Associazione Territori

Associazione culturale Territori/ Il programma estivo

«Territori e ambienti facilmente accessibili eppure poco fruiti. Fuori e dentro di noi. Intrecci di spazi, esterni ed interni, incontri che sapranno donarci esperienze uniche se… sapremo essere presenti»: con queste parole l’associazione culturale Territori – Natura arte cultura pubblica il programma per l’estate 2020.

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7 ottobre / “Paesaggi dipinti”. Inaugurazione mostra di Massimo Gabaglio

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Prevista per sabato 7 ottobre alle 19 allo Spazio Parini a Como (via Parini 6) l’inaugurazione della mostra Paesaggi dipinti, realizzata dal fotografo Massimo Gabaglio. Sarà presente per l’occasione don Giusto Della Valle, a cui il ricavato della mostra sarà interamente devoluto.

(dalla pagina Facebook dell’evento):
Massimo Gabaglio, fotografo per passione e tradizione familiare (il padre Sandro, detto Sandrino, fu pittore e raffinato fotografo a sua volta) espone al pubblico una scelta delle sue realizzazioni fotografiche. Paesaggi dipinti non è soltanto un titolo ma anche il modo più sintetico ed immediato per definire uno stile fotografico, un percorso di immagini che restituisce un racconto interiore. Le immagini proposte sono frutto di un intimo dialogo tra obiettivo fotografico e forme della natura, da cui l’autore attinge
atmosfere poetiche che appaiono dipinte. Accordi cromatici, geometrie essenziali e contrasti di luce: il paesaggio perde la sua naturale identità per diventare immagine grafica, un non luogo in cui ciascun osservatore può ritrovare se stesso. Un effetto seduttivo che appare il frutto più dello sguardo pittorico, che di un pur sapiente uso di capacità tecnica.

La mostra fa parte della rassegna Territori Migranti ideata dall’Associazione culturale territori, di Como, che propone alla cittadinanza, sin dal 2010, appuntamenti volti a favorire occasioni di conoscenza e scambio fra la città, il territorio circostante e le persone migranti appartenenti alla comunità lariana.
L’Associazione culturale territori intende con questa rassegna offrire il suo contributo all’integrazione, alla socialità ed al buon vivere collettivo.

La mostra fotografica Paesaggi dipinti è allestita e curata dagli organizzatori insieme ad alcuni ospiti stranieri di comunità di accoglienza del comasco che hanno scelto di contribuire a questo progetto. Sarà possibile acquistare le fotografie esposte e il ricavato sarà totalmente devoluto a don Giusto Della Valle, parroco di Rebbio, per sostenerlo nell’impegno di accoglienza dei migranti che transitano e vengono ospitati in parrocchia.
Le foto in vendita possono essere richieste in formati differenti da quelli esposti.

Ingresso libero.
Orari della mostra: da lunedì a venerdì 16-20, sabato e domenica 10-12.30 e 15-19.

 

Tremezzina: l’insostenibile pesantezza del traffico

Un’intera giornata in Tremezzina, organizzata dall’associazione Territori domenica 11 ottobre 2015, non è forse bastata per risolvere il radicale dilemma “variante sì / variante no”, ma certo è servita a rendere evidente la complessità del problema.

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Prima di tutto la complessità del territorio. Le due escursioni per la verifica “dal vivo” dei tratti a cielo aperto del tracciato della variante, magistralmente guidate da giovani attivisti locali con l’apporto di altri esperti, hanno svelato una situazione territoriale e paesaggistica ai più assolutamente sconosciuta. Io ho seguito la seconda, da Ossuccio a Sala, per scoprire scorci di paesaggio e ambiti territoriali del tutto inaspettati. Dal nucleo alto di Ossuccio (cioè dall’antichissima parrocchiale di Sant’Agata e San Sisinio) si sale ancora per raggiungere una strada di mezzacosta che taglia in orizzontale il declivio, mantenendosi in quota subito al di sotto del santuario della Madonna del Soccorso fino a superare la torre di Spurano e scendere poi verso Sala; si ha così la visione di un “retroterra” che non si immagina: gli uliveti, infatti, ormai in gran parte abbandonati, ma tuttora rigogliosi e vibranti di ogni possibile riverbero di luce, si inerpicano fino al limite dei grandi strapiombi di roccia delle montagne soprastanti. Si capisce così chiaramente che i paesi del Lario, lungi dall’essere semplicemente “laghée” sono anche in buona parte “montagnard”: una stratificazione verticale di economie e culture che la banalizzazione giornalistica e modernista ignora, ma che invece si coglie a prima vista salendo (pur con qualche ansimare di troppo) al punto giusto; del resto lo si sarebbe dovuto capire fin dall’inizio, visto che la parrocchiale “matrice” (che esibisce anche l’ara romana degli Ausuciates, cioè dell’originaria popolazione di Ossuccio) è a mezza costa e non già sulla riva.

