Dibattito sulle farmacie

cernezziA Palazzo Cernezzi prosegue la discussione sulla vendita delle due strutture comunali, alle opposizioni, contrarie, si associa Paco-Sel

Preliminari

Solo due le preliminari al Consiglio comunale di Como di mercoledì 18 settembre. Andrea Luppi, Pd, ha chiesto di rivedere l’apertura delle strutture sportive «anche fra le 14 e le 17 per pensare alle esigenze degli studenti», mentre il capogruppo della Lega Nord Alberto Mascetti si è lamentato per gli automobilisti che lasciano la macchina dove non dovrebbero chiedendo l’intervento dei vigili: «Non voglio fare quello che vuole dare le multe a tutti ma viene tartassato chi parcheggia regolarmente e invece chi fa l’abusivo fa quello che vuole».

Farmacie comunali

Insediata l’assemblea si è cominciato con il prenotare gli interventi per alzata di mano dato un blocco del sistema informatico, che è stato poi ripristinato.

Molti quelli dell’opposizione che si è detta per lo più stupita per la scelta di dismettere la farmacie comunali con l’incognita sul futuro impiego dei dipendenti, tre farmaciste erano presenti in aula con anche un esponente sindacale: «Soprattutto da una Amministrazione che si dice di sinistra».

«Il sostegno al lavoro era uno dei punti del programma del sindaco Lucini – ha detto Mario Molteni, Per Como – qui si licenziano delle donne». «Vendiamo solo per raccattare soldi» ha attaccato. «I soldi andranno nel turbinio delle esigenze contingenti – ha aggiunto Laura Bordoli, Gruppo misto –, non abbiamo la certezza che vengano spesi per le case popolari, come è stato detto». «La perizia per la vendita – ha proseguito la consigliera – dice poi che c’è la possibilità di gestire la farmacia con un solo farmacista, un magazziniere e un aiuto per esigenze specifiche, si licenzierà quindi, lo suggerisce la perizia stessa». Sui tempi di salvaguardia dei dipendenti ha chiesto spiegazioni all’assessora e al segretario generale la consigliera di Adesso Como Ada Mantovani. Dodici sono i mesi previsti dal bando per il mantenimento del posto di lavoro, dopo il passaggio ad altri della società, «una tutela voluta dall’Amministrazione» ha sottolineato il segretario generale Antonella Petrocelli, «con questa tutela c’è un ribasso del valore dell’immobile di circa 300mila euro, che sono giusto gli stipendi dei dipendenti» ha rilevato Molteni. C’è chi al contrario di vendere pensa a un rilancio dell’attività, come Luca Ceruti, M5S, riprendendo in carico all’Amministrazione le due strutture: «Perché non coinvolgere partner privati?». «Non si può avere una situazione così disastrata – ha detto Mascetti –, non si può avere una farmacia in perdita». Chiedendo anche il capogruppo della Lega una gestione in house è sbottato: «Vendere a questo prezzo è un regalo!»

Dalla maggioranza hanno espresso il proprio dissenso i due rappresentanti della lista Paco-Sel. Luigi Nessi ha chiesto una «profonda e ulteriore riflessione», chiedendo il mantenimento delle due farmacie come presidi sul territorio, magari da sviluppare con un’offerta di servizi più ampia, e Vincenzo Sapere si è preoccupato ei dipendenti: «Se i lavoratori dovessero chiedere il reintegro nel Comune come la mettiamo?», con riferimento al passaggio dei dipendenti da Palazzo Cernezzi a Csu quando le due farmacie sono state date in gestione alla controllata dell’Amministrazione.

Hanno invece difeso la proposta Italo Nessi, Como civica, e il capogruppo del Pd Stefano Legani. Il primo ricordando la situazione delle case farmaceutiche e le future difficoltà a cui potrebbero andare incontro le farmacie, insidiate dalle parafarmacie, con le sempre più ampie liberalizzazioni del mercato, il secondo sottolineando le esigenze del Bilancio comunale. Legnani ha anche fatto una panoramica sulla situazione di altri Comuni, da Reggio Emilia a Milano, Roma, Monza e Torino: «Dove la gestione spesso è data in carico ad aziende speciali e si sono create delle reti». «Non possiamo essere accusati di voler dilapidare il patrimonio comunale» ha poi dichiarato il capogruppo del Pd che ha paventato dubbi di legittimità sulla gestione delle farmacie e rivendicato il dovere di fare delle scelte nella gestione della città.

A discussione ancora aperta, data l’ora, la seduta è stata aggiornata a lunedì 23 settembre. [Michele Donegana – ecoinformazioni]

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