Dalla memoria alla liberazione. Cima di Porlezza 2013

gen2013 018Giuseppe “Peppino” Selva, Angelo “Puccio” Selva, Enzo “Filippo” Ferrari, Andrea Capra, Gilberto Carminelli e Livia “Franca” Bianchi. Questi i nomi dei giovani Partigiani barbaramente trucidati a Cima di Porlezza (Co) 68 anni fa, la mattina del 21 gennaio 1945, dalle Brigate nere fasciste venute da Menaggio.

Un orrendo crimine che Porlezza non dimenticherà mai e che ogni anno viene commemorato al Cimitero di Cima con una commovente cerimonia organizzata da dieci anni dall’Associazione “Cittadini Insieme” di Porlezza e Valli, con il sostegno del Comune, della Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio, della SPI/CGIL di Porlezza, Menaggio e Dongo, dell’Istituto di Storia Contemporanea “P.A. Perretta” di Como, dell’ANPI di Como e Dongo.

Complice la neve, il freddo, l’atmosfera piovosa e il senso di molti interventi, il 21 gennaio di questo 2013 ha richiamato da vicino quello di 68 anni fa. All’appello delle rappresentanze militari (alpini, finanzieri e carabinieri in pensione) hanno risposto “presente” varie scolaresche del Vanoni, vessilli e bandiere di associazioni, tra le quali spiccava la gloriosa “52.a”, patrioti, antifascisti dell’ANPI, compresi alcuni vecchi partigiani. Guidati dal prete-insegnante don Michele, studenti e adulti hanno risalito dal lago al cimitero il “Sentiero della Memoria” che ripercorre il calvario sul quale gli aguzzini fascisti spinsero i giovani Partigiani massacrandoli di botte, compresa “Franca”, eroica mamma Medaglia d’oro della Resistenza, prima di sterminarli davanti al Cimitero.

Quali relatori si sono succeduti il sindaco di Porlezza, Sergio Erculiani, Carlo Selle a nome di “Cittadini Insieme”, il sindacalista Renato Quadroni (SPI/CGIL) e il vicepresidente dell’ANPI di Como, Renzo Pigni.

Filo conduttore comune il ricordo del coraggio di chi ha difeso i valori di libertà, giustizia, dignità e democrazia fino a sacrificare la propria vita. E nello stesso tempo la necessità di ripercorrerne l’esempio, con particolare invito ai giovani. I tempi odierni, fortunatamente meno tragici, continuano comunque ad essere densi di preoccupazioni. Per la crisi economica generale, i ricorrenti attacchi a valori che la Costituzione Italiana ha ereditato dalla Resistenza, come il diritto al lavoro, ad una vita dignitosa, alla giustizia, alla libertà, alla democrazia.

Ancora una volta diventano attuali gli esempi, le parole, i suggerimenti, gli appelli dei Partigiani. Parole umanissime, nobilissime, coraggiosissime, contenute anche nelle lettere lasciate dagli stessi Partigiani subito prima di essere uccisi. A ricordarle lunedì a Cima sono state due studentesse del Vanoni, citando il comandante Peppino Selva ed altri condannati.

[Umberto Savolini – Cittadini Insieme per Ecoinformazioni] [fotografia di Gigliola Foglia]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: