cernezziMancano le firme dei dirigenti comunali ai documenti del Piano di governo del territorio di Como, una “anomalia” che rischia di invalidare il documento, e lunedì 10 dicembre la seduta è sospesa mentre il sindaco si scusa con i consiglieri annunciando un nuovo passaggio in Giunta il giorno successivo, con le firme, prima di tornare in aula

 Molte le preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 10 dicembre. Raffaele Grieco, Pd, ha letto una lettera di elogio per l’Amministrazione per l’edizione corrente edizione della Città dei balocchi, mentre sulla temporizzazione delle luminarie è intervenuto Luca Ceruti, M5S, «sono accese anche la mattina andrebbero regolate per evitare sprechi», che si è detto favorevole all’idea dell’ex assessore alla cultura Sergio Gaddi, ora all’opposizione capogruppo di Forza cambia Como, per una grande mostra su Leonardo. «Vorrei sapere se il capogruppo del Pd Legnani ha dato una, sulla stampa, una valuta positiva a titolo personale o meno, perché al contrario sarebbe una sfiducia all’assessore Cavadini» ha concluso. Sull’argomento è tornato anche il capogruppo di Adesso Como, Alessandro Rapinese, dopo aver annunciato una mozione sul Piano di bonifica della Ticosa, chiedendo «una grande mostra grande come la città, con il coinvolgimento dei vari musei, i monumenti, si pensi solo ai percorsi ad esempio sul romanico» e una Fondazione per Villa Olmo, perché si possa garantirne anche solo la normale manutenzione. «Pare che l’Amministrazione si sia rifiutata di dare Villa Olmo ad un fiera per gli sposi – ha dichiarato Francesco Scopelliti, Pdl, che ha chiesto precisazioni su una segnalazione che ha ricevuto – per non fare che rimanga una villa vuota e inutilizzata». Un aggiornamento sul bando di gara sulla raccolta dei rifiuti è stato chiesto da Ada Mantovani, Adesso Como, che ha poi domandato ulteriori informazioni sulla concessione di posteggi ai genitori della Canossiane in viale Lecco: «Pare non stia andando bene e che l’assessora Gerosa voglia pensare di concedere tutti i posteggi di viale Lecco».

Pace

Italo Nessi, Como civica, ha sollecitato l’adesione del Comune di Como al Coordinamento comasco per la Pace, richiamando alla memoria che «il 10 dicembre del 1948 l’Assemblea delle Nazioni unite ha approvato la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo», mentre Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato che martedì 11 dicembre il Parlamento italiano affronterà la riforma delle forze armate sottolineando l’importanza di un provvedimento simile, non certo da discutere a fine mandato, facendo riferimento all’apello di Sbilanciamoci, Rete italiana per il disarmo e Tavolo della Pace (l’appello).

 

Lungolago

Per ultimo il sindaco Mario Lucini ha annunciato l’accordo con alcuni albergatori comaschi, «dopo gli incontri di settimana scorsa con la ditta appaltatrice e Regione Lombardia», per un nuovo studio sul cantiere per le paratie e l’assegnazione al Politecnico di Milano dell’incarico per la sistemazione degli «arredi della parte superficiale della zona a lago».

Dopo un minuto di silenzio per i morti sul lavoro, in occasione della ricorrenza dei 5 anni dalla tragedia della ThyssenKrupp, su richiesta di Ceruti, si è insediato il Consiglio che ha ripreso il punto sulle domande di chiarimento sul Piano di governo del territorio.

Piano di governo del territorio

Fra i capigruppo nella seduta precedente era stato trovato un accordo che prevedeva la possibilità di inviare domande di chiarimento via e-mail, raccolte dagli uffici comunali entro giovedì scorso, e di poter chiedere ulteriori chiarimenti nella prima ora della seduta corrente. Un’interpretazione su cui non si è trovato d’accordo Mario Molteni, Per Como, che ha chiesto la risposta al primo giro di domande, soprattutto quelle arrivate per iscritto, «perché non possiamo sapere, contrariamente a quanto avviene durante il dibattito in aula, cosa possano aver chiesto gli altri consiglieri», per poi passare ad un ultima fase di chiarimenti. Una interpretazione che ha visto la netta contrarietà della presidenza e la contrarietà del sindaco che si è poi confrontato vivacemente a margine dell’Assemblea con il consigliere di Per Como.

