Biennale dell’immagine di Chiasso: sguardi femminili

blog-VMaierSi può visitare dallo scorso sabato 24 novembre l’ottava Biennale dell’immagine di Chiasso, quest’anno dedicata allo sguardo femminile sul mondo: le opere fotografiche esposte sono infatti opere di fotografe provenienti da molte nazioni e appartenenti a diverse epoche. Tra le novità di quest’edizione anche l’apertura gratuita nella prima domenica di ogni mese (quindi anche domenica 2 dicembre). Le esposizioni proseguiranno fino alla fine di gennaio 2013.

Al m.a.x.museo sono allestite tre mostre. La più articolata è quella dedicata a Lucia Moholy (1894-1989), principale esponente della fotografia del Bauhaus, ingiustamente poco nota, forse oscurata dalla fama di altre personalità della grande scuola tedesca, all’origine del razionalismo europeo. La sua fotografia è in gran parte di ispirazione razionalista – non solo nelle vedute architettoniche, ma anche nei ritratti -, e però si dimostra capace anche di declinazioni documentaristiche (come nelle immagini dedicate alla Jugoslavia) e di effetti evocativi, quasi metafisici. Le altre due mostre sono dedicate a Leonilda Prato, nata a Pamparato (in provincia di Cuneo) nel 1875, e a Stefania Gurdowa, nata a Debica nel sud della Polonia nel 1888. Le due fotografe “artigiane” sono rappresentate da un’ampia serie di ritratti, lavori di “routine” che grazie a un mestiere e a un’ispirazione particolarmente forti assurgono anche a livelli simbolici; di straordinaria comunicativa è per esempio il ritratto eseguito dalla fotografa piemontese a un bambino dagli occhi sbarrati, nel cui campo si sporge un’anziana donna per sbirciare nell’obiettivo fotografico.

Al vicino Spazio Officina la mostra portante è quella dedicata all’americana Vivian Maier (1926-2009), una personalità che sembra uscita da un romanzo: per un’intera vita Viviana Maier ha fotografato incessantemente con la sua Rollei, senza mai mostrare ad alcuno le sue opere; solo alla sua morte sono venuti alla luce scatoloni di scatti che si sono rivelati di altissima qualità. Il centinaio di fotografie esposte a Chiasso ne sono la prova evidente: immagini “di strada” di intensissima capacità comunicativa, anche (o forse soprattutto) nell’apparente casualità dell’immagine. A lei è quindi dedicato il titolo complessivo dell’ottava Biennale dell’immagine: “Ogni sguardo un passo”.

Ma non bisogna assolutamente tralasciare un approfondito esame delle altre artiste presenti nell’esposizione: da Stefania Beretta a Giusi Campisi, da Anne Golaz a Nicole Hametner, da Claire Laude a Anna Leader, da Piritta Martikanen a Sara Rossi, che proprio nella diversità di approcci e di esiti mostrano la grande vitalità della produzione femminile in campo fotografico; particolarmente interessanti ci sono sembrati i progetti di Anne Golaz sul mondo contadino e di Stefania Beretta sulle montagne violate.

Non si dimentichino poi le esposizioni “decentrate” in due gallerie private di Chiasso e in altre sedi a Mendrisio e a Bruzella; alla Galleria Mosaico di Chiasso è di scena la fotografa comasca Daniela Ray con le sue immagini dedicate agli artisti di strada.

Attraverso una precisa scelta di prospettiva (quella di genere), la Biennale dell’immagine di Chiasso restituisce così una visione composita del mondo. [Fabio Cani – ecoinformazioni]

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