Sì alla dismissione della Serravalle

Il Comune di Como con una seduta ad oltranza ha approvato la vendita delle quote residue della Milano Serravalle

 Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di mercoledì 26 settembre la capogruppo del Pdl Laura Bordoli ha chiesto lumi al sindaco sulle dichiarazioni contraddittorie uscite dalla Giunta. «Non è possibile che si dica che il Politeama debba avere uno sviluppo come polo culturale e poi un assessore, poi smentito, dica che si debba vendere». Sulla stessa falsariga il collega di partito Marco Butti, «anche sullo stadio ci sono state proposte diametralmente opposte», che ha chiesto di riposizionare il cartellone per la liberazione dei due marò sotto processo per omicidio in India. Mario Molteni, Per Como, ha chiesto interventi per il ripristino dell’illuminazione pubblica in via Montelungo oltre ad una migliore segnaletica all’incrocio del Pino a Monte Olimpino: «Anche stasera un tir ha sbagliato strada e al posto di andare in Svizzera è salito da via Pio XI andando a bloccare il traffico nelle vie di Sagnino». Alessandro Rapinese, capogruppo Adesso Como, ha chiesto di avere chiarimenti sul pass per la Zona a traffico limitato rilasciato a un giornalista che secondo le sue informazioni non sarebbe neanche più iscritto all’Ordine. «Esprimo solidarietà all’assessore Iantorno vittima del giornalismo» ha detto Luca Ceruti, M5S, dopo il passaggio di un violento diverbio fra l’allora consigliere di opposizione e Rapinese riproposto durante la trasmissione Ballarò, preannunciando poi un’interrogazione sul decentramento.

Milano Serravalle

Insediatasi l’Assemblea il capogruppo del Pd Stefano Legnani ha chiesto l’inversione dei punti all’ordine del giorno per accantonare la discussione sul Regolamento dell’Imu. Contrario il Pdl, per la capogruppo «abbiamo quasi finito l’altro argomento», il Consiglio, con i soli voti contrari di Pdl e Forza cambia Como, ha approvato l’inversione.

L’assessora al Bilancio Giulia Pusterla a così presentato la delibera sottolineando il continuo diminuire delle entrate derivanti dalla partecipazione, quasi 50mila euro nel 2010, 44mila nel 2011, 27mila nel 2012, e gli investimenti per Pedemontana e Tangenziale Est Milano che comporteranno una ricapitalizzazione societaria a cui il Comune non potrà partecipare e vedrà quindi calare ulteriormente la sua importanza all’interno della società. L’operazione si inserisce in una proposta di Provincia e Comune di Milano che vogliono dismettere le partecipazioni societarie e che vedranno così cambiare la governance societaria con il privato che subentrarà a questi enti pubblici che diventerà azionista di maggioranza.

Nelle domande di chiarimento sono state chieste dalle opposizioni maggiori informazioni, ma Pusterla ha ammesso di non avere molto di più avendo ricevuto da Asam, la controllata di Provincia di Milano che detiene il 52 per cento della Milano Serravalle, una lettera di presentazione, uno schema di delega, e l’impegno del sindaco sulla riservatezza in vista della vendita azionaria.

Una discussione tediosa con frequenti sospensioni, prima una di maggioranza, quindi una di minoranza, il rinvangare l’operato della vecchia amministrazione da parte degli ex assessori, «due anni fa eravate contrari alle dismissioni» ha detto il leghista Diego Peverelli, «dicevate che vendevamo i gioielli di famiglia» ha incalzato Enrico Cenetiempo, Pdl, «stiamo andando a vendere lo solo 0,2 per cento» ha ribattuto il consigliere di Paco-Sel Vincenzo Sapere sottointendendo che la vera svendita fu quella del 2005 quando Palazzo Cernezzi deteneva ben altre quote.

Una discussione tirata per le lunghe con richiesta del Pdl per avere una sospensione per produrre degli ordini del giorno.

Cinque in totale quelli presentati il primo, di maggioranza che chiede di indirizzare i soldi dell’eventuale vendita alla sistemazione delle case popolari comunali. Una proposta passata con l’appoggio della maggioranza, l’astensione di Adesso Como e Lega e il voto contrario del Movimento 5 stelle.

Il secondo, terzo e quarto del Pdl (emendati poi in una forma più blanda, non un impegno del sindaco bensì un invito) per destinare fondi alla cura del verde, alla cartellonistica turistica, a un’area di sosta per i camper, tutti bocciati. Il quinto di Adesso Como è stato approvato all’unanimità, astenuti Lega e sindaco, e vuole la consultazione del Consiglio prima di destinare l’eventuale introito della vendita.

«L’impegno c’è la garanzia non c’è» ha dichiarato il sindaco Mario Lucini sulle case popolari che ha voluto precisare come l’ordine del giorno non vincolante sarà preso in considerazione se ci saranno le condizioni e che il parere contrario sugli ordini del giorno del Pdl non era per un pregiudizio ideologico, «su temi condivisibili», ma per impegnare l’eventuale tesoretto, 1,3 milioni di euro, su un tema considerato pregiudiziale per la città.

Dichiarazioni che hanno scatenato le ormai consuete lamentazioni del Pdl sulla poca considerazione che i temi a loro cari hanno da parte della maggioranza che governa la città e che si sono tradotte nell’uscita dall’aula per protesta durante la votazione del primo ordine del giorno.

Dato il protrarsi della discussione l’Assemblea ha deciso il prosieguo ad oltranza della seduta e la proposta di vendita delle quote della Serravalle è passata all’unanimità con l’astensione del solo Pdl (la delibera). [Michele Donegana – ecoinformazioni]

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