Senza lavoro e senza pensione, la rabbia degli esodati comaschi

LavorosospesoIl 14 ottobre la Cgil ha organizzato un incontro con i consiglieri regionali e i parlamentari comaschi per cercare di trovare una soluzione. Tarpini: «pronti ad azioni clamorose». Le testimonianze di alcuni esodati dell’ Artsana di Grandate

 

A quasi due anni dall’intervento del governo Monti permane una situazione di grave incertezza per centinaia di lavoratori comaschi. In provincia gli esodati, figli (illegittimi) della riforma Fornero, sono circa un migliaio (di cui oltre 200 seguiti dal patronato della Cgil). Vivono in molti casi una condizione drammatica: senza lavoro, senza previdenza, senza ammortizzatori sociali, obbligati a pagare i contributi. Con il paradosso che, per andare in pensione, gran parte di loro si stanno bruciando i risparmi.
Come alcuni ex impiegati dell’ Artsana di Grandate. «È stato firmato nel 2009 un accordo sindacale che prevedeva l’accompagnamento alla pensione per 100 persone – spiega Alessandro Tarpini, segretario provinciale Cgil Como – tutti occupati con 39-40 anni di lavoro alla produzione, alla catena di montaggio. Dalla sera alla mattina si sono ritrovati la vita stravolta, con il traguardo previdenziale spostato in là anche di 40 mesi. Senza ammortizzatori sociali».
È il caso di Roberto Coppa, 56 anni e 39 di contributi: «sto finendo i risparmi, e dovrò continuare a pagare per altri due anni e dieci mesi». Anna Verrillo invece fa parte della categoria dei “salvaguardati” dal governo, ovvero quelle persone che hanno lasciato il lavoro entro il 4 dicembre 2011 e che matureranno i vecchi requisiti per il pensionamento entro il 2013. Anche in questo caso la situazione non è rosea. L’Inps infatti non ha ancora inviato le lettere, lasciando i lavoratori in una sorta di limbo:«Quando ho accettato l’accordo sindacale avevo delle prospettive – spiega Verrillo – ad oggi non so ancora cosa sarà di me. L’incertezza mi sta logorando».
Per la Camera del Lavoro comasca la pazienza è finita. «il tempo è scaduto», afferma Ivan Garganigo, segretario provinciale Filcams Cgil. Gli fa eco Tarpini: «Il 14 ottobre abbiamo invitato a un incontro i consiglieri regionali e i parlamentari comaschi per fare il punto sulla situazione. In campagna elettorale gli esodati erano al centro. Fino ad ora non è stato ancora fatto nulla. Noi, da parte nostra, non escludiamo azioni clamorose» [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

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