’occupazione e sulla qualità dei servizi erogati soprattutto nei confronti di quelle particolari specificità periferiche che non permettono un adeguato collegamento con altre sedi postali limitrofe, con conseguenti disagi a cittadini, imprese e famiglie che utilizzano la posta per il disbrigo di molte incombenze e attività quotidiane, come il pagamento delle utenze, il prelevamento di denaro o delle pensioni, la spedizione di lettere, avvisi e comunicazioni anche urgenti o aventi valore legale – dichiara Braga –. Non è un caso infatti, che sul territorio comasco stiano emergendo forme di protesta alle soluzioni indicate da Poste Italiane SpA come l’adesione delle maggiori sigle sindacali comasche al blocco nazionale della durata di un mese, degli straordinari, come la petizione sottoscritta da numerosi cittadini di Asnago, contrari alla chiusura definitiva della sede postale locale, o come altre rimostranze provenienti un po’ da tutto il territorio lariano. Mentre si hanno le prime avvisaglie di alcuni clienti degli uffici postali destinati a chiusura e razionalizzazione che stanno già chiudendo i conti e i libretti postali» (l’interrogazione). [md – ecoinformazioni]

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