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Volgendo lo sguardo verso monte o verso valle (cioè verso il lago) si ha l’imbarazzo della scelta tra le prospettive più affascinanti e significative.

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È questa porzione di territorio (che non si può definire “incontaminata” per la semplice ragione che si vede benissimo l’intervento plurisecolare delle comunità) che la variante di Tremezzina sconvolgerà. Le nostre guide, con raro equilibrio, hanno mostrato i punti più delicati e critici, mettendo soprattutto in luce le inesattezze e le approssimazioni del progetto di massima (quello di dettaglio non è ancora stato messo in lavorazione), senza mai scagliarsi contro l’esigenza di migliorare la viabilità, ma sottolineando l’altrettanto vitale esigenza di non sovvertire l’equilibrio di quel contesto.

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Il ritorno da Sala a Ossuccio si svolge sulla Greenway del Lario, strada altrettanto affascinante e assai più nota, che si snoda a più bassa altitudine e quindi con prospettive e scorci ed evidenze del tutto diverse.

A tutte le persone che hanno scarpinato per quasi tre ore su e giù è evidente che il primo patrimonio da tutelare è proprio questa complessità, questa varietà di culture e di paesaggi.

Poco dopo le 17.30, con encomiabile puntualità, alle scuole di Ossuccio si apre il dibattito. E anche in questo caso si capisce a colpo d’occhio che la situazione è complessa. Il grande atrio è gremito: più di cento persone, probabilmente centoventi, forse ancora di più. Il pubblico, in gran parte locale (noi “cittadini” non siamo più di una ventina), è diviso, appassionato, attento ma a tratti insofferente per le prese di posizione opposte. La complessità del tema risulta evidente anche dagli interventi dei tre relatori “ufficiali”: l’ingegnere civile trasportista Fabio Faverio, il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Stefano Buffagni, il sindaco di Tremezzina e parlamentare del Partito Democratico Mauro Guerra. I tre interventi sono misurati: il primo intervento è tecnico, ed evidenzia una serie di dati sui volumi di traffico e sulle esigenze tecniche della strada; il secondo è contrario alla realizzazione della variante così com’è attualmente presentata; il terzo nettamente favorevole alla variante, frutto di un più che trentennale lavoro di progressivo affinamento. Gli interventi aggiuntivi dal pubblico scaldano gli animi e si scaldano anche i due “contendenti” politici, non perché abbandonino il fair-play ma perché i toni si fanno progressivamente più appassionati.

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La netta contrapposizione tra favorevoli e contrari era nota e certo non è un dibattito come questo di Ossuccio che può sanarla. Le esigenze messe in campo dai fronti opposti appaiono a tratti inconciliabili, pur aspirando entrambi alla salvaguardia della qualità della vita: da una parte chi non sopporta più un sistema viabilistico al collasso, dall’altra chi difende un territorio straordinario da ferite che, volenti o nolenti, saranno insanabili. A nulla valgono le reciproche assicurazioni di tenere in considerazione le opposte vedute: chi vuole la nuova strada la vuole in nome di un territorio più vivibile e meno inquinato, chi difende il paesaggio lo fa guardando anche ai possibili sviluppi turistici… e così via.

