sala consiliare comoForse una proroga dalla Regione, e nel Consiglio comunale di Como di lunedì 17 dicembre le minoranze chiedono di sospendere il provvedimento e Rapinese sbotta: «Siete la Giunta Maya, ogni delibera deve essere approvata d’urgenza se no è la fine del mondo»

La crisi e il lavoro hanno caratterizzati la preliminare di Luigi Nessi, Paco-Sel, alla seduta consiliare di Palazzo Cernezzi di lunedì 17 dicembre, che ha letto un volantino delle Acli sulle indennità di disoccupazione per i frontalieri. Il consigliere ha ricordato che nonostante sia tuttora in vigore la legge del ’47 che riconosce una indennità di disoccupazione speciale l’Inps abbia ridotta la stessa a indennità semplice «riducendone così la durata da 12 a 8 mesi», per questo Nessi ha ricordato una raccolta firme per una petizione all’Inps per ritornare alla situazione previgente. Sulla illuminazione pubblica guasta è intervenuto ancora Mario Molteni, Per Como, che ha presentato una interrogazione in proposito, seguito da Marco Butti che ha citato le luci spente in viale Varese e  in via Innocenzo XI. Il consigliere del Pdl ha poi chiesto di intervenire presso le poste per una migliore gestione degli uffici, a causa di una malattia quello di Sagnino è rimasto chiuso per tre giorni consecutivi, e ha denunciato la mancata attivazione per garantire alla città il Giro di Lombardia. «Cernobbio ci ha bagnato il naso» ha dichiarato ricordando il proprio impegno e la funzione di tramite fra la società organizzatrice e l’assessorato competente.

Alessandro Rapinese, Adesso Como, dopo che la proposta di delibera non ha raccolto le firme necessarie, ha annunciato una mozione per un registro delle coppie di fatto, si è lamentato, come faceva contro l’ex sindaco Stefano Bruni, per la trasmissione senza contradditorio del primo cittadino a Etv.

Il presidente Franco Fragolino ha annunciato un’iniziativa di solidarietà per il carcere del Bassone con il contributo di Coop Lombardia che regalerà 220 panettoni, tante le celle della casa circondariale, ai detenuti.

Su Spallino

Il capogruppo di Adesso Como ha stigmatizzato la risposta data dall’assessore Lorenzo Spallino alla domanda sui coinvolgimenti della Giunta e del sindaco con ditte interessate al Pgt. Lo stesso hanno fatto poi durante la discussione Butti, che ha parlato «di intervento fuori luogo», «qui non c’entrano le storie personali e i cognomi – l’assessore aveva citato a proprio sostegno l’onorabilità della sua famiglia – tutti i consiglieri in aula sono uguali, mi auguro sia stato uno scivolone».

Rinvio?

Iniziato il dibattito dalle fila dell’opposizione è stata chiesta la possibilità di rivalutare tutto il provvedimento. «La Regione ha approvato una proroga – ha detto Enrico Cenetiempo, Pdl, riferendosi ad un emendamento che deve però ancora passare in Consiglio regionale –. Non è meglio rinviare e rifare la delibera, perché correre per non so cosa?».

Decisa la replica del sindaco Mario Lucini: «Gli emendamenti approvati in Regione non cambiano la situazione, l’obiettivo rimane l’adozione entro il 20 dicembre». «Non capisco perché si rifiuti l’opportunità che ci dà la Regione» ha dichiarato la capogruppo del Pdl Laura Bordoli.

