Residenti in Comune contro il ciclope

comune1Più di una cinquantina di cittadini ha incontrato il sindaco a margine del Consiglio comunale comasco di lunedì 14 gennaio. L’assemblea ha poi votato una mozione per una diversa gestione dei canoni di affitto delle case comunali e la nuova convenzione del Sistema bibliotecario intercomunale

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 14 gennaio Andrea Luppi, Pd, ha ripreso la denuncia dello storico comasco Gianfranco Giudice sul trasferimento dell’archivio dell’ex Ospedale psichiatrico, di proprietà dell’Azienda ospedaliera S. Anna, in un magazzino nel parmense, dove pare non sia consultabile: «C’è il rischio che la città non entri mai più in possesso di un parte importante della sua storia». Ha ricordato la propria mozione, per un nuovo bando per l’illuminazione pubblica a led, Luca Ceruti, M5S, che ha anche espresso solidarietà a Frediano Manzi dell’Associazione SOS Racket che per disperazione ha tentato il suicidio gettandosi nel lago. Più informazioni sul cantiere per le paratie ha chiesto Ada Mantovani, Adesso Como, «da quanto riportato dalla stampa pare che siano aumentate le richieste della Sacaim, anche a causa del fermo cantiere, fino a 15 milioni di euro…». Una richiesta sostenuta inoltre dalla consigliera Laura Bordoli che a richiesto una discussione nelle Commissioni I e II per vedere anche le implicazioni che potrebbe avere sul Bilancio. L’ex capogruppo del Pdl ha abbandonato il partito senza aderire a nessuna nuova compagine, «sono e rimarrò indipendente», ed è entrata nel Gruppo misto assieme a Marco Butti, che ha invece aderito a Fratelli d’Italia centrodestra nazionale. Due componenti quindi per il Gruppo misto che hanno annunciato di dividersi l’onere di capogruppo equamente sei mesi l’uno nel corso dell’anno con il primo semestre per Butti. Sempre sulle paratie il capogruppo di Adesso Como, Alessandro Rapinese, ha invece attaccato il sindaco Mario Lucini chiedendogli perché in campagna elettorale aveva promesso la rimozione del direttore del cantiere «e adesso dopo otto mesi non lo ha ancora fatto» per passare alla graduatoria per l’assunzione di un vigile per cui il segretario generale e un dirigente del Comune hanno deciso di prendere un solo effettivo: «Il bando era diverso prevedeva l’assunzione di due persone!». Dopo l’incontro fra sindaco e pendolari  Butti ha chiesto «l’urgente convocazione di Trenord da parte del presidente della Commisione II». Il consigliere ha anche chiesto di intervenire, pur non essendo più nel territorio comunale, sul pronto soccorso del S. Anna sottodimensionato per affrontare i picchi delle emergenze durante le festività per cui ha chiesto l’apertura di un tavolo di confronto fra Azienda ospedaliera e Ordine dei medici, auspicando l’introduzione di un lavoro volontario di questi ultimi per i codici bianchi e verdi per alleggerire il carico di lavoro della struttura. Sulla ricerca di una soluzione per via Rocco ad Albate, una strada troppo stretta per permettere il passaggio dei mezzi di soccorso, ha preso la parola il capogruppo di Paco-Sel Luigi Nessi. Il sindaco ha invece riferito che dopo il primo tentativo di vendita delle azioni della Serravalle, non andato a buon fine, l’operazione verrà ritentata e ha lanciato frecciate contro la stampa locale per le polemiche sulla confusa assegnazione dei parcheggi per i residenti: «Abbiamo preso atto della situazione, ci abbiamo messo la faccia, senza scaricare colpe». Parere opposto quello della consigliera Bordoli che ha chiesto alla Giunta di non rimandare ogni problema alla vecchia Giunta Bruni.

