Como contro la violenza maschile sulle donne/ Rosse come Rame
Circa duecento persone hanno partecipato all’iniziativa spontanea, senza né sigle, né promotori organizzati, che un gruppo di donne ha proposto alla città sabato 1 giugno il Largo Miglio a Como. Ricordata Franca Rame con tanto rosso e Bella ciao. Video Introduzione di Gabriella Bonanomi. Guarda gli interventi di Tonina Santi, di Zara e delle allieve del Terragni, il concerto di Martin the villain, delle Belle di note dirette da Mariateresa Lietti e del Coro dei genitori della Foscolo diretto da Vittorio Liberti, sul canale youtube di ecoinformazioni. [foto Dorin Rossi] Guarda la galleria delle foto di Alida Franchi. Leggi il resoconto nel seguito del post.
Alle ore 17 di sabato 1 giugno, in largo Miglio nel centro di Como, ha avuto luogo l’appuntamento per cittadine e cittadini intenzionati a condividere un momento di riflessione e comune dissenso riguardo al fenomeno del femminicidio, cui solo in tempi recenti si comincia a dare risalto mediatico.
Molti associano ancora la violenza misogina ad aree remote e “arretrate” sul piano dei diritti umani – la Cina, il Messico, il mondo arabo – ; tuttavia è ben evidente il contrario.
E’ tempo per la popolazione italiana ed internazionale di gridare un deciso “basta” alle violenze di tipo sessista, che colpiscono migliaia e migliaia di donne ogni anno. Non solo: una grande maggioranza delle aggressioni, delle vessazioni, degli assassinii nei casi più estremi, è perpetrato in contesti domestici da mariti, padri e fratelli. Un campanello d’allarme spesso non recepito dalle autorità, che tendono a sottovalutare le denunce giunte da quelle donne – non tutte – che trovano il coraggio di segnalare le aggressioni ricevute. Quasi duecento persone – in maggioranza donne, ma va segnalata una nutrita e incoraggiante presenza maschile – si sono riunite sabato pomeriggio per esprimere contrarietà alla violenza contro le donne nelle sue varie forme. La manifestazione è durata circa un’ora e mezza, ma è stata subito espressa l’intenzione di perseguire quotidianamente l’obiettivo di una società in cui le “pari opportunità” siano una realtà concreta.
L’iniziativa è stata aperta dagli interventi di Gabriella Bonanomi e Tonina Santi. Sono stati ricordati accadimenti degli ultimi giorni: l’approvazione della Convenzione di Istanbul per contrastare la violenza misogina a livello europeo e istituzionale, l’uccisione della sedicenne Fabiana a Corigliano Calabro da parte del fidanzato, la morte di Franca Rame lo scorso mercoledì.
Proprio a Fabiana e Franca è stato dedicato l’appuntamento: non a caso, in Largo Miglio dominava il rosso, colore caro all’attrice a cui il coro Le Belle di note – diretto da Maria Teresa Lietti – ha dedicato una sentita interpretazione di Bella ciao. La Rame, che fu vittima di uno stupro, ha lottato per tutta la vita per anni le discriminazioni di genere, insistendo perché le istituzioni contrastassero attivamente la violenza maschile.
Alla riuscita della manifestazione hanno contribuito diversi artisti del territorio comasco: per quanto riguarda il contributo musicale, le prime a esibirsi sono state Alice, Chiara, Irene e Laura, quattro componenti su cinque del gruppo tutto al femminile Martin The Villain (la quinta, Camilla, si trova attualmente all’estero); successivamente le già citate Belle di note, ornate di sciarpe scarlatte in omaggio alla Rame, ed il coro dei genitori della Scuola cittadina Ugo Foscolo diretto da Vittorio Liberti. Ampio ed eterogeneo il repertorio, che spaziava dal folk al rock, dal country agli inni sacri ebraici, ma che manteneva come riferimento il tema della violenza, sia esplicitamente, sia simbolicamente.
Anche alla poesia è stato dato ampio spazio: sono stati recitati da Miriana Ronchetti estratti delle poesie di Sylvia Plath, poetessa americana morta suicida nel ’63, e del diario di Ipazia d’Alessandria, emblema della razionalità al femminile, uccisa nel 415 d.C. dal compagno per volere del vescovo Cirillo, il quale, non diversamente da moltissimi nostri contemporanei, non tollerava l’idea che una donna potesse raggiungere alti livelli di istruzione ed indipendenza. Studiosa poliedrica e sacerdotessa pagana, Ipazia esprime nel proprio diario il bisogno di intraprendere un percorso collettivo di scoperta, ribellione, insomma di superamento di quella “gabbia” che la scienziata associava alla propria vita, sacrificata in nome della verità e della ragione. Zahara, che risiede in Italia da una quindicina d’anni, ha voluto condividere con i presenti una riflessione sull’orizzonte socio-culturale islamico, per il quale l’uomo assume tradizionalmente un ruolo di protezione nei confronti della donna (moglie, figlia, sorella). Il rischio- in ambienti islamici, ma non solo – è che tale atteggiamento protettivo degeneri nello sfruttamento e nella prevaricazione, cosa che troppo frequentemente accade nella realtà. Decisamente rincuorante la partecipazione attiva di giovanissime studenti, che hanno presentato brevi letture tratte dal libro K2 di Serena Dandini riguardanti episodi di discriminazione sessuale aventi come vittime giovani donne di diverse zone del mondo. Le flautiste Marta Conti ed Eleonora Volonterio hanno accompagnato musicalmente le letture. La manifestazione si è conclusa alle 18,30 con la recita di una poesia di Pablo Neruda e l’invito per tutti a partecipare all’iniziativa Costituzione R-Esistente nel pomeriggio di domenica 2 giugno dalle 14:30 al Monumento alla Resistenza dei Giardini a Lago. Bisogna prendere atto della crescente sensibilizzazione verso le questioni di genere, che costituiscono uno dei principali problemi sociali nel nostro paese; al tempo stesso è necessario riconoscere che il percorso verso l’effettiva libera espressione delle diversità tra uomini e donne è un traguardo ancora lontano, e che l’impegno per raggiungerlo deve essere collettivo e quotidiano. Una breve manifestazione come quella di sabato, peraltro ben organizzata e molto partecipata, non deve tramontare con il pomeriggio. Al contrario, deve risuonare dentro e fuori la città, essere raccontata, motivata, replicata ogni giorno nel suo significato. Tutte le settimane veniamo informati di una piccola parte della fenomenologia misogina e sessista, fisica (omicidi, stupri, percosse, sfruttamento), e non. Non è raro che gli stessi quotidiani che inneggiano alle pari opportunità pubblicizzino, due pagine più in là, prodotti commerciali di ogni tipo attraverso rappresentazioni strumentali e lesime della dignità del corpo femminile. Contraddizioni che passano spesso inosservate, ma sintomatiche di una società meno egualitaria di quanto si voglia definire. Compito di cittadine e cittadini responsabili è proprio questo: individuare le ingiustizie, segnalarle alla collettività, e operarsi tutti insieme per mettervi fine. [Alida Franchi per ecoinformazioni]