Sullo sfondo, restano inespressi i problemi di carattere generale del modello di sviluppo che si propone per il territorio (e in particolare per un territorio così delicato come quello attorno al lago) e del contesto (e in particolare degli altri tratti problematici della strada Regina prima e dopo la Tremezzina). L’impegno a restare aderenti al problema contingente della variante, a non divagare per “massimi sistemi” toglie ampiezza al confronto. Così si mette tra parentesi che la vera questione è cosa si vuole fare di questo pezzo di mondo (ma bisognerebbe chiedersi cosa si dovrebbe fare del mondo intero) tra uno, due o tre decenni (tanto per restare sulla breve distanza). Se ne coglie un’eco inquietante quando Mauro Guerra, nettamente favorevole alla variante come s’è detto, afferma che il tracciato della variante, a monte degli attuali abitati – sopra o sotto il suolo -, potrà costituire in futuro una sorta di limite invalicabile per l’espansione dell’urbanizzazione… (non dice, al di là di ogni altra considerazione sull’espansione, che un tale limite rischia di recidere ogni superstite rapporto tra i paesi e il loro retroterra montano).

Il confronto di Ossuccio non può certo esaurire il dibattito. Il vero rischio è quello che altri, più in alto, mettano fine al dibattito prendendo decisioni immodificabili “per superiori esigenze”. A essere sacrificata sull’altare del traffico sarà a quel punto anche la partecipazione. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

19 giugno/ Insieme per il Nepal

Microsoft Word - - HIMALAYA.docxVenerdì 19 luglio alle 21.30 in piazza Martinelli a Como, associazione Territori, Lake Como Film Festival, Arci Xanadù e Publifutura promuovono una serata con ingresso ad offerta libera di raccolta fondi a favore della popolazione del Nepal colpita dal terremoto. L’inizitiva prevede la proiezione del film Himalaya-l’infanzia di un capo di Eric Valli. Lo scenario dell’Himalaya, la vita e le tradizioni tibetane, una storia epica sostenuta da elementi come l’orgoglio e la perseveranza. La fanciullezza del futuro capo di un villaggio e un lungo viaggio in carovana attraverso le montagne e le insidie atmosferiche. Un film per chi ama i paesaggi maestosi, senza tempo e le storie tradizionali.

19 ottobre/ Greenway del lago di Como

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ATTENZIONE: l’escursione – causa maltempo – è stata rinviata a DOMENICA 19 ottobre.

Escursione tra chiese romaniche, borghi storici e paesaggi di lago guidata da Fabio Cani domenica 12 ottobre, organizzata dall’Associazione territori e Nodo Libri.

 

Programma

Alle 8.45 ritrovo in piazza Cavour;

Alle 9.10: battello con destinazione Sala Comacina, arrivo alle 10.23;

Percorso su alcuni dei tratti più belli della Greenway:

– Sala Comacina-Ossuccio;

– Ossuccio-imbarcadero di Lenno;

– Lenno-Bolvedro di Tremezzo.

Durante il percorso visita di alcune delle più belle chiese romaniche del lago di Como insieme a Fabio Cani.

Rientro in battello da Tremezzo con partenza alle 16.57 e arrivo a Como alle 18.45.

Partecipazione gratuita per i soci dell’Associazione territori (iscrizione 10 euro). Per informazioni e iscrizioni territori@hotmail.it. [md, ecoinformazioni]

27 Marzo/ L’incontro con Paul Ginsborg

ginsborgUn incontro tra teoria e pratica, tra tentativi di definizione “ideale” e possibili applicazioni nella quotidianità politica. Si può riassumere così Ritratti di famiglia, l’incontro organizzato da Alba, Ife e associazione Territori presso il salone della circoscrizione 7, nella serata di giovedì 27 marzo. Ospiti d’onore, lo studioso italo inglese Paul Ginsborg e Silvana Cesani, assessora alle Politiche Sociali del Comune di Lodi, introdotti e coordinati da Nicoletta Pirotta.

 L’evento ha visto così la presentazione dell’ultima fatica del professore italo inglese, Famiglia Novecento (ed. Einaudi Storia, 35 euro), occasione per l’autore di esplorare l’evoluzione novecentesca della Famiglia, intesa come «istituzione culturale e sociale, idolo da abbattere o ricchezza da spendere, in poche parole soggetto protagonista o semplice oggetto della Storia», quella che la s maiuscola, come ha riportato nelle prime battute lo stesso Ginsborg.

