logo_350_anni_biblio CS2350 anni della Biblioteca comunale di Como

Da giovedì 7 novembre fino gennaio sono state organizzate diverse iniziative per festeggiare i 350 anni della Biblioteca comunale del capoluogo lariano (il calendario delle iniziative). Il logo per il 350° è opera dell’Accademia “Aldo Galli” di Como, che l’ha omaggiato all’istituzione cittadina, con cui è stato ideato un «percorso di promozione reciproca stabilendo una collaborazione positiva tra l’Istituto, la Biblioteca ed il Centro stampa comunale». La ricorrenza è stata stimolo per nuovi rapporti anche con l’Istituto comprensivo Como centro città, i cui studenti del corso ad indirizzo musicale «effettueranno una ricerca sui fondi musicali della Biblioteca e parteciperanno all’organizzazione della mostra Libretti d’opera, spartiti e partiture», mentre «con il Liceo classico “Alessandro Volta” è in corso di definizione il programma delle iniziative collaterali».

Ad oggi la Biblioteca comasca «possiede circa 440mila documenti consistenti in opere di narrativa, saggistica, quotidiani e periodici, fotografie, patrimonio antico e raro, stampe, grafica d’arte, cartoline e materiali multimediali (Vhs, Dvd, Cd audio)» con un incremento annuo di circa 5mila documenti «in parte acquistati, in parte provenienti da donazioni dei lettori ed una piccola quota consegnata dagli editori della provincia di Como quale deposito legale». Aperta 301 giorni all’anno, per 52 ore settimanali, accoglie 100mila utenti annui, che hanno preso in prestito 124.645 libri e multimedia, di cui 10.017.

«La storia della Biblioteca di Como – spiega Chiara Milani, responsabile scientifico Biblioteca – è legata al lascito testamentario del giurista comasco Francesco Benzi che nel 1663 con il proprio patrimonio librario e una rendita per il mantenimento, istituì il primo nucleo, annesso al Collegio dei nobili giureconsulti, destinato a diventare la Biblioteca di Como».

«Nel 1749 vengono stabiliti nuovi orari di apertura al pubblico e nel 1773 si acquisisce il patrimonio librario della soppressa Compagnia di Gesù – spiega una nota storica del Comune di Como –. Grazie all’interessamento di Alessandro Volta presso il governatore del Lombardo Veneto Carlo Firmian, la dotazione libraria si incrementa di libri moderni e di opere scientifiche. Divenuta proprietà della Municipalità comasca nel 1796 dopo l’arrivo dei francesi, la Biblioteca si arricchisce nel 1799 anche dei fondi librari delle corporazioni religiose soppresse. Nel 1811 la biblioteca viene trasferita nell’attuale edificio del Liceo classico a Porta Torre, presso la Sala Benzi disegnata dall’architetto Simone Cantoni. Per tutto il corso del secolo la Biblioteca ha ricevuto donazioni e acquisito intere collezioni di libri rari (Collezione Mochetti, Mondelli, Silva, Pogliani). Da un inventario del 1815 risulta che i volumi posseduti erano 12mila; nel 1843 17mila. L’elenco dei donatori dell’Ottocento e del Novecento è inciso in una lapide collocata nell’atrio dell’edificio attuale».

«Nel 1898 alla Biblioteca viene annesso temporaneamente l’Archivio storico comunale – prosegue lo scritto – che, verso il 1930, ebbe una sede propria prima di essere portato, nel 1947, all’Archivio di stato di Como. Nel 1903 la Biblioteca osservò un periodo di chiusura per il riordino e la riorganizzazione dei volumi. Con l’introduzione della legge sul diritto di stampa del 1910 il patrimonio è incrementato e, nel 1912, la Biblioteca contava 50mila volumi ed oltre 5mila opuscoli. Le donazioni di collezioni di libri del Novecento portano i nomi del medico collezionista Giuseppe Ghislanzoni, del giornalista Arnaldo Cipolla, del germanista Aristide Baragiola, del musicista Marco Enrico Bossi e di Massimo Bontempelli il cui carteggio venne donato dalla moglie. Nel 1962, anno di progettazione della nuova sede, il patrimonio ammontava a 164mila titoli. Nel 1969, alla vigilia del trasloco nella nuova e attuale sede, risultato dell’integrazione dell’antica casa del papa comasco Innocenzo XI ristrutturata e ampliata con nuovi spazi per ospitare i servizi al pubblico, la Biblioteca possiede 185mila titoli con alcune migliaia di documenti ospitati fuori dalla sede di via Cesare Cantù. Nella nuova sede inizia un’intensa attività culturale con conferenze ospitate presso l’ampia sala convegni e incontri di promozione alla lettura. L’interesse suscitato dalla nuova collocazione della Biblioteca è testimoniato dalla presenza di intellettuali e personalità che vengono ospitati per conferenze, presentazioni di libri e per promuovere la nuova sala ragazzi. Molte anche le acquisizioni degli anni successivi: gli archivi Raimondi-Mantica, Odescalchi, Tatti, Sfondrati, Lucini e il fondo fotografico Brunner. Nel 2002 si concludono i primi lavori di ammodernamento con la ristrutturazione dell’atrio e di alcuni spazi (sala ragazzi, emeroteca e sala conferenze, sale studio, distribuzione). Gli ultimi anni sono stati dedicati all’attivazione di nuovi servizi, a progetti di riordino degli archivi ed alla creazione di una banca dati bibliografica in rete geografica territoriale». [md – ecoinformazioni]

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