Tante le domande per lo più del’opposizione, ma non solo. «La maggioranza non condivide su tutti i punti il Pgt, cosa modificherete dopo l’approvazione? – ha chiesto la capogruppo del Pdl Laura Bordoli – E dei due grossi centri commerciali previsti, l’ex Trevitex essenziale per Camerlata, e via Scalabrini che farete?». Sempre sulla Trevitex ha preso la parola Marco Servettini, Amo la mia città, per sapere se tutte le valutazioni e i documenti del caso sono stati prodotti per l’eventuale apertura di un punto di grande distribuzione, sulla zona stadio è intervenuto Rapinese, «è stata cancellata la parte sulla viabilità, che ricadute ci saranno per la Ztl? – ha chiesto l’esponente del Pdl Enrico Cenetiempo –. È stata allargata la zona di competenza dell’Area ex Ticosa, sono stati avvisati i proprietari?».

Mancano le firme

«È regolare che i documenti del Piano non siano firmati dagli uffici?» ha aggiunto poi il carico da novanta Cenetiempo. In effetti mancano le firme di uno o più dirigenti del Comune che hanno redatto parte degli scritti.

Nessuno fra uffici e assessorato se ne era accorto e la domanda ha messo in crisi la segretaria generale Antonella Petrocelli, che ha rassicurato l’Assemblea e assicurato le firme, alcune dell’architetto Giuseppe Cosenza, non più in carica presso il Comune di Como, sui documenti entro i prossimi giorni. «Io non sono così tranquillo su questo punto» ha dichiarato Scopelliti chiedendo una sospensione per consultarsi con il proprio gruppo.

Una sospensione di un quarto d’ora che si è prolungato fino a un’ora e tre quarti perché anche gli uffici si sono ritirati in riunione.

A un quarto alle undici la seduta è ripresa e Petrocelli ha dichiarato «che non tutta la documentazione è stata firmata» promettendo nuovamente le firme per la prossima seduta.

«È legittimo che il Consigli discuta documenti non firmati – ha chiesto Bordoli –. E mettiamo il caso che qualcuno voglia rivalersi contro l’Amministrazione?». «Qui è previsto che alcune aree non siano più edificabili – ha aggiunto Rapinese – si tratta di interessi finanziari forti, anche se si apponessero le firme sul documento ora, quello che ha approvato la Giunta non era regolare e potrebbe essere impugnato».

Di «percorso non rilevante dal punto di vista giuridico» ha parlato quindi la segretaria generale, riferendosi all’iter del documento, che però ha aggiunto: «La sottoscrizione di Cosenza è come dire consigliabile». Ha poi precisato però che la «firma non dà luogo alla rinnovazione del procedimento», sembrerebbe solo «per ragioni di economia procedurale», se no si dovrebbe ripartire da capo con tutto l’iter del Pgt, che è durato più di due anni.

Molte voci si sono levate dalle minoranze per chiedere in maniera chiara e univoca se il documento, mancante delle firme, potesse essere oggetto di discussione o meno, e Petrocelli si è lasciata sfuggire che si è di fronte a una anomalia che non è sanabile se non con l’escamotage della firma di un dirigente comunale a posteriori.

Una situazione imbarazzante per la Giunta Lucini, su un documento fondamentale per l’avvenire della città, su cui la stessa maggioranza ha fatto pressioni per una celere approvazione.

Il sindaco ha perciò riunito la Giunta per poi dichiarare, al rientro in aula, che «il Consiglio deve affrontare la delibera con la massima serenità» e annunciare la sospensione della delibera che: «Domani passerà in Giunta con le firme».

«Non è questa la sede per discutere dei documenti preparati e pagati profumatamente di cui non c’è una copia originale firmata» ha comunque chiosato, scusandosi poi per la situazione con i consiglieri.

Al presidente Franco Fragolino non è rimasto, alle undici e venti, che aggiornare la seduta a giovedì prossimo. [Michele Donegana – ecoinformazioni]

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