Un campo d’azione molto vasto, nel quale l’esperto ha scelto di concentrarsi su alcune particolari situazioni: «ho voluto limitarmi, se così si può dire- ha continuato l’ex professore di Cambridge – a 5 Paesi, tutti fotografati in momenti estremamente delicati del XX secolo. La Germania nazista, la Russia a cavallo tra zar e soviet, la Spagna in guerra, insieme all’Italia fascista e alla Turchia kemalista, hanno “consentito” una vasta panoramica sul termine Famiglia, a cominciare dalle varie declinazioni del rapporto tra i suoi poli maschili e femminili».

La ricerca ha così dato risultati sorprendenti, almeno rispetto alle premesse. «l’Urss staliniano riservava grande attenzione alla parte femminile, – ha insistito lo scrittore- tanto che lo stesso leader sovietico paragonava la donna all’essenza stessa dello stato rivoluzionario. Non per nulla l’apporto del gentil sesso russo fu decisivo nella vittoria contro il Nazismo, da Stalingrado in poi ».

E arriva tra l’altro da Mosca una delle figure ricordate da Ginsborg nel corso della serata, la militante leninista Aleksandra Kollontaj: « Kollontaj rappresenta quella tensione tra diversi estremi ideali e ideologici, tra l’aspirazione di superamento della famiglia e sua continua comparsa nel pensiero e nella società. Kollontaj, unica donna tra i protagonisti della Rivoluzione d’Ottobre, vide i suoi propositi di “collettivazione famigliare” continuamente frustrati dalla realtà e dai suoi stessi compagni di partito». Contraddizioni che l’accomunano alla seconda personalità richiamata, il futurista Tommaso Marinetti, capace di passare in pochi anni « dal definire la Famiglia una “tenda beduina”, sporca e soffocante, all’avere sentimenti di fortissimo attaccamento per la moglie e le figlie».

Tanta “teoria” quindi, completata poi dal contributo di Silvana Cesana, assessore lodigiano e addetta ai lavori: « a Lodi l’attuale amministrazione, giunta al suo secondo mandato- ha esordito Cesana- si è sempre posta l’obiettivo di fornire alle famiglie i necessari supporti non solo economici, ma anche sanitari e lavorativi, importantissimi in un momento come quello attuale». Alcuni risultati sono stati raggiunti, come « la creazione di una consulta sul tema, allargata alle associazioni ed enti interessati, o strumenti come il dentista sociale, il sostegno psicologico ai componenti famigliari rimasti senza lavoro e la rimodulazione al ribasso di imposte come la Tasi per tutti i nuclei familiari». Tutto questo a monte di numerose difficoltà, individuate dall’amministratrice nell’ «incidenza di una crisi infinita che ha divorato le nostre risorse, nei vari pasticci fiscali che spesso non ci consentono di intervenire con efficacia, in certe discussioni e fraintendimenti che hanno bloccato per esempio per 4 mesi la creazione della sovra citata Consulta, solo per decidere il suo nome».

Teoria e pratica, quindi. Un binomio, quello rappresentato dai relatori, che ha contribuito a fornire un analisi dettagliata, ma di sicuro lontano dall’esaurire un tema così profondo e complesso, come tra l’altro fatto notare da alcuni interventi del pubblico e in parte da entrambi gli esperti. Al termine della serata, la domanda così non può che confermarsi: cos’è la Famiglia? Qual’è la reale incidenza di questo termine? [ Luca Frosini, ecoinformazioni]

 

Guido Viale/ La conversione ecologica: alternativa o utopia?

guido_vialeSabato 1 giugno la Cooperativa Moltrasina ha proposto La conversione ecologica: incontro con Guido Viale, organizzata dall’associazione Territori in collaborazione con la Feltrinelli di Como. Ospite dell’evento è stato appunto il noto esperto ambientalista ed editorialista, il quale ha cercato di fare chiarezza sulle prospettive future dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile, alla luce delle problematiche sociali ed economiche attuali. (altro…)

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