12 ore a Palazzo Cernezzi

sala consiliare comoTanto è durata l’ultima seduta prima della pausa estiva per l’approvazione del Bilancio di previsione 2013. L’opposizione ha fatto ostruzionismo contro la decisione della maggioranza di non aggiungere nuove sedute al programma dei lavori. Una posizione su cui sindaco e gruppi che lo sostengono si sono mostrati intransigenti

Nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 22 luglio Luca Ceruti, M5S, ha richiesto di dare uno spazio a Per Como più pulita, così come promesso, riconoscendo l’impegno della consigliere Andrée Cesarem Pd, in tal senso, ma la mancanza di risposta da parte degli uffici. Un intervento sul laghetto per le rane in Valbasca è stato chiesto dal capogruppo di Paco-Sel Luigi Nessi, mentre contro la gestione della discussione sul Bilancio si è lanciata Laura Bordoli, Gruppo misto.

L’Assemblea di Palazzo Cernezzi ha rispettato quindi due minuti di silenzio, uno per il sindaco di Cardano al Campo Laura Prati e per Alfredo Ratti.

La discussione è così ripresa sui subemendamenti agli emendamenti presentati nella seduta precedente.

Bocciati quelli di Bordoli che avrebbero voluto accendere nuovi piccoli mutui, contrari gli uffici per il rispetto del Patto di stabilità, uno ad esempio per spostare soldi dalle strade al turismo, uno per lo stralcio della cessione dei muri della farmacia di Monte Olimpino, uno per la rsistemazione dei giardini a lago, di Ceruti per aumentare le piste ciclabili, parere contrario degli uffici perché i soldi erano presi da spese obbligatorie. Passato quello di Marco Butti, Gruppo misto, per individuare l’anno prossimo maggiori fondi per i campi sportivi, «nel 2014 ci saranno da individuare risorse che ora non ci sono» ha però dichiarato il sindaco Mario Lucini.

Passati agli ordini del giorno sono stati approvati quelli di maggioranza. Uno contro le barriere architettoniche, presentato da Andrea Luppi, Pd, che ha scatenato la minoranza, che comunque ha votato a favore, essendo stato bocciato un suo emendamento in tal senso. «Gli ordini del giorno sono carta straccia» ha detto il capogruppo del Pdl Francesco Scopelliti, «un ordine del giorno non è vincolante e bisogna trovare i soldi per fare le opere necessarie» ha aggiunto il capogruppo di Adesso Como Alessandro Rapinese, «è una presa in giro» ha concluso il capogruppo della Lega Nord Alberto Mascetti. A difesa della maggioranza è intervenuto Luigi Nessi «gli interventi possono essere finanziati con il 10 per cento previsto negli oneri di urbanizzazione». Passata anche con i voti della maggioranza la proposta di Cesareo di chiedere agli albergatori di indirizzare parte dei fondi della tassa di soggiorno per la riqualificazione di piazza Roma. «Quindi diventerà pedonale? Ho torto o ragione?» ha chiesto Mario Molteni, Per Como, «si rende più bello un posteggio?» ha aggiunto Rapinese, seguito da Bordoli «non ne capisco l’urgenza». La maggioranza ha approvato anche la proposta di Luigi Nessi per il coinvolgimento delle cooperative sociali nei lavori appaltati dal Comune.

Votata l’oltranza dopo una riunione dei capigruppo che non è riuscita a trovare un accordo. Un passaggio che ha visto le minoranze cambiare atteggiamento e passare volutamente all’ostruzionismo con interventi continui e richieste di sospensione, quando ancora mancavano da discutere una ventina di ordini del giorno.

Approvato quello di Ceruti che ha riproposto la mozione contro la violenza sulle donne già approvata dal Consiglio. «Si è ripetuto più volte l’assunto che non siano stati applicati gli ordini del giorno e gli emendamenti approvati – è intervenuto Lucini –, non è vero. Abbiamo esteso il bike sharing a Tavernola, abbiamo visto che per le piscine di Lora e Sagnino non ci sono i soldi per la riqualificazione, abbiamo pensato alle serre di Mognano, sulla mozione in oggetto abbiamo individuato i posteggi sicuri negli autosilo comunali, e iniziato a lavorare nelle scuole con una cooperativa, mantenendo un rapporto continuo con le associazioni sul territorio. Non siamo intervenuti sinora sui mezzi pubblici e i taxi». Passata anche l’altra proposta di Ceruti sulle mediazioni sui contenzioni aperti del Comune.

Bocciate le proposte di Rapinese, alcune anche da parte della minoranza, sull’eliminazione delle medaglie per gli Abbondini d’oro, contro l’alienazione del bar Natta, contro la vendita delle due farmacie comunali, anche Per Como e Paco-Sel a favore, contro la figura del capo di gabinetto, contro la possibile acquisizione di Palazzo Terragni, «poi come pagheremo la manutenzione?» ha detto il capogruppo di adesso Como, contro l’inserimento di «dati non veritieri nel Bilancio». Qui la polemica è stata contro la vendita delle farmacie comunali messa in Bilancio con un importo di un milione di euro contro una perizia quasi tre volte più alta. Un mero impegno per l’assessore al bilancio Giulia Pusterla per cui, nonostante la perizia, la decisione non è stata ancoa presa e spetterà al consiglio comunale quando la Giunta prenderà una decisione definitiva. Bocciata dalla maggioranza anche la proposta di Rapinese per l’abolizione di merci in centro, contraria anche la Lega «per togliere traffico indegno all’interno della Città murata» ha dichiarato Diego Peverelli, e la chiusura dell’autosilo della Val Mulini, così come l’impedire a Csu di ripianare i bilanci in rosso delle grandi mostre.

La seduta ormai arrivata all’alba del giorno dopo sono passate le proposte di Butti, non più in aula, lette dal presidente del Consiglio, per il recupero del Politeama, e l’aggiunta di più cartelli per indicare il posteggio della Val Mulini, bocciati quelli per l’utilizzo delle multe per il mancato rispetto della chiusura mattutina di via Milano alta per la riqualificazione dell’area e per il passaggio della gestione delle grandi mostre a privati.

Alle 7 del mattino del giorno successivo si è arrivato alle dichiarazioni di voto. Scontate quelle contrari delle minoranze, «non abbiamo tagliato i servizi sociali» hanno rivendicato Marco Servettini, Amo la mia città, e Luigi Nessi. Critico Molteni, per la mancata attivazione della Casa di via Volta, per l’eventuale vendita delle farmacie comunali, e il rischio per i dipendenti.

Una piccola bagarre poco prima del voto. Dopo le dichiarazioni in dissenso dal proprio gruppo di Peverelli e Enrico Centiempo, Pdl, Scopelliti ha chiesto una sospensione per decidere il voto. «Dopo le dichiarazioni di voto chiedere una sospensione per decidere il voto è mancanza di rispetto per l’aula» la risposta del presidente Franco Fragolino. Attimi concitati in cui il gruppo della Lega e del Pdl hanno quindi abbandonato l’aula, mentre Molteni e Rapinese hanno votato contro il provvedimento. Così alle 8.22 del mattino del giorno dopo è finita l’ultima seduta prima della pausa estiva. Con uno strascico. Il capogruppo del Pd Stefano Legnani ha ripreso poco dopo il voto l’esponente di Per Como. [Michele Donegana – ecoinformazioni]

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