Il dibattito

Durante la discussione tutti d’accordo sull’housing sociale, ma anche alcune nuove proposte. Butti ha chiesto la piena adozione della delibera comunale per l’ingresso della collina di Cardina nel Parco della Spina Verde e si è detto contrario all’intervento alla ex Albarelli a Ponte Chiasso e alla struttura ricettiva nell’ex Lomazzi a Tavernola. Alberto Mascetti, capogruppo della Lega, ha lanciato l’idea di un recupero dello stadio e della zona prospiciente con la costruzione di un posteggio sotterraneo per eliminare le auto attorno e recuperare dall’operatore i fondi per ristrutturazione della struttura sportiva. Contro la trasformazione dei quartieri periferici in dormitori e cercare di creare relazioni di socialità ha preso la parola Luca Ceruti, M5S. Da Pdl e Lega è stata ribadita la necessità della costruzione del Villaggio dello sport, stralciato dalla nuova Amministrazione, in un  confronto sulla paternità del documento, preparato dalla Giunta Bruni e modificato dal quella guidata da Lucini, e sulla sua presa in carico dalla maggioranza attuale. «Allora è vostro o non è vostro?» ha chiesto Cenetiemo, «Non venite a dirci nei prossimi anni che avete approvato un documento che non condividevate» ha aggiunto Bordoli.

La maggioranza ha risposto in ordine sparso, passando da Antonello Paulesu, Como civica, che ha rivendicato la piena adozione del provvedimento, come modificato, a Gioacchino Favara, Pd, che ha parlato di «straordinario lavoro che ha coinvolto tanti tecnici» da approvare per un rilancio dell’economia, all’approvazione ma con alcune migliorie future, ad esempio sulla mobilità pedonale, di Andrée Cesare, Pd, alle riserve già espresse dal capogruppo di Paco-Sel, Vincenzo Sapere, e Marco Servettini, Amo la mia città, nella seduta precedente. Luigi Nessi ha precisato invece «che molte sono le cose che non ci piacciono» e ha voluto dare una prospettiva più ampia al documento, sperando in interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche, un rilancio della città dal punto di vista economico, magari con un nuovo ostello, in una prospettiva di integrazione con i nuovi comaschi, sottolineando anche la «necessità di non cancellare le aree produttive». Molteni ha proposto un rilancio dell’housing sociale con l’abbattimento degli stabili fatiscenti e la loro contestuale ricostruzione, «È un progetto già esistente e ci sarebbero gli operatori interessati», con un discorso che voleva dare una prospettiva di più ampio respiro, «per designare il futuro della città e dei nostri figli», con una riflessione sulla cementificazione, con da una parte i molti permessi edilizi che verranno dati e dall’atra un recente «studio Adusbef che mette Como ai primi posti, fra le più importanti città italiane, per il dato dei pignoramenti».

Nessi e Molteni hanno poi proposto un rilancio della città grazie all’Università con l’insediamento di una Facoltà di scienze sociali, per il primo, specializzata sull’acqua per il secondo: «Come prospettato dal presidente di Univercomo in Consiglio pochi mesi fa».

«Siamo in questa situazione a causa dell’irresponsabilità dell’Amministrazione che ha governato negli ultimi dieci anni» ha attaccato le minoranze il capogruppo del Pd Stefano Legnani che ha difeso la delibera e ricordato che la vecchia Giunta Bruni ha avuto 7 anni e mezzo per approvare il Pgt, «la legge è del febbraio o marzo 2005 – ha aggiunto – gli altri Comuni che non hanno approvato il documento sono degli irresponsabili».

Una difesa d’ufficio che sottolineando quanto modificato, dal Villaggio dello sporto all’eliminazione del posteggio sotterraneo in piazza Cavour, fino ad una diminuzione della cementificazione, con il monito sull’incertezza economica che caratterizza questo periodo. Per ultimo Legnani ha nettamente delineato la necessità dell’apertura alla grande distribuzione dell’ex Trevitex, in contrasto con una parte della sua maggioranza che invece non ne vuole sapere.

Un passo che ha fatto inalberare il capogruppo di Adesso Como, «L’Amministrazione Lucini passerà alla storia per aver sanato l’ex Trevitex».

«Questa è la Giunta Maya – ha detto in chiusura di serata Rapinese, denunciando – tutte le delibere che avete proposto sono state approvate in un clima da fine del mondo».

La discussione riprenderà mercoledì 19 dicembre sul documento e sui 19 emendamenti e un ordine del giorno presentati sinora. [Michele Donegana – ecoinformazioni]

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