No al ciclope

Dopo l’appello e un minuto di silenzio, chiesto dal sindaco, in ricordo dell’ex segretario generale Antonio Previtera, su richiesta di Mario Molteni, Per Como, il sindaco ha incontrato in Sala stemmi i cittadini residenti a Civiglio preoccupati per la sentenza del Tar lombardo che ha «annullato l’annullamento dell’atto di concessione per la costruzione del traliccio». L’ormai famoso “ciclope” che ha visto nascere un movimento di protesta innanzitutto per i possibili effetti sulla salute e l’impatto paesaggistico. Il Comune di Como ha dato una autorizzazione alla costruzione del manufatto carente sotto diversi punti di vista e l’ha poi ritirata, di qui il passaggio al Tar richiesto dall’operatore privato.

Più di una cinquantina di cittadini ha assiepato la Sala e si è confrontata con il primo cittadino e l’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino che ha annunciato un ricorso in appello, con richiesta di sospensiva della sentenza, una sospensiva del procedimento con riferimento ai passaggi evidenziati e annullati dal Tar. Ma non solo l’assessore ha prospettato ai cittadini presenti la loro possibilità di chiedere una sospensione al presidente della Regione. Una proposta che ha interessato i convenuti, di cui era portavoce l’ex consigliera comunale, esponente di Per Como, Roberta Marzorati, che hanno incontrato la disponibilità di Spallino per un ulteriore incontro.

Case popolari

Ripresa la seduta è cominciata la discussione sulla mozione, già presentata precedentemente da Rapinese, per la destinazione dei canoni di affitto delle case popolari comunali di via Spartaco per la ristrutturazione delle stesse. Una proposta che ha trovato una condivisione generale, salvo eccezioni formali nella scrittura sottolineata dal capogruppo del Pd Stefano Legnani. Dopo una sospensione in cui i capigruppo si sono confrontati sul testo è stato trovato poi un accordo per una estensione della stessa proposta a tutto il patrimonio comunale e al voto la proposta ha raggiunto l’unanimità.

Sistema bibliotecario

L’assessore alla Cultura Luigi Cavadini ha quindi illustrato la nuova convenzione per il Sistema bibliotecario intercomunale di Como, che vede alcune modifiche rispetto alla situazione precedente. Cambia la figura del coordinatore che avrà una funzione tecnica e non più anche “politica” essendo riorganizzati gli organi operativi, per il capoluogo non saranno più le singole strutture comunali a partecipare ma l’Amministrazione rappresenterà tutte, aumenterà poi il contributo comasco da 14mila a quasi 17mila euro, in servizi. Tutti concordi, unico neo la mancanza della convenzione precedente fra i documenti dei consiglieri per poter fare un confronto sollevata da Vincenzo Sapere, Paco-Sel, e le fotocopie incomplete per cui si è scusata il segretario generale per la struttura, il documento è stato approvato all’unanimità con la sola astensione di Adesso Como.

Case dell’acqua

Ceruti ha così presentato una mozione per attivare gli uffici per la predisposizione di un bando per la creazione di una serie di case dell’acqua nei vari quartieri cittadini: «Peccato non averla discussa prima perché il 30 novembre scorso è scaduto un bando regionale che dava finanziamenti in tal senso». Una proposta che ha raccolto diverse adesioni fra le minoranza, Butti d’accordo ha però segnalato i possibili atti di vandalismo, e in maggioranza, da Molteni a Marco Servettini, Amo la mia città, «possono servire anche come promozione culturale, per educare i cittadini, siamo il paese che consuma più acqua in bottiglia d’Europa». Contrario però Legnani: «Dobbiamo pretendere che l’acqua dell’acquedotto che esce dal rubinetto di casa sia sempre migliore». Il capogruppo del Pd ha chiesto al proponente di ritirare la proposta per approfondirla maggiormente o di modificarla in una forma che sia meno impegnativa. Data l’ora prossima alla mezzanotte Butti ha chiesto di votare il prosieguo a oltranza della seduta, ma la maggioranza, salvo Molteni a favore, e il capogruppo di Forza cambia Como contrari, astenuta Adesso Como, la proposta non è passata. La seduta si è quindi interrotta e aggiornata a lunedì 21 gennaio quando però all’ordine del giorno ci sarà la proposta di designazione dei rappresentanti del Consiglio nella Commissione consultiva del Centro diurno disabili Como 1 e Como 2 di via del Doss. [Michele Donegana – ecoinformazioni]

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