farmacie comunali

Inizia la discussione sul Bilancio

COMO COMUNE 3Palazzo Cernezzi ha iniziato la tradizionale interminabile discussione sul Bilancio di previsione. «La famiglia non è al centro dell’attenzione dei nostri governanti e nemmeno dei nostri legislatori – ha detto Frisoni presentando il documento –. Le priorità non sono rivolte alla famiglia tradizionale, ma alla risoluzione di altre problematiche, evidentemente ritenute più urgenti».

 

Preliminari

Per prima, negli interventi preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 6 luglio, Elide Greco, Pd, ha preso la parola per lodare i volontari che si sono attivati a Camnago Volta, i leghisti Giampiero Ajani e Diego Peverelli hanno preso la parola contro immigrati e profughi, il secondo ha “denunciato” che all’aula bunker del Bassone sono stati portati dei kit di prima accoglienza, mentre Francesco Scopelliti, Ncd, dopo le scritte di scherno e sfida nei confronti di Como pulita a Lora, ha magnificato il suo operato quando era assessore e i writer non scrivevano sui muri, omettendo la vicenda Rumesh. Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha ricordato di essere ancora in attesa di una risposta per l’interrogazione presentata più di 20 giorni fa sul nuovo assetto di piazza De Gasperi, e la vicesindaca Silvia Magni ha annunciato il finanziamento regionale per progetti contro le ludopatie.

 

Farmacie

Sulle due farmaciste comunali che hanno vinto il ricorso per il reintegro nei ranghi del Comune è intervenuta nuovamente Laura Bordoli, Ncd. «Gli era stato promesso il reinserimento a Palazzo Cernezzi con il primo di luglio – ha affermato la consigliera –, si sono presentate e sono state fatte vagare per gli uffici senza meta». Per la consigliera una totale mancanza di educazione e rispetto e una scelta politica «non lo hanno deciso i dirigenti» ha denunciato.

 

Emergenza profughi

Dopo l’annuncio della nuova svolta sull’area ex Ticosa il primo cittadino Mario Lucini ha preso la parola sul problema dell’accoglienza dei profughi: «Una situazione viepiù problematica». Il sindaco ha ricordato i numeri del fenomeno, 650 persone ospitate nell’intera provincia, circa 300 a Como città, «per l maggior parte in carico alla Caritas e al privato sociale, una sessantina ospitate nelle strutture del Comune». L’amministrazione non spende nulla ha ricordato Lucini, venendo erogata una indennità da parte dello stato. «È in corso di valutazione con la Prefettura la ricerca di ulteriori spazi di accoglienza – ha aggiunto – e una struttura provvisoria temporanea è l’extrema ratio».

 

Bilancio

La seduta sul Bilancio di previsione è iniziata con la protesta dei consiglieri di opposizione, in rotta proprio con l’assessore al Bilancio, che sono usciti dall’aula all’appello e hanno ascoltato la presentazione del documento in piedi fra il pubblico.

Un discorso dallo spiccato tono politico quello di Paolo Frisoni che è partito dalla difficile situazione economica e dalla instabilità dovuta al «caso Grecia» che si è concentrato sulla condizione della famiglia. «Spiace constatare che a livello nazionale, nonostante i proclami che abbiamo ascoltato per oltre un decennio, la famiglia non è al centro dell’attenzione dei nostri governanti e nemmeno dei nostri legislatori – ha detto l’assessore al Bilancio del Comune di Como –. Facciamo attenzione a quanto c’è detto da chi esamina con serietà questi fenomeni e cioè che il calo delle nascite porterà al suicidio della nostra comunità. È solo questione di tempo». «Purtroppo vede che a livello parlamentare le priorità non sono rivolte alla famiglia tradizionale – lancia una stoccata –, ma alla risoluzione di altre problematiche, evidentemente ritenute più urgenti».

Alle critiche per il ritardo nella presentazione della delibera ha risposto ricordando l’introduzione del nuovo sistema armonizzato per la costruzione del Bilancio, a partire da gennaio di quest’anno, e che si è «comunque nei termini previsti», il 30 luglio.

L’assessore ha quindi annunciato per il futuro degli interventi necessari ad affrontare i nuovi scenari che si prospettano. Nel frattempo Palazzo Cernezzi spendi per il sociale il 24,67 per cento del proprio Bilancio (23.571.249 euro), il 27,90 per cento per il personale, diminuito a 835 dipendenti, di cui 202 part-time, oltre a 70 a tempo determinato e quindi l’obiettivo è: «Una rilevante revisione della organizzazione comunale finalizzata al mantenimento dei servizi essenziali, ma con risparmi sulla spesa»,

Frisoni ha rivendicato i mancati aumenti delle tasse per quest’anno e la graduale estinzione dei debiti comunali, non è stato fatto nessun nuovo mutuo, anche se, ormai da qualche anno, molte delle risorse vanno al fondo di solidarietà (11.214.111,43 euro), mentre l’anno scorso solo 3.158.431,86 euro sono ritornati al capoluogo comasco, incrementati da 3,6 milioni di euro dei frontalieri.

Dopo una relazione tecnica da parte degli uffici sono state presentate le consuete domande di chiarimento da parte dei consiglieri di opposizione, nessuno di maggioranza ha avuto richieste. Dal perché del mantenimento delle quote di Villa Erba, Luca Ceruti, M5s, alla richiesta della esplicitazione delle scelte strategiche, Bordoli. «Perché non è stata fatta una pressione politica per ridurre la quota comasca del Fondo di solidarietà – ha chiesto Ada Mantovani, Adesso Como –, quando città simili per popolazione come Busto Arsicio e Varese pagano molto meno?» Dalle richieste precise «so che era stato fatto un progetto per la sistemazione dell’incrocio di Villa Olmo e che non sono arrivati finanziamenti, non se ne farà più nulla?» ha chiesto Roberta Marzorati, Per Como, e «il mercato coperto, quando verrà riaperto?» ha aggiunto Anna Veronelli, Fi, a cui si è aggiunto il collega Sergio Gaddi «quali sono le spese precise del blocco del cantiere delle paratie?» Domande che troveranno risposta nella seduta di mercoledì 8 luglio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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