Rifondazione contro la vendita delle farmacie

farmaciaDopo la Cgil anche il Prc esprime contrarietà alla dismissione delle farmacie comunali a Como

In un comunicato stampa gli esponenti di Rifondazione comunista e Sininstra per Como parlano di: «Un “piano” con alte probabilità di fallimento, incapace di fornire sollievo alle stanche casse comunali».

«Tutto ciò sarebbe inefficace, soprattutto dal punto di vista economico negli ultimi dieci anni infatti, fin dai primi tentativi di cessione delle strutture considerate, il Comune ha potuto contare su un buon livello d’entrate da parte delle due farmacie, di sicuro pari se non superiore al prezzo fissato per la vendita – proseguono gli estensori del comunicato, per cui – insieme alla perdita di una sicura fonte di reddito, l’amministrazione inoltre rischierebbe di privare i cittadini di un servizio molto importante».

Per gli esponenti della sinistra comasca la proposta «puzza di speculazioni poco chiare» e l’invito è di «cedere le partecipazioni comunali in Villa Erba e in Milano-Serravalle – un’operazione quest’ultima che Palazzo Cernezzi ha già tentato senza riuscirci –, insignificanti come percentuali, ottenendo così lo stesso risultato economico senza privarsi di una parte importante del patrimonio comunale».

«Un’altra via, sempre secondo il Prc, potrebbe essere la cessione dei numerosi immobili a carattere commerciale di proprietà del Comune, utilizzando poi tali risorse per valorizzare il patrimonio abitativo comunale – una proposta in tal senso è stata approvata già nel giugno scorso –. Ricordiamo che ci sono più di cento alloggi al momento non utilizzabili in quanto non a norma e senza che ci sia la possibilità di adeguarli a causa delle scarse risorse, nonostante l’altissima richiesta e le sempre più lunghe liste d’attese per avere una casa a prezzi agevolati. A nostro avviso una Sinistra che governa non può sottovalutare questi aspetti». [md – ecoinformazioni]

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