Guido Viale/ La conversione ecologica: alternativa o utopia?

guido_vialeSabato 1 giugno la Cooperativa Moltrasina ha proposto La conversione ecologica: incontro con Guido Viale, organizzata dall’associazione Territori in collaborazione con la Feltrinelli di Como. Ospite dell’evento è stato appunto il noto esperto ambientalista ed editorialista, il quale ha cercato di fare chiarezza sulle prospettive future dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile, alla luce delle problematiche sociali ed economiche attuali.

L’intervento di Viale si è aperto ricordando la situazione di crisi generale in cui viviamo, causata ed ancora influenzata dal capitale e dalla finanza incontrollata.  Quest’ultime – ha continuato il relatore – sono assunte a vere e proprie ideologie malate, capaci di condurre  la società verso un disastro sociale, economico e ambientale di proporzioni immani, tanto da mettere a repentaglio la esistenza stessa della civiltà umana.

Gli obiettivi frustati delle varie convenzioni internazionali sull’ambiente, come nel caso di Kyoto, insieme al tempo sempre più stretto per intervenire prima dell’irreparabile, rendono necessario un processo di radicale cambiamento del modo e della concezione stessa di sviluppo, riassunta nella formula della “conversione ambientale”. Un processo, questo indicato da Viale, che deve essere di forte discontinuità con le pratiche odierne, favorendo l’alternativa dell’eco sostenibilità, dell’economia di prossimità e dell’integrazione virtuosa con i territori a fronte del circolo vizioso di globalizzazione malata, conflitti crescenti e risorse sempre più scarse che l’ubriacatura neoliberista oggi dominante rende possibile. Un’esigenza innovatrice che vale- ha insistito l’esperto- ancora di più nel caso italiano, dove la mancanza di prospettive sociali,lavorative ed economiche, soprattutto per le nuove generazioni, testimoniano un’emergenza amplissima e di non facile soluzione.

Anche la Politica, in questo processo, deve fare la sua parte, favorendo la pratica della partecipazione che l’idea stessa di ecologia richiede. Un’idea innovativa di democrazia, in tal senso, che di sicuro non deve esaurire in toto la funzione della rappresentanza, ma in grado di favorire le potenzialità umane attualmente lasciate inespresse in molte parti della società, oltre che di assicurare un modello economico diverso ed efficace per il benessere di ogni cittadino.

La parte successiva si è sviluppata con domande e interventi dal pubblico: l’importanza di modificare dal “basso” i propri stili di vita, il ruolo del dibattito scientifico nel processo di conversione prima richiamato, i rapporti con la finanza sono state alcune delle richieste di approfondimenti rinvenute tra i presenti, a cui il saggista ha risposto dicendosi sicuro dell’importanza della scelta individuale alla base della pratica ecologica, a patto che sia l’inizio di qualcosa di più strutturato, della scienza come parte ineludibile del cambiamento e della necessità di contrastare la bolla speculativa alla base della crisi corrente tramite forme efficaci di lotte sociale, connettendo i vari soggetti impegnati e tutelando il lavoro frutto dell’economia reale.

La serata si è conclusa con la proiezione del documentario L’economia della felicità, di Helena Norbert-Hodge, Steven Gorelick e John Page, a prova e conferma della precedente riflessione di Guido Viale. [Luca Frosini, ecoinformazioni]

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