Campione d’Italia/ i dubbi della Cgil sul futuro del casinò

campioneCon un comunicato diffuso mercoledì 7 agosto la Cgil chiede un confronto serio sulla sorte del Casinò di Campione d’Italia, in grave difficoltà finanziaria nonostante le rassicurazioni dei vertici aziendali. A forte rischio, insieme alla principale realtà economica dell’enclave italiana, vi sono i posti di tutti i lavoratori della struttura.

«E’ Giovanni Fagone, segretario generale della SLC Como, a delineare infatti una situazione non proprio esaltante per i vertici della struttura: “l’anno 2012 si è chiuso con una perdita di oltre 27 milioni di Euro, senza peraltro registrare un vero segnale di ripresa neanche nei primi mesi del 2013″- riporta il sindacalista- e tali difficoltà alla fine colpiscono soprattutto i lavoratori”. Per questi la recente adozione del contratto di solidarietà ha determinato una forte riduzione del salario, a fianco del mancato rispetto da parte della dirigenza degli accordi sul comprimere i costi strutturali. Sempre Fagone indica nelle linee d’investimento promosse negli ultimi tempi uno dei motivi della crisi del Casinò: “i giochi tradizionali si vedono sacrificati per rincorrere al gioco online che, purtroppo, ha prodotto risultati non remunerativi se non quello di creare tensione su tutto il comparto classico, marginalizzando una clientela rinomata e di grande potenzialità”- continua il dirigente della SLC- e questi insieme al ricorso alle licenze VLT hanno prodotto una forte diminuzione degli introiti, soprattutto nel comparto delle slot”. Si è creato così, ha concluso Fagone, “un vero e proprio dumping salariale e di diritti all’interno del Casinò, soprattutto tra chi è assunto a tempo indeterminato e chi opera in appalto nella gestione del poker e del poker cash”».

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